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8 Maggio 2012 – Martedì

Dopo la visita di ieri alla residenza estiva di Caterina la Grande a Tsarskoe Selo e la gita in battello alla scoperta di San Pietroburgo, oggi il programma prevede una nuova escursione in bus fuori città (trenta chilometri appena) alla scoperta di Peterhof una località che viene citata dalle guide, turisticamente parlando, come la Versailles Russa.

Solita sveglia di buon’ora e dopo l’immancabile e sostanziosa colazione in albergo, siamo tutti sul bus pronti ad affrontare l’ultima importante visita del tour in Russia: un’altra straordinaria residenza estiva degli zar a Peterhof (o Petrodvoretz).

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Gran Palazzo di Peterhof

Il panorama che ci accoglie, galeotti una bella giornata di sole e una temperatura da primavera italiana, consiste di una lunghissima costruzione barocca, il Gran Palazzo e di due estesi giardini (Superiore e Inferiore) che lo impreziosiscono oltre ogni aspettativa.

Siamo arrivati presto e perciò nelle fontane non scorre ancora l’acqua, ciò non toglie che la vista anche così è da mozzafiato. Per vederle in funzione occorrerà aspettare la tarda mattinata, giusto il tempo che ci occorre per visitare gli interni del Gran Palazzo. Qui l’effetto scenografico della scalinata d’ingresso all’imponente costruzione, ideata dall’onnipresente Rastrelli, e delle sue numerose e splendide sale viene in parte diminuito da due fattori: è assolutamente proibito fotografare e filmare e i gruppi in visita prima e dopo di noi sono così numerosi che si deve procedere con tempi di permanenza scanditi militarmente da guardiani inflessibili (in genere donne imponenti dallo sguardo truce) e guai a chi, affascinato da ciò che sta vedendo, abbandona il gruppo. Si rischia di perdersi o di finire intrappolati in un gruppo di giapponesi o di indiani dove la lingua parlata dalla guida non è proprio alla portata di tutti.

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Scalone d’ingresso al Gran Palazzo di Peterhof

Dell’interno del Grande Palazzo non ho che ricordi mentali e per documentare nel mio filmato le varie sale e tutto ciò che abbiamo ammirato ho dovuto fare lunghe e noiose ricerche su Internet e rapinare immagini (ovviamente a bassa risoluzione) scattate da enti del turismo o da autorità governative russe.

Peccato.

Per brevità salto i cenni storici perché li potrete trovare facilmente sia sul web sia sulle guide di San Pietroburgo.

Cosa ben diversa è la permanenza nei giardini Inferiori, i soli che abbiamo avuto il tempo di visitare, lì c’è completa libertà di fotografare e filmare e, oltretutto, mentre esploravamo il palazzo è stata data l’acqua a tutte le fontane. Acqua che scende incanalata dall’alto delle colline e che, per sola caduta, realizza egregiamente il compito che le è stato assegnato: infatti non ci sono pompe che aiutino a far funzionare le decine e decine di fontane di cui si fregiano i due grandi giardini.

C’è da rimanere a bocca aperta girovagando in questi due parchi: ogni punto meriterebbe una foto anche se a Peterhof la primavera è un po’ in ritardo e gli alberi sono ancora spogli e i prati non hanno ancora i tanti fiori di cui possono vantarsi. Credo che per godere appieno la natura e la bellezza di questi parchi la stagione migliore sia l’inizio dell’estate. Ecco come sarebbe stato il Monplaisir se avessimo azzeccato il momento della fioritura:

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Monplaisir

Comunque, anche senza fiori, ci si può accontentare, come vedrete nel filmato numero sette.

Dopo un ottimo pranzo al ristorante Demidov si torna a San Pietroburgo dove ci viene lasciata una mezza giornata libera per girovagare in città e per fare acquisti di souvenir da regalare agli amici in Italia.

