Archivio per la categoria ‘lavoro’

Anni fa, sul sito Web dell’Ingegner Franco Maria Boschetto, lessi un articolo molto spiritoso e, siccome la problematica da lui affrontata allora è ancora tragicamente attuale oggi, ho pensato di riproporvelo qui in modo che possiate farvi sia quattro risate sia prendere spunti per non commettere errori nel caso doveste scrivere il vostro Curriculum Vitae. L’ingegner Boschetto faceva riferimento a una serie di libri (alcuni ormai di culto e quasi introvabili) scritti da Enza Consul, a volte anche in coppia con Assunta Di Fresco, entrambi noti cacciatori di teste per diverse aziende che agiscono sul territorio nazionale. Ecco i titoli:

Curriculì CurriculàLa mia azienda sta stirando le cuoia

 
Uno straccio di curricolo Curricula Ridicula 

Enza Consul è lo pseudonimo di un uomo che preferisce mantenere l’anonimato, mentre Assunta Di Fresco è il nom de plume adottato dalla giornalista economica e scrittrice Lucia Tilde Ingrosso: ebbene questi due autori, nel tempo, si sono dedicati all’argomento, sempre attuale, della ricerca di lavoro tramite la scrittura di un Curriculum Vitae che colpisca l’attenzione di chi cerca collaboratori validi per la propria azienda. In tempi tristi e convulsi di Jobs Act come quelli che stiamo vivendo, libri del genere dovrebbero stare sulla scrivania di tutti coloro, laureati o no, che hanno perso il lavoro, che lo cercano per la prima volta o che ne desiderano uno diverso da quello che hanno già. Quelle che seguono sono perle rare tratte da veri curricula arrivati sulla scrivania dei due suddetti “cacciatori di teste” e che l’Ingegner Boschetto ha avuto la pazienza di riassumere per noi.

Se desiderate che qualcuno si prenda a cuore il vostro nominativo e vi offra un lavoro ben remunerato è opportuno evitare di scrivere quanto segue…

L’ESORDIO

•    L’alfabeto? Sono un laureato in economia e commercio, vi scrivo perché voglio diventare un manager con la A maiuscola.
•    Col binocolo Ho visualizzato la Vs. inserzione leggendola sul giornale.
•    Poliziesco Allego alla presente il mio identikid.
•    Spione Vi chiedo di essere infiltrato nella vostra Banca Dati.
•    Aiuto! Prendo sputo dalla vostra inserzione.
•    Station wagon In risposta al Vostro annuncio premetto che dispongo di un ampio bagagliaio d’esperienza.
•    Lacrime amare Mi sono impelagato in un lavoro che fa piangere.
•    Saldi Sono in offerta speciale perché tra due giorni mi dimetto da dove sto.
•    Non vale un gran che Allego un breve straccio del mio curriculum.
•    Curricula forati Se nel mio curriculum trovate due buchi è perché ho avuto due figlie.
•    Just in retard Spero di essere ancora “just in time” per inviarvi un curriculum, anche se sono passati 32 giorni dall’inserzione.
•    L’africano Mi è giunto il tam-tam della vostra ricerca.
•    Avrà sonno Vi farò una breve ricapitolazione del mio bedground.
•    Barbiere di Siviglia Volete un venditore coi baffi, pelo e contropelo?
•    Fiaba C’era una volta un laureato in filosofia al primo impiego che cercava lavoro.
•    Demenziale Vi ringrazio del Vs. interesse, ma siccome ci ho ripensato, non accetto inviti da sconosciuti. 
•    Superalcolica La vostra offerta mi inebria.
•    Magellano Vi allego una breve ma mi auguro chiara circumnavigazione delle mie esperienze professionali.
•    Modesto La mia può sembrare un’Odissea, ma Ulisse in confronto non è nessuno. Io ho viaggiato per tutta la vita.
•    Tascabile  Il mio curriculum è breve e potrebbe stare nel palmo di una mano: sono monoaziendale.
•    Salomè Non ho segreti, vi scrivo senza veli.
•    San Giovanni Ecco la mia testa su un piatto d’argento.
•    La piovra  La vostra inserzione è tentacolare.
•    Coerente Sono perito agrario ancora in erba.

