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Della serie: gli scrittori di oggi supereranno i grandi del passato? – 3

Stroncatura

(Autore ignoto)

“No, Nicola!  Il tuo post di lunedì scorso era superbo fino al penultimo capoverso (credo) quando con due paroline riferite a te e alla tua gloria hai, secondo me, buttato tutto nel pattume (perdona, è una metafora troppo forte: diciamo che hai ammaccato il parafango dell’automobile con la quale porti a spasso i tuoi lettori). Se non avessi messo quelle due parole di specificazione (che potevano essere eliminate senza danno al testo e al senso generale) avresti raggiunto il top ma, sempre a mio scemo parere, sei un po’ precipitato: di fatto non è del tutto assurdo perché sei un essere umano, come me. Ma sinceramente ne sono rimasto turbato. E se ti dico queste cose è solo perché tu, se lo desideri, possa riflettere su una mia sensazione (che è mia e non di tutti).”

Riporto testualmente parte di una mail di un caro amico che – viva la sincerità – ha voluto dire in privato la sua sul mio ultimo post, quello in cui mi vantavo di una piccola (piccolissima) gratificazione che avevo ricevuto qualche settimana fa  da parte di un sito web letterario emergente. Di primo acchito quel suo giudizio tranciante mi aveva ferito profondamente ed ero stato sul punto di rispondergli per le rime, rischiando così di rompere un’amicizia che ci lega da anni.

Cazzarola, avevo pensato, quasi tutti i miei post sono all’insegna di una garbata (e spero spiritosa) presa in giro di me stesso e della mia attività di scrittore da quattro soldi e l’unica volta – sottolineo unica volta – che scrivo una frasetta in cui mostro la mia gioia per un modesto riconoscimento ottenuto da un mio racconto – ecco che vengo tacciato di sciocca vanagloria proprio da una persona che mi conosce bene e che sa che ormai da tempo ho abbandonato ogni velleità di gridare al mondo il valore letterario dei miei scritti.

Per fortuna ho contato fino a dieci, anzi fino a mille, e ho evitato di rispondergli con pari aggressività, rivendicando il mio passato e il mio presente per ricordagli che la mia serenità attuale nasce proprio dalla consapevolezza che avere successo oggi scrivendo dei libri è come vincere al superenalotto, cioè è praticamente impossibile. Questo, lui e io, ce lo siamo detto e scritto più volte: perciò il fatto che la settimana scorsa io abbia voluto condividere con chi segue il mio blog un raccontino di cui vado abbastanza fiero, era e voleva essere un peccatuccio veniale e non una manifestazione imperdonabile di vanità.

Ripensando a quanto è successo durante la settimana che si è appena conclusa, devo ammettere che aveva ragione il mio amico a dire che non dovevo lodarmi e che avrei fatto meglio a ricordare il famoso proverbio che afferma “chi si loda s’imbroda”… Anzi, visto che sono in vena di citazioni, avrei dovuto rammentare la famosa poesia “Il cinque maggio”  in cui l’esimio Manzoni si chiedeva, pensando alla morte del grande Napoleone, “Fu vera la gloria la sua?” e rimandare il giudizio ai posteri.

Nel mio caso specifico non c’è bisogno di scomodare nessun critico di oggi o di domani per sapere se avrò successo in futuro:  basta guardare le statistiche settimanali del mio blog per capire che aveva ragione il mio asprigno censore a dire che avrei fatto meglio a non sbrodolarmi addosso. I freddi numeri, infatti, raccontano verità incontrovertibili:

Numero di click (letture) ricevuti dal mio post di lunedì scorso = 200  Sorriso

Numero degli ascolti del brano sonoro Bisce d’acqua da me consigliato = 10 In lacrime

Volendo fare un parallelo fra i risultati del mio ultimo post e l’attuale situazione politica italiana, con un pizzico di amarezza mi accorgo che 8 milioni e mezzo di persone sono stati incollati davanti alla TV tre ore e passa per assistere ai battibecchi fra Santoro, Travaglio e Berlusconi, mentre solo 10 volenterosi lettori, nel giro di una settimana, hanno trovato otto minuti e mezzo per ascoltare un brano letterario di mia produzione.

Questo, dunque, è il mio attuale appeal di scrittore… cioè sono anni luce lontano dal superare i grandi autori del passato.

Comunque non demordo, continuo serenamente a scribacchiare e non mi piango addosso davanti a critiche a volte feroci, anzi trovo che le statistiche del mio blog possano fornire lo spunto per farsi una bella risata con un’adeguata freddura tratta dalla Settimana Enigmistica:

Cave Canem

Alla prossima settimana!

Nicola