Cosa sono le affinità elettive?

Per rispondere a questa domanda, apparentemente difficile, faccio ricorso a un episodio di vita vissuta (pericolosamente) da me non tantissimo tempo fa.

Antefatto

I siti web di scrittura, cioè i luoghi dove gli scrittori esordienti possono pubblicare gratuitamente i loro testi (poesie, racconti, romanzi, articoli politici ecc.), hanno avuto un certo grado di notorietà qualche anno fa, ma ora, a mio parere, se la stanno passando male. Primo, perché tutti quelli che speravano di essere intercettati da una casa editrice seria hanno dovuto ricredersi e oggi passano il tempo a mandare a quel paese i mille editori(?) a pagamento che fanno pubblicità su Internet e sui giornali promettendo loro mari e monti. Secondo, nei siti gratuiti di scrittura c’è sempre un vecchio scrittore furbacchione che non è riuscito a sfondare nel mondo editoriale cartaceo ma che ha capito come, quanto, e cosa scrivere sul web per avere un certo seguito e monopolizzare la home page con la sua indubbia bravura, raccogliendo – lui soltanto – tutti i commenti dell’ormai sparuto gruppo di autori che pubblicano in Rete le proprie opere, lasciando agli altri briciole di visibilità. È ovvio che questi misconosciuti scrittori(?) sono destinati, prima o poi, a morire di rabbia o dare in escandescenze per il successo (anche se virtuale) di uno solo di loro. Al seguito del vecchio marpione nasce sempre un gruppo di persone di medie capacità artistiche che, per godere di un pizzico di notorietà riflessa, hanno il preciso compito di commentare ogni suo post, magnificandone acriticamente le doti letterarie e, in più, sono pronte a far fuori ogni nuovo autore che si presenta all’orizzonte e che sembra volere (o potere) scalfire la supremazia del capo in testa di quello che io definii il clan degli eletti, cioè l’affiatata combriccola di utenti che determina il bello e il brutto tempo nel Sito.

Ciò detto, entriamo adesso nello specifico di quel triste trancio di vita passata che riguarda direttamente me e che dà una risposta esauriente alla domanda iniziale.

Anni fa anch’io mi iscrissi a un Sito di Scrittura su Internet e lì presentavo i miei racconti e i miei fumetti. Nel giro di qualche mese avevo già il mio piccolissimo seguito di lettori e ne ero più che soddisfatto ma, una brutta mattina, per inesperienza, pestai i piedi allo scrittore più bravo e potente del Sito e quello fu il mio errore fatale. Mi venne dichiarata una guerra sotterranea dal clan degli eletti, una guerra senza quartiere a cui cercai, per qualche tempo, di resistere. Per difendere la mia onorabilità scrissi una sit-com ironica che prendeva in giro bonariamente (si fa per dire…) il capo clan e tutti quelli legati a lui da affinità elettive.

Per diversi giorni quella mia commedia fece il boom di contatti e letture perché, a torto o a ragione, venni considerato da una parte di utenti del Sito il coraggioso difensore dei reietti, cioè di coloro che – benché bravi poeti e scrittori – non ricevevano (quasi) mai commenti. Naturalmente il clan degli eletti non la prese bene. In ventiquattr’ore fui sommerso da anatemi vari e da decine e decine di commenti offensivi scritti da tutti coloro che avevano visto in me il Nemico Da Abbattere per avere osato sbeffeggiare l’amato boss. Nacquero polemiche a non finire e così la Direzione del Sito fu costretta a intervenire duramente nei miei confronti. Il clan degli eletti ebbe il sopravvento e io dovetti fuggire nottetempo con la coda tra le gambe e con ben scolpita in testa una lezione che non dimenticherò più: contro le affinità elettive è inutile combattere. Si può vincere una battaglia, ma la guerra la si perde sempre e comunque.

Ecco perché, da allora, non ho mai più messo piede in un sito web di scrittura…

Nicola THE_PR~1[4]

Le Affinità elettive

Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto a una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell’uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall’illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Dovremmo, per una sorta di scrupolo, rinunciare a ciò che i costumi del nostro tempo non ci vietano? In quante cose l’uomo ritorna sui suoi propositi, sulle sue azioni, e non dovrebbe farlo qui, dov’è in gioco tutto e non un dettaglio, dove si tratta non di questa o di quella condizione di vita, bensì della vita in tutto il suo complesso?

Goethe: Le affinità elettive

Personaggi sul palco:

Donna al telefonoUomo che dorme

                                    Atena                                Eros

Personaggi di cui si parla, ma mai presenti sulla scena: Saturno, Vulcano, F, G, P, Y, C, E, S.

Ambientazione:

Ore sei di mattina di una giornata d’inizio primavera. Dal fondo del proscenio s’intravvedono i primi timidi raggi di sole. Il palco è diviso nettamente in due. Sulla destra c’è una camera da letto dove Eros, il protagonista maschile, sta dormendo, l’unico suono udibile è un leggero russare. Sulla sinistra, Atena, la protagonista femminile, è già vestita di tutto punto e cammina nervosamente in un salotto arredato in stile moderno. Nella mano sinistra tiene una tazzina di caffè e con la destra impugna un cellulare su cui ha appena digitato un numero. Pochi istanti dopo, la quiete armonica della stanza allestita sulla destra del palcoscenico viene spezzata dal suono acuto di un telefono. L’uomo si rivolta nel letto e si mette il cuscino sulla testa per cercare di attutire quell’angosciante trillo. Siccome il suono non s’interrompe, alla fine, Eros decide di rispondere.

Eros: …prontooo (la voce è impastata e per nulla accogliente)

Atena: ciao Eros, scusa se ti ho svegliato così presto, ma prima di recarmi in ufficio volevo chiacchierare un po’ con te… (il tono è suadente, ma deciso allo stesso tempo)

Eros: ma che cazzo, Atena! La devi piantare di svegliarmi a queste ore antelucane!

Atena: dai, bel ragazzo, ho bisogno di parlarti un minutino e poi puoi tornare a dormire…

Eros: dimmi…

Atena: ho già parlato con Saturno e Vulcano, e abbiamo deciso che questa mattina sul Sito io pubblico per prima.

Eros: fate come vi pare, prima delle dieci io non ho nessuna intenzione di alzarmi e accendere il PC…

Atena: suvvia, Eros! Ogni tanto dai l’impressione che non te ne freghi niente del gruppo. Lo sai che la faccenda è importante e va tenuta costantemente sotto controllo (la voce si è fatta dura, perentoria di chi è abituata al comando)

Eros: non è vero, bellissima, sapete tutti che io preferisco pubblicare più tardi e per ultimo. (l’uomo adesso è sveglio, si è appoggiato alla spalliera del letto ed è ben attento ad ascoltare l’amica)

Atena: piantala con i tuoi complimenti del cavolo, quelli riservali ai commenti pubblici, in privato puoi risparmiarteli…

Eros: oh, mon dieu, Atena! Stamattina ti sei forse svegliata inversa?

Atena: macché, sono soltanto preoccupata per come stanno procedendo le cose sul Sito. Sappi che Saturno si sta incazzando per la tua pretesa di essere sempre l’ultimo a entrare in scena, ogni tanto dovresti cedere a lui questo privilegio. Anche Vulcano sta scalpitando. D’accordo, Vulcano è giovane e di poche pretese, però anche lui sta vivendo questa situazione con insofferenza.

