Mercoledì 15 Ottobre – Chengdu, primo giorno.

Chengdu_Hotel Tianfu Sun Shine

Lasciata Guilin, siamo arrivati a Chengdu ieri sera verso le dieci, dopo un volo di circa due ore. Una volta registrati nell’Hotel Tianfu Sunshine, abbiamo cenato in albergo e poi subito a nanna: domani si deve raggiungere Leshan in pullman (160 km. di autostrada) per una visita al Budda Gigante.

Informazione di servizio: Chengdu è la quarta città della Cina quanto a numero di abitanti: più di 15 milioni di belle anime con occhi a mandorla. La città più popolosa della Cina è Chongqing (oltre 30 milioni), seconda è Shanghai (più di 25 milioni), terza è Pechino (Beijing, più di 20 milioni).

Curiosità: riuscite a immaginarvi una città con un numero di abitanti pari a metà della popolazione italiana? Io no. Così ho cercato su Internet una foto di Chongqing:

ChongqingSkyline

Non vi sembra un’immagine presa da un film di fantascienza di Steven Spielberg? Ok, torniamo a Chendu…

Chengdu (=città imperiale) è la capitale della provincia di Sichuan:

Chengdu_Mappa

Città prevalentemente industriale, a detta della guida, è famosa per cinque caratteristiche: il fiore ibisco, il broccato, il thè, il cibo (sarà vero?) e le maschere che indossano gli attori del teatro popolare. Non faremo in tempo a visitarla perché resteremo qui solo due notti. Durante il primo giorno andremo a visitare il Budda gigante a Leshan a 160 km. da Chengdu e, nel secondo, andremo presso il Centro di Ricerca e Riproduzione del panda gigante e del panda rosso, alla periferia della città. A scopo di documentazione per chi vuole fermarsi qualche giorno in più a Chengdu: assolutamente da non perdere è una visita alla Piazza Tianfu. Qui si trova una delle più grandi statue di Mao Zedong presenti in Cina e il Museo della Scienza e della Tecnologia. La piazza è circondata da grattacieli e viene illuminata di notte da luci di mille colori. Attorno alle fontane si radunano i giovani nel tardo pomeriggio e questo rende la piazza un gradevole luogo di ritrovo. Dalla piazza, inoltre, partono le principali vie dello shopping di Chengdu (la più rinomata è la Chun Xi Lu, seconda foto a destra, sotto) e poco lontano si trovano buone opzioni per mangiare lungo la strada.

Chengdu_5TorriChengdu_Chun Xi LuChengdu1Piazza Tianfu1Piazza Tianfu2Piazza Tianfu3Piazza Tianfu4Piazza Tianfu5Piazza Tianfu6Piazza Tianfu

Partendo dal nostro hotel con il pullman, in un paio d’ore di autostrada, raggiungiamo Leshan, saliamo su un battello e ci avviamo verso la congiunzione di tre fiumi (Minjiang, Dadu e Qingyi) dove si trova la più grande statua di pietra di Budda del mondo:

Budda Gigante

Il Budda gigante, scolpito nella roccia del monte Lingyun nel 713 d.C., è alto 71 metri e largo 28, e si trova proprio di fronte al Monte Emei, con i tre fiumi che scorrono ai suoi piedi. La leggenda narra che in quel punto le correnti fossero così impetuose e pericolose da impedire il passaggio delle barche da pesca e questo era un problema per l’economia degli abitanti della zona. Un monaco pensò di rabbonire le divinità predisponendo dei templi sul monte Emei e progettando una statua di Budda così grande da essere vista in lontananza e omaggiata per l’eternità con doni e preghiere dalla popolazione dei dintorni. Budda gradì molto l’opera e, da quel momento, il punto d’incontro dei tre fiumi fu facile da oltrepassare: pare infatti che i detriti di roccia caduti in acqua durante la sagomatura della statua, abbiano modificato in senso positivo il corso delle correnti.

Un altro gioiellino architettonico è il sistema di drenaggio della scultura realizzato tramite grondaie nascoste, canali sparsi sulla testa, sulle braccia e dietro le orecchie e nei vestiti. Questo sistema, aiutando a eliminare l’acqua piovana e  mantenendo la parte interna asciutta, svolge un ruolo importante nella protezione del Budda. La due orecchie, ognuna lunga sette metri, sono in legno e decorate da fango sulla superficie. Nel 1996 la scenica area del monte Emei comprendente, oltre al Budda gigante, una trentina di templi costruiti dalla popolazione locale nei secoli passati, è stata proclamata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.

