Fu vera gloria la mia? di N. Losito

Pubblicato: 14/01/2013 in amicizia, Appunti di scrittura, curiosità, freddure, psicologia, Società, Statistiche, umorismo
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Della serie: gli scrittori di oggi supereranno i grandi del passato? – 3

Stroncatura

(Autore ignoto)

“No, Nicola!  Il tuo post di lunedì scorso era superbo fino al penultimo capoverso (credo) quando con due paroline riferite a te e alla tua gloria hai, secondo me, buttato tutto nel pattume (perdona, è una metafora troppo forte: diciamo che hai ammaccato il parafango dell’automobile con la quale porti a spasso i tuoi lettori). Se non avessi messo quelle due parole di specificazione (che potevano essere eliminate senza danno al testo e al senso generale) avresti raggiunto il top ma, sempre a mio scemo parere, sei un po’ precipitato: di fatto non è del tutto assurdo perché sei un essere umano, come me. Ma sinceramente ne sono rimasto turbato. E se ti dico queste cose è solo perché tu, se lo desideri, possa riflettere su una mia sensazione (che è mia e non di tutti).”

Riporto testualmente parte di una mail di un caro amico che – viva la sincerità – ha voluto dire in privato la sua sul mio ultimo post, quello in cui mi vantavo di una piccola (piccolissima) gratificazione che avevo ricevuto qualche settimana fa  da parte di un sito web letterario emergente. Di primo acchito quel suo giudizio tranciante mi aveva ferito profondamente ed ero stato sul punto di rispondergli per le rime, rischiando così di rompere un’amicizia che ci lega da anni.

Cazzarola, avevo pensato, quasi tutti i miei post sono all’insegna di una garbata (e spero spiritosa) presa in giro di me stesso e della mia attività di scrittore da quattro soldi e l’unica volta – sottolineo unica volta – che scrivo una frasetta in cui mostro la mia gioia per un modesto riconoscimento ottenuto da un mio racconto – ecco che vengo tacciato di sciocca vanagloria proprio da una persona che mi conosce bene e che sa che ormai da tempo ho abbandonato ogni velleità di gridare al mondo il valore letterario dei miei scritti.

Per fortuna ho contato fino a dieci, anzi fino a mille, e ho evitato di rispondergli con pari aggressività, rivendicando il mio passato e il mio presente per ricordagli che la mia serenità attuale nasce proprio dalla consapevolezza che avere successo oggi scrivendo dei libri è come vincere al superenalotto, cioè è praticamente impossibile. Questo, lui e io, ce lo siamo detto e scritto più volte: perciò il fatto che la settimana scorsa io abbia voluto condividere con chi segue il mio blog un raccontino di cui vado abbastanza fiero, era e voleva essere un peccatuccio veniale e non una manifestazione imperdonabile di vanità.

Ripensando a quanto è successo durante la settimana che si è appena conclusa, devo ammettere che aveva ragione il mio amico a dire che non dovevo lodarmi e che avrei fatto meglio a ricordare il famoso proverbio che afferma “chi si loda s’imbroda”… Anzi, visto che sono in vena di citazioni, avrei dovuto rammentare la famosa poesia “Il cinque maggio”  in cui l’esimio Manzoni si chiedeva, pensando alla morte del grande Napoleone, “Fu vera la gloria la sua?” e rimandare il giudizio ai posteri.

Nel mio caso specifico non c’è bisogno di scomodare nessun critico di oggi o di domani per sapere se avrò successo in futuro:  basta guardare le statistiche settimanali del mio blog per capire che aveva ragione il mio asprigno censore a dire che avrei fatto meglio a non sbrodolarmi addosso. I freddi numeri, infatti, raccontano verità incontrovertibili:

Numero di click (letture) ricevuti dal mio post di lunedì scorso = 200  Sorriso

Numero degli ascolti del brano sonoro Bisce d’acqua da me consigliato = 10 In lacrime

Volendo fare un parallelo fra i risultati del mio ultimo post e l’attuale situazione politica italiana, con un pizzico di amarezza mi accorgo che 8 milioni e mezzo di persone sono stati incollati davanti alla TV tre ore e passa per assistere ai battibecchi fra Santoro, Travaglio e Berlusconi, mentre solo 10 volenterosi lettori, nel giro di una settimana, hanno trovato otto minuti e mezzo per ascoltare un brano letterario di mia produzione.

Questo, dunque, è il mio attuale appeal di scrittore… cioè sono anni luce lontano dal superare i grandi autori del passato.

