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Cosa sono le affinità elettive?

Per rispondere a questa domanda, apparentemente difficile, faccio ricorso a un episodio di vita vissuta (pericolosamente) da me non tantissimo tempo fa.

Antefatto

I siti web di scrittura, cioè i luoghi dove gli scrittori esordienti possono pubblicare gratuitamente i loro testi (poesie, racconti, romanzi, articoli politici ecc.), hanno avuto un certo grado di notorietà qualche anno fa, ma ora, a mio parere, se la stanno passando male. Primo, perché tutti quelli che speravano di essere intercettati da una casa editrice seria hanno dovuto ricredersi e oggi passano il tempo a mandare a quel paese i mille editori(?) a pagamento che fanno pubblicità su Internet e sui giornali promettendo loro mari e monti. Secondo, nei siti gratuiti di scrittura c’è sempre un vecchio scrittore furbacchione che non è riuscito a sfondare nel mondo editoriale cartaceo ma che ha capito come, quanto, e cosa scrivere sul web per avere un certo seguito e monopolizzare la home page con la sua indubbia bravura, raccogliendo – lui soltanto – tutti i commenti dell’ormai sparuto gruppo di autori che pubblicano in Rete le proprie opere, lasciando agli altri briciole di visibilità. È ovvio che questi misconosciuti scrittori(?) sono destinati, prima o poi, a morire di rabbia o dare in escandescenze per il successo (anche se virtuale) di uno solo di loro. Al seguito del vecchio marpione nasce sempre un gruppo di persone di medie capacità artistiche che, per godere di un pizzico di notorietà riflessa, hanno il preciso compito di commentare ogni suo post, magnificandone acriticamente le doti letterarie e, in più, sono pronte a far fuori ogni nuovo autore che si presenta all’orizzonte e che sembra volere (o potere) scalfire la supremazia del capo in testa di quello che io definii il clan degli eletti, cioè l’affiatata combriccola di utenti che determina il bello e il brutto tempo nel Sito.

Ciò detto, entriamo adesso nello specifico di quel triste trancio di vita passata che riguarda direttamente me e che dà una risposta esauriente alla domanda iniziale.

Anni fa anch’io mi iscrissi a un Sito di Scrittura su Internet e lì presentavo i miei racconti e i miei fumetti. Nel giro di qualche mese avevo già il mio piccolissimo seguito di lettori e ne ero più che soddisfatto ma, una brutta mattina, per inesperienza, pestai i piedi allo scrittore più bravo e potente del Sito e quello fu il mio errore fatale. Mi venne dichiarata una guerra sotterranea dal clan degli eletti, una guerra senza quartiere a cui cercai, per qualche tempo, di resistere. Per difendere la mia onorabilità scrissi una sit-com ironica che prendeva in giro bonariamente (si fa per dire…) il capo clan e tutti quelli legati a lui da affinità elettive.

Per diversi giorni quella mia commedia fece il boom di contatti e letture perché, a torto o a ragione, venni considerato da una parte di utenti del Sito il coraggioso difensore dei reietti, cioè di coloro che – benché bravi poeti e scrittori – non ricevevano (quasi) mai commenti. Naturalmente il clan degli eletti non la prese bene. In ventiquattr’ore fui sommerso da anatemi vari e da decine e decine di commenti offensivi scritti da tutti coloro che avevano visto in me il Nemico Da Abbattere per avere osato sbeffeggiare l’amato boss. Nacquero polemiche a non finire e così la Direzione del Sito fu costretta a intervenire duramente nei miei confronti. Il clan degli eletti ebbe il sopravvento e io dovetti fuggire nottetempo con la coda tra le gambe e con ben scolpita in testa una lezione che non dimenticherò più: contro le affinità elettive è inutile combattere. Si può vincere una battaglia, ma la guerra la si perde sempre e comunque.

