4 Maggio 2013 – Domenica nell’Hotel Perissia a Urgup.

Da quando sono in pensione non mi piace svegliarmi presto la mattina, visto che sono un tiratardi di sera, però oggi la sveglia antelucana (ore 4.00 a.m.) non mi pesa per niente. Sono davvero emozionato per la gita in mongolfiera a cui – letteralmente svenandoci (150 euro a cranio non sono noccioline!) – mia moglie e io abbiamo deciso di partecipare insieme ad altri 14 coraggiosi del gruppo con cui stiamo visitando la Turchia. Ieri (vedi puntata precedente) siamo rimasti a bocca aperta alla vista delle bellezze naturali, strane e misteriose, della Cappadocia ma rivederle e filmarle dall’alto è tutta un’altra storia, mi mette in uno stato di tensione adrenalinica come quando da ragazzo aspettavo di andare al primo appuntamento con una bella ragazza appena conosciuta ma che prometteva meraviglie (ahem, chi vuol capire capisca…).

Raccontare a parole questa esperienza non è facile, rischio di esagerare o, al contrario, di minimizzare nel descrivere il mio stato d’animo durante l’escursione: un misto di paura (il mezzo di trasporto pare di una fragilità incredibile) e di godimento nel salire a più di mille metri da terra e potere cogliere con l’occhio e con la videocamera tutto quello che c’è sotto e attorno a me. Paura: basti pensare che una settimana dopo il nostro rientro in Italia una mongolfiera è precipitata nello stesso luogo dove eravamo noi, e uno dei passeggeri è morto nell’impatto a terra. Godimento: volare in questo modo è una sensazione che poche volte ho provato nella mia vita.

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Sul volo in mongolfiera pubblico qui soltanto una foto scattata da mia moglie e lascio parlare le immagini del video che ho girato quel giorno e che potete visionare subito.

L’escursione termina alle 8. Ritornati in albergo, giusto il tempo di fare colazione e caricare le valige sul bus che si parte in direzione di Konya dove alloggeremo per una sola notte, nell’Hotel Rixos (a 5 stelle!). Durante il tragitto, in prossimità della città di Aksaray, facciamo una sosta per visitare il più grande Caravan Serraglio dell’antichità e anche quello meglio conservato dell’Anatolia con una moschea al suo interno.

Caravan Serraglio Sultanhani

Caravan Serraglio Sultahnani, costruito nel 1229

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Moschea nel cortile del Caravan Serraglio Sultahnani

Quando arriviamo in albergo a Konya è già ora di pranzo. Verso le quattro del pomeriggio, dopo un breve riposino, andiamo a visitare il Monastero e il Mausoleo di Mevlana, il mistico maestro che creò l’ordine dei Sufi, conosciuti anche col nome di Dervisci Ruotanti o Danzanti.

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Mausoleo di Mevlana

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C’è folla all’interno sia del Monastero sia del Mausoleo; non solo turisti stranieri come noi, ma anche gente venuta da ogni parte della Turchia per dare uno sguardo alle tante opere di Mevlana, ai libri e agli oggetti sacri appartenuti all’ordine dei Sufi. In vista ci sono delle salette dove sono riprodotte a grandezza naturale diverse scene della vita di questi religiosi e dei loro riti. Una di queste la si può ammirare nella foto appena sopra.

Terminata questa interessante visita, ci rechiamo a piedi alla Moschea di Selimiye, ma la troviamo chiusa per restauri.

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Moschea di Selimiye

Qualcuno tira un sospiro di sollievo: evitiamo, per una una volta, la noiosissima operazione di togliere e mettere le scarpe per potere entrare nelle moschee. Proseguiamo, sempre a piedi, e in breve arriviamo alla base di una collina al centro della città dove c’è l’ultima moschea che visiteremo oggi: la Moschea di Aladdin. Nota di colore: sui marciapiedi c’è parecchia gente a passeggio e il traffico di auto a Konya è caotico: dunque, sia camminare in gruppo sia attraversare la strada qui è decisamente un’avventura.

