16 Ottobre 2014, Giovedì.

Nel pomeriggio dopo la full immersion nel Centro di Ricerca e Riproduzione del panda gigante e del panda rosso, lasciamo Chengdu e salutiamo Barbara e Sergio, due amici del gruppo, che hanno in programma un breve tour in Tibet. Li ritroveremo a Shanghai per concludere, di nuovo insieme, il nostro viaggio in Cina. Senza altri indugi andiamo in aeroporto per prendere un volo interno che, in un’ora, ci porterà a Xi’an. Come al solito ad attenderci c’è la nuova guida locale, un simpatico giovanotto, italiano-parlante, che ci condurrà in pullman all’Hotel Golden Flower Shangri-la, un superbo 5 stelle:

 

Hotel Golden Flower Shangri-la

dove dormiremo due notti.

17 Ottobre 2014, Venerdì.

Xi'an_mappa

Xi’an, situata nella parte nord-occidentale del paese, è città importantissima in Cina potendo vantare 3100 anni di storia. La guida, nel presentare la sua amata città, ha detto: “Se la Cina fosse un albero, i rami e le foglie rappresenterebbero Shanghai, il tronco, Pechino e Xi’an, le radici, cioè la storia e la cultura”. Per tantissimo tempo, nell’antichità, Xi’an è stata capitale della Cina e la fine orientale della via della seta. Oggi la città supera i dieci milioni di abitanti, ma avremo poco tempo per dare un’occhiata alla parte urbana moderna (40 università e un milione di studenti, traffico caotico) perché ci immergeremo subito nel suo glorioso passato visitando la Cinta Muraria Ming, una costruzione difensiva massiccia lunga 14 km. larga 18 mt. alla base e 15 mt. in cima e con postazioni di guardia ogni 120 metri. La dislocazione delle singole postazioni fu decisa calcolando in 60 mt. la distanza raggiungibile da una freccia scoccata dall’arco di un soldato in grado di colpire mortalmente un nemico che fosse riuscito a scalare le mura.

Cominciamo dalla Cinta Muraria Ming:

Xi'an_Cinta Muraria MingIMG_0952IMG_0953IMG_0958IMG_0969IMG_0963

Nota di colore: dall’alto delle mura è possibile vedere una piattaforma  dove un folto gruppo di persone (giovani e anziani, uomini e donne) danzano (Tai chi chuan) al suono di una radiolina, guidati da un istruttore che mostra le giuste mosse da compiere. Dall’altra parte delle mura, in corrispondenza, un vasto mercato offre merce di ogni specie su banchetti allestiti alla buona.

Al termine della visita alle mura, in pullman, raggiungiamo il Mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang (260 a.C. – 210 a.C.) con il suo esercito di terracotta (pare che i soldati fossero dai 6000 agli 8000). Si tratta di una scoperta archeologica recente (1974), del tutto casuale, dovuta a un contadino che stava arando il suo campo a pochi chilometri da Xi’an. Le statue finora portate alla luce e restaurate sono 500, rigorosamente tutte diverse fra di loro. Quelle più belle sono visibili nel museo che si trova all’interno della grande costruzione che copre parte della tomba. Nel 1987 il mausoleo dell’imperatore con l’esercito di terracotta è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

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L’esercito di terracotta è uno spettacolo decisamente affascinante che merita di essere visto di persona per cogliere l’essenza e la grandiosità dell’impianto tombale. Purtroppo la folla che si accalca alle transenne impedisce di soffermarsi troppo sui tanti particolari interessanti che abbiamo davanti ai nostri occhi e perciò il ricordo è tutto affidato agli scatti delle macchine fotografiche degli amici e alle riprese amatoriali fatte quel giorno.

Nota umoristica: all’interno e all’esterno del mausoleo girano venditori ambulanti di souvenir, non autorizzati, che offrono all’incauto turista confezioni in scatola di statuine mignon in terracotta dei soldati più rappresentativi dell’esercito che stiamo ammirando. Il prezzo di partenza di questo simpatico souvenir è standardizzato a 150 yuan (circa 20 euro) ma è contrattabile. Al primo ambulante che mi blocca offro, credendo di essere furbo, 100 yuan (circa 13 euro) e costui accetta subito. Quando vengo a sapere che altri del gruppo hanno comprato quella stessa confezione a 50 yuan (circa 6 euro) ci rimango malissimo: ovvio, fare la figura dello sprovveduto non è mai piacevole!