Comunque non demordo, continuo serenamente a scribacchiare e non mi piango addosso davanti a critiche a volte feroci, anzi trovo che le statistiche del mio blog possano fornire lo spunto per farsi una bella risata con un’adeguata freddura tratta dalla Settimana Enigmistica:

Cave Canem

Alla prossima settimana!

Nicola

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commenti
  1. Sissa ha detto:

    Ho letto recentissimamente un libro che raccoglie pareri su testi contemporanei di autori noti, notissimi e ignoti, scritti tra le due guerre mondiali. Mi piacerebbe prestartelo perchè è interessantissimo dare un’occhiata al dietro le quinte della pubblicazione di un testo.
    L’ho comprato in un posto dove con la campagna promozionale “Nessuno mi ha voluto leggere” (bollino rosa che fa leva sulla pietà dei lettori: impossibile resistere) vendevano tre libri a 10 euro. Uno me lo hanno rubato, uno non lo ricordo e poi c’era questo che mi sono proprio gustata.
    Ho trovato comicissima la situazione di una lettrice-traduttrice a capo del settore GERMANISTICA della grande casa editrice, che, dopo aver riepilogato in breve le vicende narrate in un testo letto in lingua originale (tedesco) e dato un sommario giudizio sulla pubblicabilità rispetto alle normative imposte dal MINCULPOP, suggerisce di chiedere un secondo parere, consigliando quindi di coinvolgere il lettore-traduttore dell’area francese per verificare che il testo in francese funzioni, visto che in lingua originale si riscontrano parecchi problemi. Il commento riportato a mano dal direttore della casa editrice è comicissimo: “Siamo a posto: la capoarea Germania suggerisce di prendere la traduzione francese. NO!”
    In base a questo e a molti altri giudizi raccolti in quel libro, ti dico che NON ESISTONO grandi scrittori del passato.

    La vecchina uscì dalla casa, appoggiata al bastone, chiamando con flebile voce roca: Daì, Viola, scendi… vieni qui… per favore…non puoi rimanere lì per sempre…. Forza…. scendi dal pero!”
    Viola era proprio in cima ad un albero e guardava divertita la vecchina, tanto curva che la sua testa vista dall’alto sembrava in procinto di entrare nel terreno. Prese un frutto e glielo lanciò, colpendola al capo. “Vecchiaccia Malefica! Non è un pero ma una palma da cocco!”

    Adesso sono scesa dall’albero, di qualunque specie esso sia. La vecchina non c’è più ed io abito nella sua casa.
    Si ricomincia.
    Con stima e affetto.
    Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Averlo saputo in tempo, sarei venuto volentieri in quel posto dove si svolgeva la campagna promozionale “Nessuno mi ha voluto leggere” : mi sarei sentito come a casa mia, tra i miei simili.
      Ecco vedi? Riesco a prendermi in giro senza problemi e quasi sempre accetto le prese per il sedere bonarie dei miei amici quando parlano di me e della mia attività (incompresa) di scrittore.
      Quasi sempre, appunto. Di tanto in tanto, forse sbagliando nel leggere tra le righe, le critiche mi feriscono: soprattutto quando mi arrivano da persone che stimo. Per fortuna ho imparato l’arte di far sedimentare i miei bollenti spiriti ed è per questo che il più delle volte riesco a far rientrare le polemiche e a non rompere le amicizie cui tengo. Le critiche, anche quelle più negative, ben vengano! Chiedo soltanto che siano motivate e non dettate da malanimo o invidia.
      Comunque, come avrai notato dal tono del post, la faccenda è superata e con quell’amico critico feroce ho avuto un simpatico e interessante scambio di mail chiarificatrici.
      Come sempre i tuoi commenti sono da mettere in bacheca perché tutti li leggano e possano apprezzarli come meritano.
      Nicola

  2. primaepoi ha detto:

    Tempi duri questi, nell’era del “consumainfrettaenonperderetempo”. Blogs come il tuo sono adatti a pochi, ma buoni, intenditori, gente che ama vivere slow e soffermarsi a leggere dove è ancora un piacere farlo.
    Non disperare, Nicola, intanto scrivi per il piacere di farlo. Poi, chissà, magari il sogno di migliaia di followers si avvererà. Mai dire mai. 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Siamo al tempo di twitter, cioè, del raccontare la vita in 140 caratteri: perciò non me la prendo più, anzi ci sorrido sopra. Altrove si parla anche di “taglio web” da tenere per i racconti, per le recensioni, anzi per tutto. La gente, oggi, non ha tempo da perdere e scappa davanti a un testo più lungo di una videata. Se a volte qualcuno si sofferma venti secondi in più su una paginetta web è perché il blogger in questione è famoso e fa tanto chic conoscere il suo profondo pensiero…
      Hai detto giusto, si deve scrivere per il piacere di farlo. Se i follower arrivano mi va bene, in caso contrario… di sicuro non mi suicido!
      Nicola