A sera ci aspetta l’avvenimento clou di tutti i viaggi organizzati: la cena in un ristorante di buona qualità ma che offre, fra una portata e l’altra, le caratteristiche danze e i canti popolari della nazione che si sta visitando. Il cibo è passabile, lo spettacolo è adeguato e io mi sono divertito a filmare le bellissime danzatrici russe nei lori preziosi abiti di scena.

È mezzanotte quando si rientra in albergo. Siamo tutti stanchi per la lunga giornata iniziata alle nove della mattina e andiamo a dormire con un pizzico di malinconia, consapevoli che l’indomani è il giorno del rientro in patria.

L’aereo che ci porterà in Italia parte nel pomeriggio quindi abbiamo ancora mezza giornata libera per goderci San Pietroburgo live. È il 9 maggio, ricorrenza della vittoria della Russia sui tedeschi, la città è in festa e si può passeggiare in mezzo alla Nevskij Prospekt senza rischiare di essere travolti da auto o autobus. Da buon maschietto (con moglie a fianco) butto di nascosto l’occhio dietro a bellissime ragazze dai tacchi altissimi e minigonne inguinali che girano per la strada allegre e sorridenti, coscienti della loro bellezza… E penso tra me e me: chissà se una di queste vorrà venire in Italia a farmi da badante?

Ok, basta con le battute.

Volete un giudizio complessivo su questi nove giorni passati in Russia?

Chi ha seguito le precedenti puntate ha già la risposta in tasca, quindi non mi rimane che dire ancora due parole per chi legge o leggerà solo questo post.

Il viaggio in Russia vale la pena di farlo almeno una volta nella vita, anzi credo che ormai sia una tappa irrinunciabile per chi ama (o ha denaro sufficiente per) viaggiare in giro per il mondo. L’unico dubbio che mi rimane è se il tour che abbiamo fatto noi sotto l’amorevole assistenza dell’agenzia di viaggi LaMirage, sia possibile realizzarlo da turisti singoli o in coppia (marito e moglie o due amici affiatati): in Russia c’è la difficoltà della lingua, (questo è un vero handicap, le scritte sono quasi sempre in cirillico e pochi parlano l’inglese o altre lingue) e inoltre non so quanta libertà di movimento possano godere i viaggiatori fai da te.

Può darsi che mi sbagli al riguardo, non avendo dati aggiornati per suffragare questo pensiero: di sicuro era difficile visitare la Russia durante gli anni della guerra fredda.

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Il compagno Don Camillo

La Russia è un paese immenso e oggi ci tiene a fare bella figura: basta vedere come ha ricostruito puntigliosamente quasi tutto, chiese, palazzi, monasteri, del suo passato. È un paese in cui alla modernità e frenesia delle grandi città si accompagna la piacevole tranquillità dei piccoli paesi dove il progresso sembra che non abbia ancora fatto grossi danni.

Termino qui consigliandovi di trovare dieci minuti per godervi quest’ultimo filmato: anche se l’ho girato io con modesti mezzi, non è malaccio.

Arrivederci al prossimo viaggio!

Nicola

P.S.  Il filmato è originale, mentre alcune immagini sono state tratte da Internet.

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Nella precedente puntata ci siamo lasciati verso mezzogiorno del 2 Maggio, già un pochino stanchi dopo aver visitato la Piazza Rossa, i grandi Magazzini GUM e la Cattedrale di San Basilio. Ci voleva un buon pranzo e un minimo di tempo per fare il punto su tutte le belle cose che avevamo appena visto, ammirato e fotografato.

