Una crassa risata ti allunga la vita, ovvero, great fun makes good trip…

Pubblicato: 18/05/2016 in Appunti di scrittura, articolo, cultura, curiosità, Società, umorismo
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Ai miei tempi, parlo di quasi mezzo secolo fa, trovare lavoro per un giovane era sicuramente più facile. Non c’era stato bisogno di inventare l’odierno Jobs Act per facilitare la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato. I problemi, però, nascevano una volta entrati nel mondo del lavoro.

Forse non tutti sanno che, prima di intraprendere sul campo la mia attività di ingegnere elettronico, partecipai a un corso di formazione a Borgolombardo, promosso dalla società che mi aveva assunto insieme a una ventina di colleghi che arrivavano da ogni parte d’Italia. Il corso serviva per darci gli strumenti e le informazioni necessarie e sufficienti per aggredire il nascente mercato informatico dove l’IBM già la faceva da padrona. Tutto perfetto, dunque, senonché fra i tanti ottimi insegnanti che ci seguivano un bel giorno se ne presentò uno che aveva molte doti ma certamente non possedeva il dono della chiarezza di esposizione. Un nerd ante-litteram, cioè un tipo molto simile al signore qui sotto:

Produzione1

Un collega, neo assunto come me, aveva con sé un registratore e si prese la briga di memorizzare una sua lezione. Quanto segue è la copia dattiloscritta fedelissima di quella registrazione.

Buon divertimento.

Nicola

Produzione4

Programmazione della produzione con il computer

“Programmare la produzione col computer può sembrare complicato, ma, come vedremo, non è poi così difficile… anzi, dico di più, molto spesso qualsiasi ragazzina, in 10 minuti, è in grado di farla”.

Questo fu l’incipit tranquillizzante. Non sapevamo, ahimè, quello che ci aspettava nel prosieguo della lezione. Il prof si tolse la giacca, si tirò su le maniche della camicia, si portò nei pressi della lavagna portablocco da conferenza, e prese a disegnare dicendo:

“Ci sono dei mobili, ci sono dei cassetti: 1° cassetto, 2° cassetto, 3° cassetto, 4° cassetto, 5° cassetto, estraggo la scheda rossa dalle 30.000 così non si consumano. Si prendono poi i pacchi di schede a mano perché la manina in certi casi è più efficace del calcolatore. Quindi con questo sistema si sa subito ciò che si vuole, ma non si può andare oltre perché non si fa più in tempo in quanto certe cose ci servono il 1° mese, certe altre il 2° mese, certe altre ancora il 3° mese e, al limite, si potrebbe proseguire fino all’infinito senza però risolvere il problema di fondo.
È semplice, no?

Produzione3

Però adesso vogliamo affinare il discorso dividendo il pacco di schede nei 3 mesi A, B, C secondo il codice materiale 1°, 2°, 3° e secondo un altro codice supplementare che per il momento non ci interessa, così facendo possiamo mettere in evidenza ciò che vogliamo. Ma può darsi che sia così e può darsi che non sia così in maniera continua, oppure l’andamento non è continuo, può essere così o così.
Ora, con questa spiegazione supplementare, il concetto dovrebbe essere chiarito.
In altre parole, io volevo dire che questi risultati sono un problema di volumi e di tempi.
Ora ci chiediamo: che incidenza c’è di fronte a questo problema? Non si può dire che un mese vale l’altro, però, mediamente si compensano.
Con questo abbiamo definitivamente chiarito il concetto.

Guardate che siamo sempre alle solite e la semplificazione che abbiamo fatto è servita unicamente per portare avanti il discorso, se no si chiudeva tutto, perché se uno vuol costruire automobili non è che costruisca automobili ma costruisce i pezzi con i quali poi costruisce le automobili.
Era una semplificazione necessaria e fittizia che, però, ora va ancora migliorata costruendo una curva e basandosi sul passato, così riusciamo finalmente a sfruttare appieno i dati del problema.
Ogni volta, come ogni giorno, ci si potrà ritrovare nel disordine perché certi elementi esistono e cerchiamo di sfruttarli, ma non possiamo fare molto di più, perciò useremo la fase n e la fase n-1, ma questo non lo posso sapere a priori perché non sempre è così.
È chiaro però che nella programmazione a monte, la prima programmazione è quasi sempre l’ultima da considerare ma è la prima da eseguire.
È impossibile non capire.