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Moschea di Aladdin

Moschea di Aladdin1

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Terminata la visita alla Moschea di Aladdin, il bus ci riporta all’Hotel Rixos dove pranzeremo e poi, stanchi morti, andremo subito a nanna. Il filmato che ripercorre questa parte del viaggio è brevissimo per due ragioni: c’era così tanta folla da rendere impossibile l’uso della videocamera ed era vietato scattare foto o filmare. Dunque, prendete questo video come pura e semplice testimonianza e non arrabbiatevi con l’operatore. A bocca aperta  Domani ci aspetta l’ennesimo trasferimento: a detta della guida vedremo nuovi spettacoli della natura e faremo delle camminate sotto il solleone. In altre parole, sarà un’altra giornata campale…

Ma di questo vi parlerò nella prossima puntata.

Nicola

Crediti. Foto di Giorgio, Franco e Chicca (mia moglie). Un paio di immagini le ho scaricate da Internet e, naturalmente ringrazio gli sconosciuti autori.

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Così abbiamo scoperto che tu e Chicca siete anche due temerari, io non credo avrei avuto il coraggio per salire sulla mongolfiera. Non sono riuscita ad aprire il secondo video ma per fortuna quello del viaggio in mongolfiera sì 🙂 buon lunedì!

    • Nicola Losito ha detto:

      Quando Chicca e io decidiamo di compiere un’azione dal sapore temerario, pensiamo due cose. La prima: si va insieme e se va male andiamo all’altro mondo insieme… 😀
      La seconda: se non andiamo, rischiamo di perdere qualcosa che in futuro non potremo più gustare. Al diavolo la paura, quindi.
      Ci è andata bene anche questa volta e abbiamo visto uno spettacolo indimenticabile… e cantato Volare a squarciagola!
      Nicola

  2. Silvia ha detto:

    Bellissime esperienze, buon inizio settimana! 🙂

    • Rosanna ha detto:

      Entusiasmante davvero questo viaggio, invidia … peccato nn aver partecipato! Faremo di tutto per andarci anche noi. Un saluto affettuoso anche alla brava fotografa Chicca.

      • Nicola Losito ha detto:

        Beh, anche i viaggi che affrontate tu e Raffaello non sono da meno! Quanto a Chicca, direi che come fotografa ha un certo occhio. E, buon per me, è anche una cuoca mica male. Quando vuole… 😀
        Nicola

    • Nicola Losito ha detto:

      Decisamente. E spero di essere riuscito a comunicarne la bellezza.
      Felice settimana anche a te.
      Nicola

  3. tramedipensieri ha detto:

    Ribadisco che mi piacerebbe tantissimo vedere la Cappadocia: è un gioiello davvero!
    …non chiedetemi di salire su una mongolfiera! Nemmeno sotto tortura altro che pagare … 😦

    Bello, bello questo viaggio e questo post.
    Grazie sempre per la pubblicazione dei video e delle immagini.

    buona giornata
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      Una volta saliti in cielo tutto si ridimensiona. Le mongolfiere a terra sono bestioni enormi, poi si trasformano in quei palloncini colorati che da bambini tutti abbiamo avuto tra le mani. E la paura passa e ti godi lo spettacolo.
      Grazie a te per la costanza con cui segui le mie avventure.
      Felice settimana.
      Nicola

