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Mercoledì 9 Settembre 2015, Cusco

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Il nostro viaggio termina oggi, eccoci dunque nell’aeroporto di Cusco in attesa del volo interno per Lima. Siccome sono le 9.30 del mattino e l’aereo parte alle 11, tiro fuori dallo zaino la mia moleskine e butto giù le mie prime impressioni a caldo su questo breve ma intenso tour in Perù. Faccio sempre così per ingannare i lunghi tempi d’attesa a cui siamo assoggettati in aeroporto prima dell’effettiva partenza dei voli. Anni fa, come è noto, per espletare le pratiche aeroportuali bastava arrivare al check-in circa un’ora prima: adesso, per colpa del terrorismo internazionale, bisogna prevedere di trovarsi in aeroporto almeno tre ore prima.

Arrivati a Lima, ci aspetta un’altra sosta in aeroporto. Verso le 13 ci imbarchiamo per Madrid. Dopo una notte in volo, arrivati in Spagna, saliamo su un nuovo aereo che ci porta, sani e salvi, a Milano. Sono le 16 del giorno 10 Settembre 2015. Fine della storia.

Vi interessa sapere cosa ho scritto in attesa dei voli?

Ero molto stanco e confesso che la prima cosa che mi è venuta in mente da segnalare è stato un consiglio per chi intende progettare un tour in Perù: “Fatelo da giovani perché l’altitudine può dare grossi problemi e le visite ai luoghi più interessanti del paese sono molto faticose”. L’altitudine può creare difficoltà alla respirazione (occorre, quindi, camminare con passo lento durante le escursioni), insonnia, disappetenza, elevata minzione notturna e diurna. Nei luoghi più belli ci sono parecchi gradini da salire (Machu Picchu, Valle Sacra, per esempio) e quindi è necessario un certo allenamento preventivo. Infine, occorre scegliere bene il periodo dell’anno in cui andare in Perù perché in questo paese l’inverno è molto freddo e l’estate è parecchio piovosa. Settembre, e io posso confermarlo, sembra essere il mese ideale perché siamo alla fine dell’inverno e non fa più tanto freddo e al sole il caldo non è fastidioso. Durante i nostri dieci giorni di permanenza ha piovuto una sola volta e, per fortuna, lo ha fatto durante un trasferimento in pulmino. Praticamente non abbiamo dovuto rinunciare a nessuna visita, a parte una rapida occhiata al cimitero di Sillustani con le sue antiche torri funerarie, dove minacciava un grosso temporale che poi, in realtà, non c’è stato.

Oggi che trascrivo sul computer gli appunti stilati nei vari aeroporti, posso dire che ho esagerato nel sottolineare la fatica di questo viaggio. Nel nostro gruppo, infatti, c’era gente della mia età che non ha avuto alcun problema, quindi il discorso sulla gravità dell’impegno fisico è del tutto relativo: cioè ci sono “vecchietti” che girano il mondo e sono molto più pimpanti di alcuni “giovani leoni” di città. A bocca aperta

Cosa posso dire ancora del Perù?

A parte le indubbie bellezze paesaggistiche e le notevoli tracce di un passato a me sconosciuto, il Perù, pur essendo un paese con grandi ricchezze naturali (oro, argento, rame, carbone, petrolio eccetera) e una florida agricoltura, ci sono ancora grandi sperequazioni sociali nella popolazione. In altre parole la ricchezza non è equamente distribuita come succede anche in altri paesi dell’America del Sud. Basta vedere le periferie delle città: quasi tutte (fa eccezione Cusco e, in parte, Arequipa) sono fatiscenti, le strade sono sterrate e le case ben poco decorose.

Un fenomeno ricorrente nelle periferie è quello delle abitazioni a un solo piano con il tetto piatto da cui sporgono le predisposizioni metalliche di un secondo piano che, in realtà, non verrà quasi mai costruito ma che servono per pagare meno tasse in quanto è possibile dimostrare che la casa non è ancora finita. Inoltre parecchie di queste catapecchie sono abbandonate o crollate. Le tante costruzioni in muratura che si affacciano sulle grandi arterie asfaltate che attraversano il Perù sono protette da muretti: in qualche caso ci sono solo i muri di cinta e all’interno non c’è ancora costruito nulla.