COME SI PRESENTANO

•    Capelluto puntuale Non sono calvo e ho il fisic du rolex
•    Pinocchio Sono un tipo piuttosto longilineo.
•    I nostri eroi Mio padre è stato ufficiale della Guardia di Finanza, che salva più vite umane degli stessi medici e a rischio della propria.
•    Gerarchie Stato di famiglia: padre, madre, fratello inferiore.
•    Per le mamme siamo sempre bambini Ho due bambini piccoli di 12 e 18 anni.
•    Parentado colto Circa trenta dei miei parenti sono laureati, come il fratello di mia madre. Circa venti dei miei parenti sono diplomati alle scuole medie superiori. 
•    Vocazione familiare Sono sposato e ragioniere, mia moglie è ragioniera, i miei figli sono ragionieri.
•    Parenti d’acciaio Il marito di una cugina di mio padre da parte di mio nonno paterno era ingegnere.
•    Tira e molla Mi sono separato, poi divorziato, poi risposato poi ancora separato, adesso non ci casco più.
•    Culturista Alto: 1.83; pesante:60 kg. Miei punti di forza: bicipite 40 cm. in trazione, torace 140 cm., capacità inspiratoria 10 litri.
•    Bidonato Ho sposato un’ereditiera che però non ha mai ereditato.
•    Sa anche contare! Se prima eravamo in due, adesso col bambino siamo in tre.
•    Scoppia di salute Di salute sto più che bene, e posso migliorare dopo quattro piccoli interventi chirurgici.
•    Buongustaio Qui ora c’è la parte più appetitosa del mio curriculum.
•    Figlio di calcolatrice Ritengo di essere di natura contabile.
•    L’arcobaleno Come potete vedere il mio è un curriculum variopinto.

STUDI E QUALIFICHE

•    Cosa contano i posteriori Mi presento ai fini di un’assunzione a posteriori della mia laurea.
•    Audioleso Ho fatto un corso di specializzazione alla Sordona.
•    Padre-lingua Sono di padre-madre-lingua inglese.
•    Come farà al telefono? L’italiano lo conosco bene ed è già di pochi, le lingue straniere sono scolastiche ma me la cavo con la mimica.
•    Che cosa vorrà dire? Lingue attive: anglo americano. Lingue passive: francese.
•    Sospetto Non sono un pataccaro, anche se vendo orologi.
•    Se lo dice lui… Non sono un markettaro, ma un uomo di vendita.
•    Il cacciatore Nell’ultima battuta ho portato a casa 50 clienti.
•    Beato lui Sono depositario di cultura parauniversitaria e polifunzionale.
•    E allora? Ho partecipato a un gioco a quiz di Mike Bongiorno.
•    Deamicisiano A otto anni prima di andare a scuola vendevo tutte le mattine un cestino di frutta. I miei clienti erano operai che con un pezzo di pane del giorno precedente e il mio genuino prodotto potevano gustare un lauto pranzo. A 14 anni pur continuando a studiare ho avuto una qualifica commerciale superiore e infatti sono passato da venditore abusivo ad ambulante con banco mobile.
•    Sì, si vede Come vedete, sono un autodidattico.
•    Libero a pranzo Prima lavoravo sotto padrone, ma adesso faccio il free-lunch.