  4. Francesca ha detto:

    Confermo: voglio assolutamente tornare in Turchia, ma con la dovuta calma. Se già ha saputo conquistarmi con poche ore passate a terra nella Istanbul nuova, non oso immaginare investendo il dovuto tempo e su una regione più ampia. Bellissima la Cappadocia. E il viaggio in mongolfiera… non saprei, di primo acchito direi “si assolutamente”, pur con un punto interrogativo d’obbligo. Il pensiero di salire su un mezzo così “fragile”, almeno in apparenza, potrebbe condizionarmi. E la mia temerarietà dura sempre così poco. Mi sono detta “si, saliamo!” pure quella volta al castello di Poppi (fra Arezzo e Firenze, grosso modo) in cui si trattò di percorrere le scale della torre più alta. Paesaggio meraviglioso. Se non fossi salita mi sarei persa qualcosa, decisamente. Eppure per scendere è stato un calvario e pure la salita non è stata da meno. Ed ero su scale di legno, che benché alquanto scricchiolanti reggevano, dentro una torre. Figuriamoci su una mongolfiera. Ps. sulla mongolfiera ci salirei lo stesso; la mia temerarietà finisce un paio di minuti dopo aver superato i dieci metri di altezza circa.

    • Nicola Losito ha detto:

      Farai bene a tornarci. Via terra è tutta un’altra cosa.
      Da come parli e scrivi ti vedo senz’altro salire su una mongolfiera. Non ti credo capace di rinunciare a un’avventura così bella.
      Mi hai incuriosito col Castello dei Poppi: dopo vado su Google a dargli un’occhiata.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

      • Francesca ha detto:

        Poppi è uno di quei piccoli tesori della Toscana, poco conosciuti e a torto. Ci sono bellissime leggende su questo posto, anche se devo ammettere anche un filino “macabre”. Grazie dei complimenti comunque, ed è verissimo: non si rinuncia solo per un pò di paura 🙂 alla prossima puntata allora!

      • Nicola Losito ha detto:

        Il Castello dei Conti Guidi a Poppi merita una visita. Lo segno in agenda.
        Grazie per la dritta.
        Nicola

      • Francesca ha detto:

        Ah, e mi raccomando, quando e se andrai, guarda verso il castello da dentro il paesino di Poppi; dovresti poter vedere una torre più “tozza” (ora non lo so spiegare, ci sono altre torri, ma quella si vede bene), è il cuore antico del paese, nonché sede del fantasma più celebre della zona: Matelda di Poppi, una delle donne del mito toscano. Io la signora non l’ho vista, chissà che qualcun altro abbia più fortuna! C’è anche un fantasma nel castello dei conti guidi (si dice sia del personaggio di cui c’è una cariatide nella corte interna), ma è più “recente”. Sono una grande appassionata del turismo dei “fantasmi” e delle leggende 🙂 felice di aver fatto conoscere un pezzetto di Toscana!

      • Nicola Losito ha detto:

        Ahahahah, ci sono pure i fantasmi di belle signore!
        Bene, allora bisogna proprio che ci vada.
        Quest’estate in Liguria sono stato a Triora, il paese delle streghe. Ormai mi sto specializzando in donne strane… del passato e del presente… 😀

      • Francesca ha detto:

        La Toscana ne è piena… degna di nota la bellissima Lucida Mansi di Lucca, che infesta sia palazzo che orto botanico. Eh, la lista delle donne strane è lunghissima 🙂

  5. sissa ha detto:

    Emozionanti le mongolfiere… commovente “sentire” infine un pezzo del tuo animo in questo viaggio!
    grazie davvero, Nic
    Sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Ormai sono passati diversi mesi da quell’avventura eppure ogni tanto l’emozione per quella scalata in cielo ritorna viva nella mia mente. Se le mie riprese sono riuscite a comunicarti qualcosa del mio stato d’animo ne sono oltremodo felice.
      Un abbraccio, Sissa.
      Nicola

  6. fulvialuna1 ha detto:

    Bello! Altro post altro giro! Ma sulla mongolfiera non sarei venuta. Coraggioso.

    • Nicola Losito ha detto:

      Nella vita, quando si tratta di cose belle, bisogna avere un po’ di coraggio in più e buttarsi nella mischia. Se poi finisce male, almeno si è goduto… 😀
      un caro saluto.
      Nicola

      • fulvialuna1 ha detto:

        Anche questo è vero, ma la mongolfiera….