Su questi muretti, e spesso anche sulle facciate laterali delle case, compaiono le pubblicità elettorali dei candidati alle varie elezioni provinciali, regionali e persino a quelle nazionali. Pubblicità di beni di consumo se ne vedono poche e sono, per lo più, all’interno delle grandi città.

Nei centri abitati ci sono pochissimi mendicanti in giro, qui anche i più poveri posseggono dei modesti manufatti da vendere ai turisti o ai passanti. In quasi tutti gli incroci ci sono piccoli e raffazzonati chioschi che vendono acqua, biscotti e altre specialità locali.

Nelle località turistiche più gettonate ci sono parecchie mamme con bimbo in groppa che vendono souvenir o cappelli o cuffie peruviane variopinte. Se non riescono a piazzare nulla, tutte si assoggettano a essere fotografate per la modica somma di un soles (circa 33 centesimi di euro). Altre, ovviamente donne di campagna, in assenza di bambini piccoli da mettere in bella mostra, portano con sé un lama, un alpaca o un agnellino, cioè animali tenerissimi che attirano di sicuro l’attenzione dei turisti. In molte località di campagna, o sulle isole, le persone (sia uomini sia donne) non vogliono essere fotografate perché credono che le foto rubino la loro anima.

Ogni città e anche i paesi più piccoli, hanno una Plaza de armas, cioè una bella e spaziosa piazza con giardino e una fontana o una statua al centro, tenuta ben pulita da una squadra di spazzini e controllata a vista da poliziotti per nulla aggressivi. In genere in questa piazza c’è anche la Cattedrale, cioè la chiesa più importante della località. Chi ha seguito le varie puntate del tour ha avuto la possibilità di vederne parecchie di piazze e di cattedrali e tutte di grande pregio.

Cosa mi è piaciuto di più in Perù?

Paesaggisticamente parlando, ho apprezzato molto il lago Titicaca e l’isola di Taquile con la sua straordinaria e organizzata comunità locale del tutto priva dei conforts del mondo moderno e, infine, mi è piaciuto il deserto sabbioso con le montagne da un lato e l’oceano dall’altro che abbiamo attraversato durante i trasferimenti in pulmino da una città all’altra del paese. Deliziosa, in particolare, la piccola oasi di Huacachina!

La città che mi ha colpito maggiormente è stata Cusco, la capitale storica dell’antico Perù. Qui mi sarebbe piaciuto rimanere qualche giorno in più per visitarla a fondo e fotografare, per non dimenticare, i tanti fantastici scorci che ho solo intravisto percorrendo di fretta la città. In ogni stradina di Cusco si respira la storia di un paese in cui le nuove costruzioni non hanno affatto cancellato le impronte della civiltà che volle che questa città, luogo sacro agli inca, rappresentasse degnamente il CENTRO di uno dei più estesi imperi dell’antichità.

Solo due parole sul cibo. Sapete già che non ho mangiato molto bene in Perù: c’era poca fantasia a tavola, la carne l’ho trovata un po’ dura o fibrosa e il pesce (che non amo) era l’unica scelta possibile se non si voleva il solito pollo e le verdure poco cotte di contorno. Di sicuro abbiamo sbagliato a pagare in anticipo all’agenzia di viaggio in Italia tutti i pranzi o le cene nei ristoranti degli alberghi che ci ospitavano di notte. Se avessimo mangiato alla carta in qualche trattoria segnalata dalle varie guide locali avremmo speso meno e mangiato molto meglio.

Terminano queste brevi note sul Perù invitandovi a dare un’occhiata all’ultimo filmato che è un collage delle più belle foto di Fauna e Gente (animali, uomini, donne, ma, soprattutto, bambini) del Perù scattate dagli amici che con me hanno visitato questo bellissimo paese.  Per farlo basta cliccare con il mouse sulla seguente immagine:

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Un sincero grazie a chi ha avuto la pazienza di seguire tutte le dodici puntate del reportage e un caloroso arrivederci a un prossimo viaggio!

Nicola

 

 

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Prima di iniziare vorrei dirvi che ogni mio pensiero, cuore e vicinanza va oggi alle vittime dell’ennesimo gesto terroristico perpetrato ieri con bestiale ferocia a Bruxelles.

Nicola

Martedì 8 Settembre, Cusco.

