La guerra dei sassi di N. Losito

Pubblicato: 09/09/2013 in Appunti di scrittura, articolo, psicologia, Società, umorismo
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e va bene, ci provo a tenere in vita il blog di Giacomo…

inchino

Ricomincio con un cordiale saluto e un vivo ringraziamento a tutti gli amici che hanno commentato il mio ultimo post di due mesi fa e che mi hanno spinto a soprassedere alla chiusura del blog. Grazie di cuore e spero di non deludere proprio chi ha  insistito perché io riprendessi le mie periodiche chiacchierate via Internet.

Bene, interessa a qualcuno sapere come ho speso il mio tempo quest’estate?

No?

Vabbè, io ve lo dico lo stesso. Sono stato in guerra. E lo sono tuttora. Non in Afghanistan, non in Libano, non in Egitto e nemmeno in Siria. La località dove ho combattuto (e sto ancora combattendo) è Brignano Gera d’Adda a pochi chilometri da Bergamo, esattamente nella mia casa di campagna. A dichiarare l’inizio delle ostilità, con parole molto ma molto offensive, è stato il mio prato. Un prato che, detto inter nos, mi è costato un occhio della testa e a cui non potevo certo dargliela vinta senza combattere.

A voi, immagino, verrà da ridere pensando che la mia sia una guerra sbagliata, inutile come tutte le guerre che avvengono nel resto del mondo. Però, se mi prestate un po’ di attenzione, vi renderete conto che c’è ben poco da ridere e che le buone ragioni sono tutte dalla mia parte. Per un momento, mettetevi nei miei panni. Sin da bambino – come cantava Gianni Morandi – sognavo un grande prato verde, (un vero prato all’inglese, per intenderci) dove scorrazzare, giocare a pallone, rotolarmi addosso alle ragazze più belle del vicinato o addormentarmi all’ombra di alberi frondosi disposti strategicamente attorno a me. Bene, per mille e una ragione, quel sogno ho potuto realizzarlo (escludendo purtroppo le ragazze…) solo adesso, alla tenera età di 71 anni e con pochissimo futuro davanti (scusate, ma mi sto toccando le palle…) per godermi il mio bel prato. Ovvio che non potevo permettere che il prato tanto agognato fosse al di sotto delle mie aspettative infantili. Per questa ragione ho fatto fare il progetto a una ditta specializzata in giardini e in sistemi di irrigazione e ho contattato il miglior floricultore della zona, affidando alle sue cure un terreno di circa mille metri quadri prospiciente la mia casa e, soprattutto, non ho badato a spese.

Il risultato? Eccolo qui sotto:

DSCN2176

A prima vista il prato sembra davvero un grande spettacolo della natura e avrebbe potuto soddisfare chiunque, invece, guardandolo criticamente più da vicino, purtroppo mi sono accorto che qualcosa non andava. Nascosto tra i fili d’erba, in un punto che ricordo benissimo, c’era un sassolino. Chinatomi per raccoglierlo, incontrai una resistenza incredibile e, se proprio volete saperla tutta, insistendo nel tentativo di strapparlo dal terreno, alle mie orecchie arrivò una risata agghiacciante mista a queste dure parole:  “Lasciami stare, stupido vecchio, o te ne pentirai…”. Uno come me che è uno sperticato ammiratore di Murakami Haruki, non poteva certo meravigliarsi o lasciarsi intimorire da quella misteriosa voce che sembrava uscire dal sottosuolo. Il grande scrittore giapponese di cui ho appena finito di leggere tutta la produzione letteraria, ha raccontato e fatto passare per vere delle situazioni ben più strane di quella che stavo vivendo io (tipo vedere due lune in cielo, cfr. 1Q89 Libri  1, 2, 3). 

Dunque quella voce mi stava prendendo sonoramente in giro e mi sfidava a lasciare il famoso sassolino nel punto in cui si trovava. Io sono un tipo pacifico, ma quando qualcuno mi offende divento una belva e reagisco in un modo che dire esagerato è dire poco. Corsi subito nella casetta prefabbricata in legno dove tengo tutti gli attrezzi e presi in mano la classica zappetta biforcuta a due funzioni tipica del giardiniere fai da te, e con quella mi accinsi a estirpare dal terreno il succitato sassolino. Che poi non era un sassolino ma la punta emergente di un’enorme pietra affondata per parecchi centimetri sottoterra. Mentre stavo eseguendo quell’operazione, udii distintamente la voce di prima che diceva: “E allora guerra sia!” .

