Domanda a risposta multipla – di N. Losito

Pubblicato: 07/01/2015 in articolo, cultura, curiosità, discussione, Libri, psicologia, recensione, Società, umorismo
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ErmellinoCurioso

Ermellino curioso

Innanzi tutto, giungano a chi ha la pazienza di seguire il mio blog (e anche a chi mi segue saltuariamente) i miei più sentiti auguri di un 2015 pieno di successi professionali e di vivere ogni giorno del nuovo anno in buona salute, accompagnato dall’affetto dei propri famigliari e amici.

Dopo la lunga pausa di fine anno, ricominciano i nostri incontri settimanali con un post apparentemente frivolo, ma che potrà piacere (o non piacere) a chi manifesta (o nasconde) delle velleità letterarie. Pongo una semplice domanda a cui mi piacerebbe che qualcuno rispondesse e a cui io stesso non mi sottrarrò.

Cosa desidera maggiormente chi ha pubblicato un libro?

Vi do un aiutino, elencando quattro risposte che tutti gli scrittori hanno in mente ma che si vergognano di esternare al mondo…

La prima è: “Vendere una vagonata di copie del libro e diventare milionario”.

La seconda è: “Scoprire un passaparola virale su Internet che convinca centinaia di milioni di webnauti a comprare una copia del libro. Alzi la mano chi non spera in una botta di culo come quello della scrittrice (si fa per dire…) Erica Leonard (E.L. James) che ha sfornato i tre “capolavori” di 50 sfumature di maialate…

La terza è: “Una presentazione con intervista da Fazio in TV”. Questo showman superpagato, con la sua faccia da falso amicone, per ogni intervista “marchettara” nel suo programma su Rai 3, assicura allo scrittore 300.000 copie vendute, minimo, del libro.

La quarta, forse la più eccitante fra le possibili risposte che si nascondono nell’animo di uno scrittore, è: “Raggiungere la fama in vita”, cioè ricevere il premio Nobel della letteratura e, subito dopo, buttare via carta e penna per godersi la vita sfruttando l’assegno milionario allegato al prestigioso riconoscimento dell’accademia svedese. Naturalmente ciò deve avvenire prima che l’Alzheimer bussi con prepotenza alla porta…

Ce ne sarebbero parecchie altre di risposte che gli scrittori vorrebbero dare, ma che per un certo qual pudore, non osano rivelare in giro. Tutte, più o meno, ribadiscono lo stesso arido concetto: arricchirsi dopo avere pubblicato un libro.

Come risponde, se interrogato, un qualsiasi scrittore per fare una bella figura?

  1. Desideravo mettere sulla carta le mie esperienze personali, unicamente per soddisfare un mio imprescindibile desiderio di approfondimento critico su me stesso, senza pensare che il mio vissuto potesse interessare altri da me.
  2. Ho sempre scritto sin da quando ero bambino e mai avrei pensato che il mio pensiero scritto potesse diventare un libro e mai ho desiderato che il frutto del mio ingegno uscisse dal cassetto della scrivania e fosse subito accettato da un casa editrice importante come la Mondadori (tanto per citarne una a caso…). Ho pubblicato il libro solo dopo pressanti insistenze di parenti, amici… e del mio agente letterario.
  3. Ammetto di essere consapevole delle mie capacità e mi diverto tantissimo a scrivere, ma mai ho sperato di diventare un maître à penser: cioè una importante guida in grado di orientare e influenzare la società con i miei scritti. Insomma lungi da me pensare di surclassare Umberto Eco.
  4. ….

Potete riempire a piacimento, basandovi su vostre esperienze personali i punti 4, 5, 6, eccetera, cioè segnalando altre (false) risposte che potrebbe dare uno scrittore per giustificare il suo successo o per sperare di ottenerlo.

