Umorismo

A guardare le statistiche del mio blog devo dire che il 90% dei miei lettori preferisce ridere (o sorridere) piuttosto che seguire le recensioni di libri o disquisizioni sulla scrittura. Che dipenda, come asserisce “topo” più sotto, dal fatto che quando parlo di argomenti seri sono noioso?

Può essere. Ammesso e non concesso che le statistiche rappresentino la realtà vera.

In tutta sincerità a me piacerebbe che ci fosse una via di mezzo, cioè che esistesse un tempo per sorridere e un tempo per riflettere, entrambi dotati di pari dignità. Vorrei, cioè, che le preferenze nel mio blog avessero la stessa equa suddivisione che c’è nella mia biblioteca: metà occupata da libri e metà da riviste umoristiche a fumetti. Chi segue il mio blog sa più o meno quali sono i miei gusti letterari; per quanto riguarda l’umorismo, invece, tutte le mie simpatie vanno a quella particolare branchia dei comics conosciuta sotto l’etichetta di strisce autoconclusive seriali.

Nel 1965 quando acquistai il primo numero di Linus, ero uno sbarbatello e da allora non l’ho più abbandonato. Dunque è da 47 anni che leggo e colleziono questo glorioso mensile di fumetti che ha ospitato e ancora ospita i più  grandi autori internazionali (e italiani) di strisce autoconclusive seriali. Con buona ragione, perciò, posso ritenermi un esperto, avendo visto passare davanti ai miei occhi quasi mezzo secolo di questa tipologia di arte comica/satirica accasata in Italia sulle pagine di Linus e, anni fa, anche su Eureka e Il Mago. Non per niente Il Signor Giacomo, da me ideato  e disegnato nel 1968, appartiene a tale categoria di fumetti umoristici e ha carinamente regalato il suo nome al mio blog.

Non so se i giovani di oggi apprezzano l’umorismo a quadretti, forse sono attirati da altre proposte editoriali, comunque nella mia giovinezza, in ambito universitario, era il top indiscusso della comicità ed io sono ancora legato sentimentalmente a quel genere. Diversi famosi autori di strisce autoconclusive sono deceduti, alcuni hanno cessato di disegnarle, altri continuano a sfornarle giornalmente, e parecchie serialità compaiono tuttora sui quotidiani più importanti del mondo. La ragione del loro successo nel tempo sta non tanto nella comicità (a volte esplosiva) della singola striscia, ma nella ripetitività delle situazioni vissute dai vari personaggi, ognuno dei quali si caratterizza con manie e talenti che li rendono unici e universalmente riconoscibili.

Nei Peanuts, Charlie Brown è lo sconfitto per antonomasia, Lucy è l’eterna bisbetica, Snoopy è il cane fantasioso, ecc. Questi caracters si sono mantenuti sempre psicologicamente identici nelle migliaia di vignette che li hanno visti protagonisti e sono riusciti a sopravvivere a Charles M. Schulz, l’autore, morto ormai da qualche anno. Nessuno ha sostituito Schulz nel disegnare i Peanuts eppure essi vengono periodicamente riproposti per farli conoscere alle nuove generazioni di lettori. Potrei citare tanti altri esempi per spiegare il successo di alcune strisce giornaliere che, intelligentemente, Linus da tanti anni raccoglie sul suo mensile o su libri a loro dedicati, però non è questo lo scopo del post odierno. Oggi, invece, voglio presentarvi tre autori di fumetti e dei caracters che, a mio parere, hanno buone chances di diventare di culto.

Il primo che mi viene in mente è Perle ai porci di Stephan Pastis: “topo”, il personaggio principale, è di una cattiveria/perfidia difficilmente riscontrabile in altri animali parlanti visti nei comics.

Perle1Perle2Perle3Perle4

Un altro che mi piace è Scott Adams, autore di Dilbert. Il suo disegno è essenziale e le battute non sono sempre facili da capire, però nel tempo questo disegnatore americano di 57 anni  è riuscito a far diventare simpatici persino capi ufficio stupidi e saccenti e impiegati fannulloni.

Dilbert1Dilbert2

Poi c’è Monty di Jim Meddick, dove il personaggio principale è il classico giovanotto sfigato con le donne e il perdente predestinato di ogni situazione in cui viene a trovarsi: un caracter in cui (ahimé) mi sono identificato in qualche passo, tutto da dimenticare, della mia vita…

Monty1Monty2

Dunque: solo umorismo o solo letteratura? A voi la risposta.

Per terminare, ringrazio Linus a cui ho “rubato” le strisce presentate oggi nel post e m’inchino ai rispettivi autori per la loro indiscutibile bravura.

