Caro, anzi, carissimo prato di N. Losito

Pubblicato: 16/09/2013 in articolo, curiosità, Fotografia, Società, umorismo
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Dopo il post della settimana scorsa dovrebbe essere noto a tutti che il mio passatempo di questa calda estate è stato curare/combattere il nuovo prato della casa di campagna appena ristrutturata. Prima di promettervi che non tornerò più su questo argomento, permettetemi un piccolo flashback.

Non ho potuto fotografare – come mi ero ripromesso – il primo filo d’erba cresciuto sulla terra arata e seminata al termine dei lavori edili sul vecchio stabile dei miei suoceri perché la ditta che aveva in carico la realizzazione del giardino mi aveva tassativamente proibito di camminarci su fin quando il manto erboso non avesse raggiunto gli otto centimetri di altezza.   Pena la perdita della garanzia che il prato avrebbe, in seguito, sopportato il peso del cane di mia figlia e di noi umani. Quindi tutto ciò che ho potuto fare, tre mesi fa, è stato quello di fotografare il giardino in fieri, immortalando la nudità della terra e con il futuro vialetto disegnato usando assi di legno di cantiere.

PasserellaBrignano

Nella foto si intravedono mia moglie, mia figlia maggiore col fidanzato e il suo cane Lea che, religiosamente, si tengono a debita distanza dal futuro prato. Tutti sembrano abbastanza scettici circa la possibilità di vedere a breve crescere l’erba su quel terreno arido e sassoso.

Malfidenti!

Venti giorni dopo l’erba, aiutata da un efficiente impianto d’irrigazione notturna e dal caldo sole estivo, è nata e cresciuta abbastanza da permettere un primo taglio e si è potuto dare il via alla realizzazione del vialetto vero e proprio:

Vialetto

Costruire il vialetto – non scherzo – è stata un’operazione di alto livello ingegneristico (scavo curvo calcolato al computer, creazione di tre differenti strati di pietrisco, impianto sotterraneo di scolo dell’acqua, contenimento con piastre di cemento ai bordi) e ciò ha comportato, come in tutte le grandi opere che si rispettano, inconvenienti di ogni genere. Subito si è parzialmente rovinato il prato antistante la casa (e questo lo si vede chiaramente nella foto) e dovranno passare diversi giorni prima che la distesa d’erba si riformi in maniera adeguata. Poi la scavatrice meccanica ha tranciato, non volendo, tre dei tubi dell’impianto d’irrigazione  sotterrati al tempo della spianatura e semina del terreno. Se avessi saputo in anticipo che avremmo avuto tutti questi problemi, di certo mi sarei accontentato di una decina di beole buttate qua e là lungo un tracciato calcolato a spanne…  Per fortuna, alla fine dei lavori, il vialetto non ha disatteso le aspettative.

Il camper che vedete nella foto (sulla sinistra, dietro la tettoia) è di mio figlio che è venuto a trovarci prima di partire per la montagna. Col suo potente e pesantissimo mezzo, ha contribuito anche lui a dare un ulteriore colpo di grazia al prato nascente. Ma che posso dire? I figli sono piezze e core e bisogna fare buon viso a cattiva sorte mostrandosi sempre felicissimi quando si degnano di venirci a trovare e si fermano un giorno (massimo due, per carità) a dormire dai vecchi genitori.

Terminato il vialetto, la terra in più è stata portata via e, dopo tre settimane,  l’erba è ricresciuta nei punti dove era stata brutalmente schiacciata. Solo a questo punto ho potuto dire la parola fine alla ristrutturazione, durata più di due anni, della vecchia casa di campagna.

Se fossi poeta, ora mi stenderei per terra e ascolterei il rumore dell’erba che cresce (citazione da La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki) e intitolerei “Caro prato” la poesia che con naturalezza sgorgherebbe dal mio cuore. Purtroppo, dopo aver visto la fattura della ditta floricultrice che lo ha realizzato,  dalla mia bocca è uscito un flebile “carissimo prato” e sono letteralmente svenuto, a significare che non mi aspettavo un conto tanto salato…

A parte ogni considerazione pecuniaria, da sempre (anche quando l’immobile era solo un rudere umido e privo di ogni comodità) io amo perdutamente questa casa di campagna e sono convinto che si meritava un’adeguata cornice erbosa. Quest’abitazione per me rappresenta l’emblema del relax, mentre per mia moglie – visto che ama l’ordine e la pulizia – lo è un po’ meno. Qui posso dimenticare tutto e tutti, qui non c’è traccia dei rumori e del caldo soffocante di Milano. Solo qui riesco a vivere con quella lentezza laboriosa che non ho mai trovato altrove. Proprio qui, anni addietro, ho ideato e scritto i tre romanzi che lascerò in eredità ai miei figli. Non so quanto apprezzeranno questo mio regalo, di sicuro non li hanno apprezzati gli editor di una nota casa editrice italiana a cui li avevo inviati in passato sperando – inutilmente – che venissero pubblicati. 110110~4CHUBBY~409WIDE~1

Che dire ancora?

Può darsi che, abbastanza presto, mia moglie e io ci si trasferisca definitivamente in campagna per passare in santa pace quel poco (o tanto!) che ci resta da vivere. Vorrei, infine, far sapere che qui c’è spazio sufficiente per ricevere gli amici di una vita che desiderano venirci a trovare.

Per noi sarà un piacere ospitarli.