Per quel che mi riguarda, (eh già, perché anch’io mi reputo uno scrittore…) queste sono le mie due semplici risposte alla domanda iniziale:

  • Essere letto da pochi ma genuini lettori. Vendere il libro a vagonate non  è ciò che m’interessa: sto bene di famiglia e godo di una pensione decente, ottenuta lavorando sodo per più di quarant’anni.
  • Essere recensito da chi ha letto il libro fino all’ultima pagina. Non sopporto le critiche di quei redattori che, su quotidiani e riviste, tengono una rubrica periodica sui libri. Costoro (quasi tutti scrittori mancati) odiano i libri e chi li ha scritti. Raramente leggono i libri che recensiscono, di solito sfogliano qualche pagina e scopiazzano la quarta di copertina. La recensione critica, inoltre, deve essere sincera e non una marchetta alla Fazio. Ecco, infatti, come un redattore vede i libri che deve recensire:

Peso sulla testa

…un gran peso sul cranio!

Una recensione critica che mi è molto piaciuta è quella fatta da Stravagaria e che potete leggere cliccando sia sul nome dell’autrice sia su questo link.

Avendo io acquistato 10 copie in cartaceo di “Io e Agata” da regalare a Natale ai parenti più prossimi, alcune settimane fa Amazon mi ha scritto che, se lo desideravo, potevo auto-recensirmi. Di primo acchito pensavo di rifiutare, invece poi ho accettato l’invito. Di seguito potete leggere ciò che ho scritto in Rete sul sito di Amazon Italia:

NuovaCopertinaAgata1

Cara Amazon,
grazie per avermi dato l’opportunità di recensire il mio ultimo libro, ma credimi, è come chiedere a una mamma se il suo bambino è bello o brutto.
Lei risponderà nell’unico modo che ci si aspetta.
Bene, io voglio essere onesto al massimo e dirò solo questo:
Scrivere e revisionare "Io e Agata" ha tenuto impegnata la mia mente per sei lunghi anni, mi ha fatto spesso soffrire e, a volte, sorridere, ma non mi ha mai annoiato. Chiunque lo leggerà, indipendentemente dal giudizio che poi ne darà, di sicuro arriverà fino in fondo al libro per sapere come finisce la vicenda. Io credevo nel personaggio di Agata: l’ho amato dalla prima volta che si è materializzato davanti ai miei occhi.
Agata esiste nella realtà e forse, se un giorno lei stessa leggerà questo libro che le ho dedicato, dopo avermi tirato le orecchie come si fa con i bambini discoli, mi regalerà una schietta risata e mi offrirà un bicchiere di buon vino.
Tutto qui.
Cordiali saluti e ancora grazie.
Nicola Losito

 

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commenti
  1. Ian Saiin ha detto:

    Primo, ricambio gli auguri!
    Poi, continua piacermi la pacatezza con cui scrivi i post e la franchezza delle tue opinioni.
    Sono più perplesso sull’astio che riservi a Fazio. Mi chiedo, che c’è di male a far vendere 300.000 copie in più di un libro? Voglio dire, sono 300.000 persone che entrano in una libreria, acquistano un libro e una certa (si spera buona) parte di esse lo leggono. Magari alcuni di questi in libreria ci fanno pure un giretto e ne acquistano altri. Non è proprio questo che vogliamo, che la gente legga di più e possibilmente meglio? D’accordo farci le pulci, ma in confronto allo squallore, alla demenza di tanti altri programmi…
    – commento critico e sincero, come piace a te 😉
    Ciao!

    • Nicola Losito ha detto:

      Caro Ian,
      effettivamente ce l’ho un po’ su con il buon Fazio. Si tratta di un’antipatia di pelle che non ha una vera spiegazione logica. Capita, senza volerlo, che delle persone rimangano antipatiche di primo acchito, o sbaglio? Una ragione più profonda per avercela su è che lui e la sua trasmissione sponsorizzano sempre gli stessi personaggi e sempre quelli con acclarate affinità elettive. Non credo che Fazio abbia mai sponsorizzato un emerito sconosciuto. Se facesse vendere 300.000 copie a un libro di un esordiente, mi inchinerei alla sua bravura e, forse, mi diventerebbe pure simpatico… 😀
      Oggi si legge poco e gli esordienti non hanno quasi mai chances. Ci vorrebbero mille Fazio che si interessassero solo alle nuove leve: allora sì che, forse, nascerebbero nuovi lettori per nuovi autori.
      Comunque, pur non piacendomi Fazio, condivido in pieno quello che dici sugli altri programmi della TV.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  2. sherazade ha detto:

    Non sono scrittrice ma assidua e attenta (credo anche selettiva) lettrice.
    Fare lo scrittore, oggi, è sopratutto un mestiere. Lo si impara alle università da altri scrittori gia ‘arrivati’. Tutti scrittori e tutti assolutamente puri nell’assicurare ai lettori che scrivono da sempre e per il loro piacere e quello di pochi.

