Io e gli altri

Immagine tratta da Internet

Tempo fa, cazzeggiando su Internet, intercettai un articolo di una simpatica quanto intelligente webnauta (@celeste.s) in cui discettava su due sue opinioni trasformate poi in affermazioni assiomatiche:

1) In Rete tacere equivale a scomparire.

2) In Rete il silenzio è il lusso delle persone arrivate.

A mio parere, è verissimo l’assioma numero 1): infatti se non sei sempre presente in Rete tramite post giornalieri/settimanali sul tuo blog, se non indichi ogni giorno il tuo stato fisico e mentale su Facebook, se non scrivi a piè sospinto messaggini idioti/intelligenti su Twitter, nel giro di pochissimo tempo nessuno si ricorderà più di te. I tuoi followers se ne andranno per sempre e tu scomparirai dal mondo virtuale.

Sull’affermazione numero 2) concordo solo a metà. Io aggiungerei questa postilla: il silenzio è anche appannaggio di chi non ha più nulla da dire o raccontare.

Avere poco o niente da raccontare è proprio ciò che sta succedendo a me in queste fredde e piovose giornate di febbraio 2017…

Eppure in giro (sulla carta stampata e nel Web) ci sono persone che, pur non avendo nulla da dire/raccontare, …agiscono diversamente**:

Blocco dello scrittore

Qualcuno è interessato a conoscere perché, trovandomi in queste condizioni, ho deciso di abbandonare WordPress, la piattaforma su cui dal 2011 racconto il mio vissuto?

Il fatto è che si è esaurita del tutto la mia vena letteraria/ironica, quella vena che, tanti anni fa, mi aveva spinto a prendere in mano carta e penna pensando, scioccamente, che potessero interessare le mie esperienze di vita – sia reali sia virtuali – che, nel tempo, avevo trasferito in romanzi, in fumetti umoristici e in un blog sia su questa piattaforma sia su altri social.

Per un lungo periodo, in effetti, è stato così. Qualcuno (pochi o tanti non importa) apprezzava abbastanza ciò che mettevo sulla carta o pubblicavo sul Web e questo mi dava il morale (la spinta giusta) per continuare a produrre elaborati scritti o disegnati. Ultimamente, però, la situazione è cambiata, i miei post non hanno più il mordente di prima e, piano piano, ho perso gran parte dei miei lettori. Guardandomi in giro ho notato che, al pari di me, anche altri noti  blogger sono in difficoltà di ascolto. Lo stesso dicasi per moltissimi scrittori (sia quelli pubblicati da prestigiose case editrici sia quelli che si pubblicano da sé). I loro libri, sfornati al ritmo di uno all’anno, rimangono tristemente invenduti sugli scaffali delle librerie territoriali o virtuali.

Le ragioni di un simile andamento negativo sono mille.

La più importante di queste è la disastrosa situazione economica di questi anni che, di certo, non ha aiutato e non aiuta la fantasia a volare alta. Un’altra ragione è che si pubblicano troppi libri, quasi tutti scadenti. Infine, pur supponendo che esistano testi di valore, a leggerli sono comunque in pochissimi.

Dunque, perché scervellarsi e insistere a pubblicare/postare se i lettori latitano?

Anche la stampa generalista/politica sta messa male. Vi sembra intelligente continuare a mantenere in vita dei quotidiani che vendono solo dieci copie, accumulando di giorno in giorno perdite milionarie?

L’aria che tira invita a piantarla lì, e così, per evitare il rischio di insistere ad annoiare, a partire da oggi, chiudo bottega, regalando questo mio spazio virtuale a chi ha idee ed esperienze nuove da mettere in campo con passione e maestria.

La mia non breve stagione di scrittore/blogger – dunque – termina con quest’articolo.

Lascio, però, in Rete, a disposizione di tutti, i miei 230 lunghi post, 86 video-reportage su YouTube, 3 romanzi, 1 libro di racconti, 2 libri a fumetti.

