Sabato 5 Settembre 2015, Puno.

Lasciamo l’albergo Josè Antonio alle ore 7, carichiamo le valige sul pulmino e siamo pronti ad affrontare una nuova giornata di trasferimento, alla fine della quale arriveremo nella Valle Sacra, dopo avere percorso – con varie e strategiche soste – circa 380 km. La guida, per sedare qualche borbottio del gruppo, decisamente stanco di passare così tante ore in viaggio, ci avverte che non sarà un giorno noioso perché vedremo molte cose interessanti, tutte legate alla storia antica del Perù: insomma dobbiamo cancellare la stanchezza perché sta per iniziare una full immersion nei luoghi dove la civiltà degli Inca è nata e si è sviluppata, creando opere d’arte e costruzioni strategiche che, ancora oggi, destano meraviglia per imponenza e tecnica costruttiva.

Durante la notte deve avere piovuto parecchio perché, quando riattraversiamo Juliaca, le strade sterrate della periferia di questa cittadina di 300.000 abitanti sono terribili da percorrere a causa dei lavori di sistemazione di un selciato costellato da enormi buche colme d’acqua che il nostro pulmino e tutte le altre auto in coda cercano, nei limiti del possibile, di evitare guidando a zig zag. Fortunatamente, usciti da Juliaca, la strada è di nuovo asfaltata bene e le nostre budella sottosopra possono riassestarsi  e ci permettono di apprezzare, al riapparire del sole, il panorama che ci circonda. Al momento ci troviamo sulla Interoceanica e, per notevoli tratti, costeggiamo la ferrovia che unisce Puno a Cusco:

Treno Puno-Cusco

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Il primo paese in cui ci fermiamo è Pucarà, noto per una curiosa tradizione legata ai tori portafortuna (toritos) in ceramica di produzione locale, spesso visibili sui tetti delle case, e per un museo (Museo Litico) dove sono esposti alcuni monoliti polimorfi ritrovati in un sito archeologico preincaico a due passi dal paese:

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Puma trasformato in serpente

Puma trasformato in serpente

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Sacerdoti divoratori di bambini

I torelli di Pucarà vengono venduti a coppie per una ragione precisa: quando un uomo e una donna si uniscono in matrimonio, i genitori della sposa come augurio di buona riuscita del nuovo ménage, regalano al genero un torello e lo stesso fanno i genitori dello sposo alla nuora. Questi due torelli in ceramica vengono poi fissati sul tetto della casa dove i due novelli sposi andranno a vivere. Tutti noi del gruppo, ovviamente abbiamo acquistato sulle bancarelle una coppia di toritos… anche se siamo sposi parecchio maturi:

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Dopo aver percorso un centinaio di km. arriviamo a Abra la Raya (4338 m.s.l.m): qui troviamo un mercatino attrezzato dove infreddoliti artigiani vendono i loro articoli:

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Poco distante da Abra termina la regione di Puno e inizia quella di Cusco, centro nevralgico della civiltà Inca. Durante questo tratto di strada incontriamo diversi paesi (Marangani, Sicuani e altri) che meriterebbero di essere visitati ma il programma della giornata non ce lo permette. E’ ormai ora di pranzo, infatti la guida, come da istruzioni, ci porta in una verdeggiante area, spuntata dal nulla, dove c’è un ristorante di tutto rispetto, attrezzato per ricevere gruppi di turisti e dove è imbandito un ottimo buffet con una grande varietà di cibi:

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Per la seconda volta da quando sono in Perù riesco a mangiare come si deve, scegliendo da solo le varie portate nella quantità giusta per non appesantirmi troppo dato che siamo circa a metà del trasferimento e ci sono mille altre cose da vedere.

Dopo un’ora di sosta saliamo di nuovo sul pulmino per recarci a Raqchi, un importante sito archeologico inca che vale davvero la pena di visitare e fotografare. Come prevedibile, anche qui c’è un esteso mercato di prodotti artigianali, preso d’assalto dalle nostre signore ben disposte a fare acquisti.