Nicola

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commenti
  1. Silvia ha detto:

    Ti posso dire che hai fatto solo bene a sistemare il tutto nel modo più appropriato, è un luogo incantevole e lo merita! 🙂 Buon inizio settimana! 🙂

  2. tramedipensieri ha detto:

    Che meraviglia…e che lavoro “caruccio” che ne è venuto fuori! 🙂
    Mi chiedevo come mai il vialetto termini in un piazzola al centro del giardino e non in prossimità dell’ingresso della casa….eh…non è che veda bene il tutto….

    …. si respira la quiete e poi in mezzo al verde è tutto un’altra musica. Ora non resta che goderti questo luogo in completo relax (basta che non ti cerchi altro da fare, eh…) 😉

    Complimenti per il risultato….ne è valsa la pena soffrire un pò, mi auguro che qualcuno ti abbia aiuta a raccogliere le pietre!

    un caro saluto
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      E’ semplice da spiegare: la casa è il punto di vista del fotografo ed è situata al termine del vialetto il quale permette la deambulazione solo ad animali e persone a piedi. Le auto entrano dal viale alberato di tigli, fanno manovra sulla piattaforma sagomata e parcheggiano sotto la tettoia.
      Effettivamente le varie maestranze che si sono alternate nei lavori hanno fatto del loro meglio e hanno prodotto un risultato riguardevole. Sono molto soddisfatto e questo post come il precedente sono il mio modo benevolmente umoristico di ringraziarli.
      Un po’ di amici si sono prenotati per raccogliere pietre la prossima estate… 😀
      Ciao, cara .marta
      Nicola

  3. annamaria ha detto:

    sei spiazzante. che dire… leggerti ha raddrizzato un altro dei miei lunedì che, come sai, sono sempre un poco storti. mi raccomando, non cambiare mai giorno!
    annamaria

    • Nicola Losito ha detto:

      Cercherò, nei limiti del possibile, di mantenere questo ritmo settimanale favorendo il lunedì che è un bruttissimo giorno per molti, me compreso. 🙂
      Un caro saluto e un arrivederci.
      Nicola

  4. carola ha detto:

    Ottimo lavoro!

  5. primaepoi ha detto:

    Bel progetto quello di trasferirsi definitivamente. Sicuramente si acquisterà quel senso di libertà che in città non esiste. Vogliamo gli aggiornamenti periodici sul prato, ricorda. Così ti teniamo d’occhio 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      La situazione metereologica è un po’ peggiorata ultimamente. Sono di più i giorni di tregua che quelli di guerra. Meno male! 😀
      Il progetto di trasferimento è nei nostri piani futuri.
      Nicola

  6. sissa ha detto:

    Congratulazioni, Nic!
    In primis per la riapertura del blog, che purtroppo ho perso settimana scorsa – non capisco come mai – e ho letto solo ora, dopo questa seconda parte;
    Poi per il prato, è venuto bellissimo e il vialetto sta veramente bene: sarà anche costato un fracco e una sporta, ma ne valeva proprio la pena.
    Dulcis in fundo per la tua rinnovata verve e grinta, per la combattività, per come non ti lasci piegare dalle avversità e per l’acuta ironia con la quale spruzzi i tuoi lettori, rinfrescandoli dall’afa di questa faticosa ripresa post vacanziera.
    Prendo sul serio il tuo invito e finito questo mio lavoraccio, senz’altro organizzo una “spedizione punitiva”.
    A presto
    sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Sissa!
      Mi mancavano i tuoi commenti. Questa volta sei stata così buona nei miei confronti che meriti un invito particolare a passare qui un pomeriggio in allegra compagnia. Ho pronta una zappetta anche per te… 😀 😀
      A presto!
      Nicola

  7. fulvialuna1 ha detto:

    Lavoro certosino che alla fine ha dato i frutti, a parte lo svenimento da fattura, complimenti! E’ bello poter vivere in un posto così.

  8. stravagaria ha detto:

    Anche il mio sogno prevede una casa in campagna…chissà se potrò realizzarlo, più passano gli anni e più desidero pace e tranquillità. Sono partita da Milano, Porta Vittoria poi sono slittata a Sesto, ora Monza Parco e se fosse per me mi spingerei ancora più lontano magari fino in Provenza 😀 Goditi il tuo bellissimo prato e buona settimana!

    • Nicola Losito ha detto:

      Il tuo sogno è un po’ più grande del mio. Io mi sono fermato a una quarantina di chilometri da Milano. La Provenza è bellissima e lì basta un semplice praticello per godersela. Ti auguro di realizzare prima o poi i tuoi desideri.
      Nicola

  9. Andrea Magliano ha detto:

    Per quanto poco io mi intenda di queste cose, trovo il tuo giardino assolutamente fantastico! E già dalle foto si respira una bellissima e tranquilla atmosfera 🙂 Possiamo dire che alla fine hai vinto sul prato? 😉
    E sono certo che i tuoi figli apprezzeranno i tuoi romanzi, sicuramente più di quell’editore che non li avrà saputi valorizzare!
    Un carissimo saluto!

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Andrea. Così ci si rivede ancora. Il riposo, un po’ di sport e il mio bel prato mi hanno convinto a rimettermi in gioco. I romanzi sono stati una sfida con me stesso. Ero bloccato, non riuscivo nemmeno più a scrivere racconti decenti, allora mi sono allargato e mi sono buttato sui romanzi. C’è più libertà, più respiro nelle storie lunghe con tanti personaggi da gestire e mi sono divertito di più. Che poi quell’unico editore (fallito in questi ultimi tempi) non li abbia apprezzati è una storia che un pochino mi ha fatto soffrire. Ma ora non m’importa più. Acqua passata. Mi resta l’amore per la scrittura e la lettura… e un prato con cui combattere. Alla mia età cosa voglio di più?
      Un caro saluto.
      Nicola

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