Prendere la vita con filosofia? di N. Losito

Pubblicato: 21/01/2013 in articolo, cultura, curiosità, freddure, fumetti, psicologia, Signor Giacomo, Società, umorismo
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Un pensiero/divagazione del Signor Giacomo

IngannareUnUomo1

Quante volte, dopo avere raccontato a un amico i guai che ti assillano così tanto da non farti dormire la notte, quello ti consiglia: “Ma dai, non arrabbiarti! Prendi la vita con filosofia!”

Ecco, a una frase del genere, come minimo uno dovrebbe mandare l’amico a quel paese, non vi pare? Di sicuro costui o non ha capito la gravità dei tuoi problemi o pensa che la vita sia un gioco…

Cosa significa, poi, prendere la vita con filosofia? Fare spallucce e sperare che qualcun altro risolva i tuoi guai? La vita è forse un gioco? A Bucarest, capitale della Romania, pare che la pensino proprio così. Guardate la foto qui sotto: ecco come l’amministrazione comunale ha “filosoficamente” risolto il problema della distribuzione dell’elettricità urbana:

Cavi ElettriciRumeni 

Foto di Emanuela Losito

Per rispondere un po’ più seriamente alla domanda odierna mi faccio aiutare dal Prof. Mario Scaffidi Abbate che ci regala questi interessanti spunti:

Epicuro attribuiva alla filosofia la funzione di un farmaco capace di guarire quattro malattie: il timore degli dèi, la paura della morte, il dolore e il dispiacere. Per questo lo chiamava tetraphármakos. Quando diciamo “prendere la vita con filosofia” diamo per scontata una verità, e cioè che il filosofo, il vero filosofo, è una persona che si mantiene serena anche di fronte alle più grandi sventure (“Cascasse il mondo, io resto insensibile di fronte a tanta rovina”, diceva Orazio).
Il vero filosofo non piange e non ride, anche se ha una visione pessimistica del mondo e della vita, anche se non crede in Dio e nell’aldilà. Schopenhauer, il filosofo del pessimismo per antonomasia, non si strappava i capelli, anche se, sulla scia della filosofia indiana, considerava il mondo un’illusione (un sogno, un “lila”, un gioco divino), sostenendo che un velo (il “velo di Maya”) ci impedisce di cogliere questa verità, facendoci scambiare per reale ciò che tale non è.

Mamma mia, basta con queste dotte citazioni! Mi sta già venendo il mal di testa. Come sanno bene coloro che da tempo seguono il mio blog, quando faccio delle domande esistenziali esigo risposte corrette ma, al contempo, mi sforzo a cercarne anche di spiritose. Spulciando fra i miei libri ho trovato alcune chicche che desidero condividere con voi:

Cicerone, da par suo,  sosteneva: “Non c’è niente di così ridicolo che non sia stato stato detto da un filosofo.”

Socrate: “Sposati: se trovi una buona moglie sarai felice; se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.”

Roger Nimier scrive: “La filosofia è come la Russia: piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi.”

Se non possiamo fidarci in toto dei filosofi, a chi dobbiamo credere allora? Ai comici, agli scrittori? Beh, decidete voi.

Ecco cosa pensava Woody Allen sul prendere la vita con filosofia: “Lo sviluppo della mia filosofia ebbe origine nel seguente modo: mia moglie invitandomi ad assaggiare il suo primo soufflé, me ne fece accidentalmente cadere una cucchiaiata sul piede e mi provocò la rottura di alcune falangi. Non credo, però, di avere divorziato da lei per questo.”

Samuel Beckett, invece, affermava: “Ho provato. Ho fallito. Non importa. Riproverò. Fallirò meglio!”