ASPIRAZIONI

•    Discreto Ve lo scrivo sotto voce, ho intenzione di cambiare.
•    Il juke box Per la cronaca sono molto gettonato, cioè ho molte offerte.
•    Fantino Vorrei cambiare attività nonostante sia saldamente in sella al vertice aziendale.
•    Il gambero La mia escalation professionale è in discesa.
•    Il faraone Opero soltanto per obiettivi e aspiro a una carriera piramidale.
•    Ambizioni concrete Desidero tanti soldi, prestigio, e avere una segretaria bella, disponibile e con le tette grosse… 
•    La medaglia a tre facce Ci sono tre facce della medaglia che mi spingono a cambiare lavoro: la prima, la distanza. La seconda: i soldi. La terza: mia moglie che lavora nel mio ufficio e già la sopporto a casa.
•    Pregate La crisi ci ha messo inginocchiati.
•    Voglia di carriera Sono pronta a partire dal primo gradino, ma, se posso essere sincera, me lo risparmierei volentieri.
•    Allora quando? Non sono abituato a mercanteggiare quando si parla di soldi.
•    Pagamento alla consegna  Del colore dei soldi ne parleremo in un eventuale colloquio.
•    Politico Riguardo allo stipendio vorrei definire il quorum.
•    Il riscatto Aspettativa economica: vanno bene soldi anche di piccolo taglio basta che non siano al di sotto dei 40 milioni lordi.

ALTRI INTERESSI

•    Sport inediti Arti marziali e bidi bolding
•    Colf Futting
•    Tiro assegno Tiro con l’arco a livello agonia.

HOBBY E DIVERTIMENTI

•    Faccio il buttafuori in una discoteca brasiliana.
•    Mi piace tanto la musica blus, cul jez, tecno.
•    Sono incline ai rapporti umani, sono stato capo scout.
•    Colleziono targhe di inizio secolo con la scritta “ritirata uomini” e “ritirata donne”.
•    Seguo una dieta magrobiotica.
•    L’interesse prioritario è l’Euro.
•    Raccolgo solo cani bastardati.
•    Picnic in moto col sidecar quando non piove.
•    Sono nella banda come sostituto.
•    Studio il buco nero.
•    Pesca subacquea nei bassifondi dello Ionio.
•    Passeggiare sotto la neve in montagna mi rilassa moltissimo.
•    Faccio tornei di bridge con la Canottiera Olona.

CONCLUSIONI (questa volta) SERIE

Ok, fin qui abbiamo scherzato, però, quando compilerete il vostro Curriculum Vitae, fate attenzione agli svarioni. Non siate eccessivamente modesti e nemmeno troppo spocchiosi, cercate la giusta via di mezzo, cioè siate voi stessi e sarete di sicuro apprezzati. Volete sapere come andò il colloquio che ebbi da giovane neo laureato in ingegneria elettronica con il responsabile delle risorse umane della General Electric Company, una nota multinazionale con sede a Milano? L’uomo, un distinto signore con un viso che sprizzava cordialità da tutti i pori, diede una veloce scorsa al mio (scarno) curriculum, mi guardò in faccia e disse: “Mi parli di lei…”

“Non ho molto da raccontare su di me. – dissi – Mi sono laureato tre mesi fa, quindi non ho esperienze lavorative specifiche. Posso solo dirle che il vostro annuncio sul Corriere della Sera corrisponde in pieno alle mie aspettative. Sono in buona forma fisica e godo ottima salute. Credo siano le condizioni ideali per affrontare quello che potrebbe essere il mio primo impegno in campo lavorativo.”

Bene, una settimana dopo ricevetti la lettera di assunzione dalla General Electric. Ma erano altri tempi…

Nicola

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FotoSketcher - PuntoBianco

Il quadro esatto del momento che sto vivendo…

Nicola

P.S.

Vabbè, sono un pochino giù di corda però, conscio del fatto che non è giusto tediarvi con le mie attuali paturnie, desidero che lasciate il mio blog con il sorriso sulle labbra. Questa freddura, scovata su Internet, a me ha fatto ridere parecchio:

Coprimi

Alla prossima!

Da qualche tempo su Internet gira un video molto interessante che spiega in maniera davvero semplice cosa sono i titoli derivati, cioè quei titoli tossici che tanti danni hanno arrecato all’economia mondiale. Visto che non tutti gradiscono i filmati You Tube, vi presento una versione scritta di quel video. Vi consiglio caldamente di leggerla perché è così chiara che anch’io ho finalmente imparato qualcosa sull’economia fantasiosa dei nostri giorni.