A Cusco, capitale storica della civiltà inca, si conclude il nostro tour in Perù. Oggi dobbiamo visitare diversi e importanti siti archeologici sulle colline che circondano la città e, infine, esplorare la città stessa. Non è un programma molto intenso e quindi ce la prendiamo comoda. Dopo un’abbondante colazione, usciamo dall’albergo alle nove in punto e ci dirigiamo in pulmino verso quel che rimane del più famoso tempio inca, il Coricancha, dedicato al culto del dio Sole:

Cori Cancha

a fianco e sopra queste rovine gli spagnoli hanno costruito il Convento di Santo Domingo:

Cusco_Coricancha_ConventoSanto Domingo

Si entra nel Convento da una piazzetta situata dalla parte opposta a quanto visibile nella foto sopra:

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Ci accoglie un bellissimo chiostro, cioè un ampio cortile con al centro una fontana ottagonale, attorniata da un porticato tutto decorato da grandi dipinti coloniali spagnoli raffiguranti la vita del Santo Domingo. In molti di questi quadri sono raffigurati cani che stringono una fiaccola tra i denti. Sono i cani da guardia di Dio, in latino domini cani, ovvero il nome dell’ordine religioso ispirato al santo cui è consacrato il convento.

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Qurikancha_01

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L’interno del convento conserva e custodisce le antiche tracce del Coricancha: possenti muri e alcune stanze che hanno resistito, contrariamente alla nuova costruzione, ai disastri provocati dai vari terremoti che nel tempo hanno colpito Cusco:

Dal terrazzo del convento si ha una bella vista della città:

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Usciti dal convento, saliamo sul pulmino e raggiungiamo una delle colline che circondano Cusco dove c’è l’importante sito archeologico inca Sacsayhuaman (falco soddisfatto) che copre un’area di 6 Km. quadrati a 3700 m.s.l.m. Si tratta dei resti di un’antica fortezza inca semidistrutta dagli spagnoli e le cui pietre vennero portate a Cusco per costruire palazzi e chiese:

Sacsayhuamán_Décembre_2006_-_Vue_Panoramique_-_Pleine_résolution

Da Sacsayhuaman si gode una spettacolare vista di Cusco:

Cusco,_Peru_skyline 

Insieme alla guida abbiamo girato in lungo e in largo nel sito archeologico, ammirando, passo passo, diverse curiosità regalate ai posteri dagli antichi ed estrosi architetti inca:

Sacsahuaman_zampa del puma

La zampa di un puma

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Sagoma di un lama (evidenziata nelle foto che segue)

Cusco Pietre Curiose

Qui ci siamo sbizzarriti a fare decine e decine di foto degli enormi massi rimasti in loco dopo la razzia perpetrata in passato dagli spagnoli: massi tutti lavorati a mano, uno per uno, da volenterosi operai inca.

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In questo antico luogo gli abitanti di Cusco oggi si riuniscono per fare picnic, per sciare d’inverno, per prendere il sole d’estate. A poche centinaia di metri da qui si può vedere il famoso Cristo Blanco di Cusco:

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In programma subito dopo ci sarebbero altri tre siti archeologici, ma siamo un po’ stanchi e decidiamo di soprassedere. Siccome sono curioso di natura, una volta tornato a Milano, sono andato su Internet e ho dato un’occhiata a ciò che abbiamo saltato quel giorno:

1) Tambomachay (bagno dell’inca), centro dedicato al culto dell’acqua:

Tambomachay

2) Qenqo (labirinto), anfiteatro dedicato al culto della Pachamama (madre terra):

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Qenqo2

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Monolite di Qenqo

Qenqo

3) Puka Pukara (fortezza), un antico rifugio usato dai messaggeri inca (chaski) per riposarsi dopo le lunghe spedizioni e utilizzato come forte dopo l’arrivo degli spagnoli:

Puka Pukara

Puka Pukara1

Puka Pukara2

Quando rientriamo a Cusco è ormai ora di pranzo. La guida ci saluta e ci dà appuntamento all’indomani per accompagnarci all’aeroporto. Una volta fatto un veloce spuntino in un modesto ristorante, siamo finalmente liberi di girare a nostro piacimento la città. Imperdibile la splendida Plaza de Armas con le sue chiese, i suoi portici e il suo giardino e la fontana al centro:

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La Cattedrale in Plaza de Armas

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Chiesa della Compagnia di Gesù in Plaza de Armas

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I portici

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La fontana

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Mentre una parte del gruppo si dedica agli ultimi acquisti di souvenir peruviani, Barbara e Sergio s’inoltrano nella città vecchia e ci regalano queste immagini:

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Piazzetta di San Biagio

Per la prima volta le periferie di una città peruviana non sono degradate, ma mostrano scorci di intensa bellezza. Non per niente Cusco è stata la capitale del grande impero inca. Qui i nostri due amici incontrano e fotografano un corteo di maschere popolari di varie zone del Perù che si mettono in bella mostra danzando a suon di musica: un vero spettacolo colorato e intrigante!