Ecco perché, da allora, non ho mai più messo piede in un sito web di scrittura…

Nicola THE_PR~1[4]

Le Affinità elettive

Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto a una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell’uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall’illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Dovremmo, per una sorta di scrupolo, rinunciare a ciò che i costumi del nostro tempo non ci vietano? In quante cose l’uomo ritorna sui suoi propositi, sulle sue azioni, e non dovrebbe farlo qui, dov’è in gioco tutto e non un dettaglio, dove si tratta non di questa o di quella condizione di vita, bensì della vita in tutto il suo complesso?

Goethe: Le affinità elettive

Personaggi sul palco:

Donna al telefonoUomo che dorme

                                    Atena                                Eros

Personaggi di cui si parla, ma mai presenti sulla scena: Saturno, Vulcano, F, G, P, Y, C, E, S.

Ambientazione:

Ore sei di mattina di una giornata d’inizio primavera. Dal fondo del proscenio s’intravvedono i primi timidi raggi di sole. Il palco è diviso nettamente in due. Sulla destra c’è una camera da letto dove Eros, il protagonista maschile, sta dormendo, l’unico suono udibile è un leggero russare. Sulla sinistra, Atena, la protagonista femminile, è già vestita di tutto punto e cammina nervosamente in un salotto arredato in stile moderno. Nella mano sinistra tiene una tazzina di caffè e con la destra impugna un cellulare su cui ha appena digitato un numero. Pochi istanti dopo, la quiete armonica della stanza allestita sulla destra del palcoscenico viene spezzata dal suono acuto di un telefono. L’uomo si rivolta nel letto e si mette il cuscino sulla testa per cercare di attutire quell’angosciante trillo. Siccome il suono non s’interrompe, alla fine, Eros decide di rispondere.

Eros: …prontooo (la voce è impastata e per nulla accogliente)

Atena: ciao Eros, scusa se ti ho svegliato così presto, ma prima di recarmi in ufficio volevo chiacchierare un po’ con te… (il tono è suadente, ma deciso allo stesso tempo)

Eros: ma che cazzo, Atena! La devi piantare di svegliarmi a queste ore antelucane!

Atena: dai, bel ragazzo, ho bisogno di parlarti un minutino e poi puoi tornare a dormire…

Eros: dimmi…

Atena: ho già parlato con Saturno e Vulcano, e abbiamo deciso che questa mattina sul Sito io pubblico per prima.

Eros: fate come vi pare, prima delle dieci io non ho nessuna intenzione di alzarmi e accendere il PC…

Atena: suvvia, Eros! Ogni tanto dai l’impressione che non te ne freghi niente del gruppo. Lo sai che la faccenda è importante e va tenuta costantemente sotto controllo (la voce si è fatta dura, perentoria di chi è abituata al comando)

Eros: non è vero, bellissima, sapete tutti che io preferisco pubblicare più tardi e per ultimo. (l’uomo adesso è sveglio, si è appoggiato alla spalliera del letto ed è ben attento ad ascoltare l’amica)

Atena: piantala con i tuoi complimenti del cavolo, quelli riservali ai commenti pubblici, in privato puoi risparmiarteli…

Eros: oh, mon dieu, Atena! Stamattina ti sei forse svegliata inversa?

Atena: macché, sono soltanto preoccupata per come stanno procedendo le cose sul Sito. Sappi che Saturno si sta incazzando per la tua pretesa di essere sempre l’ultimo a entrare in scena, ogni tanto dovresti cedere a lui questo privilegio. Anche Vulcano sta scalpitando. D’accordo, Vulcano è giovane e di poche pretese, però anche lui sta vivendo questa situazione con insofferenza.

Eros: che si fottano entrambi! Io devo questo potere decisionale alla mia bravura e all’autorità che mi deriva dall’essere il più vecchio del gruppo. Questo dovreste averlo già capito da un pezzo! La classe superiore e l’anzianità vanno premiate.

Atena: vabbé, ma anche Saturno non è più un giovanotto, e se permetti, come poeta è lui il top…

Eros: guarda, Atena, uno di questi giorni dobbiamo discutere a fondo di ‘sta storia!