Le parole chiave del post odierno sono tre: filosofia, umorismo, gioco. Le prime due credo di averle sviscerate abbastanza, manca solo di parlare del gioco. Di quest’ultimo sono un esperto d’accatto, nel senso che io non gioco mai, ma è mia moglie che, essendo una grande appassionata di passatempi elettronici, per rilassarsi dalle fatiche domestiche, ogni giorno si impossessa del mio computer e per due ore si immerge in un mondo fatto di carte, di palline colorate da colpire e di omini che rimbalzano da un piano all’altro, di tessere cinesi da accoppiare e io non posso far altro che aspettare il momento in cui lei, finalmente, si ricorda dei suoi numerosi (e noiosi) impegni casalinghi…

Siccome sono un uomo fondamentalmente buono e, soprattutto, perché vorrei convincere la mia consorte a dare un’occhiata al mio blog (finora non l’ha mai fatto…), nel post di oggi, dedicato a lei e a tutte le gentili signore che ogni tanto mi onorano di una visita, rivelo dove trovare dei nuovi giochi relax. Il blogger Marco Alba mi ha contattato qualche settimana fa per dirmi che conduce Arcademia (Chi l’ha detto che giocare è una perdita di tempo?) un blog tutto dedicato ai giochi arcade e mi ha chiesto di promuoverlo. Lo faccio volentieri.

“Cosa è successo ai videogiochi? Perché ci sono sempre più persone che alle spettacolarità della grafica preferiscono l’esperienza?

Tanti oggi se lo chiedono. È molto semplice rispondere a queste domande. Negli anni i videogiochi hanno pensato a svilupparsi non tanto a livello di "intrattenimento" quanto a livello di immagine e potenza grafica e questo, alla fine, ha stancato buona parte degli appassionati del gioco inteso principalmente come relax per la mente.

In altre parole, stiamo tornando al passato.

pacman-eating

Alzi la mano chi non ha mai giocato a Pacman, Pong, Space invaders, Mario e si è fatto attrarre pochissimo da quelli studiati per le console Wii, Wuu o Waa! Molti di noi hanno amato quei vecchi giochi, quelli in cui si usavano solo due tasti. Uno per saltare e uno per sparare. Se non ricordo male, i più complessi passatempi di quella generazione utilizzavano, in aggiunta, i quattro tasti direzionali. Oggi molti giochi per computer sono tornati a pensare semplice: infatti, il titolo più premiato e venduto del 2012 è stato una versione online dei LEGO. Che dire poi del grande successo di Minecraft e di altri sandbox (il recinto della sabbia destinato ai giochi dei bambini)? Le grandi software house ne hanno preso atto e si stanno adeguando: presto i mille capitoli delle tante saghe che circolano oggi saranno surclassati da qualcosa in grado di divertire sia i grandi che i piccini. In giro si trovano già parecchi giochi flash, sviluppati da piccoli gruppi di persone, che non sono per niente complicati ma, ugualmente, riescono a tenere i giocatori inchiodati per ore davanti al computer. “

Dopo questa breve nota di servizio, termino invitandovi a seguirmi anche la prossima settimana perché affronterò il tema della morte. Non spaventatevi, di certo verrà trattata alla mia maniera, cioè il più allegramente possibile.

Posso darvi un piccolo anticipo con una freddura di Groucho Marx: “Quest’uomo è morto, oppure il mio orologio si è fermato…”

Nicola

P.S.

  • Citazioni e freddure sono tratte dall’Enciclopedia della Battuta a cura di Gino & Michele – Edizioni Smemoranda e dal libro “Meditazioni per uomini che hanno troppo da fare” di Jonathon Lazear – Editore Sonzogno.
  • Cliccando sulle scritte in rosso nel testo del post odierno si può intercettare il Prof. Mario Scaffidi, e visitare il sito web con i giochi di Mario.
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commenti
  1. in fondo al cuore ha detto:

    Molto interessante e scorrevole questo post, più semplicemente (ed è un parere del tutto personale), credo che il prenderla con filosofia, voglia dire che disperarsi e deprimersi non aiuta di certo a risolvere il problema…..che comunque bisogna risolvere, tutto qui!
    Buon inizio settimana.