Colgo anche l’occasione per comunicarvi, con 5 giorni di anticipo, l’assai probabile piazzamento di un mio libro come finalino di coda del concorso letterario su Kobo di cui vi ho parlato ampiamente (con scarsissima audience) qualche settimana fa. Ormai è chiaro che il romanzo Io e Agata non vincerà, ma, fortunatamente non arriverà proprio ultimo, grazie alla buona volontà di otto o nove amici reali e di tre o quattro blogger, amici virtuali, che l’hanno votato lasciando due righe di commento, regalandomi così un piccolo e insperato ritorno di visibilità. Sicuramente sarei arrivato tra i primi se quasi tutti i miei 530 followers non fossero stati in altre ben più importanti faccende affaccendati. Visto che non è andata come speravo, faccio buon viso a cattiva sorte e, serenamente, mi accontento di ciò che ho ricevuto.

Per terminare in bellezza quindici anni da scrittore non professionista e sei anni di permanenza su WordPress, vi presento due aforismi che si legano alla perfezione con il mio attuale umore. Il primo è del Signor Giacomo, mio alter ego:

“La vanità è quel treno fantasma che ti fa credere di essere arrivato quando, in realtà, non sei mai partito.”

Il secondo aforisma* appartiene all’immortale Oscar Wilde:

“L’unico fascino del passato è che è passato”.

E io aggiungo, “sul fascino del futuro chi può pronunciarsi?”.

Anche al Signor Giacomo, in questo momento, le cose vanno abbastanza storte…

FioriDiPlastica

Buona vita a tutti e un grazie di cuore a chi, in questi anni, mi ha donato un po’ del proprio tempo!

Nicola Losito

* Citazione tratta da un articolo di Paolo Conti su Io Donna (supplemento del Corriere della Sera) del 4 febbraio 2017.

** Il fumetto a colori è di G. B. Trudeau, edito in Italia dalla rivista mensile Linus.

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commenti
  1. sherazade scrive:

    Mi piace mi dispiace e soprattutto spero che sia soltanto un momento di ripensamento negativo.
    Non sono affatto d’accordo con le due asserzione della tua blogger comunque in rete il silenzio non paga.
    Io sono tra quelle blogger che ti deve la lettura di Agata che ho cominciato e ho ripreso ma che mi è stato difficile leggere fino in fondo in tempo utile perché il problema del web se lo si vive da persone comuni come me e in modo sano trova purtroppo spazio soltanto tra le pieghe della giornata.

    Con Gianni qualche mese fa discutemmo proprio del fatto non tanto che si legge poco ma che l’editoria è in crisi anche per una sovraesposizione di tanti autori pressoché ignoti.
    Personalmente faccio parte di quella miserrima percentuale di italiani che legge molto due tre libri al mese e i quotidiani che online sono svariati ma le mie letture sono principalmente concentrate da alcuni anni ad autori stranieri arabi o africani che non conoscevo affatto salvo alcuni nomi.
    Esterofila ? Semplicemente curiosa di un mondo che in gran parte nessuno di noi conosceva fino a pochi anni fa.

    Tu sei gentilmente e affettuosamente un lettore del mio gruppo blog che è piccolo di semplici flash a volte una ricetta a volte una poesia qua e là piccole riflessioni ma certamente non ha velleità se non quella di creare empatia e dialogo…

    Credo che a molti al di là delle tue doti di scrittore piacerebbe leggere una tua reocensione da sfruttare sia in cinema sia nella lettura oppure da ascoltare.

    Si tratta solo di restare in contatto se hai voglia senza preoccuparti del tuo lato di scrittore dalla vena esaurita.

    Ci sono molti modi di comunicare in termini positivi senza per questo avere il cattivo pensiero di andare a caccia di followers.
    Ho la presunzione di credere che in un qualche modo noi si sia un piccolo gruppo di amici virtuali che si ritrovano per due chiacchiere al bar.

    Dunque resta.

    Shercometenncenessuno

    • Nicola Losito scrive:

      Cara Shera,
      la tua testimonianza è importante. Le cose che dici hanno senso e le condivido in pieno.
      Però, a un certo punto della vita, occorre prendere atto di ciò che si è realizzato – soddisfazioni o delusioni comprese – e cercare di pensare ad altro.
      Chiudere una stagione non significa rinnegare ciò che si è fatto, anzi il passato può essere il punto di partenza per affrontare con maggiore esperienza il futuro.
      Qui ho fatto amicizia con persone che sarebbe stato bello incontrare anche dal vivo, persone che non dimenticherò e che continuerò a seguire nel loro percorso virtuale.
      Per me è arrivato il momento del silenzio e del ripensamento.
      Grazie di cuore per la costanza con cui hai seguito il mio percorso in Rete.
      Nicola