Eros: che si fottano entrambi! Io devo questo potere decisionale alla mia bravura e all’autorità che mi deriva dall’essere il più vecchio del gruppo. Questo dovreste averlo già capito da un pezzo! La classe superiore e l’anzianità vanno premiate.

Atena: vabbé, ma anche Saturno non è più un giovanotto, e se permetti, come poeta è lui il top…

Eros: guarda, Atena, uno di questi giorni dobbiamo discutere a fondo di ‘sta storia!

Atena: che storia?

Eros: che Saturno sia un bravo poeta è indiscutibile ma che sia eccelso è tutto da dimostrare…

Atena: e invece lo è! Saturno dà dei punti a tutti. Ammetto che ogni tanto nelle sue poesie ci infila dentro delle metafore che non stanno né in cielo né in terra, metafore così involute che credo non le capisca nemmeno lui, ma questa è la sua vera forza! È quel suo strano verseggiare che i suoi estimatori si aspettano da lui. Se fosse sempre decifrabile, diventerebbe uno dei tanti poetucoli che vivacchiano sul Sito.

Eros: e poi, ultimamente, Saturno si è pure messo in testa di scrivere racconti. Ha forse intenzione anche lui di invadere il mio campo?

Atena: lo fa molto di rado…

Eros: e cosa mi dici, allora, dei suoi titoli chilometrici che portano via quattro righe della home page? Sarà anche un bel trucchetto per attirare l’attenzione, ma ormai l’hanno capito tutti. Già lo usano in tanti ed è diventato fastidioso. Per distinguersi dalla massa, Saturno dovrebbe inventare qualcosa di nuovo.

Atena: gliene parlerò e vedrò di convincerlo a non strafare con i titoli delle sue opere. Comunque queste sono piccolezze che si possono facilmente sistemare, Invece, il vero problema che mi assilla è che, in questi giorni, si sono visti autori nuovi che non sono affatto male, anzi qualcuno è molto ma molto valido. Varrebbe la pena di tenerli d’occhio e, inter nos, decidere se farli entrare nel gruppo o lasciarli nell’anonimato in cui hanno vissuto fino a ora…

Eros: prima di cooptarli occorre capire se sono in grado di assoggettarsi alle regole del gruppo, non ti pare?

Atena: ovvio. Ogni volta che all’orizzonte compare qualcuno che sa scrivere ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, allentiamo le difese e poi capita quello che è successo con F. A momenti riusciva a farti cancellare dal Sito per qualche tua frase parecchio incauta…

Eros: è cosa vecchia ormai! F l’abbiamo emarginato a dovere non commentandolo mai e adesso se ne sta buono buono nella miseria di poche letture e degli scarsissimi commenti che riceve. Ci vuole ben altro per distruggere la mia popolarità e il mio carisma… ahahahah

Atena: a rompere i coglioni non c’è solo F, ma c’è G, c’è P, ci sono Y, C, E, S. È tutta gente che sta diventando pericolosa…

Eros: che palle, Atena, mica mi starai diventando paranoica? G è un autore decisamente in gamba, è spiritoso, ma sa stare al suo posto e non credo che abbia in mente di assaltare la nostra diligenza. P scrive benissimo nel taglio web a me tanto caro, ma dopo un primo momento di assidua presenza, per nostra fortuna, si è un po’ defilato. Y compare e scompare senza avvisare: è bravo come scrittore di storie lunghe, ma non mi preoccupa, mi considera suo padre putativo… eheheheh…

Atena: niente da dire su C e gli altri due?

Eros: C propone ottime poesie, poesie che non nascono dalla sera alla mattina come la maggior parte di quelle che si leggono sul Sito, ma sembrano il frutto di una vena poetica autentica e, purtroppo per noi, inesauribile. Lei ha un seguito che cresce ogni giorno di più…

Atena: è questo che mi preoccupa, C sta diventando una spina nel nostro fianco. Certi giorni ci supera nelle preferenze! Per fortuna è intervenuta quella misteriosa voce di Dio che ha pesantemente criticato il suo elevato numero di letture a fronte dei commenti non molto numerosi che riceve!

Eros: beh, quella della voce di Dio è stata un’azione sporca, ma, sebbene ci abbia favorito, non ne sarei troppo felice, abbiamo rischiato che venisse associata al nostro gruppo, anche se nessuno di noi c’entra in quella che io reputo nient’altro che la sciocca iniziativa di un burlone informatico.

Atena: Parlami di E…

Eros: E è un tipo solitario, umorale e scorbutico, ma fondamentalmente è una persona corretta. Come tutti noi è vanitoso, ma non ha la nostra stessa propensione a prevalere sempre e comunque sugli altri. Ha un seguito limitato di lettori ma, buon per lui, è costante nel tempo. Tutto sommato le sue poesie, presenti ogni giorno in home page, spiccano ma non tanto da offuscare il nostro glamour. Tu, a ben vedere, lo batti di gran lunga ogni volta.

Atena: rimane S. Non mi dire che nemmeno lui è pericoloso! A mio avviso sarebbe da cooptare nel nostro gruppo. Questo lo suggerisce l’antica regola della diplomazia di guerra: quando un nemico non puoi vincerlo, cerca di allearti con lui… S è uno scrittore troppo bravo ed è il miglior commentatore sulla piazza, non ci conviene averlo ostile al gruppo!

Eros: non ci è per niente ostile, credimi. Non fa parte del coro degli adulanti, inoltre non ci commenta ogni volta che pubblichiamo ma questo, in un certo senso, ci favorisce. Sfata la leggenda messa in giro da F che siamo un’affiatata cricca mafiosa…

Atena: cazzo dici, Eros! Noi siamo persone per bene!

Eros: ahahahah, certo che sì! Noi siamo unicamente un gruppo di amici che si vuole bene…

Atena: infatti. Lo ha scritto in un blog anche la direzione del Sito, l’altro giorno. Comunque non prendere sottogamba le persone che ti ho nominato, il pericolo di perdere il predominio della home page c’è, eccome se c’è! Se non ci fossi io a tenere il gruppo in campana, chissà che fine del piffero faremmo!

Eros: di questo te ne siamo tutti grati e ricambiamo con piacere i tuoi sforzi per farci stare sempre sulla cresta dell’onda.

Atena: e ci resteremo a lungo perché chi ci segue e ci commenta sempre, sa benissimo che un atto di omaggio alle nostre opere dona visibilità e così un tantino ci guadagnano pure loro. Stare dalla parte dei più forti ha i suoi vantaggi. Lo sanno anche i bambini…

Eros: già! È proprio questo il ruolo dei commentatori di complemento… ahahahahah

Atena: ma dai, Eros, piantala di mettere tutto sul ridere! Dobbiamo a loro il nostro successo, anche se poi tocca a noi amministrarlo con intelligenza. Il che significa che dobbiamo sempre tenere gli occhi ben aperti su ciò che succede nella home page. Indiscutibilmente siamo bravi, ma proprio per questo siamo più soggetti degli altri all’invidia per il successo e il seguito che abbiamo conquistato. Se ci distraiamo, rischiamo che degli outsider ci rubino parte della nostra audience e questo non possiamo permetterlo a nessuno…

Eros: ma sì, di questo ne abbiamo già parlato mille volte, non c’era bisogno di svegliarmi prima dell’alba per dirmi cose di cui siamo tutti ben consapevoli.

