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Ai miei tempi, parlo di quasi mezzo secolo fa, trovare lavoro per un giovane era sicuramente più facile. Non c’era stato bisogno di inventare l’odierno Jobs Act per facilitare la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato. I problemi, però, nascevano una volta entrati nel mondo del lavoro.

Forse non tutti sanno che, prima di intraprendere sul campo la mia attività di ingegnere elettronico, partecipai a un corso di formazione a Borgolombardo, promosso dalla società che mi aveva assunto insieme a una ventina di colleghi che arrivavano da ogni parte d’Italia. Il corso serviva per darci gli strumenti e le informazioni necessarie e sufficienti per aggredire il nascente mercato informatico dove l’IBM già la faceva da padrona. Tutto perfetto, dunque, senonché fra i tanti ottimi insegnanti che ci seguivano un bel giorno se ne presentò uno che aveva molte doti ma certamente non possedeva il dono della chiarezza di esposizione. Un nerd ante-litteram, cioè un tipo molto simile al signore qui sotto:

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Un collega, neo assunto come me, aveva con sé un registratore e si prese la briga di memorizzare una sua lezione. Quanto segue è la copia dattiloscritta fedelissima di quella registrazione.

Buon divertimento.

Nicola

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Programmazione della produzione con il computer

“Programmare la produzione col computer può sembrare complicato, ma, come vedremo, non è poi così difficile… anzi, dico di più, molto spesso qualsiasi ragazzina, in 10 minuti, è in grado di farla”.

Questo fu l’incipit tranquillizzante. Non sapevamo, ahimè, quello che ci aspettava nel prosieguo della lezione. Il prof si tolse la giacca, si tirò su le maniche della camicia, si portò nei pressi della lavagna portablocco da conferenza, e prese a disegnare dicendo:

“Ci sono dei mobili, ci sono dei cassetti: 1° cassetto, 2° cassetto, 3° cassetto, 4° cassetto, 5° cassetto, estraggo la scheda rossa dalle 30.000 così non si consumano. Si prendono poi i pacchi di schede a mano perché la manina in certi casi è più efficace del calcolatore. Quindi con questo sistema si sa subito ciò che si vuole, ma non si può andare oltre perché non si fa più in tempo in quanto certe cose ci servono il 1° mese, certe altre il 2° mese, certe altre ancora il 3° mese e, al limite, si potrebbe proseguire fino all’infinito senza però risolvere il problema di fondo.
È semplice, no?

Produzione3

Però adesso vogliamo affinare il discorso dividendo il pacco di schede nei 3 mesi A, B, C secondo il codice materiale 1°, 2°, 3° e secondo un altro codice supplementare che per il momento non ci interessa, così facendo possiamo mettere in evidenza ciò che vogliamo. Ma può darsi che sia così e può darsi che non sia così in maniera continua, oppure l’andamento non è continuo, può essere così o così.
Ora, con questa spiegazione supplementare, il concetto dovrebbe essere chiarito.
In altre parole, io volevo dire che questi risultati sono un problema di volumi e di tempi.
Ora ci chiediamo: che incidenza c’è di fronte a questo problema? Non si può dire che un mese vale l’altro, però, mediamente si compensano.
Con questo abbiamo definitivamente chiarito il concetto.

Guardate che siamo sempre alle solite e la semplificazione che abbiamo fatto è servita unicamente per portare avanti il discorso, se no si chiudeva tutto, perché se uno vuol costruire automobili non è che costruisca automobili ma costruisce i pezzi con i quali poi costruisce le automobili.
Era una semplificazione necessaria e fittizia che, però, ora va ancora migliorata costruendo una curva e basandosi sul passato, così riusciamo finalmente a sfruttare appieno i dati del problema.
Ogni volta, come ogni giorno, ci si potrà ritrovare nel disordine perché certi elementi esistono e cerchiamo di sfruttarli, ma non possiamo fare molto di più, perciò useremo la fase n e la fase n-1, ma questo non lo posso sapere a priori perché non sempre è così.
È chiaro però che nella programmazione a monte, la prima programmazione è quasi sempre l’ultima da considerare ma è la prima da eseguire.
È impossibile non capire.

Se ci riuscisse, ma è palese che non sempre riesce, potremmo migliorare ulteriormente l’analisi e invece di vedere la programmazione a monte, a mano a mano, si prendono dei provvedimenti sulla programmazione a valle, infatti può darsi che l’omino in fabbrica abbia sbagliato a procedere.
Purtroppo non posso partire da 3 mesi fa, la lavorazione sarà tutt’altra cosa, da destra verso sinistra, mentre noi ovviamente la considereremo da sinistra verso destra per avere una visione del problema più aderente alla realtà. Questa ipotesi, a dire la verità, non è molto facile da realizzare e non è detto che dando la precedenza al problema più lungo, la programmazione sia più facilmente realizzabile, in quanto uno non saprà mai con che cosa ha a che fare.
L’esempio che segue chiarirà i punti che sono rimasti ancora oscuri.
Supponiamo che questa sia l’ora 7083, perché 1000 nella nostra impostazione è 999 e bisogna anche stare attenti all’anno e distinguerlo bene in modo da non confondere il 2° giorno del 1° quadriennio con il 1° giorno del 2° quadriennio, altrimenti si mette automaticamente 1000.
Questo per dire come, alle volte, si è alla caccia disperata della soluzione ottimale, però non bisogna mettersi nella condizione di chi usa contemporaneamente bretelle e cintura.
Cambiamo FLIP (foglio).

Produzione2

A volte si lavora a giorni, a volte si lavora a settimane, a volte si lavora a decadi, a volte si lavora a mesi, però l’elaborazione più semplice non è quella che prende in considerazione l’anno ma è quella che considera il minuto perché guardate che, e da questo non ci si scappa, a meno di evenienze imprevedibili, con l’infinito noi non avremo mai niente a che fare. E poi non è detto che stringendo la base si migliora di molto perché c’è anche il rovescio della medaglia, ma noi ne facciamo a meno.
Si tratta solo di ragionare, il giorno può essere contenuto nella settimana, ma se io ho una operazione che dura 6 giorni, dovrò spaccarla in 5 tronconi collegando l’ultimo troncone con il primo e così di seguito fino a che avrò ottenuto un pezzo, poi continuo con gli altri pezzi.
Ma ora vediamo meglio.
Cominciamo a configurare la produzione, dato che prima, a monte di questa fase, non si configurava affatto. Ma conviene fare un salto in avanti, poi ritorneremo indietro in quanto si potrebbe fare confusione, ma a noi ora non conviene…

Vedo purtroppo che si è fatto tardi, completeremo il discorso nella prossima lezione.”

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Adesso potete capire perché i miei inizi in campo lavorativo furono piuttosto difficili… A bocca aperta

Nicola

Crediti: il testo dattiloscritto è di proprietà di un ex collega del famoso corso di cui si è detto all’inizio del post. Le immagini le ho prelevate da Internet, presupponendole prive di copyright. In caso contrario sono disponibile a citare i nomi degli autori.