  2. Spero che sia solo un arrivederci a presto … mai dire mai … speriamo in un futuro più stimolante!
    Tanti Auguri … a te … e alla bellissima simpaticissima Betta (chissà cosa combinerà crescendo! Spero ci darai sue notizie!).
    Ciao
    Francesco

    • Nicola Losito scrive:

      Grazie Francesco.
      Non so ancora cosa farò in futuro. Di sicuro non dimenticherò gli amici, anche se virtuali.
      Betta sta studiando per diventare grande. Anche lei ti saluta cordialmente.
      Nicola

  3. tramedipensieri scrive:

    Nicola so che ci sei, ci sarai.
    …..quindi sono ottimista e ti saluto cordialmente.
    .marta

    • Nicola Losito scrive:

      Con te e con i pochi amici virtuali che mi restano ci sarò con il cuore e con la mente. Fisicamente, invece, mi dedicherò alla famiglia, al giardino della casa di campagna, alla lettura di libri: in altre parole comincerò a fare il “pensionato” a tempo pieno. 😀
      Un forte abbraccio.
      Nicola

  4. La il@ scrive:

    A me sinceramente dispiace sapere che non compariranno più i tuoi post tra gli aggiornamenti.. davvero.

    • Nicola Losito scrive:

      In questo momento della mia vita ho davvero bisogno di riflettere non solo sul passato ma anche sul futuro. Non me la sento di continuare come se non fosse successo niente. Un ciclo è finito.
      Comunque le tue parole mi hanno fatto piacere.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  5. stravagaria scrive:

    Anche io, come Sherazade, penso che mi farebbe piacere continuare a scambiare opinioni su libri film o altro, come è stato finora a prescindere dai tuoi libri. Sono dispiaciuta se non seguirò Betta nella sua nuova veste di sorella e mi auguro che tu abbia prima o poi la voglia di scrivere qui sopra senza preoccuparti di quanti ti leggono. Forse il segreto è questo… incluso smettere di farlo se non ci diverte più. Peró non scomparire 😉 Anche a me farebbe piacere bere un caffè con te e Chicca…

    • Nicola Losito scrive:

      Cara Viviana,
      se dai un’occhiata ai commenti sotto ai vari post di questi ultimi tempi, vedrai che il colloquio, quello vero, amicale, avviene quasi sempre con le stesse persone. Pensi che voglia interromperlo? Cercherò di mantenerlo in vita in un altro modo e cioè venendo a trovarvi di tanto in tanto nei vostri blog. Le tue recensioni di libri le ho sempre apprezzate e continuerò a leggerle con piacere.
      Per scomparire (absit iniuria verbis 😀 ) c’è sempre tempo!
      Un caffè (decaffeinato sennò non dormo…) con te e con la mia signora è un piacere da non sottovalutare.
      Un forte abbraccio.
      Nicola

  6. Cristiano scrive:

    Recentemente ho rivisto Blade Runner, il capolavoro ispirato dal romanzo di Philip K Dick, e vorrei citare il C-Beam Speech pronunciato dall’androide Rutger Hauer rivolto al killer Harrison Ford, a cui Hauer aveva salvato la vita un istante prima:

    “I’ve seen things you people wouldn’t believe
    Attack Ships on fire off the shoulder of Orion
    I watched C-Beams glitter in the dark, near the Tannhauser Gate.
    All those moments will be lost in time, like tears in the rain.
    Time to die.”

    Quei momenti non si sono persi nel tempo, come lacrime nella pioggia, ma si sono impressi negli occhi dell’ascoltatore, Harrison Ford. E quelle parole, dette dall’androide nel disperato epitaffio della sua esistenza da ribelle, si imprimono così bene nella mente del cacciatore di teste, che lo spingono a cambiare vita, e a scappare con la dolce androide Sean Young, che era anch’essa destinata al “ritiro”.

    Anche se lo “ritiri”, il tuo blog non andrà perso, Nicola.