    Taluni sono davvero talentuosi e emergono per strade autonome, molti sono sponsorizzati dal ‘mercato’ Questo vale anche per la musica di cui so qlc di più.

    Questo per quanto riguarda i tuoi quesiti.

    Per quanto ti riguarda un inchino e un grazie per gli auguri che ricambio.

    sheraffettuosamentesincera

    • Nicola Losito ha detto:

      Scrivere in Italia è un mestiere che non dà da vivere. Non lo dico io, ma il famoso Andrea Vitali, un medico che non ha abbandonato la professione pur scrivendo un libro all’anno e vendendo abbastanza bene. All’estero è diverso: ci sono più opportunità per i nuovi autori e, forse negli altri paesi la gente ama di più la lettura. Da noi scrivono libri in troppi e questi libri, in genere, dopo 90 giorni di triste esposizione, vanno a finire al macero. Io sono vecchio e posso, in tutta tranquillità, esprimere perle di saggezza, una è questa: “Cari giovani scrittori, fate come me, per vivere bene il vostro futuro, studiate, cercatevi un lavoro adeguato alle vostre capacità e solo quando avrete raggiunto la sicurezza economica sarà quello il momento di dedicarvi alla scrittura. Se poi non venderete nemmeno una copia dei vostri libri, niente di male, potrete vivere con il frutto del vostro (vero) lavoro…” 😀
      Ovviamente le perle di saggezza nessuno le ascolta.
      Un caro saluto, shera.
      Nicola

      • sherazade ha detto:

        Nicola,
        Scrivere x diletto è cosa piacevolissima ma lasciare che diventi la rivelazione dell’anno grazie a case editrici che investono questo no.
        Hai fatto un giro x le librerie? Tutti libri di cucina o autobiografiche di…trentenni giocatori di calcio.
        Camilleri d’annata o Corona che ha molto autopromosso. Per trovare qlc di interessante devi uscire dai nostri confini.
        Markus Zukas ha pubblicato davvero un bel romanzo. Io sono il messaggero..ma sto divagando. Scusami
        Shera

      • Nicola Losito ha detto:

        D’accordo con te sullo scrivere per diletto. Io l’ho sempre considerato un hobby per riempire il tempo libero una volta finito il lavoro attivo. Io ho iniziato a scrivere molto tardi, in prossimità della pensione. Prima era impossibile dedicarmi a questa attività. Troppi gli impegni che avevo e troppa la stanchezza per avere la testa giusta per potere scrivere.
        Ma io non sono multitasking come coloro che riescono a portare avanti bene più attività contemporaneamente.
        Conosco molto bene Zukas, lo scrittore che hai citato. Storia di una ladra di libri è un bellissimo libro. Tra l’altro è anche molto riuscita la sua versione cinematografica. E’ una delle poche volte che un film azzecca in pieno le atmosfere amorevoli tra bambini e tra bambini e adulti e i terribili momenti della guerra e della morte che lo scrittore ha saputo creare con la sua scrittura.
        Nicola

      • sherazade ha detto:

        Zukas ha potuto pubblicare il suo primo bel libro solo dopo la pubblicazione del film Storia di una ladra di libri. Questo coinvolgente Io sono il messaggero ha subito l impennata del mercato. E questo è emotivamente.
        Sherabuonanotteobuongiorno

      • Nicola Losito ha detto:

        Sei sicura che sia uscito prima il film e poi il libro? Io sapevo che il libro di Zusak Marcus era stato pubblicato con un titolo leggermente diverso e non stava andando molto bene in libreria. Dopo il successo del film (decisamente ben fatto e con attori in splendida forma) il libro è stato ristampato con un nuovo titolo e mettendo in copertina la deliziosa protagonista del film. A quel punto anche il libro ha preso il volo.
        Comunque sia, qualcosa sta cambiando nel mondo editoriale. Alcuni mesi fa, infatti, da qualche parte avevo letto che gli scrittori di oggi non scrivono più romanzi ma sceneggiature: in questo modo, se il film ha successo, guadagnano una barca di soldi, molti di più di quelli che avrebbero ottenuto vendendo solo copie cartacee o e-book del loro libro.
        Non so se, in questi casi, a guadagnarci molto sia la letteratura… Nel caso specifico di Zukas, il caso ha voluto che sia il libro che il film siano molto belli. Ma questo non succede spesso.
        Cari saluti.
        Nicola