Mi riabilito un pochino perché, arrivato all’uscita del mausoleo, un altro ambulante mi tampina a lungo per vendermi la stessa confezione che poco prima ho acquistato a caro prezzo. Per curiosità gli chiedo quanto vuole e lui spara 70 yuan. Gliene offro 15 (circa 2 euro)… e lui accetta! Di certo si tratta di una confezione caduta dal classico camion, di italiota memoria. Ma che importa: entrambi abbiamo fatto un buon affare… A bocca aperta

La guida, essendo ormai ora di pranzo, ci conduce in un ristorante all’esterno del mausoleo e qui mangiamo il solito menù turistico, cioè decisamente male.

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Alla fine del pranzo molte portate rimangono tristemente sulla tavola. Forse tutti vogliamo restare leggeri sapendo che ci aspetta un pomeriggio intenso…

La successiva visita in programma è la Pagoda della Grande Oca Selvaggia:

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La grande pagoda con le sue sale ricche di statue e di oggetti preziosi è molto bella e ben tenuta anche se folle di turisti e fedeli si accalcano per pregare o fotografare ogni minimo particolare.  Dovete sapere che a Xi’an esiste anche la Pagoda della Piccola Oca Selvaggia ma, siccome non abbiamo il tempo per andare a vederla, eccovi una foto:

Xiao_yan_taPagoda della piccola oca selvaggia

Diamo, invece, una rapida occhiata (una foto e via!) a due famose e antiche costruzioni. La Torre della campana con la campana visibile nell’angolo di sinistra della balaustra:

Xi'an Torre della campana

e la Torre del tamburo con il grande tamburo sulla facciata:

Xi'an Torre del tamburoDSCN2862Xi'an Tamburo

Dopo, sempre di corsa, raggiungiamo l’Antica Moschea Mussulmana, passando attraverso un variopinto mercato:

Xi'an Mercato arabo1Xi'an Mercato araboXi'an Ingresso Moschea arabaXi'an Minareto1Xi'an MinaretoIMG_1266IMG_1261IMG_1263

Oltre alla moschea vera e propria qui ci sono splendidi giardini, pagode e piazzali di ritrovo dove sostare per chiacchierare o pregare. Non c’è folla in giro, perciò possiamo visitare con calma quest’antica zona della città dove la cultura e l’architettura araba si è avvicinata (non sono in grado di dire se si è integrata) a quella cinese.

Ormai è sera. La guida, magnanimamente, ci permette di tornare in hotel per una veloce doccia, poi ci conduce a teatro per assistere a uno spettacolo di antiche musiche e danze del periodo Tang. Lì troviamo dei grandi tavoli già apparecchiati per noi e per altri gruppi di turisti. Mentre sul palco gli artisti ballano, cantano e i musicisti suonano, noi pranziamo. Tutte le performances sono decisamente professionali: niente a che vedere con le patetiche esibizioni dei gruppetti artistici ad usum turisti visti in altre parti del mondo. L’unica nota un po’ stonata della serata è il pranzo. Ci avevano detto che Xi’an era la patria dei ravioli e che ne avremmo assaggiati di 16 tipi diversi. Così avviene, però – per quel che mi riguarda – quasi tutte le “diverse” varietà di ripieni avevano lo stesso sapore… Mah.

Tavola-Cinese Xi'an Ravioli cinesiXi'an Ravioli cinesi1

Lo spettacolo, invece, mi è piaciuto tanto che, al termine, acquisto subito il DVD con le danze e i suoni del periodo Tang interpretati dagli artisti visti poco prima in teatro. Dal DVD originale ho estratto un ballo coreografico e un pezzo musicale dove affiatate ballerine ed esperti musicisti con gli occhi a mandorla stupiscono lo spettatore per la loro bravura:

Usciti dal teatro, la guida ci saluta e ci dà appuntamento per l’indomani mattina di buon’ora per condurci in aeroporto dove prenderemo un volo interno diretto a Pechino, l’odierna Beijing. L’autista, prima di portarci in albergo, ci fa fare una spericolata immersione in una zona popolosa e popolare di Xi’an. Assistiamo con il cuore in gola alle sue acrobazie per fare passare indenne il pullman da 50 posti attraverso strade a doppio senso di marcia, strettissime e con auto parcheggiate selvaggiamente su entrambi i lati della carreggiata. Più volte il nostro autista kamikaze è costretto a fermarsi, ad aprire il finestrino e a mettersi a urlare contro chi, a piedi o in auto, ingombra la strada: comunque, riesce a portarci sani e salvi in hotel. Sono sicuro che attraversare Napoli durante una processione sarebbe stato molto più facile… A bocca aperta 

Mentre sono a letto mi vengono in mente due foto pubblicate su Internet dove è ben visibile com’è strutturato a Xi’an l’impianto elettrico delle case popolari e come certe piccole imprese locali “rispettano” i criteri di sicurezza sul lavoro:

 DSCN2840

Xi'an Sicurezza sul lavoro

La giornata passata a Xi’an è stata intensa e interessantissima e siamo tutti decisamente stanchi: una franca risata è il toccasana che ci voleva per riuscire ad addormentarsi…

Alla prossima!