    • Nicola Losito ha detto:

      Esatto! La soluzione ai nostri guai dobbiamo trovarcela dentro di noi. Va bene ascoltare anche le voci esterne, ma alla fine occorre fare una sintesi dei consigli ricevuti e decidere senza farsi condizionare dagli altri. E, soprattutto, senza disperarsi mai come hai ben detto tu.
      Nicola

  2. Rosanna ha detto:

    Grazie Nicola, ti ho letto con piacere e ho appreso con interesse i pensieri di uomini “colti”; mi ha colpito, con simpatia, il pensiero di “Socrate”…. A proposito di giochi guarderò sicuramente “Arcademia” .. e, nel caso tua moglie non l’avesse ancora provato, vorrei suggerirle di aggiungere ai numerosi giochi che citi, anche “Ruzzle” (che, da ieri, imperversa anche sul mio iPad!). Ciao, ciaooo, a prestooo

    • Nicola Losito ha detto:

      Ahahahah! Socrate era un grande. Io sono felicissimo con mia moglie (anche se spesso mi fa arrabbiare…) e, forse per questo, i filosofi li reggo poco. Terrò per per me la notizia sul gioco Ruzzle, sennò finisce che Chicca mi sta al computer ancora di più!
      Ciao.
      Nicola

  3. sissa ha detto:

    La filosofia è una scienza fondamentale per vivere bene in quanto senza di essa sarebbe impossibile … farsi crasse risate (e liberare endorfine benefiche!) Vedi sotto. Ciao Sis
    Filosofia del linguaggio
    Intorno alla metà degli anni Venti del secolo scorso L. Wittgenstein e i suoi seguaci all’università di Oxford affermarono che le questioni filosofiche classiche […] erano sconcertanti solo perchè venivano poste in un linguaggio confuso e destinato a disorientare. Il lavoro del filosofo consisteva dunque nello sbrogliare nodi linguistici, riformulare domande e fare la cosa migliore per risolvere questi rompicapi: eliminarli [!]
    Cartesio per esempio aveva affermato che le persone sono composte di una mente e di un corpo. La mente, in sostanza, è come uno spettro nella macchina. I filosofi si sono rotti la testa per secoli per stabilire che genere di cosa fosse quel fantasma. Gilbert Ryle, discepolo di Wittgenstein a Oxford, invece disse praticamente:”Domanda sbagliata! Non è nessun genere di cosa perchè non è per niente una cosa. […] Le nostre parole in realtà sono solo una descrizione stenografica del nostro comportamento. Se noi buttiamo via la parola che indica il luogo da cui si suppone provenga il nostro comportamento (la mente) non cambia proprio niente”.
    Ecco una coppia che ha chiaramente bisogno di riformulare una domanda:
    Una giovane coppia fresca di matrimonio si trasferisce in un nuovo appartamento e decide di rifare la tappezzeria della sala da pranzo. Vanno dal vicino, che ha un soggiorno delle stesse dimensioni del loro, e gli chiedono: “Quanti rotoli di carta da parati ha comperato per tappezzare la sala da pranzo?” “Sette” risponde. La coppia allora compra sette rotoli di una carta da parati molto costosa e comincia a tappezzare la stanza. Alla fine del quarto rotolon la sala da pranzo è bell’e pronta. Seccati, tornano dal vicino e gli dicono “Abbiamo seguito il suo consiglio e alla fine ci sono avanzati tre rotoli!” “Ah,” fa il vicino “allora è successo anche a voi”!

    […] La filosofia del linguaggio ordinario è stata criticata come mero gioco di parole ma Wittgenstein insisteva sul fatto che la confusione dei contesti liguistici può portare a certi errori fatali.