  3. tramedipensieri ha detto:

    Nicola leggo ora il tuo libro. Non vedo l’ora di leggere come finirà…e allo stesso tempo non voglio leggerlo in fretta….
    E’ una meraviglia…e poi forse perchè un pochino ti conosco mi sembra di vederti parlare tra le pagine….

    Comunque niente…. la tua simpatica ironia è una dote, una gran bella dote.

    un caro saluto
    .marta

  4. melodiestonate ha detto:

    Auguri di buon anno e un in bocca al lupo x il tuo libro…Sara

  5. stravagaria ha detto:

    Con la consueta ironia hai scritto quanto di più sincero ogni autore possa dire della sua creatura. Ti auguro di esaudire il tuo desiderio! …e grazie per la tua stima.

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Viv,
      in questi giorni sto ricevendo parecchi complimenti “a voce” da persone che hanno letto Io e Agata durante le feste di fine anno. Ma solo tu e un’altra amica avete messo “nero su bianco” le vostre impressioni di lettura. Non posso certo dimenticarlo.
      Grazie ancora.
      Nicola

  6. simona ha detto:

    Grazie degli auguri di buon anno, che ricambio di cuore, augurando un 2015 pieno di soddisfazione, equilibrio, serenità…

    Per quanto riguarda la domanda posso rispondere solo in via ipotetica. Mi spiego: faccio tutt’altro lavoro che lo scrittore, scrivo davvero solo per diletto mio (non avendo mai pubblicato nulla nè tentato di farlo), ho un unico racconto lungo che adeguatamente rivisto potrebbe forse esser pubblicabile. Pensando a quest’ultimo e alla (molto) ipotetica pubblicazione, quello che desidererei sarebbe vendere parecchie copie, però a lettori “veri”, cioè a chi compra per leggere (con attenzione e fino in fondo) e non per mettere nella libreria un altro volumetto. I soldi, che pure servirebbero (essendo assai lontana dalla pensione e tutt’altro che arrivata lavorativamente!), sono un ‘di cui’ rispetto alla diffusione e lettura del testo. Insomma, mi tocca ammettere la mia “vanità”: ai soldi, preferirei la fama creata da veri lettori!

    Un saluto
    Simona

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Simona,
      sei sulla strada giusta. Continua a scrivere per diletto e metti tutto in un cassetto. Adesso è importante il lavoro che si traduce mensilmente in uno stipendio. Quando sarai sul punto di tirare i remi in barca, potrai dedicarti a tempo pieno a quella che è la tua (e la mia) passione. Scrivere dà da vivere bene e porta fama solo a pochi fortunati, i comuni mortali difficilmente ci riescono.
      Come te, anch’io preferisco pochi ma non distratti lettori.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  7. TADS ha detto:

    ciao vecchia volpe,
    tra il serio e il faceto hai scritto ciò che molti “scrittori” pensano veramente, cioè, sognano ad occhi aperti. Apprezzo molto gli scrittori “genuini” come te, scrivere è un mestiere poco edificante, sopravvalutato, un po’ come fare il giornalista oppure l’attore, un niente che comunica il niente a persone aggrappate al niente. Gli scrittori VERI, quelli che comunicano pensieri scuola e linee maestre, vivono la loro vita come una tormentata missione, a volte devastante, gli altri si limitano a ruttare una malriposta vanità intinta nella gloria in saldo.