Ahimè, il prato mi aveva dichiarato guerra…

Da quel momento in poi, non so come né perché, in ogni centimetro quadrato del prato spuntarono dei sassi e ogni sasso opponeva una grande resistenza a essere estirpato. Insomma, per farla breve, tra me e il prato scoppiò una guerra senza quartiere della quale, a tutt’oggi, non vedo la fine.

Immagino che qualcuno di voi si stia chiedendo come io stia conducendo la mia battaglia e come reagisca il mio nemico. Ve lo spiego subito. Sveglia alle 8.30 del mattino, doccia calda corroborante, una ricca colazione poi, armato della mia zappetta, di un poggia-ginocchia in plastica morbida e di un capiente cesto, segno con dei rametti un quadrato di due metri di lato sul campo di battaglia e lì inizio la mia giornaliera opera di estirpazione di sassi. All’una in punto, seguendo un tacito patto tra me e il prato (il sole e il caldo danno fastidio a entrambi) sospendiamo le ostilità giornaliere. Dopo avere portato il cesto colmo di morti e feriti in una zona franca e scaricato lì l’orrido contenuto, ritorno a  casa per rifocillarmi alla mensa tenuta da mia moglie che è una cuoca eccezionale. Un giusto riposo per il vecchio guerriero segue e conclude la giornata.

Ah, dimenticavo, in caso di pioggia, naturalmente c’è tregua.

Quali sono le contromosse del mio infido contendente? Tutti sanno che la tela di Penelope di notte veniva disfatta affinché la fedele moglie di Ulisse potesse ricominciarla il giorno dopo, il mio prato, al contrario, di notte, complice l’irrigazione, sua infame alleata, fa salire in superficie nuovi sassi, ottenendo così che la guerra tra noi continui all’infinito. In più, costringendomi a stare inchinato per ore, l’umidità del terreno oltrepassa le modeste difese del poggia-ginocchia e arriva alle mie povere gambe, agendo malamente sull’artrite galoppante che da cinque anni tormenta la mia deambulazione.

Sono ormai tre mesi che questo conflitto va avanti così e, al mio attivo, ho parecchi successi, come si può vedere dalla foto qui sotto:

DSCN2173 

Ma questo non significa che sto vincendo la guerra: la mezza tonnellata di sassi di già caduta nelle mie grinfie è il modesto risultato di scaramucce che hanno coinvolto solo pochi metri quadri di prato. Perciò, sapendo che il campo di battaglia si aggira sui mille metri, è matematicamente sicuro che passeranno parecchi mesi (forse un anno o due) prima che io possa dichiarare vittoria.

A meno che qualche anima pia non prezzolata mi venga a dare una mano in questa guerra senza quartiere.

Si accettano volontari… 09BIG_~1

Nicola

 

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commenti
  1. Giusyna ha detto:

    Bentornato … devo ancora leggere il post, ma bentornato 🙂

  2. Silvia ha detto:

    Una guerra dura e spietata, nonchè faticosa……in bocca al lupo!!! 😉 E soprattutto bentornato, hai davvero un posto splendido fai bene a curarlo così! 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Silvia!
      Eccomi di nuovo qui, rigenerato nello spirito e nella mente. Un po’ meno nel corpo, reduce com’è da tante battaglie senza quartiere… 😀
      Nicola

  3. tramedipensieri ha detto:

    Eccoti! 🙂

    Un bellissimo prato davvero, ma perchè…
    perchè un uomo di pace come te va a cercare la guerra?
    …………….
    con delle pietre, poi!
    Così dure, aride….
    mah….

