L’inverno del mio scontento: breve riflessione di Nicola

Pubblicato: 03/03/2011 in articolo

Luci e ombre di un blog generalista.

Il titolo di questo bel libro di Steinbeck, che ho letto tantissimi anni fa, mi ha fatto rimuginare questi pensieri.

Sarà perché in questi giorni non sto bene di salute, sarà perché stando chiuso in casa ho più tempo per pensare, insomma sarà perché sono un po’ giù di corda che oggi non ho voglia di pubblicare né poesie, né racconti né strisce comiche…

Invece oggi voglio parlare delle mie difficoltà a tenere un blog generalista, cioè un blog che aveva come scopo l’apertura ad altre voci, voci diverse dalla mia, ma che interagissero fra di loro al comune scopo di ampliare la comunicazione a nuovi orizzonti, allo scambio di idee, al formarsi di nuove amicizie o al consolidarsi di quelle vecchie..

Invece, nulla di questo sta avvenendo. Certo, qualcuno dà un occhiata fugace qui, qualcuno legge, qualcuno lascia un commento, ma il tutto all’insegna di: ho risposto all’appello, buongiorno e tanti saluti. Cosa vuole costui?

Non sento partecipazione, non sento vita attorno a questo progetto, per cui mi chiedo: vale la pena di portarlo avanti? Un messaggio vale solo se qualcuno lo legge, lo recepisce e lo segnala ad altri. Altrimenti non ha nessun valore, è solo perdita di tempo, un inutile spreco di energia.


Anche il mio cane è annoiato in questi giorni.

Scusate lo sfogo.

Nicola

P.S.

Ieri sera, in pizzeria, ho assistito a questo colloquio:

«Vorrei una pizza d’asporto.» dice uno davanti a me.

Il cuoco gliela prepara e, prima di consegnargliela, chiede:

«Vuole che gliela tagli in 4 o 6 pezzi?»

L’uomo ci pensa un po’, poi risponde:

«La tagli in 4 pezzi. Non credo di avere abbastanza fame da mangiare 6 pezzi…»

Non sarà una gran consolazione, ma nel mondo c’è chi sta messo peggio di me!

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commenti
  1. Sissa ha detto:

    Caro Nicola
    capisco e comprendo lo sfogo.
    Mi dispiace saperti depresso e di salute non al top. Spero tu guarisca del tutto e immediantosto subitampresto.
    Mi permetto di darti qualche spunto riguardo alla tua esternazione sopra, vedi tu cosa farne.
    – Forse il tuo ritmo di pubblicazione è eccessivo per gli standard della vita metropolitana.
    Ho letto tutto ma non tutto secondo me poteva essere commentato (anche perchè a volte due righe richiedono tre quarti d’ora).
    – Prima che si crei confidenza tra le persone, sai quanto tempo ci passa? Non pretendere subito ciò che richiede in condizioni normali mesi o forse anni.
    – Nell’economia di una giornata di fretta bisogna lasciar perdere quelle che sono inezie, rispetto alla produttività che ognuno di noi è tenuto ad aumentare quotidianamente in campo lavorativo e affettivo, se ben ci pensi. Cioè intendevo: magari non sono inezie, ma qui in rete tutto va velocissimo perciò quando hai il tempo di mettere a fuoco e dire qualcosa di sensato su un brano letto, esso è passato nel dimenticatoio, non è più attuale, e ce ne è uno nuovo che preme!
    – Ritengo, ed è un mio personale parere, un errore il voler pubblicare con regolarità cronometrica: se qualche volta non avessi nulla da dire non sarebbe un dramma, non trovi? Perchè con la tua mordente ironia non racconti quello che succede in casa da te, stile guareschi (mi pare che di argomenti tu ne abbia ultimamente, non pensi?) , o non ti metti a recensire alla tua maniera libri o film o eventi del tuo quartiere o accetti stesse cose dagli altri? Il numero dei commenti potrebbe non aumentare, però guarda: sarebbe un seminare che è lo scopo vero della vita.
    – C’è il rischio, secondo me, che questa tua doglianza trasformi il tuo blog in un luogo come quello di quel tizio che voleva a tutti costi la foto, il nome e il cognome dei partecipanti, lo scrivere un tot al giorno e impegnarsi a commentare gli altri, ma senza offendere. E se non ci stavi d’ufficio dopo tot giorni ti s-cancellava. Insomma: un’altra pastoia come quella che ciascuno di noi ha al di qua del monitor!!!
    Invece, anche se non senti arrivare addosso il successo, io ti sono grata per la libertà che lasci: solo le persone veramente generose possono regalare la libertà perchè sono forti e ne hanno una scorta infinita…
    Sappi che io ti vedo pioniere e prego che tu vada avanti comunque perchè non posso pensare che una persona come te sia appesantita nelle sue azioni dall’avere un ritorno (in termini di gratificazione) e molti commenti o lettori o scrittori.
    Ricorda la fatica che hanno fatto coloro che da New York andavano verso il FAR WEST…
    Eppure oggi il premio oscar si consegna ad Hollywood…
    Dài, che ce la fai, Nic!
    Ciao, forza e coraggio
    Sissa

    • nicolalosito1942 ha detto:

      Cara Sissa,
      grazie per il tuo gradito intervento e per le interessanti considerazioni espresse.
      Il malumore mi è passato e anche il mio stato di salute è migliorato, perciò posso risponderti con grande serenità di spirito.
      Il mio sfogo nasceva dall’avere capito di essere in una condizione molto diversa da quella di quasi tutti coloro a cui il mio blog era rivolto. Infatti, a parte un paio di amici in pensione come me, tutti gli altri hanno un’attività, dei figli, una famiglia da accudire, per cui il tempo da dedicare a un blog è molto limitato.
      Dunque la mia condizione è privilegiata rispetto a quella di chi mi segue ogni tanto: non posso pretendere di più perché quasi nessuno ha a propria disposizione il tempo che ho io.
      Inoltre ho capito che condurre un blog a scadenza obbligata e ravvicinata è un impegno difficile da mantenere anche se di tempo ne ho parecchio.
      E’ stato un esperimento di cui però non mi pento.
      Perciò lascerò il blog in animazione sospesa e lo riattiverò quando avrò cose interessanti da comunicare.
      Un abbraccio.
      Nicola

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