    Il vero difetto dei viaggi organizzati è che non sei libero, devi seguire il gruppo e le indicazioni della guida. Questo inconveniente, però, si trasforma in vantaggio quando ti trovi in un paese dove pochi parlano l’inglese e le insegne sono praticamente tutte in cirillico, un carattere complicatissimo da leggere. Di sicuro, se sei in giro da solo, puoi capire che un locale è un ristorante solo se ti accosti alle vetrine e butti l’occhio dentro e vedi la gente che mangia. Non scherzo! Poi quando ti decidi a entrare, ti siedi e sfogli il menù, c’è da spararsi: non si capisce un’acca di quello che c’è scritto e allora punti il dito su una voce qualunque e speri che ti vada bene…

     Ecco perché abbiamo fatto salti di gioia quando il gruppo ANUPSA ha accettato che mia moglie ed io, pur non essendo io un militare a riposo, partecipassimo al loro tour in Russia. Il mio inglese fa pena, non conosco una parola di russo, a parte niet e occi ciornia, e tanto meno so compitare l’alfabeto cirillico. Pare, ma sia detto con beneficio d’inventario, che chi ha studiato il greco riesca, non dico a capire il significato delle insegne, ma almeno a leggerle. Le cose non migliorano quando le indicazioni sono in caratteri occidentali. Quando entrate in un locale e vedete un cartello con la scritta Kacca, non vi dice dove trovare la toilet ma la cassa dove pagare la consumazione!

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     Nei viaggi organizzati si va sempre in ristoranti dove c’è un buon rapporto fra qualità e prezzo: si mangia abbastanza bene e non si spende molto. Il mio guaio, ma questo lo sapete già, è che non amo le sorprese nel mangiare e non ho grandi curiosità nell’assaggiare cibi nuovi anzi, se fosse per me, io ordinerei sempre e solo bistecca e patatine. Comunque quando si è in un gruppo la guida ha già stabilito in anticipo con i gestori dei ristoranti il menù per tutti e difficilmente si può fare modifiche dell’ultimo minuto. Devi mangiare quello che ti  portano i camerieri e augurarsi che sia di tuo gradimento. Beh, giusto perché lo sappiate, quasi sempre mi è andata bene. Questo significa che in Russia può sopravvive anche un impiastro (sul cibo) come me.

    Sempre allo scopo di dare una dritta a chi sta progettando un viaggio in Russia, e poi non parlerò più di argomenti mangerecci, ecco com’è un pranzo/cena tipico di qui:

    Insalata di legumi locali, zuppa con o senza crostini, un secondo di carne o pesce con verdure grigliate o lesse, dolce o gelato, caffè.

    Se non fosse per l’entrée di insalata e la zuppa, ogni volta diversa, che ti propinano anche se non le vuoi, il resto non si discosta, se non per certi sapori caratteristici del luogo, da un classico menù italiano. C’è sempre il pane, cosa che non si trova quasi mai in altre parti del mondo.

    Scusate se mi sono dilungato su particolari così insignificanti, ma ho dovuto farlo perché ciò che abbiamo visto nel pomeriggio e alla sera del 2 Maggio è difficile da raccontare, convinto come sono che le cose belle da vedere sono noiosissime da descrivere. Ecco perché, dopo avere letto queste poche note, vi invito a guardare il filmato che c’è in fondo al post.

    Cosa dire in più?

   Dopo la fine del comunismo i nuovi governanti russi, resisi conto dello scempio di tanti edifici storici perpetrato durante l’ultima guerra dai tedeschi e anche dal regime sovietico che guardava al sol dell’avvenire ed era pochissimo attento alla storia passata, hanno caparbiamente ricostruito tutto ciò che era stato distrutto o saccheggiato. Le tante regge e le mille chiese presenti sul loro territorio, ormai riportate all’antico splendore, sono un vero godimento per l’occhio dei turisti.

    La nuova Russia ci tiene a ricordare il suo passato e ha imparato che mettendolo in mostra valorizzato come si deve si traduce in graditissima moneta dei visitatori che arrivano da ogni parte del mondo e guai se qualche pittore di strada si permette di imbrattare un muro con le loro scritte moderniste.

    Ecco un breve elenco di ciò che vedrete nel filmato: le poche immagini che ho inserito nel post sono state scaricate da Internet sia perché alcune cose le abbiamo intraviste di sfuggita, sia perché in certi luoghi non era permesso fotografare.