Atena: repetita iuvant, visto che a volte ti dimentichi i doveri sacrosanti dell’affinità elettiva che ci lega…

Eros: non capisco questa tua osservazione, spiegati meglio.

Atena: mi riferisco al fatto che ultimamente tu e Saturno risultate sempre in testa nelle preferenze, mentre io e Vulcano dobbiamo accontentarci del terzo e quarto posto…

Eros: beh, sincerità per sincerità, tu e Vulcano, recentemente avete presentato opere un po’ deboli, è quindi difficile inventare commenti favorevolissimi, rischieremmo di smascherarci. Spesso, per aiutarvi, dobbiamo giocare di rimessa, parlando d’altro nei commenti e sfruttando la simpatia e la verve di Vulcano. Insomma dobbiamo sviare l’attenzione dal testo in versi o in prosa che voi due presentate…

Atena: che cazzo stai dicendo? Vuoi dire che le mie poesie non sono sempre sublimi?

Eros: non ti arrabbiare, Atena! Qui siamo in privato e posso dirti ciò che veramente penso delle tue poesie e dei tuoi racconti di quest’ultimo periodo.

Atena: forza spara!

Eros: ultimamente, ma solo ultimamente, trovo poco incisive le tue creazioni poetiche. Sembrano scritte con noia, quasi un compitino giornaliero che assolvi anche se l’ispirazione ha raschiato il fondo del barile. E i tuoi racconti, permettimi di dirtelo, sanno di affrettato, sono freddi. Non basta dare il tuo nome a un personaggio per creare emotività e curiosità in chi legge…

Atena: scusa se cerco d’invadere il campo in cui tu sei il Re Assoluto, (la voce è stridula, segno di estrema irritazione) ma in qualche modo devo pur fare vedere che anch’io so scrivere in prosa, che sono un’artista poliedrica, completa. La stessa cosa la fanno sia Saturno sia Vulcano. Cosa c’è di male se noi tre, qualche volta, calpestiamo il tuo praticello? Non vorrei dover mettere pesantemente in conto il tuo insistente riproporre vecchie storie già lette e rilette infinite volte… Questo è segno evidente che anche a te, ogni tanto, l’ispirazione latita! O sbaglio?

Eros: dai, Atena, non litighiamo fra di noi su questi particolari insignificanti. Oltretutto non mi hai ancora detto perché mi hai svegliato a quest’ora del cazzo!

Atena: sei tu che mi fai perdere il filo del discorso con sciocche argomentazioni sulle mie ultime opere. Comunque le mie poesie sono sempre migliori di quelle di C e di tante altre fantomatiche poetesse che cercano di scalzare la mia posizione preminente. Posizione guadagnata col sacrosanto sudore della fronte e con la mia determinazione a essere sempre la migliore in tutto. Le mie non sono chiacchiere, ma fatti dimostrabili!

Eros: stai di nuovo perdendo il filo…

Atena: e che cazz, Eros! Vabbé, ti ho telefonato per dirti di controllare la home page verso le dieci di questa mattina, quando sarai sveglio e operativo. Se vedi che le letture e i commenti alla poesia che pubblico oggi sono bassi, dai uno squillo a Vulcano, a Saturno e METTI IN MOTO LE SECONDE SCHIERE. CAPITO? Dopo i primi dieci commenti, la curiosità degli utenti in linea completerà, come sempre, l’opera. Questa volta voglio vincere io le preferenze della giornata, altrimenti m’incazzo. Questo non è un invito, ma un ordine preciso di scuderia da non prendere sotto gamba. Siamo intesi?

Eros: ai tuoi comandi, Atena! Sarà fatto come desideri. Ci pensiamo noi come al solito… No anzi, meglio del solito, questa volta!

Atena: grazie, bel ragazzo. Sapevo che potevo contare sulla collaborazione del gruppo. L’affinità elettiva che ci unisce non sono mica cazzi! Un bacio, tesoro.

Eros: ricambio con immutato affetto, mia grande e splendida amica.

***

Atena riaggancia il telefono, il suo bel viso è illuminato da un ampio sorriso mentre si guarda in giro a cercare la giacca. Dopo averla trovata e indossata, con una mano si dà una veloce assestata ai capelli davanti allo specchio del salotto ed esce di scena. Eros rimane qualche istante pensieroso, scuote la testa alzando gli occhi al cielo, infine si mette supino e si riaddormenta.

Contemporaneamente cala il sipario e scrosciano gli applausi degli addetti ai lavori. L’ultima recita di prova è andata benissimo. Perfetti sia la dizione sia il ritmo dei dialoghi. Gli attori sono pronti per andare in scena per la prima rappresentazione della sit-com davanti a un pubblico pagante.

P.S.

Personaggi, riferimenti e supposizioni, sono del tutto immaginari. La sit-com nasce dalla fantasia irrispettosa delle regole del buon vivere, caratteristica peculiare dell’autore.

Fine

Crediti: Il quadro Affinità elettive è di E. Iannoni

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commenti
  1. Giusyna ha detto:

    … E pensare che vengono pubblicati dei libri che non hanno veramente ragione di essere letti. Proprio stamattina un amico, esterrefatto anche lui quanto me, mi ha informata che verrà pubblicata una raccolta di aneddoti volgari, poco credibili, né Saggi né divertenti, finora presenti in rete perché condivisi su un social network, e che ora diventeranno un (assolutamente indegno di essere chiamato) libro, scritto da una persona che è la quintessenza della maleducazione e della scortesia. Non faccio nomi e titoli, qualcuno forse capirà di chi parlo, altri resteranno nello Stato di Grazia di non saperne nulla……
    Buona settimana a tutti 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Cosa posso dire? La volgarità, le polemiche, il berciare inconcludente in TV hanno un loro pubblico e gli editori, sperando in un traino alle vendite, pubblicano gli urlatori di turno.
      Contenti loro…
      Buona settimana anche a te.
      Nicola

      • Giusyna ha detto:

        Mi correggo. Il “libro” che ho citato nel precedente commento, è già stato pubblicato. Io e il mio amico siamo a dir poco basìti, ma tristemente, non siamo sorpresi….
        A rileggerci presto 🙂

      • Nicola Losito ha detto:

        Già pubblicato? Evidentemente la casa editrice era sicura di piazzare le copie stampate dell’urlatore.
        In caso contrario non avrebbe certo rischiato di pubblicare uno sconosciuto. L’arte c’entra poco o niente in questa operazione commerciale.
        Nicola

      • Giusyna ha detto:

        Sì, Nicola, dici bene. Arte e cultura non c’entrano nulla, col libro appena pubblicato cui ho fatto cenno prima. Come tutte le altre “aziende”, anche le case editrici mirano al profitto, perciò dicono no ad un bravo scrittore, per timore che non li faccia guadagnare, e si fiondano a pubblicare libercoli che non valgono la carta su cui son scritti, perché la gente li comprerà, e tanto basta. Che poi non siano buoni nemmeno come carta igienica, perché le pagine son troppo rigide, non importa. Che spanda sul mondo un altro po’ di ignoranza e maleducazione, non importa. Il lungo occhio ha visto apprezzamenti e commenti entusiastici sul social network, e la lunga mano si è mossa per arraffare. “Basta che venda”, dovrebbe essere il tristo motto degli Editori, e chi crede che abbiano una specie di Etica della Qualità, visto il vecchio detto “Vita sine Litteris Mors est”, è un illuso. Ormai un qualunque ignorante spara cavolate, e se si nota il gradimento tale da far pensare al guadagno, gliele pubblicano ed diventa Litteris anche quella !!!! Del resto, ormai anche per i Dottori, il famoso Giuramento è stato trasformato da “Ippocrate” a “Ipocriti” … e qui gli esempi si sprecherebbero 😦
        Buona serata a tutti 🙂

      • Nicola Losito ha detto:

        Hai fotografato in modo impietoso il mondo editoriale odierno. Una triste realtà che premia poche volte il merito ma guarda sempre e solo al guadagno.
        L’unica soddisfazione che rimane a tutti noi è la certezza che questi autori-meteora durano poco e non entreranno mai nell’Olimpo della Letteratura.
        Cinque minuti di notorietà oggi non la si nega a nessuno.
        Dunque perché lottare contro i mulini a vento?
        Arrabbiarsi è inutile.
        Nicola

  2. semprevento ha detto:

    Mi piace!!!!
    ..il tuo post, intendo!!!
    Buona giornata
    v.

