C’è crisi, sorridiamo un po’ – Autori Vari – 8

Pubblicato: 18/02/2013 in articolo, freddure, fumetti, Società, umorismo
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Un tempo (parlo di parecchi anni fa) si diceva che il massimo della vita fosse un impiego statale (stipendio basso ma sicuro, e impossibilità di essere licenziati) o, al limite, un posto in banca: lì i soldi non mancavano e pagavano meglio dello Stato. In banca, se eri un lavativo, potevano licenziarti, ma se facevi bene il tuo lavoro, difficilmente ti lasciavano a casa. Tuttalpiù ti spostavano in un’altra filiale. Oggi il posto fisso nello Stato non è più un’aspirazione molto gettonata da un giovane che aspiri a una carriera veloce e gratificante, tuttavia rimane valida l’idea che essere assunti da un ente statale è sempre meglio di niente. Anche un impiego in banca è sceso di parecchie posizioni dai desiderata dei giovani che cercano lavoro, ovviamente parlo di mansioni di basso livello… Ma c’è un’altra importante ragione che  ha reso l’assunzione in banca poco appetibile: basta leggere le cronache di questi giorni. Le banche non sono più quegli ambienti sacrali dove ti accolgono con un sorriso, i luoghi in cui se hai progetti validi e ti presenti bene, ti aiutano  concedendoti, a basso tasso d’interesse, il denaro di cui necessiti per aprire un’attività… Bene che vada, oggi ti fanno sedere alla scrivania e, dopo averti ascoltato,  per prima cosa ti chiedono garanzie che superano enne volte la cifra che hai chiesto per iniziare: in altre parole oggigiorno le banche aiutano solo chi di soldi non ne ha proprio bisogno… Le banche, nella peggiore delle ipotesi, sono quelle organizzazioni che si giocano i risparmi dei loro correntisti con operazioni finanziare rischiose, se non criminali. Si può avere fiducia – oggi – di queste banche? A voi la risposta.

Siccome – crollasse il mondo – nel mio blog mi sono ripromesso di osservare con benevolenza la società in cui viviamo, sostituendo sempre l’invettiva con l’ironia, termino qui le considerazioni seriose e passo a presentarvi alcune freddure e vignette su banche e banchieri, giusto per sorridere un po’ su persone e istituzioni che (forse) non hanno sempre agito con serietà e trasparenza.

Banchieri

Sono stato incarcerato per un reato di opinione: io ero dell’opinione che emettere assegni a vuoto si potesse, le banche invece no… (Natalino Balasso)

Banchieri4 

Era una bambina così ricca e arrogante che a scuola parlava solo con il suo compagno di bancomat… (Maurizio Avanzi)

Banca2

Di solito nella mia banca ci sono due cassieri. Tranne quando è molto affollata, nel qual caso ce n’è uno solo. (Rita Rudner)

Banchieri1

Sono stato in banca per dare un’occhiata ai miei risparmi. Ho scoperto di avere tutto il denaro che mi serve. Se muoio domani. (Henny Youngman)

Banche Palo1

Vignetta di Riccardo Marassi (da Linus Febbraio 2013)

****

E così abbiamo sistemato anche banche, banchieri e bancari! Alla prossima.

Nicola

P.S.

Freddure e immagini  senza riferimenti precisi appartengono ai singoli autori che ringrazio di cuore.

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commenti
  1. in fondo al cuore ha detto:

    Personalmente ricordo una freddura di tantissimi anni fà…..non so nemmeno di chi, che diceva: Se il Signore avesse voluto l’uomo onesto non avrebbe creato le Banche! 😉
    Buon inizio settimana!

