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Per quei pochi amici che non conoscono il latino e, per introdurvi subito nell’esprit lieve del post odierno, questa potrebbe essere la traduzione del titolo: Tota erras via = Non ne imbrocchi mai una.

Per evitare equivoci, la persona che non ne ha mai azzeccata una in vita sua sono io. Vogliamo brevemente approfondire questo discorso?

A detta di molti ero nato con il numero necessario e (forse) sufficiente di neuroni per poter studiare e riuscire facilmente a laurearmi nei dovuti tempi. Ma qual è stata la facoltà universitaria che scelsi alla fine del liceo scientifico? Optai per Ingegneria Elettronica, cioè una branchia scientifica, quando in realtà io amavo tantissimo leggere e scrivere, dal momento che, più che divertirmi con i numeri, la mia mente viaggiava spesso e volentieri nel variegato mondo della fantasia.

Errare Umanum Est

Dopo una lunga, onesta, quanto anonima carriera in un mondo lavorativo dove è  importante saper usare più le mani che il cervello (o al più, dove il cervello è usato in massima parte per guidare le mani e le gambe), una volta entrato in pensione, ho creduto di potermi finalmente dedicare, anima e corpo, a quella che supponevo fosse la mia vera attitudine, cioè affrontare con gioia e intima soddisfazione il mondo letterario. Per mia libera scelta ho speso un certo numero di anni della terza età scrivendo libri che avrebbero dovuto regalarmi – in vecchiaia – quella fama che mi era stata negata in gioventù per colpa di un’errata valutazione delle mie effettive capacità mentali.

Niente di più sbagliato.

La tanto agognata fama letteraria non è arrivata, così, dopo alcune cocenti delusioni, ho scoperto che, in realtà, avevo avuto maggiori soddisfazioni a praticare l’ingegneria piuttosto che passando le mie senili giornate a scrivere libri che, pur avendo un certo intrinseco valore, ben pochi avrebbero mai letto. Ciò significa che, ancora una volta, non ne avevo imbroccato una, pur conoscendo a memoria le geniali dritte di quest’antico volume che troneggia nella mia biblioteca:

Infallibilità

Un altro grosso errore della mia vita è stato l’avere creduto (e sostenuto) di essere un fine psicologo, cioè un uomo in grado di capire immediatamente la personalità della gente con cui entravo in contatto e di intuirne, in anticipo, mosse e contromosse. In realtà quelle persone agivano in un modo  – quasi sempre – diverso da come avevo supposto io.

Cioè anche in questo caso ho sbagliato tutto.

Alla mia età, non essendo possibile tornare indietro, è arrivato il momento di dare un’ultima chance a me stesso. Dal 2016 in poi intendo passare il tempo che mi resta godendomi la vita senza pensare più in grande, affrontando in allegria qualsiasi iniziativa che la mia feconda mente voglia, da oggi in poi, escogitare. Sbagliato o giusto, sciocco o intelligente ciò che farò in futuro, da parte mia non ci saranno recriminazioni o pentimenti. Ci riuscirò a comportarmi con così tanta libertà di pensiero?

Beh, comunque provarci non costa nulla.

Termino questo mio pistolotto d’inizio d’anno raccontandovi cosa è successo mentre festeggiavo con amici di vecchia data l’arrivo del 2016: ai primi fragorosi petardi scoppiati allo scoccare della mezzanotte, il cane di una mia simpatica ospite ha fatto un’enorme cacca nell’ingresso del mio appartamento.

Quanto è accaduto significa che nel 2016 avrò grande fortuna o, al contrario, sarà un anno di m… ?

Visto che finora sono stato uno che tota erras via… non mi azzardo a fare previsioni. Vada come vada, vi chiedo una gentilezza:

Non dare consigli1

A spingermi a questo importante cambio di vita è stato un fantastico pensiero di Confucio: “Quando incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere in grado di fare tutto, non potrai sbagliare: costui è un imbecille.”  Sorriso A bocca aperta Occhiolino

Buon e allegro 2016 a tutti!

Nicola