  3. semprevento ha detto:

    PS: so che le guerre esistono anche su questi blog…
    e io odio le guerre!!

    • Nicola Losito ha detto:

      Non mi dire che anche su WordPress esistono guerre fra blogger!?!?
      Non posso crederci. Dovrò fuggire anche da qui? 😀
      Sono troppo vecchio per ricominciare su un’altra piattaforma.
      Questa volta starò zitto e buono e non darò fastidio a nessuno.
      Promesso. 😀
      Nicola

      • semprevento ha detto:

        Si vocifera che sia così..i” disguidi opinionali” capitano..
        resta pure qui, non mi sembri un guerrafondaio…
        🙂 e poi pure io son vecchia per ricominciare!!
        Quindi uniamoci e partiranno loro!!! 🙂
        Battute a parte….
        scrivi bene!!

      • Nicola Losito ha detto:

        Il popolo degli scrittori uniti sarà sempre vincitore…. ahahahahah
        Nicola

  4. stravagaria ha detto:

    Non conosco per esperienza diretta questi siti ma non stento a crederti, la presunzione e l’egotismo regnano sovrani ovunque ed è praticamente impossibile non “pestare i piedi” a nessuno persino per persone liberali e cortesi quali ritengo di essere e quale ritengo tu sia. Dopo quasi due anni di blog sto lentamente imparando ad essere ancora più cauta di quanto non sia mai stata nella vita reale 😦

    • Nicola Losito ha detto:

      Ecco, che non ti venga in mente di frequentarli! Lì, in mezzo a tanti autori che si credono scrittori e poeti sopraffini, non sono ammesse critiche ma solo complimenti.
      Pena l’emarginazione.
      Molto meglio qui. Ognuno di noi su WordPress pubblica quello che vuole e quando vuole senza chiedere il permesso a nessuno. Non c’è una home page che mette a confronto galli e galline.
      Si commenta quando si ha tempo e non c’è nessun obbligo se non avere e conservare la buona educazione.
      Se qualcuno bussa alla nostra porta è sempre accolto con piacere.
      E, almeno da parte mia, sono ben accette pure le critiche.
      Con parsimonia, le critiche… intendo 😀
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  5. TADS ha detto:

    mi piaci da morire quando fai coming out 😆

    TADS

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie, TADS, spero, però, in futuro di avere anche qualche impresa di successo da raccontare. Non è bello parlare sempre e solo degli accadimenti negativi della vita.
      Sempre che accadano e sempre se ne avrò il tempo… 😆
      Nicola

  6. E’ la stessa situazione che si presenta spesso nella critica televisiva e editoriale. I soliti noti che si autoalimentano di visibilità… per fortuna che ogni tanto c’è un bambino che si accorge del re nudo.

  7. tramedipensieri ha detto:

    Che tristezza
    Ma davvero….che tristezza….

    Meno male che poi ci sei tu che, come racconti il tutto, mi fai sorridere… 😀

    buona giornata
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      Ho passato dei brutti momenti, ma poi, quando riesco a raccontarli, vuol dire che la crisi è superata, dimenticata.
      Quel che rimane è un pizzico di sana ironia.
      Buon proseguimento anche a te.
      Nicola

  8. Silvia ha detto:

    Molto carino, sagace e simpatico! 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Farò leggere questo commento a mia moglie.
      Lei delle mie sciocchezzuole che pubblico in Rete (e pure di me) pensa l’esatto contrario… ahahahahah
      Alla prossima.
      Nicola

  9. Francesca ha detto:

    Il pezzo che hai scritto mi ha lasciato un certo retrogusto, che definirei grottesco se mi passi il termine con leggerezza. Si, perché grottesco sicuramente è troppo forte, ma rende l’idea non tanto dello scritto, quanto dei personaggi descritti. La realtà di questo tipo di siti non la conosco, ma prima di provare a scrivere un blog sono lettrice degli stessi e non è che le dinamiche dei due “mondi” siano troppo diverse. Non starò a cercare le somiglianze… sono evidenti. Se si ama scrivere si scrive, non è detto che sia tanto meglio aiutarsi con la stampella delle “public relations”. Claudicanti scrittori che non sanno smettere di prendersi sul serio. E mi chiedo, per chi scrivono queste persone? Per cosa? Con quali motivazioni? Le frustrazioni si dovrebbero diluire nell’inchiostro o nei pixel, non nelle ciarle dei commenti…

    • Francesca ha detto:

      …ci pensavo giusto in questi giorni. Una ragazza che scrive su un blog che seguo regolarmente ha osato dire cosa pensava ed è stata pressoché lapidata. È a chi ha la mano facile che mi riferisco quando parlo di grottesco. Il tuo pezzo devi dire che inquadra bene la situazione. Mi sembra di vederli, questi strateghi da tastiera 🙂 buona serata

    • Nicola Losito ha detto:

      La mia sit-com nacque in un momento di grande confusione mentale: mi sentivo ingiustamente maltrattato da persone che non conoscevo e che non mi conoscevano per quello che ero in realtà.
      Dunque un pochino ho esagerato nell’ipotizzare il comportamento di Eros e Atena, e forse la mia ironia non risultò poi così benevola come era nelle mie intenzioni.
      Dunque l’aggettivo “grottesco” ci può stare.
      Viste poi le reazioni gridate e inconsulte dei personaggi che si riconobbero nelle due divinità dell’Olimpo, credo di avere colpito in modo pesante e, forse più del dovuto, anche la sensibilità di altri appartenenti a quel gruppo che mi assalirono per giorni e giorni. Alcune ferite me le sto ancora leccando anche se sono passati anni dalla pubblicazione di una tragicommedia che – pare – si consumi ancora oggi in molti siti di scrittura.
      Spero non qui su WordPress.
      Nicola

      • Francesca ha detto:

        Non so se sei stato troppo brusco, personalmente non credo. Anzi, mi pare tu sia stato corretto, “in punta di fioretto”; c’è del grottesco, ma il tutto non è troppo esagerato. Ridendo e scherzando, dici il vero. Certe persone solo per la speranza di ottenere qualcosa, anche fosse solo attenzione, sono disposte a tutto. Ogni tanto una tirata d’orecchie se la meritano! Non si rendono conto del male che fanno. Nel mondo editoriale cartaceo, un mondo spietato, lo spazio è ristretto; nel web lo spazio non solo c’è, ma nel modo giusto saprebbe far emergere il merito. Condizionare la preferenza, cannibalizzare il tutto con futili magheggi… può far meritare un ritratto sottilmente grottesco 🙂