Se ci riuscisse, ma è palese che non sempre riesce, potremmo migliorare ulteriormente l’analisi e invece di vedere la programmazione a monte, a mano a mano, si prendono dei provvedimenti sulla programmazione a valle, infatti può darsi che l’omino in fabbrica abbia sbagliato a procedere.
Purtroppo non posso partire da 3 mesi fa, la lavorazione sarà tutt’altra cosa, da destra verso sinistra, mentre noi ovviamente la considereremo da sinistra verso destra per avere una visione del problema più aderente alla realtà. Questa ipotesi, a dire la verità, non è molto facile da realizzare e non è detto che dando la precedenza al problema più lungo, la programmazione sia più facilmente realizzabile, in quanto uno non saprà mai con che cosa ha a che fare.
L’esempio che segue chiarirà i punti che sono rimasti ancora oscuri.
Supponiamo che questa sia l’ora 7083, perché 1000 nella nostra impostazione è 999 e bisogna anche stare attenti all’anno e distinguerlo bene in modo da non confondere il 2° giorno del 1° quadriennio con il 1° giorno del 2° quadriennio, altrimenti si mette automaticamente 1000.
Questo per dire come, alle volte, si è alla caccia disperata della soluzione ottimale, però non bisogna mettersi nella condizione di chi usa contemporaneamente bretelle e cintura.
Cambiamo FLIP (foglio).

Produzione2

A volte si lavora a giorni, a volte si lavora a settimane, a volte si lavora a decadi, a volte si lavora a mesi, però l’elaborazione più semplice non è quella che prende in considerazione l’anno ma è quella che considera il minuto perché guardate che, e da questo non ci si scappa, a meno di evenienze imprevedibili, con l’infinito noi non avremo mai niente a che fare. E poi non è detto che stringendo la base si migliora di molto perché c’è anche il rovescio della medaglia, ma noi ne facciamo a meno.
Si tratta solo di ragionare, il giorno può essere contenuto nella settimana, ma se io ho una operazione che dura 6 giorni, dovrò spaccarla in 5 tronconi collegando l’ultimo troncone con il primo e così di seguito fino a che avrò ottenuto un pezzo, poi continuo con gli altri pezzi.
Ma ora vediamo meglio.
Cominciamo a configurare la produzione, dato che prima, a monte di questa fase, non si configurava affatto. Ma conviene fare un salto in avanti, poi ritorneremo indietro in quanto si potrebbe fare confusione, ma a noi ora non conviene…

Vedo purtroppo che si è fatto tardi, completeremo il discorso nella prossima lezione.”

****

Adesso potete capire perché i miei inizi in campo lavorativo furono piuttosto difficili… A bocca aperta

Nicola

Crediti: il testo dattiloscritto è di proprietà di un ex collega del famoso corso di cui si è detto all’inizio del post. Le immagini le ho prelevate da Internet, presupponendole prive di copyright. In caso contrario sono disponibile a citare i nomi degli autori.

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    😂😂😂 Chiaro, no? Impossibile non capire… ricordo un prof. universitario che oltre a tutto bofonchiava come se avesse una patata in bocca. Direi però che te la sei cavata comunque 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Quella lezione, anche a distanza di anni, la ricordo benissimo e, ogni volta che incontro i colleghi di quel corso, ci facciamo matte risate, rivangando i vecchi tempi. A onor del vero, però, il collega che registrò la lezione, nel metterla su carta, tolse qualche parola qua e là in modo da renderla più incomprensibile e irresistibilmente più comica. 😀
      Cordiali saluti.
      Nicola

  2. Giusyna ha detto:

    Chiaro, limpido, Recoaro 😀

  3. remigio ha detto:

    Anche ai miei tempi, caro Nicola, era un po’ più facile trovare lavoro. Oggi è sicuramente più difficile, per non dire quasi impossibile. In compenso, però, i personaggi come l’insegnante di cui hai parlato si trovano con facilità, oggi abbondano. E li troviamo soprattutto tra la classe politica. Basta accendere la televisione: stanno tutti lì a sproloquiare, senza dire nulla e senza farsi capire. Facce di bronzo…per non dire altro! Un caro saluto 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Concordo con te circa la scarsa bravura di alcuni insegnanti odierni. Non ne ho diretta esperienza, però, da come parlano certi giovani oggi, direi che hanno studiato poco e malvolentieri oppure che è colpa degli insegnanti che hanno avuto a scuola. Purtroppo l’insegnamento non è più una missione ma un lavoro (noioso) come tanti altri e quindi viene trasmesso agli alunni con pochissima passione. E’ sempre sbagliato generalizzare, sono sicuro che esistono ancora ottimi insegnanti, invece, pensando al modo di esprimersi dei nostri parlamentari, verrebbe da chiedersi: “Possibile che tutti costoro abbiano avuto docenti non all’altezza?!” 😀 😀
      Forse, in questo caso, la colpa risiede nel manico.
      Ciao Remigio.
      Nicola

  4. giselzitrone ha detto:

    Sehr schön Lach..Liebe Grüße und Umarmung Gislinde

  5. sherazade ha detto:

    Comunque quando soltanto neo dirigenti avemmo accesso (causa costi ancora altissimi) ai primi pc il corso intesivo aveva questo tenore ed io un po’ per ritrosia al mezzo e un po’ per antipatia all’insegnante lo feci due volte…

    “A volte si lavora a giorni, a volte si lavora a settimane, a volte si lavora a decadi, a volte si lavora a mesi, però l’elaborazione più semplice non è quella che prende in considerazione l’anno ma è quella che considera il minuto perché guardate che, e da questo non ci si scappa, a meno di evenienze imprevedibili, con l’infinito noi non avremo mai niente a che fare.”

