Da vicino nessuno è normale di N. Losito

Pubblicato: 23/01/2012 in articolo, umorismo
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Psicologo

Mettendo ordine fra le carte accumulate sulla mia scrivania è saltato fuori un volantino pubblicitario del 2001 dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini su cui ho letto la tremenda frase che ha dato il titolo al mio post odierno:

Da vicino nessuno è normale”

È come dire che tutti , sia io che scrivo queste brevi note e voi che mi leggete, se osservati da vicino, abbiamo qualcosa che non va e che, in qualche maniera, piccola o grande, ci allontana dalla “normalità” dei comportamenti.

Per mia moglie, ad esempio, il mio stare quasi tutto il giorno chiuso in casa a cazzeggiare davanti a un computer, è un chiaro (chiarissimo…) segno di anormalità.

Dissento vivamente da questa analisi grossolana per diversi motivi:

· Primo, perché davanti al computer io non cazzeggio, ma produco cultura…

· Secondo, è inverno e fuori fa freddo.

· Terzo, la mia auto è un euro 3 a gasolio e non mi è permesso andare in giro per Milano perché inquino l’aria.

· Quarto, dovrei farmi la barba ogni giorno e spesso non ne ho voglia.

· Quinto, all’una devo portare fuori il cane di mia figlia a fare la cacca e questa è un’enorme seccatura.

· Sesto, chi può stabilire con esattezza cosa s’intende per “normalità”?

· Settimo, settimo… Beh, al momento non mi viene in mente: ma di sicuro c’è un settimo, importantissimo, motivo che mi permetta di contestare ciò che pensa di me mia moglie.

Ohibò!   ROFL_C~1

Nicola

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commenti
  1. Sissa ha detto:

    Concordo con l’assunto del Paolo Pini e mi lancio in una ardita speculazione pseudo-psico-filosofica: Da lontano siamo tutti sanissimi.
    Sono certa che esista un punto di vista dal quale appare evidente che i due motti, quello originale e quello stravolto, dicono la stessa identica cosa, mettendo l’accento su fenomeni diversi, non credi?, riguardo alla visione del mondo, di se stessi, della follia e del senso della vita. Prova a pensarci, a discuterne con tua moglie e vedi se riesci a convincerla del fatto che non sei matto come un gatto mentecatto che acchiappa un grosso ratto di birra strafatto che stringe un segreto patto pensando me la batto! prima di cedere al ricatto.
    Come puoi notare, sei in buona compagnia. Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Mia moglie dovrebbe smetterla di lamentarsi di me!
      Un antico proverbio dice che: “Quando un marito non è né cieco né zoppo, è già una grazia del cielo…” Meditate gente, meditate.
      Nic

  2. Giusy ha detto:

    Sì, mi sembrano tutte motivazioni anormalmente coerenti e coerentemente anormali … anche la settima 😀

  3. sissa ha detto:

    Beh, non sempre i detti antichi sono saggi…
    Comunque, marito o moglie, suocero o nonno, figlio o nipote o anche solo amico, cieco, zoppo o fusto e sorridente, siamo tutti persone, con un animo, magari di tanto in tanto stortignaccolo a volte lucido altre accogliente… Da vicino anormali, da lontano sanissimi o da vicino sanissimi e da lontano anormali. Vivaddio! siamo delle persone, non dei calcolatori capaci di sommare o detrarre e nient’altro! E non c’è null’altro da dire o da pensare. Mi sai dire da che libro è preso il seguente brano?
    “Benchè il sentiero segnato sulla mappa fosse in realtà una via erbosa larga quanto un viale e noi avessimo spazio abbastanza, rimanemmo stretti uno accanto all’altro, come ancora in barca. La via, leggermente rialzata, aveva l’aria di un argine verde, molleggiato ad ogni passo. E la donna, andando, stringeva il polso del soldato, per cui i due continuavano a muoversi, in lente spirali, come una coppia di ballerini, mentre il giocatore veniva dietro a far da terzo che sorride. Per un certo tempo riuscimmo ancora a figurarci di essere in una contrada in cui c’era modo di scampare alla storia e che al tempo stesso costituiva una terra vergine, qualcosa per poter ricominciare”.
    Lo “vivo” azzeccatissimo con tutto questo nostro discorso (o è soltanto il mio?) ma non sono in grado di spiegarne i motivi.Coraggio, Nic. Non è difficile. Ciao Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      La tua citazione è molto bella. Penso che sia di uno scrittore italiano della metà del secolo scorso, ma il cui nome non sono riuscito a individuare. Saperlo mi farebbe piacere.
      Confesso che prima di risponderti ho fatto una ricerca su Internet con google, ma non ho ottenuto risultati.
      Anzi no, cazzeggiando, ho scovato un incipit di un libro che avevo letto anni fa ma che non avevo memorizzato in testa. Un incipit che si adatta al post di questa settimana. Per semplicità ti dico che l’autore è Giorgio Faletti e il libro è ”Io uccido”, un giallo, modesto ma di successo.
      “L’uomo è uno e nessuno.
      Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.
      A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l’unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi a una corsa sfrenata sul cammino della follia. Tutto intorno è un continuo inseguirsi di facce e ombre e voci, persone che non si pongono nemmeno la domanda e accettano passivamente una vita senza risposte per la noia o il dolore del viaggio, accontentandosi di spedire qualche stupida cartolina ogni tanto.”
      Nic

  4. sissa ha detto:

    L’Assenza – una fiaba di Peter Handke, scrittore austriaco contemporaneo. Non credo possano “incollarsi” Faletti e Handke. Faletti in quest’incipit moraleggia. Il suo giallo è però accattivante e lo leggi in un fiato. Poi, è vero, forse non si ricorda più bene il concatenarsi degli eventi e ti perdi dei pezzi perchè non sono rimasti in te (ma sono stati scritti per creare un effetto montagne russe esterno al lettore). Però mentre lo leggi, a mò di droga, non lo molli nemmeno per una virgola.
    Handke scrive/racconta una lunghissima descrizione, che dura praticamente tutto il testo. Non dà giudizi. Crea effetti bongee jumping estremo con l’uso preciso del linguaggio, che ti vibra nell’animo fancendoti entrare in risonanza con te stesso. Qualche dialogo e sempre svolte dell’intreccio proprio in quei pochissimi dialoghi. Immagini da film. Pensavo che la triade dei personaggi (donna, giocatore e soldato) tramite google potesse illuminare. Dev’essere meraviglioso da leggere nella lingua originale, ma oramai l’ho persa. Libro decisamente difficile.

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