Piove, governo ladro! – Scrittura per ipotassi o per paratassi?

Pubblicato: 13/03/2011 in Appunti di scrittura, articolo
Tag:

libro

Giornata piovosa, oggi domenica 13 marzo 2011, dunque è proprio il tempo adatto per cazzeggiare un po’ sui “metodi di scrittura”.

Vi siete mai chiesti, amici miei scrittori/poeti, come normalmente organizzate il vostro fraseggio quando scrivete un brano di prosa?

Siete, cioè, amanti dell’ipotassi o della paratassi?

Da internet ho prelevato ciò che segue: ricopio qui il tutto perché mi sembra molto chiaro ed esaustivo.

L’ipotassi (dal greco hypó, “sotto” e táxis, “disposizione”) è la strutturazione sintattica per cui in un periodo le proposizioni vengono ordinate secondo un rapporto di subordinazione, vale a dire di dipendenza logica o temporale (ad esempio, “dopo aver chiuso il libro, spensi la luce”). L’ipotassi ha lo scopo di mettere in evidenza, in modo più o meno esplicito, le relazioni logico-temporali che intercorrono tra le varie proposizioni. È questo il modo di periodare elaborato dalla prosa classica e più comune nella prosa d’arte: il risultato è un taglio stilistico elaborato, lontano dal livello colloquiale.

Al contrario, la paratassi (dal greco pará, “vicino” e táxis, “disposizione”) è la strutturazione sintattica per cui in un periodo le proposizioni vengono coordinate, risultando in tal modo equivalenti tra loro e non interdipendenti (“chiusi il libro e spensi la luce”).
È tipica del linguaggio semplice e popolare, e crea l’effetto stilistico di velocità e immediatezza comunicativa.

PARATASSI: è un modo di costruire il periodo (frase complessa) caratterizzato dall’accostamento di diverse frasi allo stesso livello, ossia coordinate tra loro. Inoltre, quando si scrive un testo paratattico, si intende lasciare la suspence che induce il lettore a saperne di più sul testo letto. È un testo accessibile a tutti.

IPOTASSI:  è la strutturazione sintattica per cui il periodo è caratterizzato da diversi livelli di subordinazione.

Per la sua rapidità, la paratassi è la struttura più frequente nella lingua parlata; ma si ritrova anche negli scrittori che prediligono uno stile “spezzato”, semplice e dinamico. Il termine ipotassi si riferisce di solito alla subordinazione con congiunzione espressa. la coordinazione e la subordinazione sono chiamate anche, rispettivamente, paratassi e ipotassi.

IN PRATICA SI HA UNA PARATASSI QUANDO LE DUE FRASI, CHE NE COSTITUISCONO UNA SOLA, POSSONO TRANQUILLAMENTE ESSERE DIVISE DALLA CONGIUNZIONE E CONTINUARE AD AVERE UN SIGNIFICATO, INDIPENDENTEMENTE L’UNA DALL’ALTRA.

SI PARLA DI IPOTASSI, INVECE, QUANDO LA FRASE SECONDARIA E’ SUBORDINATA ALLA PRIMA, O DIPENDENTE, DI CONSEGUENZA SENZA LA PRINCIPALE NON AVRA’ SENSO COMPIUTO, IN PRATICA SI DIRA’ CHE E’ AGRAMMATICALE. NORMALMENTE L’IPOTASSI E’ PRECEDUTA DAL COSI’ DETTO COMPLEMENTATORE, E CIOE’ IL PRONOME RELATIVO, MENTRE NELLA PARATASSI IL COMPLEMENTATORE E’ COSTITUITO DALLA CONGIUNZIONE SUBORDINATA E CIOE’: e, o, ma, per…ecc. ecc.

Tornando a noi, dunque se scrivo:

Piove, governo ladro!  Ho usato la paratassi

Piove perché il governo è ladro! Ho scelto di usare l’ipotassi.

 

Chiaro, no?

Per quel che mi riguarda, preferisco la paratassi però, quando scrivo un racconto le uso entrambe. Usando solo frasi brevi (scrittura per paratassi) intendo accelerare il ritmo della narrazione, se invece ho la necessita di avere un rallenti, ad esempio quando il protagonista fa una riflessione, oppure quando descrivo un luogo, allora trovo più adeguata una scrittura per ipotassi.

Saluti cari.

Nicola

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commenti
  1. Sissa ha detto:

    Accidenti!
    Sissa

    P.S. Cito Claudio Lombardi “Sono i pensieri che devono essere l’essenza del piacere di essere espressi, vissuti; e allora la penna corre felice senza intoppi, senza esitazioni.”

  2. Gigo ha detto:

    Buuuuu

  3. Dario ha detto:

    Buongiorno,
    lei ha scritto “preferisco la paratassi però, quando scrivo…”. La virgola avrebbe dovuto metterla prima del “però”: “Preferisco la paratassi, però quando scrivo…”. Anche in “Saluti cari” c’è un problema di virgola (in questo caso omessa): Saluti, cari. Io avrei usato “esauriente” al posto di “esaustivo”. Grazie.

    • Nicola Losito ha detto:

      A voler proprio essere pignoli, cioè usando molte virgole, la frase citata andava scritta così:
      “preferisco la paratassi, però, quando scrivo, le uso entrambe. C’è l’inciso “quando scrivo” che andrebbe messo tra due virgole. Per amore di sveltezza ho scelto di usarne di meno, spezzando l’intera frase in due. So che qualcuno avrebbe evitato tutte le virgole, essendo l’intera frase molto breve.
      Al posto di cari, in realtà, avrei dovuto scrivere “cordiali” e anticipare l’aggettivo. Questo, comunque, era il senso del mio saluto.
      Per la Treccani, esauriente ed esaustivo sono sinonimi equivalenti. Vanno bene entrambi.
      Cordiali saluti.
      Nicola

      • Dario ha detto:

        Grazie della sua risposta.
        Sì, capisco che la fretta possa giustificare alcune omissioni e che la sua analisi sulle virgole sia esatta, ma mi permetta di insistere sul fatto che nella sua frase “Per quel che mi riguarda, preferisco la paratassi però, quando scrivo un racconto le uso entrambe” le virgole mancano sì, ma nei punti sbagliati: se proprio vogliamo sbarazzarci di qualche virgola, ce la prendiamo con quelle dell’inciso “, quando scrivo, “. Non possiamo lasciare solo la virgola dopo il “però”, non sta in piedi. Se si vuole usare solo una virgola, la si deve per forza mettere prima del però. Esempio: nella frase “Sono una persona a cui piace uscire, però, quando piove, preferisco rimanere a casa”, le virgole sono, come suggerito da lei, al punto giusto (una prima e una dopo “però”, una dopo “piove”). Ma se dobbiamo lasciarne soltanto una, dobbiamo per forza mantenere quelle dopo “uscire”. O, in alternativa, come ha scritto lei, toglierle tutte.
        Per il “Saluti, cari”, probabilmente io avevo interpretato quell’espressione in modo errato, ovvero non come “Saluti cari” nel senso di “Cari saluti”, ma come “Saluti (miei) cari (amici)”, come se, accomiatandosi dai propri amici dopo una serata, io dicessi “Saluti, cari”.

      • Nicola Losito ha detto:

        Mi trovi d’accordo su tutto.
        Nicola

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