Un uomo di cultura, ma dai! – di N. Losito

Pubblicato: 10/06/2013 in articolo, cultura, curiosità, memoria, psicologia, racconto, Società, umorismo
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Ieri notte ho avuto un incubo. Era da un po’ che non avevo, anzi da un po’ non sognavo nemmeno più. I sogni e gli incubi sono tornati appena ho smesso di prendere il sonnifero che mi aveva prescritto il chirurgo che mi ha operato alla spalla sinistra quel maledetto giorno in cui me la sono rotta (cfr. La sedia infame).

I miei incubi – lo dico per esperienza – nascono sempre da fatti accaduti durante il giorno, fatti che la mia mente memorizza in un angolino del cervello dove il mio maligno angelo custode li va a pescare giusto per rovinarmi la nottata. L’accadimento che mi ha procurato l’ultimo travaglio notturno è presto detto: a me piace piacere e quando invito a cena degli amici o dei conoscenti, per fare sfoggio della mia cultura inserisco, al momento opportuno della conversazione, sia dotte sentenze sia proverbi popolari. Il problema che mi perseguita è che quando parlo davanti a un pubblico più colto di me mi emoziono e la mia memoria va in tilt. Questo significa che non azzecco le citazioni e altero a capocchia i proverbi. Bene, ieri avevo a cena amici di notevole cultura e, ahimé, ho fatto una magrissima figura non ricordando i titoli di film famosi e relativi attori, i titoli di libri che tutti hanno letto e relativi autori, ho confuso date e luoghi di avvenimenti storici, eccetera. Ma il peggio di me l’ho dato nel citare proverbi e motti latini. E dire che sulla mia scrivania troneggia il libro di L. De Mauri 5000 PROVERBI E MOTTI LATINI, testo che sfoglio con regolarità e che ormai conosco a menadito!

Proverbi Latini

Ieri sera si stava parlando di filosofia e delle tante teorie che nel tempo i filosofi avevano imbastito e che, per la loro astrusità, erano presto finite nel dimenticatoio. Ho cominciato il mio intervento con un uso improprio del latino trasformandolo da lingua seria in comico latinorum: “Nichil assurdo dicere quid non dicit a filosofo”, tradotto da me così: “Anche i filosofi possono sparare cazzate!” Volevo stupire i miei ospiti e tutti, invece, si sono messi a ridere. Non dico che mi sono offeso, ma un pochino ci sono rimasto male. Allora cosa ho fatto? Sono andato a prendere il libro di De Mauri e, prima di intervenire di nuovo, cercavo il proverbio adatto al contesto della conversazione in corso per leggerlo bene, evitando di fare stupidi errori. Purtroppo, prima che io arrivassi a trovare il proverbio da citare, gli amici erano già passati ad altro argomento. Ero sempre fuori tempo nelle discussioni e così me ne sono stato muto tutta la serata col mio inutile libretto in mano.

E l’incubo? Calma, ora ci arrivo.

Finita la cena, dopo avere a lungo chiacchierato, gli ospiti se ne vanno e io, mortificato come non mai, prendo, a testa bassa, la via della camera da letto. Cinque minuti dopo mi trovo immerso, senza volerlo, in un sogno angosciante e ripetitivo. Mi vedo in piedi sopra un piedistallo, vestito da antico romano, mentre propino al popolo sottostante un forbito quanto classico repertorio di citazioni:

“Nihil tam absurde dici potest, quod non dicatur ab aliquo philosophorum.” (Cicerone De div., 2,119). Non vi è cosa tanto assurda che non possa essere detta da un filosofo.

“Facile largiri de alieno.” (Giustiniano, 36,3,9). Facile mostrarsi generosi colla roba altrui.

“Procul a Iove, procul a fulmine.” (Binder, pag. 295). Lontani da Giove, lontani dai fulmini. Cioè, vive tranquillo chi sta lontano dai potenti. Ne scansa i pericoli e le ire.

“Nolite mittere margaritas ante porcos.” (San Matteo, 7,6). Non gettate perle davanti ai porci.

Asinus in cathedra.” (Fedro, Fabulae novae). Un asino che fa da maestro.

“Numquam sapiens irascitur.” (Cicerone, Pro Murena, 30,62). Mai il saggio si adira.