Atena: che storia?

Eros: che Saturno sia un bravo poeta è indiscutibile ma che sia eccelso è tutto da dimostrare…

Atena: e invece lo è! Saturno dà dei punti a tutti. Ammetto che ogni tanto nelle sue poesie ci infila dentro delle metafore che non stanno né in cielo né in terra, metafore così involute che credo non le capisca nemmeno lui, ma questa è la sua vera forza! È quel suo strano verseggiare che i suoi estimatori si aspettano da lui. Se fosse sempre decifrabile, diventerebbe uno dei tanti poetucoli che vivacchiano sul Sito.

Eros: e poi, ultimamente, Saturno si è pure messo in testa di scrivere racconti. Ha forse intenzione anche lui di invadere il mio campo?

Atena: lo fa molto di rado…

Eros: e cosa mi dici, allora, dei suoi titoli chilometrici che portano via quattro righe della home page? Sarà anche un bel trucchetto per attirare l’attenzione, ma ormai l’hanno capito tutti. Già lo usano in tanti ed è diventato fastidioso. Per distinguersi dalla massa, Saturno dovrebbe inventare qualcosa di nuovo.

Atena: gliene parlerò e vedrò di convincerlo a non strafare con i titoli delle sue opere. Comunque queste sono piccolezze che si possono facilmente sistemare, Invece, il vero problema che mi assilla è che, in questi giorni, si sono visti autori nuovi che non sono affatto male, anzi qualcuno è molto ma molto valido. Varrebbe la pena di tenerli d’occhio e, inter nos, decidere se farli entrare nel gruppo o lasciarli nell’anonimato in cui hanno vissuto fino a ora…

Eros: prima di cooptarli occorre capire se sono in grado di assoggettarsi alle regole del gruppo, non ti pare?

Atena: ovvio. Ogni volta che all’orizzonte compare qualcuno che sa scrivere ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, allentiamo le difese e poi capita quello che è successo con F. A momenti riusciva a farti cancellare dal Sito per qualche tua frase parecchio incauta…

Eros: è cosa vecchia ormai! F l’abbiamo emarginato a dovere non commentandolo mai e adesso se ne sta buono buono nella miseria di poche letture e degli scarsissimi commenti che riceve. Ci vuole ben altro per distruggere la mia popolarità e il mio carisma… ahahahah

Atena: a rompere i coglioni non c’è solo F, ma c’è G, c’è P, ci sono Y, C, E, S. È tutta gente che sta diventando pericolosa…

Eros: che palle, Atena, mica mi starai diventando paranoica? G è un autore decisamente in gamba, è spiritoso, ma sa stare al suo posto e non credo che abbia in mente di assaltare la nostra diligenza. P scrive benissimo nel taglio web a me tanto caro, ma dopo un primo momento di assidua presenza, per nostra fortuna, si è un po’ defilato. Y compare e scompare senza avvisare: è bravo come scrittore di storie lunghe, ma non mi preoccupa, mi considera suo padre putativo… eheheheh…

Atena: niente da dire su C e gli altri due?

Eros: C propone ottime poesie, poesie che non nascono dalla sera alla mattina come la maggior parte di quelle che si leggono sul Sito, ma sembrano il frutto di una vena poetica autentica e, purtroppo per noi, inesauribile. Lei ha un seguito che cresce ogni giorno di più…

Atena: è questo che mi preoccupa, C sta diventando una spina nel nostro fianco. Certi giorni ci supera nelle preferenze! Per fortuna è intervenuta quella misteriosa voce di Dio che ha pesantemente criticato il suo elevato numero di letture a fronte dei commenti non molto numerosi che riceve!

Eros: beh, quella della voce di Dio è stata un’azione sporca, ma, sebbene ci abbia favorito, non ne sarei troppo felice, abbiamo rischiato che venisse associata al nostro gruppo, anche se nessuno di noi c’entra in quella che io reputo nient’altro che la sciocca iniziativa di un burlone informatico.