Cattedrale di Cristo Redentore ripresa dal ponte omonimo sulla Moscova

– La Caravella e Pietro il Grande

Monastero Novodievichij, il suo cimitero di personaggi illustri e la Cattedrale della Madonna di Smolensk:

Cattedrale della Madonna di Smolensk-1

– Il Cremlino di Mosca con le sue diciannove torri e le sue tre chiese:

Cattedrale della Dormizione:

Cattedrale della Dormizione - Cremlino

Cattedrale dell’Annunciazione:

Cattedrale dell'Annunciazione-Cremlino

Cattedrale dell’Arcangelo Gabriele:

Cattedrale dell'Arcangelo Gabriele - Cremlino

Palazzo dell’Armeria: un museo dove si possono ammirare, oltre ai tesori dei vari zar, icone preziose, armi e armature antiche, una splendida collezione di uova fabergé e bellissime carrozze. Non essendo possibile fotografare o fare riprese, fidatevi della mia parola. Ecco un modesto esempio di carrozza:

Carrozza Armoury

– Il cannone e la campana dello Zar

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Mosca by night nel parco della Vittoria con l’obelisco, la statua di San Giorgio e la fontana illuminata in rosso in ricordo del sangue dei caduti nell’ultima guerra, l’università statale di Lomonosov fatta costruire da Stalin e, prima di tornare in albergo, la Piazza Rossa e la Cattedrale di San Basilio illuminate a giorno.

Concludo ribadendo che abbiamo avuto anche noi la sensazione che a Mosca si possa andare in giro tranquillamente di notte, basta vedere i ragazzi e le ragazze che schettinano alle 10 sera nel parco della Vittoria, neanche tanto illuminato, e noi a chiacchierare in inglese con un numerosissimo gruppo di motociclisti russi che stanno facendo le ore piccole in un punto da dove si può godere di una straordinaria vista della Mosca notturna.

    .

    Alla prossima puntata!

Nicola

Partiamo il primo maggio alle 13 da Malpensa con aereo Alitalia e, alle 17, siamo già all’aeroporto di Mosca. Spostiamo avanti di due ore l’orologio, superiamo indenni il severo controllo della polizia moscovita, conosciamo Natalia, la nostra guida, e con un bus arriviamo all’hotel Holiday Inn Sokolniki:

Holiday Inn Sokolniki

Ormai è sera, siamo stanchi, non resta che prendere possesso della camera e andare a cena nel ristorante dell’albergo. Essendo io molto sofistico nel mangiare (mia moglie, da sempre, è esasperata per questo), confesso che temevo di trovare cibi strani, immangiabili, cavoli a volontà e zuppe vomitevoli, invece, come in ogni grande hotel internazionale, oltre alle solite cose che si mangiano negli alberghi di tutto il mondo, ci sono delle specialità locali. Così, tanto per dimostrare a mia moglie che mangio di tutto, ho preso il gulash in versione russa e l’ho trovato ottimo e nemmeno molto pepato. Buoni e assai colorati i dessert, già divisi in piccole trance, ed io che sono goloso mi sono servito più volte. Sento il bisogno di zuccheri per prepararmi alla pesantissima giornata che ci aspetta l’indomani. Nel filmato potete vedere le prime immagini di Mosca girate dal 15° piano dell’albergo. Dalle riprese non si nota, ma tira un vento gelido che invita noi turisti freddolosi a starcene tappati in albergo. Come ho già detto nella puntata precedente, al posto delle lenzuola e delle coperte c’è un maledettissimo piumone e così la prima notte dormo poco sia per colpa del caldo quando sono coperto sia del freddo quando mi scopro perché ho troppo caldo. Insomma, quando alle 7.30 (ore 5.30 in Italia) suona la sveglia, sono uno straccio e ho le occhiaie che sembrano borse della spesa. Ciononostante, pieno di ottimismo, (diavolo, sono nella Russia post-comunismo!) mi appresto a fare una ricca colazione: succo di pomodoro, succo d’arancia, formaggio spumoso che pare panna, frutti di bosco sciroppati, macedonia di frutta, due muffin giganti, caffè americano lunghissimo e, alle nove, assieme a mia moglie e al simpatico gruppo ANUPSA a cui ci siamo aggregati anche se io non ho fatto il servizio militare, siamo pronti a partire in bus alla conquista di Mosca.