Nicola

 

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commenti
  1. rosanna ha detto:

    Complimenti anche a te che sai scegliere “il meglio” e, a proposito di umorismo o letteratura, per quanto mi riguarda, posso dirti che apprezzo entrambi, ma essendo “l’umorismo” mediamente più veloce da leggere, a volte, finisco col predilegere questo. Trovo cmq più interessante la recensione dei libri (a volte, purtroppo, per le mille cose da fare, rimando la lettura, prefiggendomi di trovare il giusto tempo da dedicarvi!). Concludo suggerendoti di continuare anche nelle recensioni! Buon proseguimento, ciao Rosanna

    • Nicola Losito ha detto:

      Un blog può essere gestito in due modi:

      1) non tenendo conto del parere degli eventuali lettori e portando avanti un percorso personale non modificabile.
      2) avendo idee ben precise ma sapendo adattarsi, nel limite del possibile, ai gusti di chi spende un po’ del suo tempo per seguirti.

      La mia difficoltà sta nel fatto che pochi commentano i miei post, quindi non ho riscontri precisi sulle preferenze dei miei “followers”.
      Le statistiche, come sappiamo, spesso sono ingannevoli.
      Quanto hai scritto tu mi consola e chiarisce bene il tuo punto di vista, che poi coincide abbastanza con la “mission” del mio blog.
      Ma come la pensano i 100 e passa lettori che ogni settimana fanno una capatina qui?
      Mistero… ma forse è meglio così… ahahahah
      Nicola

  2. sissa ha detto:

    Sì, Nicola credo proprio meglio lasciare qualcosa di misterioso. (perdona se ho seguito tutte le parole destinate ad altri e le ho intrappolate in questo mio pensiero). Insomma, tu sei un tipo dannatamente in gamba ma se agisci cercando di compiacere, per poter accaparrare ancora più lettori, sei costretto a perderti, a rinunciare ad una parte di te. Scrivi o pubblica seguendo l’estro del momento, seguendo la tua urgenza interiore, che è solo tua e di nessun altro. Se poi ci si trova qualcuno nel tuo angolino del parco, tanto di guadagnato (ma certamente ci trovi qualcuno perchè, l’ho detto, sei in gamba e c’è chi viene a quella panca apposta per incontrarti) se invece non ci trovi nessuno – impossibile – almeno hai la soddisfazione di non esserti venduto, di esserti espresso di aver lanciato in aria un vetro che con i raggi del sole butta sul mondo e su di te molti fantastici colori piroettanti. Goditi quel momento di riverberi iridati e sii certo che chi commenta ha sicuramente del tempo a disposizione che magari molti altri lettori non hanno, ma ti seguono ugualmente, anche se da un po’ più lontano
    Ottimi i filmati, ottime le recensioni e Ottime tutte le strisce lassù. Apprezzo quando c’è da apprezzare, dipende dall’umore che dipende da un ambito mio esterno ed uno invece interno. Come potresti fare a tenerne conto e ad azzeccare tutte le volte il blog????
    Sissa

    • Nicola Losito ha detto:

      La domanda che ha dato il titolo al post era una provocazione.
      E’ ovvio che una sana risata sia molto più gratificante della lettura di un articolo, di un racconto o di una recensione anche se fossero di buona fattura, però – ed è quello che volevo dire – io sono convinto che non è bello, e nemmeno sano, mangiare sempre la stessa minestra.
      Chi ha la pazienza o buona volontà di seguire il mio blog non deve prendersela tanto se quello che passa il convento talvolta è insipido.
      L’impegno che ho assunto con me stesso è di non annoiare e di variare, seguendo la vena del momento, il piatto settimanale.
      Se poi una volta (o spesso) la pietanza servita non soddisfa il proprio gusto, chiedo pazienza.
      Il prossimo post sarà senz’altro migliore.
      Promesso.
      Nicola

  3. sissa ha detto:

    Ma chi ha mai detto che questo post deve essere migliorato? Trovo interessanti le tue recensioni; le tue scelte umoristiche sono veramente tali e non per finta, mah, non ti capisco stasera… sarà perchè sono stanca. Vado a nanna. Ma prima passo dal frigo: mi è venuta una strana voglia di groviera….Ciao.

    • Nicola Losito ha detto:

      Ovvio che la mia osservazione relativa a eventuali migliorie del mio blog non si riferiva al tuo commento, tra l’altro più che benevolo nei miei confronti, ma riprendeva il discorso su quel che penso circa le preferenze di chi mi legge e sulle tematiche che affronto nei miei post. Da quel che mi pare di avere capito i più preferiscono l’humour, poi vengono i racconti e gli articoli. Fanalino di coda sono le poesie. Di certo non proporrò in futuro solo barzellette, ogni nuovo post soddisfa sempre una mia esigenza del momento e seguono il mio umore.
      E chissà, vista la tua voglia di gruviera di ieri sera, che non mi decida di presentare prossimamente una ricetta sfiziosa… ahahahah
      Ciao.
      Nic

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