Atena: Parlami di E…

Eros: E è un tipo solitario, umorale e scorbutico, ma fondamentalmente è una persona corretta. Come tutti noi è vanitoso, ma non ha la nostra stessa propensione a prevalere sempre e comunque sugli altri. Ha un seguito limitato di lettori ma, buon per lui, è costante nel tempo. Tutto sommato le sue poesie, presenti ogni giorno in home page, spiccano ma non tanto da offuscare il nostro glamour. Tu, a ben vedere, lo batti di gran lunga ogni volta.

Atena: rimane S. Non mi dire che nemmeno lui è pericoloso! A mio avviso sarebbe da cooptare nel nostro gruppo. Questo lo suggerisce l’antica regola della diplomazia di guerra: quando un nemico non puoi vincerlo, cerca di allearti con lui… S è uno scrittore troppo bravo ed è il miglior commentatore sulla piazza, non ci conviene averlo ostile al gruppo!

Eros: non ci è per niente ostile, credimi. Non fa parte del coro degli adulanti, inoltre non ci commenta ogni volta che pubblichiamo ma questo, in un certo senso, ci favorisce. Sfata la leggenda messa in giro da F che siamo un’affiatata cricca mafiosa…

Atena: cazzo dici, Eros! Noi siamo persone per bene!

Eros: ahahahah, certo che sì! Noi siamo unicamente un gruppo di amici che si vuole bene…

Atena: infatti. Lo ha scritto in un blog anche la direzione del Sito, l’altro giorno. Comunque non prendere sottogamba le persone che ti ho nominato, il pericolo di perdere il predominio della home page c’è, eccome se c’è! Se non ci fossi io a tenere il gruppo in campana, chissà che fine del piffero faremmo!

Eros: di questo te ne siamo tutti grati e ricambiamo con piacere i tuoi sforzi per farci stare sempre sulla cresta dell’onda.

Atena: e ci resteremo a lungo perché chi ci segue e ci commenta sempre, sa benissimo che un atto di omaggio alle nostre opere dona visibilità e così un tantino ci guadagnano pure loro. Stare dalla parte dei più forti ha i suoi vantaggi. Lo sanno anche i bambini…

Eros: già! È proprio questo il ruolo dei commentatori di complemento… ahahahahah

Atena: ma dai, Eros, piantala di mettere tutto sul ridere! Dobbiamo a loro il nostro successo, anche se poi tocca a noi amministrarlo con intelligenza. Il che significa che dobbiamo sempre tenere gli occhi ben aperti su ciò che succede nella home page. Indiscutibilmente siamo bravi, ma proprio per questo siamo più soggetti degli altri all’invidia per il successo e il seguito che abbiamo conquistato. Se ci distraiamo, rischiamo che degli outsider ci rubino parte della nostra audience e questo non possiamo permetterlo a nessuno…

Eros: ma sì, di questo ne abbiamo già parlato mille volte, non c’era bisogno di svegliarmi prima dell’alba per dirmi cose di cui siamo tutti ben consapevoli.

Atena: repetita iuvant, visto che a volte ti dimentichi i doveri sacrosanti dell’affinità elettiva che ci lega…

Eros: non capisco questa tua osservazione, spiegati meglio.

Atena: mi riferisco al fatto che ultimamente tu e Saturno risultate sempre in testa nelle preferenze, mentre io e Vulcano dobbiamo accontentarci del terzo e quarto posto…

Eros: beh, sincerità per sincerità, tu e Vulcano, recentemente avete presentato opere un po’ deboli, è quindi difficile inventare commenti favorevolissimi, rischieremmo di smascherarci. Spesso, per aiutarvi, dobbiamo giocare di rimessa, parlando d’altro nei commenti e sfruttando la simpatia e la verve di Vulcano. Insomma dobbiamo sviare l’attenzione dal testo in versi o in prosa che voi due presentate…

Atena: che cazzo stai dicendo? Vuoi dire che le mie poesie non sono sempre sublimi?