      • Nicola Losito ha detto:

        E’ proprio ciò che penso anch’io. Il web è un oceano infinito e c’è e ci sarà sempre spazio per tutti, senza bisogno di spintonare gli altri per farsi largo.
        Non sarà che questa vastità non piaccia a qualcuno e che, per farsi notare, armi un esercito per conquistare più spazio possibile?
        Il grottesco della faccenda è che la notorietà conquistata in un Sito non si traduce – quasi mai – in effettivo e perituro successo nel mondo reale.
        Perché, dunque, darsi tanto da fare?
        Nicola

      • Francesca ha detto:

        Giustissimo. Dal mio punto di vista, devo ammettere di avere una piccola speranza di poter fare qualcosa nella realtà anche grazie al web. Non fosse altro per mettere alla prova capacità che altrimenti non vedrei mai messe in pratica, soprattutto con questa congiuntura storica. Dubito tuttavia che questi signori e signore si accontentino di così poco. Qualcosa otterranno, briciole, ma non li soddisferà. Gli rimarrà solo un pugno di mosche e qualche giorno di popolarità. A che prezzo, poi…

  10. roceresale ha detto:

    Sento di avere avuto un gran chiulo a non aver conosciuto tali affinità elettive…

    • Nicola Losito ha detto:

      Ahahahah, grande Gatta Gennara! Un po’ di sano umorismo è quello che ci vuole!
      Lo ammetto, in vita mia, io non ho quasi mai avuto un gran chiulo…
      Spero di averlo nel poco futuro che mi resta ancora. 😀
      Nicola

  11. rpapac ha detto:

    Il web mi ha dato l’opportunità di scrivere e come l’ha data a me, l’ha data anche a te ed a tanti altri. Per quanto mi riguarda, scrivi bene o comunque a me piacciono i tuoi post. Se poi in passato hai cercato di scavalcare qualcuno e ci sei riuscito, chiaramente hai dato fastidio. Sono cose che succedono, purtroppo, proprio quando si cerca di scalvare qualcuno. Non ci pensare più, non ne vale la pena. A me piace il tuo blog e non solo a me e questo almeno è ciò che conta attualmente. Per quanto riguarda la notorietà, si sa è difficile conquistarla per questo a volte non coincide con la realtà, c’è tanta competitività in giro, ma a volte è anche questione di gelosia.

    • Nicola Losito ha detto:

      In realtà, all’epoca, non cercai di scavalcare qualcuno (non è mai stato quello il mio stile di vita), ma di esprimere con sincerità un mio giudizio “positivo” su di un racconto di un capo clan. Solo che il tizio si era alzato inverso e interpretò male le mie parole e dal quel disguido nell’interpretazione del mio commento successe il finimondo. Con tutto quello che seguì poi.
      Ma non rivanghiamo un passato che è morto e… quasi sepolto. 😀
      Vorrei che questa mia sit-com rimanesse quella che è: uno spaccato di un mondo che non mi piace e che per questo va bacchettato con grande ironia.
      Conosco le gelosie dell’ambiente letterario e conosco molto bene anche la vanità di tutti noi che scriviamo (bene o male, non importa).
      Sotto sotto, siamo tutti un po’ invidiosi del successo altrui e parimenti siamo tutti vanitosi.
      Ma questo diciamocelo, piano piano, in un orecchio. 😀 😀
      Nicola

  12. rpapac ha detto:

    Per quanto riguarda i siti di scrittura, poi, che secondo te si approfittano di chi scrive per loro, io credo sia un dare ed avere reciproco. Loro si approfittano di te per quello che scrivi e tu ti approfitti di loro per farti conoscere e quindi perché non farlo?

    • Nicola Losito ha detto:

      All’inizio della frequentazione, il Sito di Scrittura incriminato della sit-com mi piaceva un sacco ed era divertente frequentarlo. Potere esprimersi in tutta libertà di fronte a una estesa platea di lettori diversi da mamma, papà e amici era cosa fantastica.
      I guai nacquero quando mi accorsi che si faceva mercimonio di click di visualizzazioni e di commenti tutti favorevoli (quasi sempre fuori contesto) e che terminavano ogni volta con grandi baci e abbracci tra il commentatore/commentatrice e lo scrittore capo clan.
      Nicola

  13. rpapac ha detto:

    Gli editori, purtroppo, non te la danno facilmente. Quindi, perché non farlo sul web? A me alla fine piace farlo e non solo a me.

    • Nicola Losito ha detto:

      Intendi, immagino, la possibilità di pubblicare? Ovvio che gli editori non te la danno essendo tu, io e tanti altri, degli sconosciuti e che faremmo perdere a loro del gran tempo e del denaro. Ecco perché anni fa i siti di scrittura gratuita ebbero un grande successo. Era il nostro grande bacino di sfogo delle nostre velleità artistiche. Oggi con la possibilità dell’auto-pubblicazione a basso costo o gratuita e degli e-book, l’appeal di quei Siti è parecchio diminuito.
      Resistono imperterriti a pubblicare alcuni autori di non grande levatura e i vari capi clan che imperversano con la loro boriosa bravura in tutti i siti di scrittura che si rispettano. 😀
      Nicola

      • rpapac ha detto:

        Sì, sì, senz’altro. E-Book e Self Publishing, interessante anche quello. Diciamo che non bisognerebbe scartare niente….

      • Nicola Losito ha detto:

        Tanti anni fa la pensavo così anch’io: prima di demordere bisogna tentare ogni strada per arrivare alla pubblicazione di una propria opera.
        Poi, visto che ogni sforzo non portava a nessun risultato (a parte il mal di pancia… 😀 ) ho lasciato perdere tutto.
        Ora, davvero, mi diverto a scrivere (quando c’è l’ispirazione, ovvio) e sto bene con me stesso.
        D’altronde, a parte che ci vorrebbe il solito colpo di fortuna (stavo per dire qualcos’altro…), contro di me gioca anche il fattore età.
        Lascio perciò il campo libero ai giovani autori. Loro hanno un futuro davanti e possono giocarsela in tutti i modi possibili.
        Nicola

      • rpapac ha detto:

        Provaci ancora Los. Ce la puoi fare. Il tuo blog è molto particolare ed ha il successo che merita. Per quanto riguarda gli anni, guarda Luciano, De Crescenzo intendo, fa anche l’attore ed è un ingegnere come te. La verità? Basta avere un’idea vincente e tu almeno col blog l’hai avuta. Poi col self publishing quale limite d’età vai trovando? Mica per pubblicare un e-book ci vuole l’età. E poi De Crescenzo non è tanto giovane, ma fa lo scrittore. Insomma le possibilità, secondo me, ci sono.