    • Nicola Losito ha detto:

      C’è una battuta ancora più cattiva che si può affibbiare a chi manipola l’altrui denaro: “Se volete sapere cosa Dio pensi dei soldi, basta che guardiate a chi li dà… (Maurice Baring)
      Buon proseguimento.
      Nicola

  2. anna maria liuzzi ha detto:

    accipicchia! come fai ad essere così buono ed educato anche con le banche?
    a me viene in mente mio figlio quando da piccolo mi chiedeva, conoscendo il mio impegno in Amnesty: “ma mamma!… non si possono torturare nemmeno un po’ i cattivoni?” oggi, pensando ai banchieri risponderei di sì. li torturerei costringendoli a vivere con 1000 euro al mese dovendo pagarne 600 un affitto.
    un saluto carissimo.
    annamaria

    • Nicola Losito ha detto:

      Mia mamma, pugliese come te, mi ha insegnato la tolleranza e l’educazione a furia di scapaccioni… ahahahah
      Io ho imparato (abbastanza bene) la lezione. Una cura del genere sarebbe da somministrare ai capoccia delle banche (fondazioni et similia), forse andrebbero più cauti a manovrare il denaro che i piccoli risparmiatori hanno affidato loro e chissà imparerebbero a essere più generosi con chi chiede un piccolo aiuto per intraprendere un’attività…
      Un abbraccio.
      Nicola

  3. tramedipensieri ha detto:

    Ma che dici: “fiducia nelle banche”??!!
    ahahhah ahahh ahah

    non scherziamo, eh…
    chiedilo ad un mio conoscente che voleva aprire un’attività. Gli hanno chiesto non solo la garanzia dei genitori (cosa che lui non ha accettato) ma anche l’elenco delle proprietà degli stessi!!
    E tanto vale…allora!

    E’ tutto fermo e i soldi vanno sempre a chi già li ha….
    come il fiume..va sempre al mare

    buon lunedì
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      La mia era una domanda retorica, una domanda a cui si poteva rispondere in un solo ovvio modo. Comunque se e quando usciremo dalla grossa crisi che stiamo vivendo oggi, anche le banche capiranno che senza onestà e trasparenza esse pure rischiano il fallimento e non ci saranno santi ad aiutarle se si comporteranno di nuovo male…
      Un altro tsunami finanziario non perdonerebbe nessuno.
      Felice settimana.
      Nicola

  4. massimobotturi ha detto:

    i bancari subiscono, oggi, il degrado di diritti a cui stiamo assistendo. Da categoria privilegiata, l’aristocrazia operaia la chiamavano un tempo, a categoria e basta. Altra cosa sono le Banche, e chi ne detiene il controllo, ma altro che ironia bisognerebbe mettere in campo

    🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Hai perfettamente ragione, ma essendo io un essere pacifico, l’unica arma che posso usare è l’ironia. Ti assicuro che, se ben usata, anche questa fa piuttosto male… 🙂
      Nicola

  5. passoinindia ha detto:

    si, va! meglio sdrammatizzare!

  6. anna ha detto:

    L’ironia è un buon mezzo per far sentire la propria voce e pungere con simpatia… poveri noi non ci resta che….. ridere! 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Il riso fa buon sangue. Soprattutto è in grado di creare degli anticorpi che ci permettono di sopportare tutte le brutture del tempo che stiamo vivendo.
      Nicola

  7. Sissa ha detto:

    Sai, Nicola?
    Rifletto parecchio ultimamente e anche le tue ironie mi danno parecchio da pensare.
    Non è per caso che, al di là di tutte le categorie umane (mogli e mariti, ragazzi adolescenti, banche, banchieri e bancari, politici, madri e padri, consulenti e professionisti, negozianti e gestori di telefonia mobile, maggiordomi o badanti, docenti e dirigenti, segretarie o atleti, più tutte quelle che vorrai aggiungere), ce ne è una trasversale, molto maleodorante, di consistenza tra il molliccio fluido, financo liquido, e il compatto solido, con un colore indefinibile che varia tra il beige/giallino chiaro e il marrone scuro, che le attraversa tutte?
    Il difficile consisterebbe quindi nel riconoscere questi elementi (che essendo diffusissimi si distinguono poco da tutti noi) ed allontanarsene in fretta, ovvero esiliarli immantinente e perennemente per evitare contaminazioni….
    Secondo te ce la si può fare?
    Grazie delle risate per la vignetta di Riccardo Marassi!
    Sissa