Eros: non ti arrabbiare, Atena! Qui siamo in privato e posso dirti ciò che veramente penso delle tue poesie e dei tuoi racconti di quest’ultimo periodo.

Atena: forza spara!

Eros: ultimamente, ma solo ultimamente, trovo poco incisive le tue creazioni poetiche. Sembrano scritte con noia, quasi un compitino giornaliero che assolvi anche se l’ispirazione ha raschiato il fondo del barile. E i tuoi racconti, permettimi di dirtelo, sanno di affrettato, sono freddi. Non basta dare il tuo nome a un personaggio per creare emotività e curiosità in chi legge…

Atena: scusa se cerco d’invadere il campo in cui tu sei il Re Assoluto, (la voce è stridula, segno di estrema irritazione) ma in qualche modo devo pur fare vedere che anch’io so scrivere in prosa, che sono un’artista poliedrica, completa. La stessa cosa la fanno sia Saturno sia Vulcano. Cosa c’è di male se noi tre, qualche volta, calpestiamo il tuo praticello? Non vorrei dover mettere pesantemente in conto il tuo insistente riproporre vecchie storie già lette e rilette infinite volte… Questo è segno evidente che anche a te, ogni tanto, l’ispirazione latita! O sbaglio?

Eros: dai, Atena, non litighiamo fra di noi su questi particolari insignificanti. Oltretutto non mi hai ancora detto perché mi hai svegliato a quest’ora del cazzo!

Atena: sei tu che mi fai perdere il filo del discorso con sciocche argomentazioni sulle mie ultime opere. Comunque le mie poesie sono sempre migliori di quelle di C e di tante altre fantomatiche poetesse che cercano di scalzare la mia posizione preminente. Posizione guadagnata col sacrosanto sudore della fronte e con la mia determinazione a essere sempre la migliore in tutto. Le mie non sono chiacchiere, ma fatti dimostrabili!

Eros: stai di nuovo perdendo il filo…

Atena: e che cazz, Eros! Vabbé, ti ho telefonato per dirti di controllare la home page verso le dieci di questa mattina, quando sarai sveglio e operativo. Se vedi che le letture e i commenti alla poesia che pubblico oggi sono bassi, dai uno squillo a Vulcano, a Saturno e METTI IN MOTO LE SECONDE SCHIERE. CAPITO? Dopo i primi dieci commenti, la curiosità degli utenti in linea completerà, come sempre, l’opera. Questa volta voglio vincere io le preferenze della giornata, altrimenti m’incazzo. Questo non è un invito, ma un ordine preciso di scuderia da non prendere sotto gamba. Siamo intesi?

Eros: ai tuoi comandi, Atena! Sarà fatto come desideri. Ci pensiamo noi come al solito… No anzi, meglio del solito, questa volta!

Atena: grazie, bel ragazzo. Sapevo che potevo contare sulla collaborazione del gruppo. L’affinità elettiva che ci unisce non sono mica cazzi! Un bacio, tesoro.

Eros: ricambio con immutato affetto, mia grande e splendida amica.

***

Atena riaggancia il telefono, il suo bel viso è illuminato da un ampio sorriso mentre si guarda in giro a cercare la giacca. Dopo averla trovata e indossata, con una mano si dà una veloce assestata ai capelli davanti allo specchio del salotto ed esce di scena. Eros rimane qualche istante pensieroso, scuote la testa alzando gli occhi al cielo, infine si mette supino e si riaddormenta.

Contemporaneamente cala il sipario e scrosciano gli applausi degli addetti ai lavori. L’ultima recita di prova è andata benissimo. Perfetti sia la dizione sia il ritmo dei dialoghi. Gli attori sono pronti per andare in scena per la prima rappresentazione della sit-com davanti a un pubblico pagante.

P.S.

Personaggi, riferimenti e supposizioni, sono del tutto immaginari. La sit-com nasce dalla fantasia irrispettosa delle regole del buon vivere, caratteristica peculiare dell’autore.

Fine

Crediti: Il quadro Affinità elettive è di E. Iannoni