    • sherazade scrive:

      Magnifico raffronto a quello che è il mio film del cuore . Grazie Cristiano.
      Sheradoandroidsdreamofelectricships…

    • Nicola Losito scrive:

      Caro Cristiano,
      i tuoi interventi sono sempre preziosi e dimostrano a chi non ti conosce che la cultura non è acqua. Mi fai tornare in mente i corsi di scrittura che abbiamo frequentato insieme e le serate pre-natalizie dove con i colleghi dei Fiori Blu si discuteva piacevolmente di libri, di letture e di speranze letterarie. Io, come sai, ci ho provato e non ho avuto fortuna. Forse mi mancava e mi manca quel “quid” necessario per emergere.
      Dopo anni di speranze deluse, finalmente mi sono liberato di quello che è l’incubo di tutti gli scrittori: la rincorsa del successo. Mi ha aiutato in questo la consapevolezza/saggezza dell’età che mi ritrovo sul groppone. Tu sei molto più giovane di me e puoi ancora tentare la sorte.
      L’altro giorno su Io Donna del Corriere della Sera ho letto un articolo del regista Paolo Sorrentino che mi è molto piaciuto. Lui, parlando di cinema, afferma che “Il motore di tutto è il desiderio”, ma se alla parola cinema sostituisci il termine scrittura il discorso non cambia. Te ne cito una breve parte.
      “…tutto accade mosso dal desiderio, che sia desiderio sessuale o di riscatto o di vendetta: un bel motore per una storia, anche se nella realtà non sempre basta. Nel lavoro, per esempio.
      Per fare questo mestiere in modo non occasionale devi avere un tuo universo poetico che corrisponda al gusto del numero più ampio possibile di persone: puoi anche girare un film e metterlo su un sito, ma se lo vedono in venti è solo un hobby.
      Per scoprire questo universo poetico devi lavorare: non è qualcosa che sgorga da te la mattina quando ti svegli.
      Non sgorga un bel niente, è sepolto sotto la quotidianità e quindi tocca impegnarsi ogni giorno, tutti i giorni per scorticare il superfluo e vedere come tradurlo su carta o in immagini, o in musica, in base alla disciplina che scegli.
      Oltre al talento, insomma, ci vogliono un sacco di cose: dedizione, lavoro, resistenza fisica e psicologica, tanta fortuna.”

      Tu sei una persona in gamba e penso che, leggendo queste poche righe, non farai fatica a capire perché ho deciso di chiudere con la scrittura.
      Non cancello il mio blog, solo non lo aggiornerò più. Chissà se ancora qualcuno si soffermerà a leggere le tante parole spese in questi anni…
      Un cordiale saluto.
      Nicola

      • Cristiano scrive:

        Grazie Nicola, mi sostieni sempre. Dopo tanti anni di scrittura (racconti, romanzi inediti, articoli, reportage, analisi) – che Sorrentino definirebbe hobby – mi ripeto spesso questa domanda: se nei momenti cruciali non avessi dato la precedenza alla scrittura, dove sarei adesso? In America a insegnare l’italiano? In una redazione estera a fare il corrispondente? In un ufficio qualunque, pur di avere un mensile fisso?
        Non ho una risposta precisa: ma so che sono scelte con cui dovrò confrontarmi per cercare un senso nella mia vita.
        E ho una certezza: l’esercizio testardo, amatoriale, e da sognatore della scrittura mi ha fatto diventare quello che sono oggi. Questo non basta a mettere a riposo rimpianti, paure, delusioni, amarezze, rimorsi. Ma è parte di quello che di buono ho dato. Sia come autore, e un po’ anche come uomo.
        La scrittura è, di fatto, un’esperienza che mi definisce; che ci definisce. Non nella totalità di noi stessi, per fortuna! Ma è così, non possiamo farci niente: è parte del nostro viaggio, negativo o positivo che sia. Siamo come Ismael di Moby Dick: a terra ci annoiamo; abbiamo bisogno delle onde emotive della letteratura, dell’estrema sfida della scrittura.

        Però a volte è importante riprendere in mano la bussola, per capire dove stiamo andando.
        E’ quello che stai facendo tu. Come autore, certo, ma soprattutto come uomo. Forse adesso hai bisogno di nuove onde, di nuove sfide.

        In ogni caso, considerami compagno di questo tuo nuovo viaggio.