      • Nicola Losito ha detto:

        Scrittori di età avanzata (penso a Camilleri) che hanno avuto e hanno ancora successo ce ne sono tanti e anche più anziani di me . Al riguardo non mi sono potuto dilungare nella risposta precedente: le mie occasioni le ho avute, ma mi è andata male. Anni fa stavo lì lì per essere pubblicato ma la casa editrice che aveva accettato il mio manoscritto ha chiuso (giuro, non per colpa mia! 😀 ). Un altro editore (uno di quelli importanti) ha avuto per le mani uno dei miei romanzi ma o non gli è piaciuto o aveva altro a cui pensare, visto che qualche mese dopo ha cambiato nome e ragione sociale. Fatto sta che, come ho già detto altrove, non ho più avuto notizie del mio libro, nemmeno la classica lettera di rifiuto.
        Tutto questo mi ha disamorato e da allora non penso più alla pubblicazione delle mie opere.
        Certo oggi c’è l’auto-pubblicazione, ci sono gli e-book che vanno per la maggiore: la prima l’ho utilizzata per stampare un po’ di copie da regalare agli amici, ma NON per metterle in vendita; la seconda l’ho usata per imparare (sono un appassionato di software editoriali) i metodi per trasformare un testo scritto per la stampa su carta in un testo elettronico, cioè leggibile su tablet o e-reader. Un puro divertissement da ingegnere elettronico, il mio, e non un mezzo per inondare l’oceano web con i miei libri.
        Per il momento, dunque, queste nuove tecniche librarie mi piacciono e mi divertono, ma non le uso per scopi commerciali.
        Mai dire mai, comunque… 😀 😀
        Oggi occupo parte del mio tempo (non troppo sennò mia moglie chiede il divorzio…) conducendo questo blog.
        I risultati raggiunti soddisfano in pieno quel pizzico di vanità che tutti – uomini e donne che amano scrivere – desideriamo.
        Nicola

  14. sissa ha detto:

    Ciao Nic
    proprio ieri ho visto il libro di mio padre pronto all’auto-pubblicazione. Lui non sarebbe in grado di gestire un blog come il tuo nè di frequentare con le dovute regole i siti di scrittura. Si limita a tormentare i parenti (in special modo i figli). Perchè dico tormentare? Chiama a metà mattina in ufficio e dice “Vorrei sentire il tuo parere su questo pezzo” E comincia a leggere. Grazie al cielo non è mai prolisso. Ma di fatto cosa fa lui fuori dal web? Cerca consensi, approvazione e, mi si passi il termine, compagnia. Gli sto cercando di far capire che se vende le tre copie (una per ciascun figlio) e basta non deve pensare che questa sia la misura di valore relativa alla sua persona, ma non so se ci riuscirò.
    Forse non si cerca mai veramente il favore o l’apprezzamento per la propria opera o per il proprio ingegno ma solo un paio di spalle per appoggiare un fardello insopportabile: ecco perchè si impongono agli altri le proprie regole (devo essere il primo oggi; domani tocca a te e se non sono mai primo, manovro almeno per fingere di esserlo). E’ l’unico modo per tentare di dare un senso alla vita. Che rimane folle e insensata, grazie al cielo.
    Insomma il mio discorso vuole andare al di là dell’effettivo valore letterario della prestazione. Il sillogismo che si fa (tanti commenti : tanti click = tanta bravura : molti riconoscimenti) trascura l’incognita inconoscibile della vita: la pace con se stessi, nonostante gli errori che si commettono nelle relazioni con gli altri. E non è che se si è “incapaci” o non talentuosi allora non si ha diritto di esprimersi o di provare certi sentimenti o, a volte si arriva a consigliarlo, di pensare!
    Santa Pazienza! Sono proprio una vipera e mi sto mordendo la coda: Hai idea della misura di soddisfazione che mi si riversa dentro quando mi dicono che sono brava (mica soltanto a scrivere: intendo in tutti gli ambiti dell’esistenza), intelligente, simpatica? (No, che sono bella non me lo dice nessuno…): infatti ora mi recherò a centri estetici, farò corsi di maquillage, andrò a lezione di eleganza e finezza e mi presenterò a tutti i concorsi over 50 e arriverò fino a Mrs. Old Univers… Otterrò la gratificazione che mi manca e quindi…
    Non pensi che sia la stessa cosa? No, tu ragioni logico e hai ragione. C’è poi un secondo fatto: non riesco a spiegarmi, però sono capacissima di rovesciarti sul vassoio una montagna di sensazioni e di pensieri aggrovigliati.
    Anche se è martedì, buona settimana.
    sis

    • Nicola Losito ha detto:

      Carissima Sissa,
      il tuo commento non necessita di una risposta ma di un pressante invito a tutti gli amici che passano dalle mie parti di leggerlo con attenzione e di meditare le tue parole.
      Io sono sempre contento quando mi scrivi, perché – alla fine – mi ritrovo gratis un ulteriore post nel post. 😀
      Un forte abbraccio e a presto.
      Nicola

  15. anna maria liuzzi ha detto:

    caro nicola, non ho abbastanza tempo per partecipare a questa interessantissima discussione perché sono in fase di trasloco, ma vorrei invitarti a guardare il “grande fratello” letterario in onda da qualche settimana sulla rai: altro che affinità elettive…. ho visto solo la prima puntata e il disgusto per l’arroganza e la mancanza di rispetto di questi tre scrittori, l’esotica, il belloccio e il tenebroso, mi hanno resa ancora più diffidente nei riguardi del mondo “letterario”, soprattutto quello volto alla volgare spettacolarizzazione e al mero guadagno economico.
    un abbraccio, buon natale a te e ai tuoi cari
    annamaria

    • Nicola Losito ha detto:

      La trasmissione TV di cui parli, cara Annamaria, non l’ho mai guardata e nemmeno la guarderò in futuro. Le tue parole al riguardo confermano il pensiero che ho avuto quando sui giornali era uscita la notizia che “la cultura letteraria” andava in TV e lo faceva in modo “giocoso”.
      Come si fa a pensare e dire che scrivere sia un gioco?
      Scrivere è fatica, tormento, a volte nervosismo, delusione.
      Può essere un piacere, questo sì, ma solo quando le parole scritte riescono a riportare sulla carta in modo perfetto il nostro pensiero più profondo.
      Ricambio di cuore gli auguri a te e famiglia.
      Nicola

  16. ff0rt ha detto:

    Mai opporsi al potere del gruppo! E poi tieni conto che siamo sempre italiani, concepiamo la carriera come un fatto di accumulo di scatti di anzianità. Il modo ortodosso di fare carriera è facendo da lacché al potere. Il merito, per noi, soccombe sempre alla forza degli anni, e quando diciamo il contrario è solo per ipocrisia. Il giovane è sbandierato come vessillo e la donna messa sul piedistallo come “quota rosa”, in modo tanto più ridicolo quanto più è giovane e carina. Ma il matusa santificato al comando non si tocca!