    • Nicola Losito ha detto:

      La cattiveria e la disonestà non hanno odori particolari e nemmeno (a parte alcuni casi eclatanti) si appiccicano sui volti delle persone: dunque costoro sono difficili da trovare e isolare. La vera natura della gente viene fuori con la frequentazione, ma quando ti accorgi che sono da prendere con le molle non sempre sappiamo isolarli e condannarli: chi siamo noi per giudicare gli altri?
      Uno scrittore finlandese che sto leggendo in questi giorni (non ti scrivo il nome perché è difficile da ricordare) fa dire a un suo personaggio: “Nessuno ha più colpa di niente da un bel po’. Il banco degli imputati è vuoto. Tutti vogliono fare i giudici, gli accusatori, le vittime. Soprattutto le vittime.”
      Un’altra sua frase mi ha colpito personalmente e tu che mi conosci puoi capire il perché: “Giochi continuamente con le parole. Lo sai che è un segnale di ansia? Questo perenne cercare la battuta di spirito.”
      Che abbia ragione?
      Ciao.
      Nicola

  8. Elisabetta Lelli ha detto:

    Io ho la mia Banca Mattonella 😀

  9. Sissa ha detto:

    Non posso non rispondere perchè mi hai profondamente colpito. Innanzitutto per la questione dell’ironia, che riguarda il senso non solo delle parole ma quello profondo dell’esistenza.
    E poi per il problema “Chi sei tu per giudicare?”. Io sono io e ti rassicuro: non ho intenzione di scagliare pietre. Ciò nonostante sono sempre più convinta che bisogna giudicare, valutare, considerare e riflettere, tenendo ben presente che il 99 % delle volte non ci si azzecca o si viene manipolati. Però bisogna farlo per riuscire a stemperare un po’ di mondo in se stessi e viceversa, per creare il vero e autentico colore sulla tavolozza della nostra vita.

    Ma come ci siamo arrivati fin qui dalle banche?

    Aspetto la recensione del libro finlandese…
    Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Sissa,
      il secondo pensiero del bravissimo scrittore finlandese Kari Hotakainen non era rivolto a te ma a me stesso che, a detta dei miei figli, gioco troppo spesso con l’ironia e questo a loro dà molto fastidio. Loro tre, per di più, ritengono questo mio vezzo una mancanza di argomenti seri di confutazione. Il discorso del giudicare, invece, è più generale, basta ricordare il detto cristiano “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, nel senso che è difficile giudicare le colpe del prossimo o anche individuare con sicurezza chi sono i delinquenti che si approfittano della buona fede della gente. Ci sono ladri in giacca e cravatta e col viso d’angelo… non credi?
      Il libro finlandese si intitola “Un pezzo d’uomo” e sono a metà lettura. Penso che una volta finito lo recensirò perché mi sta piacendo parecchio.
      Un abbraccio.
      Nicola

  10. stileminimo ha detto:

    L’ultimo pensiero che mi verrebbe di avere è quello di potermi fidare di una banca, o delle banche, di tutte le banche! mai! Succhiasangue a tradimento, strozzini legalizzati!!!!!

  11. Nicola Losito ha detto:

    Ahahahah, ci vai giù pesante, tu! Invece io penso che se il prossimo parlamento riuscirà a regolamentare le fondazioni (per esempio eliminando del tutto i politici che le presiedono) un minimo di onestà potremo aspettarcela. Oggi le banche sono nell’occhio del ciclone per un tragico coacervo di fattori negativi: la crisi internazionale, la longa manus della politica ingorda e la finanza creativa priva di scrupoli… Se tutto questo casino finirà, si potrà vedere un po’ di luce in fondo al tunnel.
    Nicola

  12. ilpescedierwin ha detto:

    Hola! Le vignette e le citazioni di questo post sono deliziose.
    Ho buttato un occhio anche a altre parti del blog, trovandole interessanti; ergo, ora ti seguo! 😉

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