Dieci motivi per non scrivere e altri dieci…

Pubblicato: 16/01/2012 in Appunti di scrittura, articolo, recensione
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Stop_blogging

Ormai lo sanno tutti, da quando sono in pensione spendo il mio tempo libero cazzeggiando su Internet: il più delle volte è tempo perso inutilmente, tempo che, a detta di mia moglie, potrei utilizzare più proficuamente facendo mille altre cose più intelligenti…

Vabbé, però, in questo mio navigare senza costrutto ogni tanto mi capita d’incontrare gente interessante, tipo il simpatico scrittore di fantasy/fantascienza Alessandro Girola che tiene, come me, un blog sulla piattaforma WordPress dall’intrigante titolo: Plutonia Experiment – Quantum Blog.

Lì su ho trovato due bellissimi post consecutivi che riporto più avanti e che spiegano il successo di questo blog presso gli internauti. Il numero dei commenti che Girola riceve, infatti, è notevole e non certo confrontabile con quello che contraddistingue I pensieri e le divagazioni del Signor Giacomo, la mia amata ma pochissimo seguita creatura…

Per fortuna la mia invidia per il successo altrui è “costruttiva”, nel senso che non mi deprimo quando vedo il grande appeal di altri blogger, anzi questa mia percezione della realtà mi spinge a pensare che se tantissimi “altri” sono più bravi e interessanti di me la colpa è solo mia e devo darmi da fare per migliorare me stesso e il mio prodotto…

Migliorare non è facile, forse basterebbe che mi applicassi un po’ di più. Accidentaccio, non vorrei che oggi, da vecchietto, si ripetesse la storia di quando ero bambino con gli insegnanti che dicevano a mia madre: “… suo figlio non è stupido… il fatto è che non si applica abbastanza!”  ROFL_C~1

Ok, bando alle chiacchiere, eccovi su un bel piatto d’argento, i due famosi post di Alessandro Girola che ringrazio di cuore per averli pensati e pubblicati… prima di me.

“Un lodevole proposito per il 2012 potrebbe essere quello di allontanare più gente possibile dal pericoloso mondo della scrittura.
Scrivere è una passione senz’altro interessante, ma come poche in grado di logorare fegato e cervello.
L’Italia è sempre più un paese di allenatori di calcio, di latin lover, ma anche di scrittori ed editori. Si potrebbe quasi dire che ci sono più tizi che scrivono (e pubblicano) che non lettori. Senza tener conto di chi si improvvisa imbrattacarte o editore solo perché ogni tanto va di moda farlo.

Il mio spassionato consiglio, quindi, è di non mettervi a scrivere, piuttosto
dedicatevi alla fotografia, alla musica, alla cucina, al giardinaggio. Tutte cose più tranquille, rilassanti e anche con prospettive economiche non disprezzabili. Questi, dunque:

DIECI MOTIVI PER NON DEDICARSI ALLA SCRITTURA

di Alessandro Girola

1. Girano pochissimi soldi. In Italia gli scrittori che vivono della loro arte sono forse una decina. I libri rendono qualche spicciolo o poco più. In quasi tutti i casi non si va nemmeno in pareggio col tempo e le risorse spese in fase di creazione. Il numero degli acquirenti di cartacei e/o ebook è esiguo. I canali d’informazione dedicati ai libri sono scarsissimi e spesso autoreferenziali.

2. Gli editori italiani sono dei cialtroni. Fanno eccezione pochi, lodevolissimi casi, ma per il resto il panorama è catastrofico. Imprenditori incompetenti, avventurieri delle parole, dilettanti allo sbaraglio, gente che non paga. Il panorama umano è davvero variegato, ma quasi esclusivamente in senso negativo.

3. Scrivere è un attività priva di sex appeal. Nessuno vi troverà affascinanti se affermerete “sono uno scrittore”. Al limite vi guarderanno con sospetto. In fondo siamo uno dei paesi europei con meno lettori in proporzione alla popolazione alfabetizzata. Meglio imparare a giocare a calcio, o fare le modelle.