    • Nicola Losito ha detto:

      Opporsi allo strapotere del gruppo in un sito di scrittura non solo è inutile ma è anche dannoso alla salute.
      Farsi venire il mal di pancia per due click o due commenti in più è da stupidi.
      Fortuna che l’ho capita e ho abbandonato la partita in tempo.
      In seguito ho cercato lidi più tranquilli dove la competizione, anche se c’è, non è evidenziata in home page e non si devono fare trucchetti per guadagnare posizioni.
      Ho scoperto WordPress e qui devo dire che mi trovo bene.
      Su questa piattaforma si può pubblicare ciò che si vuole, quando si vuole e nessuno è obbligato a leggerti o commentarti. Sei solo con te stesso e ti esponi per quello che sei, non hai capi clan con cui competere ogni giorno, non ci sono quote rosa da rispettare e possono pubblicare senza problemi sia donne sia uomini.
      Se poi nel tuo blog scrivi un post che può interessare, è facile che qualcuno ti legga e ti commenti.
      In caso contrario, dopo un po’ lasci perdere e ti cerchi un hobby più gratificante… 😀
      Nicola

  17. ombreflessuose ha detto:

    Mi piace “ascoltarti”, apprendo sempre qualcosa di nuovo.
    Non ho mai riposto fiducia e simpatia in questi siti di presunti e futuri premi Strega, Bancarella e altro. Anche se ammetto che lo stimolo di farsi leggere e conoscere è abbastanza forte
    Il blog per me è come un piccolo giardino, nel quale il proprietario semina ciò che vuole, senza avere la preoccupazione ossessiva del raccolto
    Un abbraccio
    Mistral

    • Nicola Losito ha detto:

      Ti ringrazio tantissimo per “l’ascolto”.
      Sapere che le mie esperienze, spesso negative, ti possono insegnare qualcosa, rende più leggero il fardello delle tante batoste ricevute nella mia vita.
      Sono d’accordo con te sullo spirito e il senso che deve avere un blog personale.
      Confesso che anche a me piace essere letto e commentato, ma ho imparato a mie spese a non disperarmi se il raccolto non è sempre pari alle mie aspettative.
      Troppo raccolto, per le tante implicazioni che esso comporta, a volte, può fare più male che bene.
      Prendi questa osservazione per quello che vale. Discutere a fondo di questo sarebbe troppo complicato da affrontare in un breve commento. Fidati.
      Contraccambio l’abbraccio.
      Nicola

  18. Andrea Magliano ha detto:

    Ho iniziato la lettura ieri sera, ma l’ho conclusa solo stamane. Che altro dire, caro Nicola, per questa situazione? Invidia e a volte bisogno immotivato di competizione riescono a trasformare un piacere e una piattaforma comunque gradevole in un guazzabuglio invivibile e tedioso. I social alla fine non fanno altro che riproiettare nel piccolo le situazioni reali…
    Invece complimenti come sempre per i tuoi testi e per la tua pungente ironia 🙂 Un saluto!
    Andrea

    • Nicola Losito ha detto:

      Sono felice che tu abbia completato la lettura: spesso i miei post sono così lunghi che molti non li iniziano nemmeno… 😀
      La competizione in sé non è cosa negativa, anzi stimola le persone a fare meglio e dare di più.
      Però deve essere onesta, giocata sfruttando le proprie capacità e il proprio talento e non ricorrendo a trucchetti e sotterfugi.
      E’ chiedere troppo?
      Pare di sì.
      Purtroppo hai ragione. Reale e virtuale vanno a braccetto quando i competitors sono dei furbetti…
      Un cordiale a presto.
      Nicola

  19. Caro Nicola, come vedi la lista dei commenti è proprio lunga, articolata e sentita. E’ la dimostrazione che si può interessare il popolo web per quello che si è e si può dare, senza rincorrere chimere e sirene.

  20. ludmillarte ha detto:

    un post che fa indubbiamente aprire gli occhi. per affinità elettive sono portata a pensare al senso magicamente positivo dell’espressione. che possano essere relative ad “un’affiatata cricca mafiosa” come dice Eros, proprio non mi viene istintivo, ma indubbiamente ce ne sono anche di questo genere. hai raccontato la cosa in modo assai simpatico, se qualcuno ha letto allusioni e si è sentito coinvolto ed è successo quel che è successo, non avresti dovuto soffrirci e/o rimetterci tu. in questo paese,però, spesso le cose vanno così, anche via etere.
    un caro saluto e buona serata

    • Nicola Losito ha detto:

      Benché non avessi messo né nomi né nickname, a cominciare da Eros e Atena per finire a quelli citati solo con una lettera maiuscola, tutti si riconobbero dai pochi tratti caratteristici che avevo evidenziato nel testo. Quelli trattati bene si fecero vivi solo in posta privata (per evitare ritorsioni) mentre gli altri, cioè quelli facenti parte del clan, mi assalirono alla grande con invettive, offese personali poche ore dopo la pubblicazione della sit-com. Ovviamente negando l’esistenza di un clan e di un capo clan, ma dimostrandone in pieno l’esistenza con il loro comportamento maldestramente aggressivo nei miei confronti. Avendo pestato la coda a parecchia gente, giustamente cercarono di umiliarmi in tutti modi.
      Passata la buriana (dopo un paio di settimane), gli amici mi sollecitarono a rientrare nel Sito per segnalare al clan che non l’avevano avuta vinta del tutto. Rientrai per qualche tempo, ma ormai ero io a non avere più voglia di frequentare quel Sito e così feci in modo che la direzione mi cacciasse (in gergo si dice “bannasse”) con qualche polemica gratuita mirata unicamente al capo clan.
      Lo sconforto per quel brutto episodio fu tale che per mesi non andai più su Internet.
      Fu un bene, te l’assicuro.
      Ogni tanto conviene disintossicarsi. 😀
      Buona serata anche a te.
      Nicola

  21. Barbara ha detto:

    Caro Nicola,
    probabilmente mi è sfuggito qualche passaggio ma, francamente, faccio fatica a capire le delusioni citate nel tuo post.
    Viviamo in una realtà nella quale la competizione è prevalentemente distruttiva ed è volta alla massimizzazione del proprio interesse o della propria visibilità a danno degli altri.
    Questo succede nel sociale a tutti i livelli, perché il mondo dell’editoria, in senso lato, dovrebbe esserne esente?
    Quanto frequentemente a successo ed a fama corrispondono accertate capacità letterarie o professionali??
    Il subire condizionamenti competitivi (a volte addirittura da parte di coloro che ricercano affannosamente esteriorità e notorietà a compensazione di sentimenti inconsci di inferiorità) è inevitabile quando originano nel contesto dal quale l’individuo trae sostentamento.
    Negli altri casi nei quali ci si può permettere il privilegio di una partecipazione affettiva nei confronti delle proprie idee e dei propri valori (e anche di scriverne….cosa che, a mio avviso, rappresenta già di per se stessa una gratificazione) diventa addirittura irrilevante il fatto che non siano apprezzati o condivisi da alcuni o da molti.
    Mi pare (ma a quest’ora potrei non esserne del tutto certa!) che Confucio più o meno dicesse: “se un uomo non gode dell’apprezzamento dei più, studialo attentamente perché è un grande uomo”
    Sublima pertanto la tua delusione….. potresti esserti messo, già da allora, sulla buona strada.
    Un abbraccio a Chicca e a te.
    Barbara

    • Nicola Losito ha detto:

      Cerco di spiegarmi meglio.
      In linea di principio non sono contrario alla competizione, anzi penso che le competizioni quando sono oneste siano un bene per la società perché impegnano le persone a dare il meglio di sé stesse.
      La delusione nasce dalla convinzione che, spesso, le competizioni siano falsate da interessi particolari o gestite proditoriamente dai gruppi più potenti, eccetera.
      Pensi davvero che il premio Strega lo vinca il romanzo più bello?
      Spesso il romanzo più bello dell’anno non entra nemmeno in competizione.
      La mia partecipazione al Sito letterario citato nella sit-com partì bene. All’inizio non ci furono problemi o inganni, presentavo i miei racconti e ricevevo pochi ma gratificanti commenti. Appena il mio consenso aumentò, il cosiddetto clan degli eletti smise di commentarmi: cominciò così la competizione fra il clan e uno sconosciuto che, forse, poteva dare del filo da torcere al clan degli eletti. Lo scopo era chiaro: l’indifferenza di un numeroso gruppo di autori/lettori mi avrebbe isolato e il mio consenso non sarebbe più cresciuto. Una tecnica furba che, pur non commettendo reati (non c’è nessuna legge, infatti, che preveda o censuri l’obbligatorietà del commento a un post…) ottiene il risultato voluto, cioè deprimere chi scrive senza ottenere i riconoscimenti che si aspetta dalle proprie opere. Molti utenti che subiscono questo trattamento dopo un po’ abbandonano il Sito e cercano altri lidi dove potere primeggiare. Alcuni, credendo di essere scrittori eccelsi, non accettano di essere poco valutati, perciò dopo un po’ si arrabbiano e danno in escandescenze in modo maldestro provocando più danni a se stessi che a coloro che non hanno voluto o saputo valutare le sue potenzialità. Il singolo che protesta troppo viene eliminato senza pietà dalla direzione del Sito. Altri, capito l’andazzo, cercano di difendersi con astuzia: nascono così gruppi di assalto che si coalizzano per tentare di vincere lo strapotere del clan degli eletti. Ovvio che questa guerra (e proprio di guerra si tratta) finisce per portare grande scompiglio e polemiche a non finire nel Sito di scrittura e così la Direzione è costretta a intervenire e cacciare i più esagitati per riportare la pace fra gli utenti.
      Indovina poi chi viene espulso? Quasi mai gli espulsi appartengono al clan degli eletti perché costoro, essendo autori di buon livello, fanno comodo ai gestori del Sito per richiamare nuovi utenti e dare nuova linfa al Sito stesso.
      Situazioni del genere credo siano la norma nella vita reale, nelle società, nelle istituzioni, non ti pare?
      A soccombere sono sempre i più deboli. Solo nei film di fantasia o nei miti il pastorello Davide vince contro il gigante Golia…
      A un certo punto, stanco di quella guerra sotterranea combattuta dal gruppo a cui appartenevo contro il gruppo egemone, senza avvertire nessuno delle mie intenzioni di lasciare al più presto quel Sito che non mi permetteva di pubblicare le mie cose con la necessaria serenità, studiai i tic di molti degli appartenenti al clan egemone e ideai una commedia che metteva ironicamente in mostra i loro probabili trucchetti per rimanere in testa alle preferenze degli utenti, ben consapevole che sarebbe successo un casino incredibile e che la direzione mi avrebbe cacciato.
      Così avvenne. Solo coloro che non parteggiavano per nessuna delle due fazioni in lotta capirono l’ironia del testo e si fecero quattro risate. Pochi (anche gli amici) per paura di ritorsioni non presero pubblicamente le mie difese. Così presi su di me tutti gli strali del clan e alcune delle loro offese furono di una cattiveria così grande che per mesi lasciai perdere sia Internet sia la scrittura.
      Avevo vinto una battaglia ma avevo perso la guerra.
      Nacque così la mia delusione per i siti gratuiti di scrittura dove si formano gruppi l’un contro l’altro armati. 😀
      Un cordiale saluto a te e a Sergio.
      Nicola

  22. margaret collina ha detto:

    Apprezzo molto quello che hai scritto.

    • Nicola Losito ha detto:

      Un commento così stringato non mi dà la possibilità di approfondire il discorso.
      Perciò rispondo semplicemente con un… grazie. 😀
      Nicola

      • vetrocolato ha detto:

        Nella tua “sit com” hai detto molto più di quello che hai scritto.
        Io penso a blogger che scrivono di sentimenti universali come se li possedessero solo loro, in modi talmente tesi e sostenuti che si spezzano subito, che non reggono il confronto con la realtà.
        Ho appena iniziato a leggerti e il mio “inarrivabile” è invece un obiettivo, che dai tu, a dare me stessa senza credermi meglio degli altri.
        Mi ripeto, “seguo” centinaia di persone, ma torno solo in pochi posti.
        Qui, mi ci trasferisco.
        Buona vita.

      • Nicola Losito ha detto:

        Anch’io seguo parecchi blog e commento spesso. In molti post trovo qualcosa che mi appassiona e mi convince e capisco quando sotto c’è sforzo intellettuale e sincerità nell’esprimere pensieri e riflessioni. In altri, pochi per fortuna, c’è solo voglia di mettere in mostra la propria bravura e questi blog smetto subito di frequentarli. Non mi ci ritrovo tra professorini e professionisti mancati della penna. Mi piace il confronto delle opinioni e il colloquio vivace tra blogger.
        Con qualcuno sono già in ottimi rapporti di amicizia. Questo è lo spirito con cui mi sono affacciato su WordPress e spero che MAI questo social network diventi un luogo di lotte intestine per ottenere consensi e visualizzazioni prevaricando qualcuno.
        Se dovesse accadere anche qui, al minimo sentore di baruffe non ci penserei un attimo ad andarmene.
        E questa volta, vista anche la mia età, sarebbe per sempre. 😀
        L’augurio che ti faccio è di raggiungere un obiettivo che soddisfi prima di tutto te stessa e, se poi piacerai anche a molti altri, tanto di guadagnato.
        Nicola

      • rpapac ha detto:

        Sono d’accordo. Anche a me piace leggere i blog degli altri e commentarli e lo faccio perché mi piace molto leggere e scrivere, ma anche perché mi piace parlare con gli altri blogger e rispondere ai loro commenti quando me li fanno.

      • rpapac ha detto:

        E’ lo stesso augurio che ti faccio anch’io.

    • rpapac ha detto:

      Il blog quale mezzo di scrittura e comunicazione con gli altri. Questo è tutto.

  23. vetrocolato ha detto:

    Grazie Nicola.
    Questa mia avventura del blog è iniziata per caso, e per ora ne sono molto felice.
    E finché sono felice funziono bene.
    A presto!

    • rpapac ha detto:

      Anch’io ho iniziato per caso quando ho capito come fare e non puoi sapere come mi sentivo e come mi sento. Non mi sembra vero. Ho raggiunto il traguardo.

    • Nicola Losito ha detto:

      La felicità (o la serenità) è proprio lo stato d’animo giusto per proseguire nell’impegno (non sempre facile) di condurre il proprio blog.
      Solo così salta fuori quel pizzico di umorismo (di cui tutti siamo dotati) che rende possibile superare le tante avversità dell’esistenza.
      Nicola

      • vetrocolato ha detto:

        Il blog mi permette di lasciare cose che non posso più portarmi dietro.
        Le lascio qui, e mi sembra di poter esser più leggera.
        E se dovessero mancarmi so dove venire a cercarle.
        Trovar belle parole da leggere e contenuti leggeri ma importanti è una grande gratificazione.

      • Nicola Losito ha detto:

        Ottima idea quella di considerare il blog come il proprio archivio personale immagazzinato nella “nuvola”. A sentire Google, Microsoft e altri, nella nuvola potremo lasciare in eterno pensieri e divagazioni a disposizione nostra e di chi ci interessa o ci ama.
        Questa è una grossa opportunità e un invito, se non vogliamo fare magre figure con i viventi e con i posteri, a curare al massimo quello che pensiamo e scriviamo. 😀
        Nicola

      • vetrocolato ha detto:

        Sai, Nicola, io sono diventata un po egoista.
        Mi serve proprio sta nuvola, la sfrutto ben bene.
        Lascio roba, e son più lieve.
        Il piu delle volte.
        Non posso fare a meno di far uscire tutto.
        Modo sbagliato?
        Si, of course.
        Il solo che conosco.

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