Molti blogger della piattaforma WordPress hanno proposto questo post ai loro amici, perciò mi scuso se qualcuno che segue il mio blog lo conosce già.

A tutti auguro una serena lettura… sperando che non vi amareggiate troppo!

Nicola

Il bar di Helga

1. Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte:

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2. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti)

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3. La formula “bevi ora, paghi dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città.

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4. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

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5. La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

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6. Intanto anche l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e la collocano sui mercati internazionali: i Sbornia Bond.

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7. I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette. Purtroppo gli investitori non sanno che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

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8. Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite. A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo costoro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

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9. Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi. Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

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10. Il prezzo dei Sbornia Bond crolla del 90%. La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

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11. Intanto i fornitori di Helga che, in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. Purtroppo avevano anche investito nei Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%. Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

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12. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

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13. Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

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14. Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica dei Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi è sobrio…

***

Nota in calce.

A questo punto mi sorge spontanea la domanda: “Come mai da tanti anni la speculazione finanziaria nazionale e internazionale si è buttata a capofitto sui titoli derivati ottenendo enormi guadagni, mentre adesso tutti ci perdono?”

Se sbaglio, correggetemi.

La risposta, credo vada cercata, come è ben spiegato nell’esempio del bar di Helga, nella formula “compri adesso e paghi dopo”. Se l’economia tira, quasi tutti hanno soldi in tasca (soldi reali e non carta straccia), la gente lavora, guadagna, compra a rate e può pagare i propri debiti in scadenza. I derivati – geniale e perfida invenzione di qualcuno – in condizioni favorevoli dell’economia, dunque, sono una manna del cielo per chi vive giocando in borsa. In tempi di vacche grasse, infatti, la speculazione finanziaria realizza grandi e facili guadagni partendo da un azzardo, cioè confidando che la gente che vive lavorando, prima o poi, onorerà le proprie cambiali. I derivati, invece, si trasformano in vera e propria spazzatura maleodorante quando l’economia va male: in questo caso chi perde il lavoro (o chi ha redditi bassi) non può più pagare i propri debiti e, partendo da lì, si produce quell’effetto domino perverso che colpisce non solo i lavoratori, le aziende, ma anche i creditori, le banche, gli speculatori… cioè tutti. A quanto sembra, però, solo le banche vengono salvate dal fallimento anche se hanno commesso errori gravissimi, mentre a pagare i danni provocati dai derivati sono sempre i soliti contribuenti che pagano le tasse.

Ed è proprio quello che sta succedendo oggi in Italia e altrove.

Fine…?

P.S.

Il testo originale di questo post credo provenga dalla Germania, forse tedesco è anche Manuel Rumpf, l’autore delle vignette. Su Internet non ho trovato informazioni così sicure da permettermi di ringraziare personalmente l’autore o gli autori effettivi del Bar di Helga. Infine una curiosità: nel testo in tedesco la proprietaria del bar non si chiamava Helga bensì Heidi. Evidentemente il traduttore italiano, visto il comportamento della signora che ha dato il là a una disastrosa crisi finanziaria internazionale non ha voluto infangare il buon nome di un cartoon televisivo molto amato in passato dai bambini italiani… Occhiolino

ChapeauLuisa

Cara Luisa,

so che sei in un momento estremamente delicato della tua vita, avendo deciso, con grande coraggio, di lasciare un posto fisso e ben remunerato per entrare nel mondo (precario) della libera intrapresa alla ricerca di nuovi stimoli e nuove opportunità professionali e che, per questo, dai genitori ora ti aspetti più sostegno che critiche.

Ne siamo consapevoli.

Come genitori, quasi sempre orgogliosi delle strade che hai percorso in passato, questo sostegno non possiamo negartelo, anche perché non hai mai sottovalutato le raccomandazioni che io e la mamma ti abbiamo fatto e che, stanne certa, continueremo a farti finché avremo voce. Siamo sicuri che la tua non sia stata una decisione avventata, perciò il passo che hai compiuto merita un elogio e va fatto conoscere a tutti coloro che il posto fisso non ce l’hanno e che aspirano a ottenerlo come se questo fosse l’araba fenice in grado di risolvere tutti i problemi della propria esistenza presente e futura.