4. Le soddisfazioni sono poche. Aspettatevi un numero esiguo di complimenti, anche nel caso in cui decideste di regalare i vostri lavori. Pochi feedback, qualche “grazie” sibilato tra i denti, molte critiche (vedi punto 5).

5. Le critiche sono tante. Qualunque cosa voi facciate, troverete sempre il tizio disposto a bocciare il vostro lavoro in nome di una decina di refusi sparsi in duecento pagine di libro.

6. I parassiti vi stresseranno. Per la serie “io parlo bene del tuo libro se tu parli bene del mio”. Oppure, altro esempio “io ti invito a scrivere un racconto per la mia antologia, in cambio tu cerchi di venderla ai tuoi amici”. Qualità, disinteresse, passione? Parole che presto dimenticherete.

7. Troll alle porte. Oltre ai criticoni citati nel punto 5, si faranno presto vivi anche i veri e propri troll. Blogger la cui esistenza sembra vincolata alla sacra missione di distruggere la dignità degli scrittori, e non solo di esercitare un sacrosanto diritto di critica. Attaccheranno voi, le vostre opere, la vostra persona, la vostra etnia, ogni singola parola scritta fuori posto. Vi renderanno la vita un inferno.

8. La dipendenza. Piaccia o meno, la scrittura causa dipendenza. Ed è una passione che richiede tempo, impegno e fatica. Scrivere di notte, nei ritagli tra lavoro, famiglia e vita sociale può diventare un inferno, un’ossessione. Per poi arrivare a un dunque e cadere nei problemi citati finora.

9. Solitudine. Forse è esagerato dire che scrivere è una passione solitaria, ma di certo non è nemmeno l’espressione artistica che vi permetterà di conoscere chissà quante persone.

10. Un giorno arriverete a scrivere una lista come questa, e cercherete di riderci su.

Ecco invece:

DIECI MOTIVI PER DEDICARSI ALLA SCRITTURA

di Alessandro Girola

1. Anche se non pubblicherete mai nulla, nemmeno un racconto, imparare a scrivere in un italiano corretto e piacevole è un obiettivo di per sé nobile.

2. Creare storie è un’attività intellettuale che può tornare utile in molti settori estranei all’editoria. Per esempio nei rapporti sociali, o per scrivere un curriculum, o per interagire su Internet.

3. Col progressivo diffondersi di ebook ci si può svincolare dai farraginosi meccanismi dell’editoria tradizionale, lenta e marchettara. Se avete tempo ed energie da impiegare nelle public relations potreste ottenere buoni risultati anche con le autopubblicazioni.

4. Migliorare la vostra scrittura migliorerà di conseguenza la vostra capacità di analisi da lettore.

5. A livello meramente economico la scrittura è la forma artistica che richiedere il minor investimento iniziale di soldi. Vi basterà un computer o, se siete della vecchia scuola, carta e penna. E poi chissà…

6. Aprirsi a un pubblico esterno – non solo amici e parenti – vi servirà a tracciare le giuste proporzioni delle vostre capacità, e quindi a conoscervi meglio.

7. Oltre agli inevitabili troll troverete anche dei lettori gentili, entusiasti e puntuali nel farvi capire cosa funziona e cosa va perfezionato.

8. Essendo scrittura e lettura due attività oramai di nicchia, potreste trovare degli spiriti affini con cui condividere queste passioni, sentendovi un po’ meno isolati.

9. Ci sono dozzine di ottimi progetti di scrittura condivisa o partecipativa. Se avete pochi stimoli, se temete di non trovare un pubblico, beh, queste occasioni sono l’ideale per mettere in mostra le vostre capacità.

10. Male che vada vi farete una cultura globale più ampia, il che non viene granché valorizzato nel nostro paese, ma a livello umano e personale ha un valore impareggiabile.”

*********

Davvero formidabili questi due post, vero? A me ha colpito di più la prima lista: si capisce che Alessandro Girola ha vissuto sulla sua pelle ciò che la scrittura procura alla mente di chi da tempo si dedica a questo hobby e che da hobby non si è mai trasformato in lavoro a tempo pieno, remunerato adeguatamente. Ma oggi, in Italia, chi può permettersi di vivere con i proventi delle vendite dei propri libri?