Nicola

Crediti: le foto sono di Mirella & Giorgio II°, Giorgio I° e Chicca. Qualche immagine l’ho scaricata da Internet. Il filmato in giro per Xi’an è mio.

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Ci credi che è la terza volta che cerco di commentare…? Veniamo a noi: finora questa è la parte del viaggio che mi è piaciuta di più. L’esercito di terracotta deve essere maestoso e immagino che le foto non rendano l’impatto visivo, ma anche il balletto improvvisato con la radiolina mi tenta 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Viv,
      ogni tanto WordPress ha delle idiosincrasie inspiegabili. Capita anche a me di dovere ripetere più volte un commento. Siccome lo so che capita, mi premunisco copiando (CTRL+C) il commento prima di inviarlo… così non devo riscriverlo, ma solo incollarlo nella casella dei commenti (CRTL+V) finché WordPress non accetta il commento. 😀
      Sì, l’esercito di terracotta merita di essere visto e ammirato: l’imperatore Qin Shi Huang si era predisposto una tomba degna di un faraone. Sarebbe stata una vera iattura se un contadino non l’avesse casualmente scoperta: il suo ricordo si sarebbe perso per sempre…
      Per quanto riguarda il balletto sotto le mura, in Cina non è una novità, davanti a molte location importanti ci sono sempre gruppi di persone che si riuniscono per fare ginnastica o ballare (anche balli moderni). E’ una filosofia salutista che mi piacerebbe fosse adottata anche da noi in Italia.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  2. Giusyna ha detto:

    Mi sono goduta tutte le tue descrizioni, nelle puntate precedenti, ma questa è la prima volta in cui hai mostrato e parlato di una cosa che mi è sempre piaciuta, l’Esercito di Terracotta, per cui questo capitolo del tuo viaggio l’ho gradito in modo particolare 🙂
    Riguardo al venditore ambulante a cui hai dato il doppio rispetto a cià che gli hanno elargito i tuoi compagni di viaggio … beh, perché no? Per te era comunque una piccola cifra, e a lui hai giovato più degli altri. Buon per il tuo Karma 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie, cara Giusy.
      Ciò che mi aveva seccato non era la cifra piuttosto modesta chiesta all’inizio dal venditore ambulante ma il fatto che avesse visto in me il solito turista pollo da spennare. I prezzo giusto era 50 yuan, invece a me ne aveva chiesti 150…
      Comunque si tratta sempre di merce di dubbia provenienza e di scarsissimo valore. Le classiche modeste cineserie che troviamo un po’ ovunque nei mercatini rionali.
      Tutto ciò non mi ha fatto perdere il piacere di avere ammirato un’opera di grande impatto visivo che difficilmente dimenticherò.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  3. Sissa ha detto:

    Mi dispiace tanto: il mio lungo e intelligente commento si è perso nello cyberspazio! Reportage Bello e interessante. Stupendo il balletto tang. Grazie e a presto

    • Nicola Losito ha detto:

      Beh, non preoccuparti, cara Sissa, qualche volta capita anche a me…
      La cosa importante è sapere che segui le mie (dis)avventure in giro per il mondo. 😀
      Un cordiale abbraccio.
      Nicola

  4. Teresa ha detto:

    piacevolissimo! mi ritaglio sempre un po’ di tempo per seguire tranquillamente il tuo interessante resoconto di viaggio e fantasticare!