    Mi spiace ma i sassi son troppo in basso…caso mai se c’è da potare.. 😉

    un caro saluto
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      Eccomi, .Marta!
      Hai ragione, è incredibile che un uomo (notoriamente) di pace come me si sia fatto trascinare in una guerra infinita! A volte anche gli uomini più pacifici, di fronte a offese gratuite e sconsiderate, reagiscono male e allora cedono alla violenza. Ho dovuto combattere.
      Grazie per la tua offerta di potatura. Ti terrò presente. 😀
      Un abbraccio… e a presto:
      Nicola

  4. Luisa ha detto:

    Papà, ma hai chiesto al floricoltore se i sassi vanno tolti? Magari servono per il drenaggio del terreno e per rendere più stabile il suolo… Fossi in te lo chiederei prima che tu debba ingaggiare la guerra successiva e nascondere nuovamente i sassi sotto il terreno come fossero mine anti-uomo!!!
    Baci

    • Nicola Losito ha detto:

      Carissima figliola,
      sempre riflessive le tue argomentazioni! Il tuo papà, a volte, si fa (incautamente) trascinare in battaglie che sarebbe meglio evitare. Ma tu mi conosci: c’è sempre buona fede nelle mie azioni.
      Se avrò sbagliato, riparerò al mal fatto. Tu mi aiuterai, vero? 😀
      Bacioni.
      papà

  5. asfodelo50 ha detto:

    Bentornato, Nicola! 🙂

  6. annamaria ha detto:

    per una guerra speciale, un inviato speciale! bentornato, caro nicola.
    annamaria

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Annamaria,
      spero che tu e famiglia abbiate passato vacanze più “riflessive” delle mie. D’altronde la guerra non l’ho dichiarata io. Sono stato trascinato, mio malgrado… 😀
      Un cordiale abbraccio a una pugliese doc.
      Nicola

  7. stravagaria ha detto:

    Mai avrei ipotizzato una manutenzione che andasse oltre il taglio dell’erba e magari la semina nelle zone di usura. Vedo che ti sei mantenuto bello impegnato! 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Anch’io lo credevo. Poi un maledetto sassolino è comparso tra i fili d’erba. Vedi come è facile farsi trascinare in una tenzone assurda e … infinita!
      L’impegno è stato (ed è) gravoso. Pensa, ho persino perso mezzo chilo… 😀
      Un caro saluto e a presto.
      Nicola

  8. sguardiepercorsi ha detto:

    Bentornato, Nicola! Mi fa piacere tornare a leggerti… Perché non lanci una nuova moda, il Prato alla Nicola? Quello all’inglese è troppo monotono… Vuoi mettere la bellezza dell’intreccio tra erba e pietra? L’effetto cromatico, poi…. Da rimirare per ore, mentre comodamente sdraiato su un lettino da giardino, all’ombra, leggi un bel libro e ogni tanto sollevi lo sguardo… 😉
    Io mi presto volontaria per questa attività!!!!!! 😉
    Ciao,
    Chiara

    • Nicola Losito ha detto:

      Mi piace la tua idea. 😀
      Quasi quasi ci piazzo su il copyright e cerco sponsorizzazioni sul “Prato di Nicola”.
      Vedi mai che trovo dei volontari per togliere, al posto mio, i malefici sassi dal prato!
      Nel frattempo, come dici tu, io me ne sto bello spaparanzato su un lettino all’ombra di una tuia a leggere libri e controllare che i volenterosi lavorino bene…
      Volontari stesi sul lettino ne ho a bizzeffe, a cominciare dai miei tre figli. Però se vuoi aggiungerti anche tu, sei la benvenuta!
      Nicola

  9. Andrea Magliano ha detto:

    Ciao Nicola e ben tornato 🙂 Anche se con una guerra con questo prato, ma pur sempre ben tornato 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Andrea.
      A fine settembre la mia guerra avrà una tregua: l’autunno e l’inverno non sono molto adatti ai combattimenti per gente della mia età (i reumatismi sono micidiali) e anche il prato va in letargo.
      Riprenderemo (forse) a primavera le ostilità.
      Quindi solo fra un po’ potrò dire di essere veramente ben tornato…
      Nicola