  3. Denise Cecilia S. ha detto:

    Bah. (Pessima parola per iniziare la frequentazione di un blog, ma tant’è).
    Non mi permetto di dire alcunché sul tuo amico, ma senz’altro il suo giudizio (che pure potrebbe avere chissà quali retroscena) mi pare esagerato.
    Non ti conosco, approdo qui oggi per la prima volta; ma ho letto il post precedente e lo trovo… normalissimo, sereno.
    Il racconto invece non lo ascolterò stasera, ma sono rimasta subito affascinata dalla lettura dello speaker, e ne approfitterò.

    • Nicola Losito ha detto:

      Innanzi tutto, benvenuta nel mio blog. Il mio amico e io ci siamo spiegati in forma privata e la polemica è subito rientrata. Ho approfittato del mio spazio web per parlare in generale di quel pizzico di vanità che colpisce un po’ tutti gli esseri umani e, in modo particolare, gli scrittori, i giornalisti… e i blogger.
      Gloriarsi troppo non va bene però anche la troppa modestia spesso suona di falso. Io sono per un sano e spiritoso prendersi in giro… ma senza esagerare. Ben conscio della fatica e dell’impegno che ci metto nel presentare ogni settimana le mie sciocchezzuole.
      Nicola

      • Denise Cecilia S. ha detto:

        Grazie, Nicola.
        Mi fa piacere che abbiate ‘deposto le armi’ 😉

        E sul resto, vanagloria bloggeristica compresa, concordo.

        Buona giornata e buon fine settimana.

  4. Rosanna ha detto:

    Ciao Nicola, io sono tra le persone che hanno visto i battibecchi tra Santoro, Travaglio e Berlusconi … e mi spiace di non essermi ritagliata del tempo per leggere i tuoi ultimi “post”, nonostante mi piaccia moltissimo il tuo modo di scrivere. Per mia disorganizzazione lascio in disparte le cose che mi divertono e più mi appassionano, pensando di riprenderle nei momenti più tranquilli e liberi da impegni,… ma, purtroppo, finisco poi con il trascurarle: .. mi dovrò imporre di invertire la marcia!
    Con stima
    Rosanna

    • Nicola Losito ha detto:

      Ti confesso che anch’io ho seguito quell’evento televisivo che, sulla carta, prometteva scintille. Perciò ti perdono se poi hai perso l’ascolto di un mio capolavoro… ahhahahah
      So che mi segui con affetto e non c’è nulla di male se perdi qualche appuntamento con il mio blog.
      Anzi, ti ringrazio per le tue parole di stima.
      Nicola

  5. Paolo Zardi ha detto:

    Ho cercato qualcosa che possa assomigliare a una vanagloria, nel tuo post, e non l’ho trovata… Mi pare che tutto quello che scrivi – compreso il post incriminato – sia improntato all’autoironia, e alla serenità. Sembra invece che il tuo amico provi un qualche dispiacere nel fatto che tu riporti un fatto che riguarda una cosa che hai scritto e della quale sei giustamente fiero… Non è che è lui che deve fare un po’ di autocritica?

    • Nicola Losito ha detto:

      Come ho già risposto altrove, il mio amico e io ci siamo spiegati e lui ha riconosciuto di avere calcato un po’ troppo la mano. In realtà voleva dire, in generale, che autolodarsi non è il massimo della finezza e, in genere, non porta simpatia. Lui conosce molto bene la mia autoironia e le mie avventure letterarie disastrose, per cui per fare la pace ci è voluto un attimo.
      Grazie per le tue osservazioni.
      Nicola

      • Paolo Zardi ha detto:

        Be’, ma non ti sei autolodato: hai scritto quello che è successo al tuo racconto – lo hanno lodato gli altri! 😉
        A presto,
        Paolo

  6. Elisabetta Lelli ha detto:

    Sono d’accordo con Paolo Zardi. Nemmeno io evinco tracce di vanagloria, dal tuo scritto.
    La spocchia del vanaglorioso proprio non ti si addice.
    Anche guardando il tuo volto, arguisco la sorridente genuinità di chi non va a caccia di plausi, ma di un uomo che, consapevole delle proprie capacità, con tatto, non se ne fa vanto alcuno.
    Molto interessanti anche gli altri commenti/le altre persone!
    Un abbraccio e un bacio.

    Eli

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