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Verso sera, tornando a piedi in albergo, diamo un ultimo sguardo alla città:

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Il palazzo di giustizia

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Un moderno murales alto quattro metri e lungo 20

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Il retro e il davanti di una pittoresca fontana

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Il nostro tour si conclude a sera assistendo a uno spettacolo di danze e musiche popolari (arte nativa) in un grande teatro: un paio d’ore decisamente piacevole.

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Come sempre, chi desidera approfondire la visita di Cusco non ha che da cliccare sulla foto che segue:

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Credo che anche voi, avendo dato un’occhiata alle foto pubblicate nel post, possiate essere d’accordo con me nel dire che Cusco con i suoi 500.000 abitanti è la città più bella del Perù. Dalla piazza delle armi si dipartono strade e vicoli deliziosi e molto ben tenuti, cosa che capita di rado di vedere nelle altre città peruviane. Anche per questo Cusco viene, a ragione, considerata la vera capitale del Perù. La città, grazie al suo splendido insieme architettonico, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1983. Noi siamo rimasti a Cusco un solo giorno, ma è stato sufficiente per afferrarne la grande bellezza e armonia.

Termino qui dandovi appuntamento a una prossima puntata per le conclusioni di rito sul nostro tour in Perù.

Nicola

Crediti: foto di Barbara e Sergio, Giorgio e Chicca. Immagini di repertorio le ho scaricate da Internet. Il filmato della giornata è mio.

 

 

 

 

Stracarichi di valigie (due grandi e due piccole a coppia) Chicca e io, Silvia e Giorgio, Barbara e Sergio (cioè quello che d’ora in poi chiamerò l’intrepido gruppo), tutti assonnati per la levataccia, ci presentiamo puntuali alle ore cinque del mattino di sabato 29 agosto 2015 al check-in Iberia di Linate, pronti a iniziare il nostro viaggio verso il paese che gli antichi Inca chiamavano Tahuantinsuyo che, in lingua quechua, significa i “quattro quarti del mondo” dal momento che nel 1532 (data in cui i conquistatori spagnoli arrivarono lì) il loro territorio comprendeva gli odierni Equador, Perù, Bolivia e Cile.

La partenza, prevista per le 8.00, avviene in perfetto orario.

Dopo un paio d’ore, facciamo scalo a Madrid e poi, alle 13.00, con un secondo volo di undici ore arriviamo a Lima, capitale dell’odierno Perù: sono le 17,36 locali sempre del 29 agosto 2015, avendo portato indietro l’orologio di sette ore rispetto all’Italia.

Il cielo è decisamente plumbeo e comincia a imbrunire: siamo alla fine dell’inverno e la temperatura è sui 19 gradi. Chiesto spiegazioni alla guida locale che ci ha accolto all’aeroporto, veniamo a sapere che, causa grosso inquinamento, Lima, città di 10 milioni di abitanti, il sole si vede di rado anche in altre stagioni. Non essendoci metropolitane, quasi tutti usano l’auto e quindi la cappa  di smog che sovrasta la città è quella che è.

 

Non abbiamo nemmeno il tempo di fare una breve escursione della città perché l’albergo Josè Antonio Executive dista 45 minuti dall’aeroporto e siamo tutti un po’ stanchi.

In quest’albergo ceneremo  e poi andremo subito a dormire: l’indomani ci aspetta una giornata molto intensa.

Domenica 30 Agosto 2015 – Lima

Sveglia alle 7, una veloce colazione, check out dall’albergo, carichiamo le valige sul pulmino e con la guida iniziamo la visita della città. Oggi è la ricorrenza di Santa Rosa, patrona del Perù, molto venerata a Lima, e la gente si prepara a festeggiarla con varie processioni che partono dalle più importanti chiese della città. Mentre raggiungiamo il centro storico veniamo aggiornati sulle principali caratteristiche di Lima. Fondata da Francesco Pizarro nel 1535 con il nome di Città dei Re (in omaggio ai Re Magi, poiché la scelta del luogo in cui edificarla avvenne il giorno dell’Epifania), oggi la capitale del Perù è divisa in 43 distretti guidati ognuno da un sindaco che ha un proprio municipio e una propria amministrazione. Ciascuno di loro risponde al sindaco mayor dell’intera città. Lima è anche sede del governo centrale del Perù.