        Cristiano

      • Nicola Losito scrive:

        Certamente lo scrivere è importante, ma si può sopravvivere anche senza… almeno credo. Adesso per un po’ sarò in difficoltà psicologica e dovrò aggiustare il tiro. Mi aiuteranno i libri che devo ancora leggere e la famiglia che ho trascurato un pochino per stare dietro alle mie passioni.
        Naturalmente mi sarai compagno in questo nuovo viaggio.
        Con affetto.
        Nicola

  7. remigio scrive:

    Caro Nicola, il “non prendersi troppo sul serio”, secondo me – sul web come nella vita reale – penso sia la chiave migliore per vivere in armonia con sé e con gli altri. E il non prendere troppo sul serio gli altri è addirittura fondamentale, per poter attuare la prima strategia. La rete, lo sappiamo bene, ha dato spazio e visibilità soprattutto alle persone che non hanno nulla da dire, così come i telefonini hanno reso visibili quegli individui (e sono tantissimi), i quali un tempo nemmeno tanto remoto – quando cioè non esisteva ancora questo importante strumento di comunicazione di massa – non erano facilmente riconoscibili (per strada, sui mezzi pubblici, nei locali…) perché non avevano l’opportunità di esternare pubblicamente il loro alto pensiero: mi riferisco agli idioti. Il telefonino li ha smascherati. E mentre questi parlano…parlano dappertutto, sempre con qualcuno che sta lontano, anche se le loro parole sono rivolte a chi sta vicino…quegli altri scrivono…sulle chat…su facebook…su twitter. Alla continua ricerca di fallowers (che brutta parola!). Ma se abbiamo veramente qualcosa da scrivere, se ci piace scrivere, se utilizziamo questo nobile esercizio per mantenere vivo e in allenamento il nostro cervello, non possiamo pensare ai fallowers. Io non voglio fallowers. Se qualcuno passa dal mio blog e mi legge, mi fa anche piacere: ma la mia esistenza non è legata a lui. “Ho perso gran parte dei miei lettori”, così hai scritto nel tuo post. Ed è stata per te una sconfitta. Lo ribadisco: ti sei preso troppo sul serio, Nicola. Hai dato troppa importanza ad una cosa che non merita. Come fai a dire che hai poco o niente da raccontare? E’ come se un giorno dicessi: non mangio più. Le parole e i disegni sono il tuo cibo quotidiano…:-)

    • sherazade scrive:

      Ma infatti una persona sensibile e intelligente come Nicola non può non avere niente da dire che possa interessare noi ‘pochi’ amici.
      Betta è stata spunto di sorrisi e riflessioni …
      Sheradalbassodelsuopulpito

    • Nicola Losito scrive:

      Caro Remigio,
      pur essendo amici virtuali da poco tempo, credo di avere trovato in te una comunanza di sentimenti tale da poterti considerare un amico vero a cui fare riferimento anche in futuro.
      Capisco perfettamente il tuo pensiero perché è stato proprio quello che mi ha guidato in molti anni sia di scrittura di libri sia di conduzione di questo blog. Scrivevo perché mi piaceva farlo, perché mi dava intima soddisfazione: in altre parole scrivevo per me.
      L’errore che ho fatto (ma che fanno tutti gli scrittori) è stato quello di pensare di sfruttare questa mia passione per uscire dall’anonimato in cui ho sempre vissuto. La ricerca vana del successo ha provocato in me insoddisfazioni, frustrazioni, tutti quei sentimenti negativi che alleggiano nella testa di chi scrive senza avere riscontri positivi dal grande pubblico. Per fortuna adesso ho capito che è inutile prendersela con i lettori che latitano, la colpa non è loro ma è di chi scrive senza riuscire veramente a interessarli. Mi è mancato il magico talento dei grandi della letteratura, ecco la verità.
      Dunque, perché insistere? E’ una bella domanda a cui oggi ho dato una risposta secca e definitiva. Sarà vero? Smetterò di scrivere? Questo, in tutta sincerità, non lo so.