      • Nicola Losito ha detto:

        …la mongolfiera è un bel pallone colorato che va su facilmente.
        Qualche volta, ma raramente, casca giù.
        Possibile che capiti proprio quando sono su io e mia moglie? mi sono chiesto.
        No, no, non è possibile!
        Allora siamo saliti…
        Per fortuna è andato tutto bene… 😀 😀
        Nicola

  7. Barbara ha detto:

    Caro Nicola,
    le foto ed i filmati sono splendidi!! La Cappadocia, poi, col suo fascino fiabesco, credo possa dare emozioni indimenticabili. Sono inoltre intimidita e ammirata dal coraggio (che non mi appartiene) che avete avuto nel salire sulla mongolfiera: sicuramente un panorama mozzafiato!!
    Mi scuso tuttavia per la risposta sintetica e minimalista ma, ho terminato, tre minuti fa, di commentare il tuo post della scorsa settimana: sei quasi diventato il mio CORE BUSINESS.
    Un bacio a tutti e due.
    Barbara

    • Nicola Losito ha detto:

      Da una signora che scala le montagne e fa chilometri a piedi proprio non me l’aspettavo. Sono sicuro che se fossi stata là con noi, saresti venuta di corsa anche te sulla mongolfiera.
      Sono onorato di essere una piccola parte del tuo Core Business: la prossima volta ti faccio vincere a Burraco per pareggiare i conti… 😀
      Un cordiale saluto a te e a Sergio.
      Nicola

  8. Andrea Magliano ha detto:

    Ciao Nicola,
    interessante e affascinante come sempre il tuo diario di viaggio che mi permette di perdermi in posti a me sconosciuti e magici. Ma ammetto che questa volta la mia attenzione è stata totalmente rubata da quel viaggio in mongolfiera! Deve essere stata un’esperienza davvero incredibile! Che invidia (in senso buono 🙂 )! Un caro saluto!
    Andrea

    • Nicola Losito ha detto:

      La sensazione che si prova a più di mille metri dal suolo è di essere padroni del mondo: gli uomini laggiù sembrano formichine che aspettano i tuoi ordini per procedere. Insomma superata la paura iniziale si è presi dal delirio di onnipotenza e allora si riesce ad ammirare il panorama come se fosse roba tua. Sarà l’aria rarefatta che si respira a quell’altezza, ma tornati a terra si ridiventa normali.
      Formichine come gli altri… 😀
      Un abbraccio.
      Nicola

  9. primaepoi ha detto:

    Dio, come t’invidio!! La Cappadocia già di per sé è una favola e se a questa sommiamo anche la mongolfiera, beh!! Belle foto, bel video, intanto. Un saluto 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Abbiamo visitato altri paesi, altre zone del mondo, ma la Cappadocia ha qualcosa di speciale che la rende unica. In alcuni punti sembrava di essere sulla luna. Il che è tutto dire.
      Sulla mongolfiera eravamo 14 astronauti tutti pronti a immolarci… 😀
      Contraccambio i saluti.
      Nicola

  10. ombreflessuose ha detto:

    Un volo così è da non perdere anche se la mia paura fa mille e non 90.
    Per i video tornerò con più calma, e attirata da tutte queste meraviglie mi sento già da ora di programmare un viaggio. (soldi permettendo)
    Grazie, caro Nicola
    Buon weekend
    Mistral

  11. harleyquinn86 ha detto:

    Grazie per aver condiviso con noi l’esperienza della mongolfiera, perché io sono una fifona e non so se ci salirei…
    Le atmosfere della Turchia che ci racconta non smettono mai di affascinare… Sono stati bellissimi questi post!

    • Nicola Losito ha detto:

      Per prima cosa diamoci del tu. Tra blogger è la regola.
      Poi, come ho detto a ombre flessuose, quando si è all’interno di un mondo così strano e misterioso, la paura passa e si diventa coraggiosi. E si sale in mongolfiera… 😀
      Nicola

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