  10. Mauro Poggi ha detto:

    Buonasera, Nicola! In una delle mie tante vite ho avuto a che fare con i disastri psicofisici provocati da una dipendenza perfezionista nei confronti del prato di casa. Quando non sono i sassi, sono le infestanti, e quando non sono le infestanti sono le margheritine o il tarassaco, e via dicendo …
    Sono uscito dal “tunnel” imparando a guardare il prato da una prospettiva più distaccata, quasi zen: a occhio e croce la stessa da cui hai scattato la prima foto. (Dovresti sapere che a distanza ravvicinata nemmeno la più bella fra le star hollywoodiane resisterebbe all’esame…).
    Oggi, sul terreno della casa dove attualmente vivo, il prato è un’entità sconosciuta: ho lasciato che la macchia mediterranea vi cresca rigogliosa, e in cambio della mia non-ingerenza ho in dono corbezzoli, fragoline, mimose, talvolta funghi porcini. Senza contare, impagabile, la serenità di un rapporto non belligerante 🙂
    PS: di Haruki ho letto IQ84 uno e due. Che mi dici del 3?

    • Nicola Losito ha detto:

      Finalmente un amico che ha passato le mie stesse ambasce e che può capire il tormento del perfezionista! 😀
      Io sono un neofita nella manutenzione di un prato che desideravo perfetto. Ma, anche se a fatica, sto capendo che è una battaglia che non si può vincere. Spero di uscire anch’io al più presto da questo tunnel…
      Bella la tua domanda su Haruki. Ti rispondo volentieri.
      Il libro 3 di 1Q84 non è male, ma soffre del problema di essere stato pubblicato in un secondo tempo. Mi spiego. Sarebbe stato meglio fare di 1Q84 un libro unico e così non ci sarebbe stato bisogno di ripetere più volte cose già scritte nei libri 1 e 2. Le ripetizioni sono state introdotte per rendere intellegibile il libro 3 sia a chi non ha letto i precedenti due, sia a chi li ha letti in passato e li ha un po’ dimenticati. Detto questo, nel libro 3 compare un nuovo personaggio molto interessante di nome Ushikawa, un detective free lance, che si alterna ai due protagonisti Aoname e Tengo e che cercherà di ritrovarli per conto della setta Sakigake nei luoghi dove, separatamente, stanno nascosti. Ci riuscirà? Beh, non te lo svelo… Non ti svelo nemmeno come va a finire il romanzo che, ripeto, a me sarebbe piaciuto leggerlo in un colpo solo.
      Nicola

  11. Cristiano ha detto:

    Perché il prossimo anno non pianti dei bei pomodori Nicola ? Se crescono dei bei frutti magari tu e il prato potreste anche diventare amici… bentornato comunque !

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie, Cristiano, e ben tornato anche a te! L’idea dell’orto è in cantiere per l’anno prossimo. Quest’anno abbiamo piantato l’uva (tutta mangiata dagli uccelli), le more (produrranno frutti l’anno prossimo), i lamponi (produzione di quest’anno: 5 esemplari), i cachi (vedremo risultati?), prugne (20 frutti deliziosi). Sto pensando di fare un corso di agraria e spero di avere riscontri migliori del corso di scrittura creativa… 😀
      Nicola

  12. Teresa ha detto:

    Ciao Nicola, io sarei per godermi il prato e dimenticare le ostilità. A presto. Teresa

    • Nicola Losito ha detto:

      Carissima Teresa, in realtà anche se il prato e io battagliamo ogni giorno, abbiamo istituito un sistema di tregue lunghe e riposanti in modo di rilassarci entrambi… e potere riprendere la guerra senza tanti patemi d’animo… ahahahah
      A risentirci e rivederci presto per parlare delle vacanze tue e di Beppe.
      Nicola

  13. saragiroliTATEINA ha detto:

    bentornato signor giacomo!!
    il titolo del suo blog è veramente geniale, il mio preferito in assoluto!!
    non smetta di scrivere cose, mi raccomando!!
    se ha delle pause … lascia che scorrano, serene!
    grazie per la visita!
    tateina

    • Nicola Losito ha detto:

      Il Signor Giacomo ringrazia per la benevolenza e io, fatta salva qualche pausa rigenerante, cercherò di essere presente il più possibile e – naturalmente – di non annoiare.
      Cordialità.
      Nicola

  14. fulvialuna1 ha detto:

    E ci riesci benissimo a tenere questo blog! Hai cominciato alla grande, scrivendo in modo meraviglioso. A parte la guerra al prato, vedo che sei in ottima forma. Io ho rinunciato al prato perfetto, i miei 400 metri quadri, sono stati volutamente lasciati originali; lo tagliamo, lo curiamo, ma le margherite, i gigli e altri fiori sono del luogo, selvatici; ci rotoliamo tranquillamente sopra di loro che dopo il passaggio rialzano velocemente la testa, quasi a dire: noi siamo i veri padroni. Ed è vero, sassolini compresi. Questo perchè mi dispiaceva togliere quello che la natura aveva fatto..e poi perchè fare la guerra? Ce ne sono troppe in giro, come dici tu, non servono. Bentornato, il saluto dell’immagine è mitico.

    • Nicola Losito ha detto:

      Tenendo conto della mia tenera età e del lavoro improbo che comporta una perfetta tenuta di un prato così esteso penso che presto sospenderò la guerra che è già durata fin troppo. Inoltre l’autunno e l’inverno si avvicinano e anche il prato deporrà le armi. Al limite se ne riparlerà la prossima estate. A parte i soliti acciacchi, sono abbastanza in forma e questo significa che potrò seguire il mio blog e anche quelli dei tanti amici blogger con cui sono in contatto.
      Un caro saluto e a presto.
      Nicola

  15. carola ha detto:

    Prima di tutto, molto bello questo blog.
    Secondo, ma che male ti hanno fatto quei poveri sassi? :-))

    • Nicola Losito ha detto:

      Primo: grazie Carola!
      Secondo: Cosa mi hanno fatto i sassi?? Hanno offeso con parole sprezzanti la mia sensibilità di perfezionista… 😀
      In realtà, come dice mia figlia, i sassi hanno una funzione. Danno aria alla terra in modo che respiri e non sia soffocata dalle radici dell’erba. Ma quando sono troppi, l’erba non può crescere…
      Ci vuole la giusta via di mezzo, come in tutte le cose. E io, quella vado cercando.
      Un cordiale benvenuto.
      Nicola

  16. carola ha detto:

    Grazie.
    Tua figlia è saggia :-), ma anche tu dici bene, vorrà dire che potrai sempre riciclare i sassi come ti ha suggerito, giustamente, Sguardiepercorsi 🙂

  17. maria d'ambra ha detto:

    Caro Nicola, con quei sassi residui puoi sempre realizzare un controgiardino zen!
    un saluto di bentornato…

    • Nicola Losito ha detto:

      In realtà di quel mucchietto di sassi non ho ancora deciso cosa farne. La tua idea di controgiardino zen non è da scartare… 😀
      Te lo dico in un orecchio, io stavo pensando di buttarli nel giardino del mio vicino a cui dà fastidio l’abbaiare del mio cane. 🙂 🙂
      Nicola

  18. […] il post della settimana scorsa dovrebbe essere noto a tutti che il mio passatempo di questa calda estate è stato […]

  19. rossodipersia ha detto:

    Troppo divertente la guerra dei sassi 🙂
    Complimenti per la tua magnifica casa e per il prato a sorpresa… mica è da tutti avere gli Elfi in giardino che tirano pietre!!
    Bentornato.

  20. ludmillarte ha detto:

    il giardino è bellissimo e di sassolini (eccetto quelli del mucchio) non se ne vede uno! 😉
    ciao Nicola, buon fine settimana 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Lud!
      Vedi com’è bello il mio prato?
      Visto che ci tengo tanto, gli amici mi hanno regalato un paio di forbicine (da unghie) per tenere a bada qualche filo d’erba ribelle che cresce più rapidamente degli altri… 😀 😀
      Vabbè è solo invidia per il mio splendido prato all’inglese.
      A parte il caldo, in campagna si sta da Dio!
      Un caro saluto.
      Nicola

  21. […] ginnastica per la terza età (la mia), curo il prato nella casa di campagna (ho quasi vinto la mia guerra con i sassi), ascolto musica. Insomma ho la settimana piuttosto impegnata. Il blog, per me, è un grosso […]

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