      Un termine inglese che hai scritto in modo errato mi ha fatto sorridere di cuore, perché, involontariamente, hai detto ciò che penso di buona parte di quei 530 “followers” (seguaci) che si sono iscritti al mio blog e non si sono mai fatti vivi con una parola di dissenso o di consenso, evidenziando così il fatto che non mi hanno letto nemmeno una volta. Hai scritto “fallowers”, che si potrebbe tradurre ironicamente in italiano con “cazzoni”…. ahhahahahah
      Per quanto riguarda il tuo blog, continuerò a leggerti perché le tue recensioni sono splendidi pezzi di vita da condividere.
      Un abbraccio.
      Nicola

      • remigio scrive:

        Adesso rido anche io per quei fallowers. Questo succede quando uno non conosce l’inglese, anche se involontariamente ho scritto quello che penso dei seguaci

      • Nicola Losito scrive:

        Uno spassosissimo errore! Un giudizio davvero meritato da quei blogger fasulli che si iscrivono su WordPress e dopo due giorni scompaiono.
        Nicola

  8. Giusyna scrive:

    Ciao Nicola,
    spero che il tuo nuovo ciclo contempli il fatto che si resti in contatto.
    Sei una persona piacevole, non vorrei tu svanissi dalla mia vita.
    Saluti a te e la Signora Chicca.
    Giusy

    • Nicola Losito scrive:

      Ciao, cara Giusy. Visto che non hai un tuo blog, rimarremo in contatto per altre vie. Ti conosco da tanto tempo e non desidero perderti di vista.
      Grazie per il tuo gradito commento su Io e Agata nel Torneo Kobo.
      Nicola

  9. Sissa scrive:

    Caro Nicola è già stato detto tutto! Sai solo tu quello che è giusto fare. Ciò che però occorre sia chiaro è che tu non sei il blog e quindi se anche non aggiorni gli scritti rimani sempre mio amico e amico di tutti coloro ai quali hai regalato occasioni di riflessione, sorrisi o stimoli per letture intelligenti.
    Con stima e amicizia
    Sissa

    • Nicola Losito scrive:

      Con te nella vita vera e con altri nel mondo virtuale l’amicizia che è nata nel tempo sicuramente non morirà. La comunanza di interessi e passioni rimarrà e non sarò certo io ad accantonarla.
      Promesso.
      Nicola

  10. Rosanna scrive:

    Ciao Nicola, ho letto con vero dispiacere di questa tua decisione; sei stato un piacevole ‘scaccia pensieri’, leggevo sempre con molto interesse qualsiasi cosa di cui scrivevi. Mi mancheranno le descrizioni così dettagliate e divertenti dei tuoi viaggi (ai quali mi sembrava di aver partecipato) e mi mancheranno anche gli episodi della crescita di Betta, che seguivo con simpatia. Cosa dirti … ‘mi spiace tanto che tu abbia smesso di mettere a disposizione, anche se per poche persone, come dici tu, la tua vena letteraria, così tanto da me apprezzata… Rileggerò per la terza volta ‘Io e Agata’, l’ho trovato un romanzo avvincente e ricco di sorprese; pur avendoti frequentato poco, ho avuto l’impressione di riconoscere te in quel personaggio… (?!)
    Spero tu abbia avuto un momento (e solo un momento) di sconforto e quindi mi auguro, con sinceritá, di ritrovare ancora nella mia cassetta postale ‘I pensieri e le divagazioni del signor Giacomo’.
    Un caro saluto a te e alla tua Chicca, con simpatia.
    Rosanna
    P.S.
    Saluti cari anche da Raf

    • Nicola Losito scrive:

      Poco o tanto, in ogni romanzo, un personaggio porta con sé qualcosa dell’autore anche se si tenta in qualche modo di mascherarlo. L’hanno fatto grandi scrittori e famosi cineasti.
      E’ un vezzo, un peccato di vanità.
      Speriamo di continuare a battagliare a Burraco anche se spesso sei tu a vincere… 😀
      Contraccambio di cuore i saluti anche da parte di Chicca.
      Nicola

  11. mariella1953 scrive:

    Mi spiace leggere di questa tua decisione…è stato sempre piacevole leggerti!
    Buona serata😀😀