Quando termino di parlare, la popolazione applaude e il sogno ricomincia eguale, trasformandosi in incubo. L’unica differenza nei vari svolgimenti sta nel fatto che ogni volta il piedistallo aumenta in altezza e sono costretto, per farmi sentire, a gridare sempre più forte i sei proverbi. A un certo punto mi ritrovo così in alto che la gente, benché io urli con tutta la potenza della mia voce, non sente nulla e inizia a protestare, prima educatamente e poi con inaudita violenza. Alcuni di loro, muniti di arco e frecce, tentano di scaricare su di me la loro rabbia. Un dardo mi colpisce alla spalla sinistra, urlo dal dolore, precipito nel vuoto e, prima di spiaccicarmi al suolo, mi sveglio, tutto sudato.

Morale della favola: come mai durante l’incubo pronuncio tutti i proverbi senza sbagliare una sola parola di latino, ricordo l’autore, i riferimenti e pure la traduzione è perfetta, mentre nella realtà li sbaglio tutti anche se sono di una facilità estrema?

Diavolo, perché?!

Perché? Perché?

Una risposta io ce l’avrei, però mi secca rivelarla. E vabbé, la dico, tanto i miei post li leggono in pochissimi.  Questo mio problema nasce dal fatto che non sono un uomo di cultura. Un uomo di cultura è uno che studia e assimila tutto ciò che legge. Io, invece, sono soltanto uno che legge parecchio…

Nicola

P.S.

Sono graditi consigli e valutazioni. Ma senza infierire… smileW

 

 

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commenti
  1. in fondo al cuore ha detto:

    Hahahahaha ti capisco benissimo, io evito accuratamente di citare proverbi o citazioni in latino perchè non mi sento sicura che sia la forma corretta…. anche se si stratta di quelli più famosi, però non credo che si tratti di non essere “uomo di cultura”….penso invece che sia perchè per ricordarsi di date precise e forme verbali del latino o greco occorra essere davvero appassionati e profondi conoscitori della materia altrimenti si ricordano solo sommariamente.
    Buon inizio settimana!

    • Nicola Losito ha detto:

      In effetti l’unica soluzione possibile è quella di evitare di citare qualcosa se non si è sicuri di ricordarla bene. In realtà nella mia testa quelle citazioni sono esatte… manca il collegamento giusto con la mia voce. C’è una distorsione lungo il tragitto che non riesco a controllare… 😀
      Nicola

  2. stravagaria ha detto:

    Credo che non sia importante sfoggiare la propria cultura e uno strafalcione non guasta ogni tanto ma la tua sincerità è disarmante e ti fa onore 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Il blog, per come lo intendo io, è una specie di confessionale open air. Ci si può sbizzarrire in tanti modi, anche rivelando verità scomode, simpaticamente accettabili. Non ho mai perso un’amicizia per colpa dei miei strafalcioni. Però, ogni tanto, mi piacerebbe fare bella figura… 😀
      Nicola

  3. tramedipensieri ha detto:

    Chissà perchè ma sono convinta che tu abbia sempre fatto un’ottima figura 🙂

    Comunque sia, sorrido…e tanto, perchè anche io nel sonno faccio discorsi a dir poco interessanti, intelligenti, insomma un’oratrice (e non un’orata 😉 ) niente male!
    E’ che al mattino dimentico gran parte delle parole 😦 non so proprio quale tragitto faccia…ma evidentemente c’è più di una dispersione…

    Sempre molto bello e spassoso leggere ciò che scrivi!
    buona giornata
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      A me piace scherzare sulle mie disavventure: queste fanno più notizia di qualche sporadica bella figura. Siamo tutti sulla stessa barca, sognando siamo tutti bravi… poi ci si scontra con la dura realtà! 😀
      Non ci resta, quindi, che sorridere di tutto ciò che ci capita addosso. 😉
      Grazie, .marta
      Nicola