    • Nicola Losito ha detto:

      Caro TADS,
      ti ringrazio per la genuinità che accrediti al mio scrivere questi post che, in realtà, riempiono le mie giornate di vani tentativi di trovare pensieri non banali, di forzosi ripensamenti, di continue cancellazioni e solo poche volte, di sorrisi di personale soddisfazione. Eh, già perché scrivere è faticoso e quasi mai porta gioia. Ma questo rimanga tra noi. Mi sarebbe piaciuto diventare un VERO scrittore ma, quantunque ultimamente mi sia sforzato, i risultati non sono arrivati. Mi manca quel famoso “quid” che permette il salto dall’anonimato alla fama. Averlo capito in tempo mi ha evitato di entrare in depressione e, in regalo, ho ricevuto quel pizzico di humour con cui condisco i miei scritti. Spero che questa consapevolezza si noti e che basti a non annoiare quei pochi o tanti che mi leggono. Tra l’altro, essere un maître à penser deve essere noiosissimo… 😀
      Cordialità.
      Nicola

  8. lonza65 ha detto:

    Intanto auguri di buon anno, mi fa piacere che sei tornato al blogging militante. Per le risposte, ci penso, è un argomento troppo intrigante. A prestissimo!

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Lorenza,
      aspetto con un pizzico di timore le tue risposte. Nel tuo ottimo blog si parla di libri con competenza, quindi penso che vorrai dire la tua senza troppe remore. 😀
      A presto, dunque.
      Nicola

  9. Giusyna ha detto:

    Ricambio ancora una volta gli Auguri, che estendo ai tuoi lettori, e aggiungo che spero che per la maggior parte degli scrittori, la verità stia nel mezzo tra il primo e il secondo gruppo di risposte 🙂
    Mi piace la tua auto-recensione 😀
    Ciao ciao. 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Giusto, cara Giusy! In genere la verità sta nel mezzo: non è un grande peccato accontentare sia la vanità che il portafoglio.
      Felice che la mia auto-recensione ti sia piaciuta. E deve essere piaciuta anche ad altri perché su Amazon la mia posizione in classifica è schizzata verso l’alto: da 143.900 sono passato a 19.883. Evidentemente le due copie acquistate dai miei parenti a Natale sono state fondamentali per farmi fare quel salto… 😀 oppure è vero che nessuno in Italia legge libri.
      Forza gente, ancora poche copie e sarò primo in classifica! 🙂
      Un sentito abbraccio.
      Nicola

  10. sherazade ha detto:

    Non mi sono spiegata, anzi mi sono incartata.
    Io sono il messaggero è antecedente alla pubblicazione e al film di La ladra e solo dopo il grande successo di questi ultimi l’editore ovviamente odorando soldi ha pubblicato Io sono il messaggero.
    L’alta qualità di queste ultime serie americane da True detective a Fargo o anche The bridge sono
    opera di scrittori. Così come i registi trovano molta più soddisfazione a dilatare sentimenti e immagini piuttosto che a concentrare il tutto in 90 minuti.

    sherabuonasera

  11. tachimio ha detto:

    Caro Nicola è sempre un piacere leggerti al di là del tuo libro che prima o poi dovrò pur leggere ( ho anche altri libri di amici blogger da leggere…) Mi hai fatto fare un mondo di risate quando all’improvviso scorrendo il mouse è comparsa l’immagine di quella pila di libri accalcati su quel ”cranio”…la tua autorecensione non poteva non correre sul binario della tua speciale ironia sempre molto apprezzata dalla sottoscritta. Per questo reputo, (pur non avendolo ancora letto) il tuo libro uno di quelli che a scatola chiusa possono entrare a far parte di una libreria. Ti conosco ormai da un pezzetto e sono convinta di quello che dico. Ti abbraccio e voglio salutarti al modo di Tads : ”Ciao vecchia volpe”. Isabella

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Isabella,
      grazie della fiducia, ma è meglio agire come San Tommaso. Prima leggere poi apprezzarlo o gettarlo dalla finestra…
      Io opto, ovviamente, per l’apprezzamento consapevole. 😀
      Ho l’impressione che l’amico TADS voglia fare di me una pelliccia da regalare alle sue innumerevoli fans. 🙂
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  12. tachimio ha detto:

    Caro Nicola devi scusarmi se rispondo qui al tuo commento sul mio articolo, ma mentre ti stavo rispondendo sul blog è sparito commento e mia risposta. Non so dove siano finiti. Per cui ho pensato di ringraziarti da qui augurandoci che i tempi possano cambiare. Ti abbraccio vecchia volpe. Isabella

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