DSC_0389 giant budda

Budda Gigante1

In ragione della moltitudine di turisti che gravitano giornalmente nella zona, l’attesa per prendere i pittoreschi camminamenti esterni che si vedono nelle due foto sopra è così grande che decidiamo di affrontare la salita alla testa del Budda seguendo un percorso di 500 metri con gradinate sul retro del monte.

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Durante il tragitto, all’ombra di bamboo, alberi secolari e fiori, incontriamo il Tempio Lingyun frequentatissimo da fedeli e curiosi:

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E finalmente arriviamo alla testa del Budda Gigante:

DSC_0415 giant budda

Lo spettacolo davanti ai nostri occhi è impressionante: mancano le parole per descriverlo. Per fortuna c’è la macchina fotografica e la videocamera per memorizzare il tutto.

Finita la visita, la guida ci porta in un tipico ristorante della zona, pronti a gustare le specialità della cucina cinese della provincia di Sichuan. Purtroppo non abbiamo trovato grandi differenze sulla qualità del cibo locale rispetto a quello riscontrato altrove. Sempre la stessa modesta solfa. In più nel bagno degli uomini abbiamo fatto un pericoloso incontro: un ragno gigante con sul dorso un teschio nero…

DSC01310

Finito il pranzo, abbiamo la possibilità di fare qualche altra foto panoramica e poi, ripreso il bus, torniamo a Chendu. Durante il viaggio quasi tutti ci regaliamo un riposante sonnellino. Arrivati in albergo c’è solo il tempo di fare una doccia ed è già ora di cena. Il gruppo dei mai-stanchi, per smaltire noodles cinesi, riso scotto, verdure al vapore  e altre squisitezze, propone di fare una passeggiata a piedi per raggiungere la piazza Tianfu dove si può godere uno spettacolo di son & lumière. Chicca e io acconsentiamo, portandoci dietro l’ombrello perché il cielo non promette nulla di buono. Un quarto d’ora dopo ci troviamo nella famosa piazza, ma comincia a piovere. Niente spettacolo, dunque. Facciamo velocemente qualche foto dattorno prima che si spengano tutte le luci:

Chengdu 02 Notturna Pioggia (3)Chengdu 02 Notturna Pioggia (4)DSC_0424 CHENGDU piazza tianfuDSC_0426DSCN2661Piazza Tianfu2

Per tornare a casa, ahimè, prendiamo la direzione indicataci dal braccio destro del grande Mao e, ovvio, sbagliamo strada: aveva ragione la buon’anima di mio padre a dirmi di non fidarmi mai dei comunisti! A bocca aperta

Dopo mezz’ora di cammino alla cieca (le targhette delle strade sono scritte solo in cinese), per fortuna incontriamo due giovani universitari con cellulare dotato della mappa della città che ci fanno capire che il nostro hotel è situato proprio nella direzione opposta a quella che abbiamo preso. Metà gruppo è stravolto dalla stanchezza e perciò decide di fermare un taxi per tornare in albergo. Più facile a dirsi che a farsi. L’ora è tarda e piove. Nessuna auto si ferma: la strada su cui ci troviamo è a scorrimento veloce e, forse, i taxisti non ci vedono. Ci disponiamo in una via laterale nelle vicinanze e ci mettiamo pazientemente ad aspettare che qualche auto pubblica passi di lì. Non la faccio lunga: il buon Dio aiuta sempre gli avventurosi e così metà del gruppo rientra sana e salva in albergo. L’altra metà, la più coraggiosa, ritorna sui propri passi (torna cioè in piazza Tianfu), manda qualche indicibile parolaccia a Mao e sceglie la direzione giusta (quella più democratica, ça va sans dire), arrivando in albergo quasi in contemporanea con quelli di noi che hanno preso il taxi.  L’unica nota positiva della serata è che a Chendu i taxi costano pochissimo e gli autisti si offendono se gli dai la mancia.

Giovedì 16 Ottobre – Chengdu, ultimo giorno.