Centro storico di Lima

Plaza de Armas (centro storico della città)

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E’ mattina presto quando usciamo dall’albergo, le strade della città non sono ancora intasate e ci si può fermare per ammirare e fotografare i balconi di una casa coloniale spagnola. Durante il tragitto incontriamo un edificio pubblico che sull’insegna promette di difendere il popolo:

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la Chiesa di San Pedro:

Chiesa di San Pietro

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una piccola bancarella in attesa di eventuali clienti:

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In previsione del grosso afflusso di macchine, la municipalità ha previsto cartelli in posizione strategica per evitare ingorghi:

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il palazzo del Congresso:

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Alle 8 il traffico è già intenso: sullo sfondo si intravede la parte della città abbarbicata sulla montagna che sovrasta Lima…

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E’ domenica ed è anche un giorno di grande festa popolare: una rosticceria è pronta a offrire ai passanti una ricca impanada ripiena di porcellino allo spiedo:

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Ma veniamo alla ricorrenza patronale di Santa Rosa: molti distretti hanno una loro festa con processione: qui ci troviamo nei pressi della Chiesa di San Francesco:

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Osservate i colori sgargianti degli abiti dei fedeli e anche della Madonna sul baldacchino: alcune persone sono persino mascherate. Le feste religiose mescolano, con balli, canti, musica e allegra partecipazione, credenze cattoliche assorbite dagli spagnoli e antiche tradizioni popolari inca caratteristiche delle zone della città dove si svolgono le funzioni. Gli stessi abiti indossati dalle persone davanti o dietro alla processione sono tipici delle varie città del Perù.

Lasciata questa cerimonia c’incamminiamo verso la Plaza de Armas (o Plaza Mayor) dove sta per iniziare la processione principale della giornata. Durante il tragitto diamo un’occhiata alla Casa della Letteratura Peruviana:

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In Plaza de Armas, come potete vedere nella foto che segue, il mantello della Madonna sul baldacchino è nero:

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Nella foto sotto si notano molti militari in grande uniforme: questo si spiega perché la Madonna in processione è la protettrice delle Forze Armate:

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La festa è condita da musica di varie bande che si alternano a suonare. In tutto questo bailamme di gente si notano alcune curiosità: gli spazzini (uomini e donne) sempre all’erta per fare pulizia:

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il vigile di quartiere motorizzato:

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le autorità cittadine sul balcone del Municipio davanti alle quali il baldacchino della Madonna sosterà per ascoltare un breve discorso di ringraziamento:

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il bel prato della piazza maggiore:

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e, buon ultimo, un cane che a dispetto del gran frastuono e della confusione, se la dorme beatamente in mezzo alla strada:

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A metà mattina lasciamo la Plaza de Armas e, prima di raggiungere il pulmino che ci porterà al Museo di Andrea Larco Herrera, buttiamo l’occhio su un variopinto negozio di artigianato locale:

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L’ingresso al Museo Larco  Herrera e i suoi giardini sono una benedizione per gli occhi:

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Nel museo, un elegante edificio del 18° secolo costruito su una piramide precolombiana del 7° secolo, ci sono un’infinità di ceramiche e di oggetti in oro e argento (più di 45.000) creati da artigiani pre-incaici datati mille e più anni avanti Cristo. Ecco alcuni esempi tratti da Internet, visto che non è stato possibile usare la macchina fotografica:

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Finita la visita al museo, salutiamo la guida locale e, saliti sul pulmino con le nostre valigie, usciamo da Lima. Siamo in pieno giorno così possiamo dare un’occhiata alla periferia della città: davvero penosa!

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Avremo altre occasione per parlare del fenomeno ricorrente in tutte le città del Perù, non esclusa Lima: le periferie sono immancabilmente degradate e fatiscenti.

Nella prossima puntata approfondirò il discorso su Lima e allegherò il filmato relativo a questa parte del viaggio.

Crediti: le foto sono mie e di mia moglie Chicca. Alcune foto le ho scaricate da Internet. Informazioni storiche sono ricavate da Wikipedia e dalla voce della guida locale di Lima.

Arrivederci a presto.

Nicola