    “Billingsley va a trovare il suo amico Hatfiled in fin di vita all’ospedale. Mentre Billingsley è in piedi accanto al letto dell’amico, le condizioni di quest’ultimo peggiorano improvvisamente. Hatfield fa gesti concitati, dando a intendere che vuole qualcosa per scrivere. Billingsley gli porge una penna e un pezzo di carta e Hatfield usa le ultime forze che ha in corpo per scrivere qualcosa. Non appena ha finito, spira. Billingsley s’infila il biglietto in tasca, incapace, nel dolore, di leggerlo. Pochi giorni dopo mentre sta conversando con la famiglia dell’amico alla veglia funebre, Billingsley si rende conto che il foglietto è ancora nella tasca della giacca che ha indosso. Annuncia alla famiglia “Prima di morire Hat mi ha dato un foglietto con su scritto qualcosa. Non l’ho ancora letto, ma conoscendolo sono certo che sarà qualcosa di illuminante per tutti noi”. Prende il foglietto e legge ad alta voce davanti a tutti: “Sei sopra il mio tubo dell’ossigeno!”

    Th. Cathcart e Daniel Klein: Platone e l’Ornitorinco – Le barzellette che spiegano la filosofia ed. Rizzoli.
    degli stessi autori Heidegger e l’ippopotamo

    • Nicola Losito ha detto:

      Noto con piacere che conosci meglio di me i rischi e i pericoli della filosofia e sai bene che, a volte, è meglio stare lontani da certi filosofi che consigliano di seguire i loro consigli e le loro teorie. Spassosi i due esempi citati. Vedrò di recuperare entrambi i testi di Cathcart e Daniel Klein.
      Grazie per la completezza delle tue informazioni.
      Nicola

  4. Ah ah ah…bellissima la foto di Bucarest! Ci sono stata 2 anni fa, e ti assicuro che era una foto che andava a ruba tra i turisti!!!

    • Nicola Losito ha detto:

      Mia figlia ha voluto immortalare quel palo, vista la ressa di gente ferma a guardarlo. Mi auguro che oggi l’abbiano sistemato come si deve… Mah. Forse è stato trasformato in attrazione per turisti!
      Nicola

  5. Roberto Albini ha detto:

    Quel tuo amico ha ragione. L’unico errore è che non bisogna prenderla con una filosofia qualunque, ma con quella adeguata. Permettimi di consigliarti: http://www.centrostudipsicologiaeletteratura.org/marinof1.html

    • Nicola Losito ha detto:

      Ho letto l’articolo che mi hai consigliato e l’ho trovato interessante. E’ molto sottile la differenza tra lo psicologo che guarda (anche) al passato e il terapeuta filosofo che guarda solo all’oggi. Spero, comunque, di non avere bisogno né dell’uno né dell’altro in futuro, ma di riuscire a salvarmi da solo (o con l’aiuto dei miei cari) nel caso la mia mente fosse in pericolo.
      Nicola

      • Roberto Albini ha detto:

        No, scusa. Forse ho sbagliato esempio. Non volevo alludere a un tuo eventuale problema mentale, è un caso che quel libro si trovi in quel contesto. Era solo per dirti che a volte la filosofia, giusta, aiuta. Tutto qui.

  6. Elisabetta Lelli ha detto:

    Che deliziosa lettura!
    Ed io mi avvicino molto alla filosofia di Samuel Beckett… detto per scherzo seriamente 😉

    Un abbraccio a te!

    • Nicola Losito ha detto:

      Chi più chi meno la pensiamo tutti come Samuel Beckett. Penso, però che provando e riprovando alla fine qualche risultato lo si porta a casa. Parola di un vecchio ottimista-pessimista che ne ha provate tante di sconfitte…
      Nicola

  7. sherazade ha detto:

    Ho fatto bene a passare…piatto ricco mi ci ficco e aspetto la prox settimana.

    sherazade

  8. Aquileana ha detto:

    Great post…. there are many questions concerning life and existence… and at the end we are as we live… life could be a screenplot too… we write it whilst we live… Sending best wishes. Aquileana

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