Dopo una lauta colazione al buffet, prepariamo le valige e lasciamo l’albergo Tianfu Sunshine definitivamente. Oggi è in programma la visita al Centro di Ricerca e Riproduzione del panda gigante e del panda rosso nelle vicinanze di Chengdu, poi ci condurranno all’aeroporto per volare verso la nuova tappa del nostro viaggio.  Dopo mezz’ora siamo all’ingresso del Centro:

DSC_0426c

DSC_0427DSC_0439aDSC_0428DSC_0436Chengdu 04 Panda MT (12)DSC_0432DSC_0437 panda rosso

A Chendu risiedono la maggior parte dei panda giganti presenti in Cina e, assieme a loro, vivono i panda rossi, altra specie protetta, esemplari, questi, molto più minuti dei classici panda presenti nel Centro. Entrambe le specie passano la vita mangiando bamboo e dormendo: una gran bella vita! Forse se non avessero sempre attorno migliaia di turisti con macchine fotografiche pronte a immortalare ogni loro cambio di posizione, starebbero ancora meglio. A bocca aperta

Un ultimo saluto ai simpaticissimi panda giganti:

DSC_0426b

e poi, di corsa all’aeroporto di Chengdu dove ci aspetta il volo interno per Xian.

Le mie impressioni su Chengdu? Non saprei cosa dire. Praticamente non siamo mai stati in città, non abbiamo incontrato che due ragazzi universitari e un taxista: entrambi gentili. Troppo poco per dare un giudizio critico su alcunché. La popolazione sembra tranquilla, in giro non abbiamo visto mendicanti e nemmeno scritte deturpanti sui muri. Ci sono tantissimi grattacieli e le strade sono adeguatamente larghe. Molte le auto e le motorette come a Guilin, ma qui c’è ancora gente che va al lavoro in bicicletta. Il traffico è ben regolamentato e rispetta i semafori. Sul cibo ho già detto la mia.

Arrivederci a Xian.

Nicola

Crediti: le foto sono di Mirella & Giorgio II°, Barbara & Sergio, Giorgio I° e Chicca. Qualche immagine l’ho scaricata da Internet. Il filmato è mio.

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Ho visto che hai ripubblicato la puntata numero 7. Credevo di essere affetta da una forma grave di déjà vu ma forse non è ancora tempo di preoccuparmi :D.
    Questa puntata è la mia preferita! Tu sei pronto per Pechino Express e per le gradinate infinite, io invece sono prontissima per i panda 🙂 Mi sarebbe piaciuto tanto esserci!

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Viv.
      Niente paura, tu stai bene, è WordPress che ha interpretato male i miei propositi. Volevo fare solamente una modifica al post dell’altra settimana, ma il programma di gestione ha pensato che fosse un nuovo file.
      L’importante modifica è nel formato del video, infatti da quella puntata in poi tutti i miei filmati saranno i Cinemascope e ad alta definizione (a parte le riprese notturne dove la mia videocamera si mostra carente) proprio per far apprezzare di più a chi mi segue le belle cose che abbiamo visto in Cina.
      I panda? Deliziosi nel loro fancazzismo… 😀
      Un caro saluto.
      Nicola

  2. tramedipensieri ha detto:

    Già…anche io ho notato che hai duplicato il post n. 7 non so il perché. Mi sono accorta quando ho guardato il video…la storia dei cormorani m’era rimasta troppo impressa 😦

    Questa tappa del vostro viaggio mi piace molto. La statua gigantesca del Budda è impressionante…ma quanti scalini!! Aiutooooo
    Una città così grande…un’intera nazione…incredibile!

    e i panda sono un’amore 🙂

    alla prossima tappa!
    e grazie a tutti per le fotografie e il video.. entrambi molto belli!

    ciao
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      Per la questione duplicazione del post, leggi la risposta al commento di Stravagaria.
      Sul Budda gigante c’è ben poco da aggiungere. E’ un’opera imponente che fa restare a bocca aperta. Ma non è solo la statua a meravigliare, c’è il famoso camminamento esterno al monte che purtroppo non abbiamo potuto intraprendere perché c’era troppa gente in attesa.
      Sui 30 milioni e passa di Chongqing è difficile pensare ai problemi logistici, di circolazione e quant’altro che tale massa di abitanti comporta, eppure i cinesi ci sono riusciti. Comunque tale città, per ovvie ragioni, è esclusa dai giri turistici. Lì anche Marco Polo si sarebbe perso, non solo il sottoscritto… 😀
      Un abbraccio, cara .marta.
      Nicola