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Teresa,
      mi sa che hai trovato lo spirito giusto con cui seguire il resoconto del mio viaggio in Cina. I luoghi che ho visitato portano davvero il pensiero a fantasticare sul passato e sul presente di una popolazione che conosciamo solo in superficie.
      Un cordiale saluto a te e Beppe.
      Nicola

  5. ventisqueras ha detto:

    è tutto così gigantesco che l’uomo non sembra riuscire a trovare il suo spazio ( intendo noi, occidentali) pur provando una grande ammirazione per questo popolo soprattutto per i trascorsi di civiltà remoti ( uno dei miei Poeti preferiti è l’imperatore Wu-Ti) non riesco mai ad entrare bene in comunicazione con la loro anima
    il tuo è uno splendido reportage
    grazie

    • Nicola Losito ha detto:

      Come risponderti? Il mio viaggio in Cina è stato molto significativo sotto l’aspetto turistico, ma praticamente nullo dal punto di vista di comunicazione con la gente del luogo. Non parlare una lingua comune impedisce ogni contatto con un popolo che ha tradizioni ed esperienze molte più antiche delle nostre. Mi sarebbe piaciuto colloquiare con gli abitanti di Pechino dove, più che in tutte le altre città visitate in Cina, il controllo della politica sulla vita dei cittadini è evidente e ferreo. Lì, ad esempio, non si può circolare liberamente nella piazza Tienanmen perché il governo teme qualsiasi manifestazione contraria al pensiero unico. A Shanghai, invece, tutto questo controllo sembra non esistere. Anzi, pare che lì la libera impresa sia favorita dalla “governance”. Dunque è difficile dare un giudizio complessivo con valore di verità su questo grande paese dove esistono contraddizioni così palesi persino agli occhi di un semplice turista qual sono stato.
      Grazie per il tuo commento.
      Nicola

  6. tramedipensieri ha detto:

    Invidia pura per aver visto il Mausoleo dell’imperatore Qin con il suo esercito di terracotta!
    Questo per me ha un fascino particolarissimo… mi piacerebbe andare in Cina solo per vedere questo…

    un caro saluto
    .marta

    PS: quanto a sicurezza hanno qualcosina da imparare, non molto eh…solo pochino. 😦

    • Nicola Losito ha detto:

      Solo un uomo geniale poteva pensare a una tomba del genere! Se penso a quanto lavoro artigianale c’è voluto per preparare tutti quei soldati, uno diverso dall’altro… vengono i brividi. Immagino che l’imperatore Qin abbia dormito sonni tranquilli per secoli… almeno finché la tomba non è stata scoperta. Oggi, pensando alla moltitudine di turisti che vanno a visitarla, per dormire il grand’uomo avrà bisogno di tonnellate di sonniferi! 😀
      Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro in Cina, viene da pensare che se muore qualche operaio poco importa alle autorità: sono così in tanti che viene subito sostituito…
      Scherzo ovviamente. Alcune foto che si vedono in giro (quella mia, ad esempio) sono fotomontaggi umoristici.
      Un caro saluto.
      Nicola

  7. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    Tutto bello!
    Quello che mi ha più affascinato è l’esercito di terracotta di cui avevo letto in un romanzo di Steve Berry ! Fantastico!
    Ora vado a leggermi la prossima puntata…..

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Mariella,
      l’esercito di terracotta lo vedo bene anche come protagonista di un film sull’antica Cina: il giallo della costruzione e della fortuita riscoperta sarebbe un affascinante tema.
      Grazie per la tua presenza qui.
      Cari saluti.
      Nicola

  8. tachimio ha detto:

    L’esercito di terracotta è senz’altro qualcosa da ricordare caro Nicola. Grazie per i tuoi post sempre ricchi di notizie, foto, video. Che volere di più stando comodamente seduti a guardare il tutto? Un abbraccio e buon week end. Isabella

    • Nicola Losito ha detto:

      Ti auguro, invece, di stancarti andando di persona in Cina per gustare con i tuoi occhi questo fascinoso quanto misterioso esercito… 😉
      Buon weekend anche te.
      Nicola

      • tachimio ha detto:

        Mi piacerebbe vedere con i miei occhi quel misterioso esercito ma non mi attira la Cina. Dovessi scegliere l’Estremo Oriente preferirei di gran lunga il Giappone di cui subisco il fascino partendo dai samurai il cui cinema di Kurosawa ha omaggiato spesso. Ciao Nicola e grazie comunque del consiglio. Isabella

      • Nicola Losito ha detto:

        Anche a me il Giappone piace e lo conosco bene soprattutto per merito di Murakami Haruki, il mio scrittore preferito in assoluto, però la Cina mi era del tutto sconosciuta e quando si è trattato di scegliere la meta del viaggio nel lontano oriente, ha vinto questa rispetto al Giappone. Non è detto, però, che in futuro, faccia un salto anche in Giappone.
        Un caro saluto.
        Nicola

      • tachimio ha detto:

        Mai dire mai caro Nicola. Buona domenica anche a tua moglie. Isabella

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