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driiin! driiin! driiin!

Sto seduto davanti al computer, come ogni giorno, quando il mio nuovo cellulare si mette a squillare. Guardo chi è e vedo la scritta "sconosciuto". Decido di far finta di niente, ma il suono insiste. Alla fine, un po’ seccato, rispondo.

– Pronto! dico di malavoglia.
– Buongiorno signora, potrei parlare con suo marito? dice una voce femminile.

Oh, che ca…, penso, ma per chi mi ha preso, costei?

– Chi lo desidera? rispondo
– Sono Anna, matricola 1234, e chiamo dal call center di Enel.

Capisco subito che si tratta della solita seccatura: la tizia mi proporrà una nuova e fantastica promozione. Il primo istinto è quello di chiudere immediatamente la comunicazione. Poi, chissà perché, decido di divertirmi un po’.

– Anna Matricola, noi ci conosciamo, forse?
– Non personalmente, però, siete nostri clienti da anni.
– Davvero? E mi dica, cosa compriamo di bello da lei?

La voce femminile s’interrompe per un attimo. Forse è rimasta sorpresa dalla mia domanda. Quando riprende a parlare, il timbro vocale è cambiato:

– Mi scusi, signora, potrei parlare con suo marito? E’ importante.
– Cara Anna, io e mio marito siamo una cosa sola, dica pure a me…
– Non vorrei sembrarle sgarbata, ma devo parlare proprio con lui in quanto titolare dell’utenza.
– Parlare di pietanza con mio marito? Ma se lui non sa neanche accendere il forno?
– Ho detto utenza! Non pietanza, signora! E’ in casa suo marito oppure no?
– Mi scusi, signorina Matricola, sa, io sono un po’ dura d’orecchie…
– Appunto. Perché allora non mi passa suo marito, se è in casa. Avrei una certa fretta.
– Ah, voi giovani siete sempre di corsa, non sapete proprio godervi la vita.
– Signora, la prego, sto lavorando e non ho tempo da perdere!
– Cara Matricola, è proprio qui che sbaglia, deve imparare a prendere la vita con più calma.
– Guardi che mi chiamo Anna! Enel mi dà da vivere solo se porto a casa dei nuovi contratti, perciò non ho tempo per chiacchierare con lei.
– Si chiama davvero Anna Elena? Ha il doppio nome, ma che bello! Anche una mia amica, quella che abita a Bologna, si chiama così ed è una persona molto simpatica. Purtroppo ci sentiamo pochissimo e non mi è facile andare a trovarla, sa, noi viviamo a Milano…
– Mi chiamo Anna e basta! Per favore, signora, mi può passare suo marito?
– Oh, mi scusi, cerchi di capirmi. Io sono anziana e ricevo pochissime telefonate. Quando qualcuno mi chiama, ne approfitto sempre per chiacchierare un po’!
– D’accordo, d’accordo! Lei è molto simpatica, ma adesso può passarmi il signor Nicola, per favoreeee!
– Conosce il nome di mio marito? Come mai?
– Gliel’ho detto prima: siete nostri clienti, ho le vostre bollette qui davanti a me! Faccia la brava, me lo passi…
– Va bene, va bene, però non si arrabbi! Vado a chiamarlo.

Appoggio il cellulare sulla scrivania e aspetto una manciata di secondi prima di riprendere a parlare.

– Mi dispiace, mio marito non è in casa. Può dire a me?
– Ma vaff… (qui in realtà non ho capito bene cosa la ragazza stia dicendo…)
– …
– …

click!

E’ mai possibile che quell’imbranata di centralinista non si sia accorta di stare parlando con un uomo? Vabbè, da un lato mi dispiace un po’ di averla presa in giro, ma anche lei, signore Iddio! come ha fatto a confondere la mia bella voce maschile con quella di una donna?

Non sarà mica che, invecchiando, ho perso la virilità?
Accidentaccio, è impossibile che io abbia una voce femminile!
Ecco una ragione in più per odiare sto ca… di telefonino nuovo…

Nicola