  3. sissa ha detto:

    Fantastico finalmente poter vedere le tue emozioni: Lo spettacolo davanti ai nostri occhi è impressionante: mancano le parole per descriverlo. Bellissime le immagini.
    Sissa

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Sissa,
      ogni giorno la Cina, il cosiddetto “Paese di mezzo”, ha presentato spettacoli emozionanti. Forse, però, solo ora posso godermeli guardando le foto e i filmati in piena tranquillità e comodamente seduto in poltrona…
      Nicola

  4. Cristiano ha detto:

    Grazie Nicola per il tuo bellissimo reportage del tuo viaggio in Cina, una finestra su un mondo lontano e difficile da inquadrare. Proprio in questo periodo sto leggendo “Cina e altri orienti” di Manganelli, e ho appena finito di leggere Magellano di Zweig (due letture che consiglio)…e insomma, mi fate venire voglia di mettermi in viaggio!
    Cristiano

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Cristiano,
      mi fai sentire piccolo piccolo elencando le tue dotte letture di saggi, ma forse è questo il solo modo di capire questo mondo così lontano da noi. In realtà io visto “cose”, ma non ho potuto entrare nella mente di quel popolo. La difficoltà del non parlare una lingua comune è insuperabile e limitativa…
      Nicola

  5. Viaggiando con Bea ha detto:

    Ma che viaggio!! E’ un vero sogno. Ciaoo Bea

  6. simona ha detto:

    Video tutto molto interessante, ma la mia preferenza assoluta va al centro di ricerca sulla riproduzione dei panda: immagini bellissime, e penso che emozione debba essere stata vederli da vicino.
    Buona giornata

    Simona

    P.S.: Mi è sembrata grande e fantascientifica/surrealista Dubai, in una di queste città della Cina credo che sverrei dallo stupore!

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Simona. Purtroppo non è possibile vedere i panda da vicino. Le foto e il filmato sono ottenuti usando lo zoom. Ciò per salvaguardare la quiete e il riposo di questi simpatici animali.
      Quanto a città fantascientifiche aspetta a vedere le foto e i video di Pechino e Shanghai. Dubai, invece, è una concentrazione di grattacieli per pochi ricchi.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  7. TADS ha detto:

    complimentissimo vecchio mio,
    sei un reporter nato 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      In realtà del reporter non ho né la cultura né il coraggio né l’attrezzatura. Mi arrangio come meglio posso al seguito di esperti viaggiatori… 😉
      Nicola

  8. Caro Nicola, come al solito hai fatto un bellissimo resoconto e le foto sono strabilianti.

    Detto ciò ti segnalo un piccolo refuso che si è ripetuto in tutto l’articolo ed oltre: Budda. 😀

    In realtà si scrive: Buddha.

    Ma sono sicuro che dall’alto della sua saggezza l’illuminato ti avrà già perdonato. 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Caro Federico,
      ti ringrazio per la precisazione, ma devo dirti che mi ero già posto il problema dei nomi delle persone e delle cose quando ho iniziato a scrivere il diario del viaggio in Cina. Confortato dall’Enciclopedia Treccani, ho scelto di italianizzare tutto, mettendo ove ne ero a conoscenza anche la dicitura in cinese, ovviamente utilizzando l’alfabeto occidentale. Ecco perché ho sempre scritto Budda al posto di Buddha.
      Comunque, Budda e Buddha mi hanno già perdonato. 😀
      Cordiali saluti.
      Nicola

  9. Giusyna ha detto:

    Grazie per un’altro interessante capitolo di questo Diario di Viaggio.
    Non preoccuparti di non avere “giudizi critici” da dare. Le descrizioni pure e semplici sono meglio, sotto ogni aspetto 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Hai ragione, però è un peccato visitare un paese e limitarsi a dare un’occhiata alle cose belle che possiede. Sarebbe stato interessante parlare con la gente comune che abita in quei luoghi e riuscire a informarsi, senza filtri, su come è “davvero” la loro vita, quali sono le loro speranze per il futuro, eccetera.
      Un abbraccio, cara Giusy.
      Nicola

  10. mariella1953 ha detto:

    Sempre interessanti e piacevolissimi i tuoi reportage
    Mi ha affascinato il Buddha gigante!
    Complimenti ,alla prossima!
    Ciao

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