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Mentre gironzolo fra le varie bancarelle, noto un gruppo di studenti delle scuole medie che parlottano fra loro guardando nella mia direzione e poi una ragazzina viene verso di me e, in un inglese parlato con inflessioni spagnole, mi chiede se voglio essere intervistato per una ricerca che devono fare come compito:

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Mi assoggetto volentieri all’interrogatorio, in verità molto elementare, alla fine del quale ci fotografiamo a vicenda in ricordo del simpatico incontro. Mentre parlavo con i ragazzi, senza che me ne accorgessi, un artista di strada mi ha fatto una caricatura, costringendomi in maniera abbastanza pressante ad acquistarla per la modica somma di 10 soles, poco più di due euro e trenta centesimi:

NicPerùM

Superato il mercato ci dirigiamo a piedi verso il parco archeologico in cui giganteggiano le rovine del tempio inca  Wiracocha che oggi assomiglia a un imponente acquedotto romano, senza in realtà esserlo:

Raqchi - Tempio Wiracocha 

In passato questo tempio era protetto da un tetto sostenuto da 22 colonne circolari fatte da blocchi di pietra di cui si vedono ancora le tracce a destra nella foto. Di fianco si trovano i resti di molte case e di edifici circolari  adibiti a magazzino di derrate alimentari (qolqas):

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Molto intelligentemente gli inca avevano distribuito in varie località strategiche del loro territorio questi speciali magazzini dove venivano conservate derrate da usare in tempo di carestie o per sfamare gli eserciti che passavano di lì.

Come si vede dalle foto precedenti, il cielo non promette nulla di buono, così ci rimettiamo in viaggio sperando che la pioggia non ci rovini le ultime visite che dobbiamo fare prima di arrivare a Cusco, tappa finale della giornata. Siamo fortunati, infatti quando arriviamo a Urcos per fare una breve sosta tecnica il sole è tornato a splendere:

Urcos Plaza1

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Nella foto non si  vede bene, ma in cima alla collina c’è una statua del Cristo Blanco, statua che vedremo anche in altri luoghi:

Urcos Cristo blanco

Nella Plaza de Armas c’è una bella chiesa:

Urcos Chiesa

Un monumento ricorda le lotte degli inca contro i conquistatori spagnoli:

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Un simpatico cartellone ricorda a tutti gli uomini di rispettare le donne e di non considerarle un puro oggetto di arredamento della casa:

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Ci rimettiamo in cammino e, dopo appena sette chilometri, arriviamo a Andahuaylillas (da non confondere con Andahuaylas, a ovest di Cusco) una bella località a sud-est di Cusco, abitata da 3000 anime:

Andahuaylas_panoramic_view

Andahuaylas_Central_Plaza

Andahuaylas_Central_Plaza_Statue

Andahuaylas_taxi

A Andahuaylillas c’è la splendida Chiesa di San Pedro, considerata la Cappella Sistina d’America:

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Purtroppo all’interno della chiesa non è possibile fotografare e anche su Internet non esistono immagini decenti da farvi vedere. Costruita dai gesuiti nel XVII secolo, la chiesa ospita molte sculture e numerosi quadri fra i quali una notevole tela dell’Immacolata Concezione di Esteban Murillo. Le decorazioni barocche sono di grande impatto visivo. Di fianco al sagrato c’è un famoso albero fiorito che, se non ricordo male, è stato piantato all’epoca della costruzione della chiesa:

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A questo punto non manca molto alla Valle Sacra per concludere la giornata. Risaliamo sul pulmino e facciamo quest’ultimo tratto di strada sapendo che presto potremo riposare in albergo per prepararci ai nostri due ultimi importantissimi giorni in Perù. Qualcosa però sembra andare storto, infatti lasciamo la via asfaltata e ci immergiamo in una campagna desolata e polverosa dove, a parte qualche cane randagio, non si vedono anime vive. La strada sterrata è piena di buche che fanno sobbalzare in modo esagerato sia il nostro mezzo che noi stessi. Le poche case che incontriamo sono le classiche e fatiscenti casupole a un solo piano che abbiamo visto in tutte le periferie delle città peruviane. Ovvio che il pensiero che attanaglia le menti dell’intrepido gruppo è: dove diavolo ci stanno portando?

Forse abbiamo sbagliato direzione, infatti al primo contadino che incontriamo l’autista si ferma per chiedere informazioni, ottenendo una risposta in una lingua che nessuno di noi capisce… Purtroppo la strada è proprio questa, perché al primo slargo possibile non torniamo indietro ma proseguiamo ancora verso il nulla. Dopo una mezz’ora di questa sofferenza e con lo stomaco ormai in gola arriviamo a un’alta recinzione in muratura a cui si accede tramite un imponente cancello che ci viene aperto suonando diversi colpi di clacson. Ciò che ci appare è un paradiso davvero impensabile in quella zona desolata che abbiamo appena attraversato:

Hotel La Hacienda del Valle

Hotel La Hacienda del Valle1

Hotel La Hacienda del Valle2

Hotel La Hacienda del Valle4

Il nome dell’albergo è La Hacienda del Valle ed è situato nella località di Yanahuara a 20 minuti dal centro di Urubamba, un paese bagnato dal fiume sacro che ha il suo stesso nome. In quest’albergo a quattro stelle dormiremo due notti.