Tu, e tanti altri che hanno agito come te, siete la prova provata che avere un lavoro sicuro e protetto non è il rimedio universale in grado di soddisfare tutte le ambizioni e le esigenze di una persona dotata di un minimo di intraprendenza e cultura.

Ammetto che quando ci hai comunicato che intendevi lasciare l’azienda in cui lavoravi ormai da sette anni sia io che la mamma siamo rimasti di sasso, ma devi capirci e giustificare le nostre perplessità. Lei ed io apparteniamo a una generazione la cui più grande aspirazione era quella di trovare un buon posto e un buon stipendio che ci permettessero di formare una famiglia, fare figli e pensare con serenità al futuro. Oggi, guardandoci attorno e tenendo conto dell’attuale grave crisi economica che c’è non solo in Italia ma dovunque nel mondo, la prima cosa che ci è venuta in mente è che stavi per compiere un passo azzardato e che dovevamo fare di tutto per convincerti a soprassedere dall’attuarlo. Ricordo che alle nostre obiezioni rispondesti così:

«Se penso che dovrò passare tutta la mia vita nell’ufficio dove sto adesso, mi viene da piangere. Il lavoro che sto facendo mi piace ma sta diventando ripetitivo, non mi dà più stimoli, insomma mi annoio…»

«Tutti i lavori, col tempo, finiscono per essere ripetitivi e quindi noiosi: di contro la sicurezza di uno stipendio non è da sottovalutare, soprattutto oggi che il lavoro scarseggia!» sostenemmo noi.

«Avete ragione, ma io sono una donna single di quarant’anni e se questo passo non lo faccio adesso che sono ancora giovane, non lo farò mai più. Io voglio provare a rimettermi sul mercato, anche perché sono convinta che nei momenti di crisi economica le opportunità da cogliere non manchino…»

Quali elementi avevamo per contestare queste tue affermazioni?

I tempi sono cambiati e la sacralità del posto fisso, volente o nolente, ha perso il mordente che aveva nell’immaginario collettivo della nostra generazione. Per una strana coincidenza la tua decisione di lasciare un rapporto di lavoro certo e super protetto è avvenuta in contemporanea alla dichiarazione che il posto fisso è noioso fatta qualche settimana fa da Monti, l’attuale capo del governo, dichiarazione vivacemente contestata dai sindacati e da buona parte dell’opinione pubblica.

Ascoltando e leggendo le innumerevoli prese di posizione atte ad avvalorare o demonizzare quella frase di Monti, mamma ed io ci siamo convinti che essa non sia poi così pellegrina e che, a ben guardare, tante persone nella loro vita hanno cambiato lavoro e che i cambiamenti non furono tragici, anzi li fecero proprio per le stesse ragioni che hai addetto tu.

L’unica differenza tra ieri e oggi  è che ai nostri tempi il paese era in crescita e le opportunità di lavoro erano molto maggiori di adesso. Ti diciamo questo non per scoraggiarti ma per significarti che apprezziamo e ammiriamo il tuo coraggio per avere fatto una scelta che anni fa risultava assai più facile e molto meno azzardata.

Dunque, non ci resta che dirti: «Chapeau, Luisa… e in bocca al lupo!»

Mamma e papà

P.S.

Carissimi Emanuela e Michele, non offendetevi se non vi abbiamo mai elogiato in pubblico come abbiamo fatto oggi per vostra sorella; voi due vi ammiriamo da sempre perché da sempre avete un lavoro precario e dunque non avete mai avuto il tempo di annoiarvi. Entrambi, però, siete consapevoli che è sciocco avere come unico ideale il posto fisso ma che la cosa importante nel 2012 è avere la “certezza del lavoro” e che questo soddisfi in buona misura le vostre aspettative.

Certezza che oggi purtroppo non c’è.