    Riporto questo concetto perchè la sua attualità da i brividi!

    sheracoglilattimoefuggiveloce

  6. sissa ha detto:

    GRAZIE NICOLA! GRAZIE DI CUORE… MI HA FATTO UN PO’ MALE SAPERE CHE E’ PARZIALMENTE MANIPOLATO IL TESTO, MA OGGI – PROPRIO OGGI – NE AVEVO UN GRAN BISOGNO, TANTO CHE HO MOLLATO IL MIO DOVERE VERSO IL MONDO PER FARE UN PO’ IL MIO DOVERE VERSO ME STESSA: RIDERE, RIDERE, E MANDARE I MIEI PROSSIMI… A LEZIONE DI PROGRAMMAZIONE!!!!!!!
    PROFONDAMENTE RALLEgrata, TI SALUTO SORRIDENDO SUL SERIO… perchè “conviene fare un salto in avanti, poi ritorneremo indietro in quanto si potrebbe fare confusione, ma a noi ora non conviene…” ED E’ MEGLIO CHE PER STASERA LE LENZUOLA SIANO CAMBIATE.
    CIAO

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Sissa,
      ho proprio pensato a te quando ho scelto di proporre questo testo agli amici di WordPress. Anche loro, se lo leggeranno con attenzione, potranno farsi davvero quattro ricche risate.
      Credo che la manipolazione sia stata involontaria, l’insegnante parlava velocissimo e con alti e bassi della voce, per cui alcune (poche) parole si saranno sicuramente perse nella trascrizione.
      Resta il fatto che quel giorno tutti noi eravamo disperati: nessuno aveva capito cosa diavolo volesse dire quel benedett’uomo! 😀
      Cordiali saluti e sursum corda!
      Nicola

  7. ventisqueras ha detto:

    ommiodio tutto questo è troppo complicatissimo per la mia povera mente appena sveglia…oh se comprendo le tue difficoltà ha ha ha

    • Nicola Losito ha detto:

      Pensa a come uscivamo noi, poveri neo assunti, da quelle incomprensibili lezioni… C’era da mettersi le mani nei capelli. Per fortuna il mondo reale del lavoro era meno complicato delle teorizzazioni di docenti poco accurati. 😀
      Un caro saluto.
      Nicola

  8. sherazade ha detto:

    anno nuovo...colazione vecchia
    Buongiorno
    Shera&sally

  9. mariella1953 ha detto:

    Sarà anche stato un informatico capace ma non sapeva proprio comunicare!
    😀😀😀

  10. quarchedundepegi ha detto:

    È più facile fare un’anestesia piuttosto che capire una lezione di quel genere. Ho provato a comprenderlo.
    Forse perché non sono una ragazzina.
    Buon pomeriggio.
    Quarc

    • Nicola Losito ha detto:

      Quel giorno il prof ci anestetizzò tutti con i suoi discorsi strampalati. Capimmo allora che la vita lavorativa sarebbe stata dura e che, per avere successo, avremmo dovuto studiare ancora per conto nostro per potere contattare i futuri clienti con un minimo di bagaglio tecnico. 😀
      Ciao Quarc.
      Nicola

  11. pochepretese ha detto:

    Fantastica …la fase n – infinito con programmazione a valle …ah ah ..praticamente una supercazzola. ..

    • Nicola Losito ha detto:

      Quello che ci preoccupò di più fu la programmazione a monte. Cioè le basi davvero utili per capire come potere affrontare a valle le problematiche della produzione industriale.
      Fantastico, hai trovato l’espressione giusta per definire quella lezione: una supercazzola! Ahahahahah
      Grazie.
      Nicola

  12. La il@ ha detto:

    Ehm.. ti offendi se ti dico che dopo le prime dieci righe ho mollato il colpo..?… Ma immagino che sia stato divertente dal vivo, a guardarsi in faccia a vicenda (tra ascoltatori) e farsi delle grasse risate sotto i baffi 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Peccato che tu non sia riuscita ad arrivare fino in fondo! NON avresti imparato a programmare al computer la produzione, ma avresti visto come da una tragica lezione possano venir fuori tanti motivi per sorridere e ridere di una persona che tutto avrebbe potuto fare nella vita meno che l’insegnante… 😀
      La vera lezione che noi, giovani neolaureati, abbiamo appreso allora è che non bisogna mai arrendersi difronte alle prime difficoltà. E questo ci è servito per crescere nella vita vera.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  13. tramedipensieri ha detto:

    Immagino che per poter insegnare abbia superato diversi “cassetti”….. e alla selazione chi è passato: il cassettone 😦

  14. Pandora ha detto:

    Greetings!

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    Best, Wesley Sweet

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