  4. Andrea Magliano ha detto:

    Ciao Nicola,
    per quanto poco ti conosco, e sto cercando di scoprirti attraverso questo blog, da subito ho pensato che sei un uomo di grande cultura. Molto attento e riflessivo. E il tuo inconscio lo dimostra. Spontaneo e sempre puntuale nei post o nei commenti. Insomma, vorrei avere io la tua profonda cultura. Io tutte le volte che faccio una citazione o un proverbio puntualmente sbaglio qualcosa e persino nel cinema, mio settore prediletto, commetto mai tanti strafalcioni che farebbero dubitare della mia effettiva passione. Per concludere, per me sei un grande e sono contento di aver scovato tempo addietro il tuo blog!
    Andrea

    • Nicola Losito ha detto:

      Caro Andrea,
      ti ringrazio per le tue belle considerazioni su di me, ma insisto nel dire che non sono un uomo di cultura. Sono, tutt’al più, un artigiano che ce l’ha messa tutta per istruirsi… e non c’è riuscito. In realtà un po’ è colpa dell’età (la memoria non è più al top) e un po’ dipende dai miei interessi. Su questi (computer, fumetti, narrativa) vado abbastanza a fondo e in parte memorizzo, su tutti gli altri argomenti che affronto, la lettura si trasforma in pura e semplice infarinatura. Ma, come vedi, la prendo sul ridere. Sulle mie tante manchevolezze non piango, anzi ci gioco su e ne viene fuori un post. 😀
      Nicola

  5. sissa ha detto:

    E io secondo te, cosa dovrei dire? (O meglio “fare”?) Spararmi direttamente, perchè non sono in grado di citare alcunchè? Ma accidenti, Nic!
    La cultura è desiderio di accrescimento, di novità, è pensare “altro” e mi pare che la tua laurea in questa specializzazione sia proprio stata ottenuta magna cum laude nonchè bacio accademico!!!!!
    Ciao e a presto
    Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Mi hai dato, cara Sissa, una bella definizione di cultura. In questa tua visione romantica ci sguazzo dentro e ho intenzione di ricordarmela. Al diavolo, perciò, Umberto Eco, Thomas Mann, Kant con la loro noiosa cultura accademica!. 😀
      Nicola

  6. fulvialuna1f ha detto:

    Allora io sono completamente sottoculturata, perchè del latino ricordo ben poco; quando devo decifrare qualcosa mi ci vuole una vita.

    • Nicola Losito ha detto:

      Non lasciarti prendere dallo sconforto, in realtà la cultura non si manifesta in questo modo. Anch’io ricordo ben poco del latino e non me ne vergogno affatto. La cosa diventa preoccupante se non si ricorda il titolo del libro che si sta leggendo… come capita a me… 😀
      Nicola

  7. rossodipersia ha detto:

    Il tuo Angelo vuole suggerirti di lasciar perdere le citazioni: non ne hai bisogno! Pensa solo a condividere la cena con i tuoi ospiti in assoluta serenità e vedrai che sarà sempre un successo. 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Il mio angelo custode è dispettoso, non vuole che io faccia concorrenza a Umberto Eco che non sbaglia una citazione e sa essere il centro dell’attenzione ovunque vada. Comunque, non me ne voglia Eco, ma a me gente come lui sta sulle palle. Io desidero azzeccare banalissimi e notissimi proverbi solo qualche volta… mica sempre. 😀 In genere durante le cene con amici mi diverto e tutto fila via che è un piacere… dato che mia moglie è una bravissima cuoca. Ahahahahaaaah
      Nicola

  8. Teresa ha detto:

    Cultura viene da “coltivare” ognuno di noi ha una cultura, frutto di conoscenze tramandate o acquisite nel tempo. Anche le persone più semplici hanno una loro cultura, e alcune di loro possono arricchire altri comunicando e scambiando reciprocamente queste diverse conoscenze e modi di sentire.

  9. Nicola Losito ha detto:

    Hai ragione, cara Teresa, anzi credo che un pizzico della simpatia che mi dimostrano i vecchi amici, deriva dalla semplicità del mio pensare, del mio agire e della mia capacità di ascolto di chi ha più estro e fascino di me.
    Un abbraccio e a presto.
    Nicola

  10. ludmillarte ha detto:

    sorrido per la simpatia nel raccontare e l’autoironia che non è da tutti. credo che le emozioni, per quanto secondo me l’essenza della vita, a volte giochino brutti, dispettosissimi scherzi. Ludmilla

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