E va bene, Girola mi hai convinto: anch’io smetterò di scrivere… MOST_P~1

Nicola

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commenti
  1. sissa ha detto:

    Ho apprezzato soprattutto la seconda parte. La prima è solo verissima, ma non se ne può più della verità, dei comportamenti logici, di quelli che convengono maggiormente o di quelli che “assolutamente non si può/non si deve”! Scrivere è terapeutico, secondo me. Aiuta ad avvicinarsi alla essenza della vita, guardandola da lontano. Mica male, vero? Di solito nella me…lma ci si sprofonda!
    Lo scrivere è mutevole, come le persone. Scrivere è un mondo, indipendentemente da quello che ci ricavi in termini di soddisfazione, di arricchimento culturale o di danari.
    C’è in giro un libriccino ristampato del grande Buzzati, qualcosa del tipo “Come riuscire oggi a pubblicare un romanzo” o “E’ conveniente oggi pubblicare un romanzo?” o “Consigli per pubblicare un romanzo”, non ricordo bene. E’ un’edizione rara, piccola, costosissima con poche pagine spesse e rugose, gialline, rilegate a filo e stampate sul foglio ripiegato in 4 da tagliare. Cavoli, mi fa venire l’acquolina in bocca. Non ricordo nè titolo nè editore. In una libreria vicino a casa mia ne era rimasta, fino a ieri, una sola copia. Chi la trova e la compra, secondo me, vince un tesoro (o solo l’orgoglio di essere tra i pochissimi detentori di quel pensiero in quella forma).
    Grazie Nic della segnalazione: merita! Cari saluti Sissa

    • Nicola Losito ha detto:

      Non so se i dieci motivi che spingono a scrivere siano forti quanto quelli che consigliano di smettere. Di certo, rispetto a quelli, questi ultimi non hanno lo stesso impatto nella mente di chi ha creduto che sedendosi a una scrivania e tentando di mettere su carta storie ed emozioni personali da condividere con gli altri fosse, in qualche misura – piccola o grande – di per sè degno di riconoscimenti pubblici e remunerati…
      Nella realtà 2012 a nessuno interessa quello che tu scrivi se non sei conosciuto per mille altre ragioni che prescindono dalla letteratura. Oggi devi essere già famoso (non importa se positivamente o negativamente) per avere la possibilità che le grandi case editrici ti guardino come “merce” vendibile in libreria o nei superstore.
      Da anni si stampano troppi libri, in gran parte pessimi, la cui scelta editoriale di fondo è basata su quanto appena detto. Agli esordienti capita raramente il colpo di fortuna di essere scovato e valorizzato. Da qui nascono le ragioni dei primi dieci punti. Gli altri dieci sono una magra consolazione, anche se hanno grande importanza intrinseca, per chi nella scrittura ci mette il massimo impegno.
      Nicola

  2. Sissa ha detto:

    Scusa se ribatto: ma “chi ha creduto che sedendosi a una scrivania e tentando di mettere su carta storie ed emozioni personali da condividere con gli altri fosse in quale misura – piccola o grande – di per sè degno di riconoscimenti pubblici e remunerati” ha sbagliato in partenza. Non credo sia giusto agire in caccia di riconoscimenti in nessun campo. Non vi sono mai ricompense di nessun genere da nessuna parte. E per favore, tu non smettere mai di scrivere. Ogni volta che lo dici mi spavento. Una volta o l’altra ti potresti prendere sul serio… Ciao Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie, Sissa, per quello che scrivi: tu sei un’amica speciale.
      Fai parte di quel gruppo di persone (al numero 7 della seconda lista, non troll) gentili, entusiaste e puntuali che mi leggono e mi dicono sempre quando i miei testi fanno pena oppure possono andare.
      Se avessi 10 amici come te non avrei problemi a continuare a scrivere.
      La realtà è molto diversa. Comunque non preoccuparti, la penna non l’ho ancora appesa al chiodo… ahhahahah
      Nicola

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