  12. ili6 scrive:

    ma no, Nicola! metti in pausa, rallenta, ma non dire che tutto si ferma qui! Perchè mai? Oh, io ti comprendo perfettamente: un blog è un bell’impegno, richiede tempo e dedizione, passione e mente continuamente al lavoro e non sempre riusciamo a starci dietro come vorremmo. Ma poi tornano i periodi prolifici, la stanchezza si attenua, torna la voglia, l’idea, l’ispirazione. Io, sopraffatta al momento da altro, sono in standbye, anche se non l’ho scritto. Passerà, magari domani o tra dieci giorni o due mesi, chissà.Potrà capitare anche a te e saremo qui ad accogliere un tuo ritorno.
    Non so dirti se un blog aiuti o meno a divenire scrittori famosi, di certo aiuta a far girare un nome, uno scritto, un libro, anche se i numeri non sono quelli che si possono sperare. Ma un blog può essere anche altro: piacere di scrivere tanto per, condivisione di pensieri e opinioni, divertimento e cazzeggiamento, creatività, piacere non finalizzato. Nemmeno ai commenti e alla loro quantità. I followers fantasma non contano nulla, li abbiamo tutti e non ci facciamo caso. Idem per i liked che non danno nessuna emozione (almeno a me). Ma un saluto, uno scambio di idee, di pareri, una battuta, un interesse, un incoraggiamento, una curiosità, una informazione, no, dai, questi restano cose belle. Anche se sono pochi. Perchè privartene? Guarda al blog con un’altra ottica, più spensierata.
    Con simpatia,
    Marirò

    • Nicola Losito scrive:

      Cara Marirò,
      le cose che dici sono tutte sensate. Periodi di stanca ne ho già avuti in passato e poi ho ricominciato. Questa volta, però, la faccenda è più seria. Gli anni purtroppo passano e la stanchezza fisica si è unita a quella mentale e su questo malessere non si può giocare. Come ho già detto ad altri, è stata una decisione sofferta ma necessaria per salvaguardare il mio spirito e permettermi di affrontare sfide più modeste e riposanti. Per me scrivere era faticoso, troppo coinvolgente come ogni passione che si rispetti, ma ero più giovane e potevo sopportare gioie, soddisfazioni e delusioni.
      Adesso mi è difficile accettare nuove sfide… e per che pro?
      Comunque non preoccuparti, alle amicizie, anche se virtuali, ci tengo e sicuramente rimarremo in contatto.
      Termina la lettura del mio libro. Mi piacerebbe conoscere un tuo giudizio.
      Un forte abbraccio.
      Nicola

  13. Caro Nicola, anche se non ti seguo fin dall’inizio i tuoi post mi hanno fatto divertire e i resoconti dei tuoi viaggi hanno ingrandito i miei orizzonti. Quindi grazie mille per il tuo contributo e chissà, forse un giorno ritornerai con altri argomenti. Tanti cari auguri per il tuo libro.

    • Nicola Losito scrive:

      Ti ringrazio, cara Nicoletta, per le gentili parole. Anch’io ho imparato tanto leggendo i tuoi articoli su argomenti di cui ero completamente digiuno.
      Un cordiale abbraccio.
      Nicola

  14. ventisqueras scrive:

    sono triste per questi tuoi saluti e non mi va dire frasi che non servirebbero a cambiare la tua decisione,
    Ho molto apprezzato la tua presenza, e credo scaverò nel passato (anche se è passato) leggendo ancora qualcosa di tuo
    buona vita a te amico caro
    Annalisa

    • Nicola Losito scrive:

      Bando alla tristezza, cara Annalisa, smettere di scrivere non significa smettere di leggere le cose che mi piacevano e con le quali allargavo le mie conoscenze.
      Quanti luoghi nuovi mi hai fatto conoscere nella bellezza delle tue immagini, delle tue ricostruzioni storiche e delle tue poesie legate ai posti visitati!
      Cercherò di passare dalle tue parti ogni volta che mi sarà possibile.
      Un forte abbraccio.
      Nicola

  15. li2015 scrive:

    Ciao Nicola, è da poco che ho iniziato a leggerti e mi dispiace molto. Spero che cambi idea ! Come mi dispiace non aver votato per “Io e Agata”, ma sono sempre in ritardo con la rete, a causa degli impegni di lavoro. Si può leggere qualche pagina di Io e Agata? Spero di leggerti presto e grazie per le tue parole e la tua presenza! Un abbraccio, Lina

    • Nicola Losito scrive:

      Cara Lina, dispiace anche a me, ma non ho potuto fare diversamente. Quando mancano gli argomenti di conversazione o quando ci sono delle difficoltà di colloquio con gli interlocutori è meglio dare un taglio netto e cercare, nel silenzio e nel raccoglimento, le ragioni di questa pagina bianca mentale. Se in futuro questa pagina si riempirà come in passato è probabile che ritorni sui miei passi. Al momento ho altri pensieri per la testa. Comunque lascio il mio blog in Rete e se hai tempo e voglia puoi dare un’occhiata ai miei vecchi post.
      Contraccambio cordialmente il tuo abbraccio.
      Nicola

  16. li2015 scrive:

    l’ho trovato!

