Vorrei essere uno scrittore così… di N. Losito

Pubblicato: 10/12/2012 in Appunti di scrittura, articolo, prosa, umorismo
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Della serie: gli scrittori di oggi supereranno i grandi del passato? – 2

Uomo che scrive_gabrielmetsu

Gabriel Metsu (1629–1667)

Osservate bene questo famoso quadro di Gabriel Metsu: si vedono un dipinto agreste con cornice dorata sulla parete retrostante, una finestra aperta (immagino) su un giardino fiorito, un tavolino quadrato impreziosito da un tappeto di scuola fiamminga, un calamaio d’argento ove intingere la penna, un mappamondo nell’angolo e un semplice ma elegante scranno per sedersi.

In primo piano c’è un distinto giovane che sta scrivendo qualcosa in una postura estremamente rilassata. Le sue gambe, infatti, sono incrociate ai piedi,  il tronco non è curvo sul tavolo ma è armoniosamente ruotato e piegato quel tanto da avere il viso col foglio bene in vista per seguire la penna che avanza. Il titolo del quadro è Uomo che scrive una lettera, invece io ipotizzo, anzi sono sicuro, che costui stia scrivendo l’incipit di un romanzo cavalleresco o marinaresco, visto che la location del quadro è l’Olanda, all’epoca potenza indiscussa dei mari. Il giovanotto ha un aspetto fresco e riposato e non mostra alcuna apprensione, ma sta scegliendo con cura le parole più adatte a raccontare la storia che ha in mente. Se avesse avuto ambasce o fretta, l’elegante cappello con frangia non lo avrebbe appeso in un angolo della sedia ma l’avrebbe buttato in terra, non vi pare?

L’ambiente semplice, essenziale, la luce che illumina la stanza, il pavimento accuratamente pulito sono tutti elementi che rendono gradevole il compito dello scrivano. Non c’è nessuno intorno a lui a dargli fastidio, non c’è la moglie (ammesso che sia sposato…) a lavare o lucidare il pavimento oppure la madre (supponendo che anche nel settecento esistessero i “bamboccioni”) che gli rompe le scatole ogni cinque minuti per i mille problemi che capitano (quasi sempre a sproposito) in tutte le famiglie di questa terra. Manca persino il classico cane di casa da portare in giro a fare i bisognini quotidiani.

Ciò premesso il giovane immortalato da Gabriel Matsu è nelle “condizioni ideali” per scrivere una splendida missiva o, come reputo io, un capolavoro letterario da tramandare ai posteri…

Ecco perché quello scrittore avrei voluto essere io e, forse, anch’io sarei riuscito a scrivere qualcosa di veramente importante e, prima di lasciare questo mondo, avrei vinto il premio Nobel.

Invece la mia realtà è questa:

man-tired-at-computer1

Dunque, cosa pretendete da me?

Nicola  A bocca aperta

Ps. La vignetta non è mia, ma è stata scaricata da Internet.

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commenti
  1. Sissa ha detto:

    Sto leggendo un libro fatto di libri. Si tratta di una raccolta di pareri su romanzi da pubblicare o da non pubblicare. Questi pareri sono stati scritti da grandissimi lettori o editor che sceglievano per un grande dell’editoria. Ecco cosa penso:
    Ma di quali grandi autori del passato parli?????
    Meglio, ma molto meglio non essere pubblicati nè ora nè mai, per non stare in compagnia dei mestieranti, che uccidono il senso della letteratura!
    Ciao NIc.

    • Nicola Losito ha detto:

      I grandi del passato sono tutti quelli che vengono ripubblicati e letti dalle nuove generazioni: ogni paese ne ha parecchi di cui vantarsi. Non sono di certo quelli che oggi vendono un milione di copie e che domani andranno nel dimenticatoio. Io, che non sono modesto, aspiro a essere letto anche fra due o trecento anni. Ahahahah
      Poi, purtroppo, mi sveglio e mi accorgo che non mi leggono nemmeno oggi…
      Comunque non ho nessuna intenzione di uccidere la letteratura: per questo evito di mandare in giro i miei manoscritti. Non vorrei che qualche editore incosciente decidesse di pubblicarli!
      Un po’ di sano umorismo non guasta mai.
      Ciao Sissa.

  2. anna maria liuzzi ha detto:

    oh, nicola… qualsiasi aspirazione si celi dentro noi, tu le rappresenti alla grande! e poi che dire, io in particolare, benché femminuccia, mi sono rivista tale e quale e ho riso di gran gusto: in un lunedì mattina persino più moscio dei miei soliti lunedì mattina. grazie.
    annamaria

    • Nicola Losito ha detto:

      A me piace giocare con le parole. Sono contento che tu abbia compreso l’esprit del post odierno.
      Un po’ di allegria non stona. Ci basta la realtà a deprimerci.
      Nicola

  3. oissela ha detto:

    Che tu ridia vita a Giacomo. Vale più una sua espressione o riflessione sulle donne e sulla politica,
    che tutto il resto.
    Oissela

    • Nicola Losito ha detto:

      E’ da un po’ che sto pensando di far rivivere Giacomo, ma sembra che ci siano grosse difficoltà a svegliarlo dal sonno catatonico in cui è caduto.
      Vedremo…
      Nicola

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