Urubamba

Chi desidera approfondire questa parte del viaggio può cliccare sull’immagine che segue:

1024px-Alpaca_headshot

Arrivederci alla prossima puntata.

Nicola

Crediti: Foto originali di proprietà di Barbara e Sergio, Giorgio e Chicca. Alcune immagini di repertorio le ho scaricate da Internet. Il filmato è stato girato da me.

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Le tappe sono sempre serratissime, stupisce che siate riusciti a vedere così tanto e a fare anche un po’ di shopping 🙂 dovresti dedicare un post agli acquisti della tua dolce metà, sono curiosa! Ps. La caricatura non è poi così male, se non altro è davvero economica. Buona giornata

    • Nicola Losito ha detto:

      Se non ricordo male, il Perù è grande quattro volte l’Italia e noi dovevamo visitare le località più importanti, dunque siamo stati sempre in movimento in tutti i giorni previsti dal tour. Per quanto riguarda i mercati, ce n’erano in ogni luogo in cui ci siamo fermati, alcuni piccoli, altri molto estesi e importanti. Qualche simpatico oggetto è stato acquistato in ogni mercato… perché costavano decisamente poco. Qualche esempio: dei copricapo, cuscini, tovagliette, guanti, statuine per il presepio, ciondoli vari, una coppia di torelli (toritos), alcune tazze da colazione, copertine per bambini o da incorniciare, eccetera.
      La caricatura, accidentaccio, ha evidenziato soprattutto l’importanza del mio naso… 😀
      Buona settimana.
      Nicola

  2. Che viaggio fantástico!!! Pura invidia, la mia.

  3. tramedipensieri ha detto:

    Quel cartello che richiama all’ordine diciamo…é stupendo! Dovrebbero copiare questa utilissima,usanza!!
    La caricatura é simpaticissima…chissà che ne pensa Betta 🙂🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Quel cartello esposto in Perù mi ha fatto sorridere un po’: pare sia un monito diretto soprattutto ai mariti/uomini peruviani. Da quel che ho potuto osservare con i miei occhi, la donna peruviana lavora molto più dell’uomo ed è utilizzata anche in incombenze che dovrebbero essere specifiche degli uomini (tipo il lavoro nei campi).
      Betta si è molto arrabbiata: il suo papà è troppo bellissimo e non assomiglia per niente a quella caricatura… 😀 😀
      Un caro saluto .marta
      Nicola

  4. giselzitrone ha detto:

    Wunderschöne Fotos wünsche einen schönen Donnerstag liebe Grüße von mir Gislinde

  5. passoinindia ha detto:

    posti bellissimi. Anche la tua caricatura, davvero somigliante!

  6. Caro Nicola, bella la tua caricatura.

    Del resto che dire!

    Viaggio meraviglioso quello che ci stai facendo fare al tuo seguito, ma mi mancano un po’ i tuoi resoconti culinari a cui mi avevi abituato raccontando del tuo viaggio in Cina.

    Beh, potresti dedicarci un post esclusivo alla cucina peruviana. Che dici?

    By the way, il prossimo viaggio dove lo organizzi?

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie, caro Federico. Nel viaggio in Perù ho parlato poco di cucina e di piatti tipici, perché – lo confesso – solo un paio di volte nell’intero tour, ho mangiato qualcosa di memorabile e le ho citate nelle varie puntate.
      L’errore, di sicuro, è stato quello di avere scelto dall’Italia di pagare in anticipo e prendere i pasti principali sempre in albergo. Nessun albergo, per la cifra che l’agenzia passava a loro, ci ha mai fornito qualcosa di eccezionale. Sempre le solite cose, pollo o pesce, le classiche verdure lesse, dolci molto banali. Con la cifra da noi pagata in anticipo in Italia (25 euro a testa per ogni pasto) avremmo potuto mangiare da Dio in qualsiasi ristorante peruviano. Abbiamo saputo, infatti, che agli alberghi di questi 25 euro arrivavano meno di 10 euro!! e con questa cifra è difficile mangiare bene… 😀
      Per quanto riguarda il prossimo viaggio, senz’altro non andremo all’estero ma resteremo in Italia. Forse progetteremo un tour in terra siciliana.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  7. ventisqueras ha detto:

    sei un ottimo caricaturista, tipo eclettico, neh? mi sto divertendo e rilassando alle tue letture, grazie mille ne ho proprio bisogno
    per oggi ti saluto, ma poi torno a leggere quello che mi sono persa.

    • Nicola Losito ha detto:

      Complimenti davvero graditi i tuoi, sapendo che vengono da una penna che sa mescolare reportage avvincenti, poesie puntuali ed evocative, ricerche storiche in tutti i suoi interessantissimi post.
      Grazie e a presto.
      Nicola

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