  17. TADS scrive:

    ciao Nicola,

    non fa mai piacere leggere che un amico, seppur virtuale, sotterri quella stimolante ascia di guerra (nella accezione positiva e simpatica del termine) che caratterizza i blogger desiderosi di comunicare il loro pensiero/talento/passione.

    Anche in questo tuo ultimo post emerge una grande pulizia interiore scevra da ipocrisie di circostanza, chi scrive su un blog o su un social scrive per essere letto, tutti coloro che scrivono, sui giornali, sulle pagine di un libro o, addirittura, su un manifesto, lo fanno per essere letti. Chi scrive per se stesso lo fa su un diario chiuso sotto chiave in un cassetto

    Non regge nemmeno la logica del finto disinteresse nei confronti dei commenti, coloro che dichiarano di fregarsene mi ricordano quelli che affermano: “i soldi non sono importanti”, mai sentito un ricco o un benestante dire una simile idiozia

    Tra il menefreghismo e l’assillo della visibilità esiste un giusto equilibrio, dare al blog la dovuta importanza ma senza trasformarlo in termometro umorale condizionante.

    Ovviamente spero, mi auguro, questa non sia una soluzione definitiva ma sei uomo fatto e avveduto, quindi rispetterò a prescindere ogni tua decisione.

    con grande stima

    TADS

    • Nicola Losito scrive:

      Caro TADS,
      sono lieto che tu abbia compreso il senso profondo della mia uscita di scena. In passato avevo vissuto gioie e delusioni in pari misura. Ultimamente le delusioni avevano preso il sopravvento, ho avuto come l’impressione di parlare a vuoto e, soprattutto, di avere perso lo smalto di un tempo. All’inizio della mia avventura letteraria ero troppo preso dalla smania di rincorrere il successo a cui aspiravo (smania che hanno tutti gli scrittori, come dici bene anche tu) e non mi accorgevo che, in realtà, stavo parlando a pochi intimi: non avevo santi in paradiso al mio servizio e nemmeno stava funzionando il passaparola. Ero anonimo e anonimo sono rimasto in tutti gli anni in cui mi sono dedicato alla scrittura e anche quando ho auto-pubblicato le mie opere. Il fatto di non essermi mai voluto legare a un carro politico e nemmeno avere fatto il giro delle tante case editrici che esistono nel nostro paese, non ha pagato o ha pagato poco. Detto inter nos, pensavo di possedere del talento. Oggi, finalmente, ho capito che il mio talento era davvero modesto, visto lo scarso richiamo dei miei scritti anche presso gli utenti di WordPress, cioè il pubblico di questa piattaforma…
      Dunque perché insistere? Perché darmi tanto da fare se quasi nessuno legge i miei libri e sono sempre i soliti (e molto amati, sia ben inteso) quattro amici reali e cinque o sei amici virtuali a leggere e commentare i miei post? Tutte queste persone ormai mi conoscono bene e, prima di deluderle, mi taccio. Adesso dico per sempre, in futuro chissà…
      Tutti noi blogger/scrittori scriviamo per avere un pubblico e non per un godimento solitario. Questa è la semplice verità.
      Questa somma di pensieri e delusioni oggi hanno svuotato la mia mente e non so più cosa fare o cosa dire per tenere legate a me le persone che mi seguivano e quei pochi che ancora mi seguono.
      Tu, al contrario, hai raggiunto un equilibrio, pubblichi quando ti pare e hai sempre un invidiabile riscontro. Merito del tuo talento, della tua notevole cultura e della tua capacità di instaurare dibattiti di spessore con chi commenta i tuoi post.
      Questo per dirti che non ti perderò di vista.
      Anch’io ti stimo.
      Nicola

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