Facciamo un breve tour attraverso la città con Natalia che ci illustra i vari palazzi e monumenti che incontriamo lungo il percorso: per colpa degli scossoni del bus e dei vetri che riflettono la luce, non ho potuto usare la videocamera e le foto che ho fatto dal finestrino non sono venute granché bene ed evito di pubblicarle. Pazienza. Tanto poi su Internet si ritrova ogni cosa ben fotografata e individuata con nome e storia.

Il cielo è limpidissimo e la temperatura è piuttosto rigida: 3 o 4 gradi sopra lo zero. Per i russi questa è una primavera calda! La prima fermata la facciamo in prossimità della Piazza Rossa. Nel filmato si vede il gruppo ANUPSA che, camminando, supera la Cattedrale di San Basilio e si ferma in una zona transennata che impedisce di scorrazzare liberamente nella Piazza Rossa.

C’è una spiegazione per questo divieto. Il 9 maggio ci sarà la celebrazione dell’anniversario della vittoria dei russi sui tedeschi e, dopo diversi anni di assenza, Putin ha ripristinato nella Piazza Rossa sia la sfilata dei militari e dei carri armati sia il palco delle autorità. Il palco si riconosce dalle tre strisce bianco-blu-rosso che sono i colori della bandiera russa. Al suo fianco c’è il mausoleo di Lenin. Non lo si può vedere bene perché oggi è nascosto da transenne per proteggerlo durante la manifestazione del nove maggio.  Per chi fosse interessato a sapere com’è fatto il mausoleo, nel video ho inserito una foto scaricata da Internet. Ho saltato la mummia di Lenin perché anche quella la si trova facilmente sul web. Sulla strada che costeggia la Piazza c’è un camion della nettezza urbana e, dietro, una donna che pulisce dattorno con un enorme getto d’acqua. Mosca, per quel poco che abbiamo visto fino adesso, dà l’idea di essere una città pulita e ordinata. Purtroppo, per colpa delle transenne, non ci resta che fare foto da lontano e riprendere quel poco che si può con lo zoom della videocamera. Peccato! Mi sarebbe piaciuto fare una corsetta nella Piazza Rossa e manifestare con sberleffi la mia idiosincrasia per una parata militare  fatta al solo scopo di mostrare i muscoli e mettere paura alla concorrenza americana o cinese!

A due passi dalla Piazza ci sono i Grandi Magazzini Gum, un’imponente costruzione neogotica, anni 1889-93, che oggi ospita tutte le case di moda internazionali e mille altre prestigiose marche. C’è persino in vendita un bancale di panettoni nostrani! Questo luogo, fiore all’occhiello di Mosca per quanto riguarda gli acquisti di un certo livello, è tenuto molto bene ed è davvero gradevole da visitare. È bello sostare nei tanti locali di ristoro che offrono specialità russe e di altre parti del mondo e saltabeccare da una corsia all’altra su ponticelli decorati così scenici da meritare foto e riprese con la videocamera.

Dai Grandi Magazzini Gum torniamo nella Piazza Rossa e, sempre a piedi, andiamo a visitare la Cattedrale di San Basilio o dell’Intercessione. Sul davanti della chiesa c’è un monumento al macellaio Minim e al principe Pozharskij che insieme formarono un esercito di volontari che sconfisse i polacchi invasori nel 1616. Osservando il filmato si può ammirare lo splendore architettonico di questa chiesa: un vero tripudio di tetti a piramide, di frontoni e di contorte e coloratissime cupole a cipolla. E pensare che è stata incendiata nel 1583 e poi ricostruita tal quale.

Girando attorno alla Cattedrale si ha un’ampia visuale di una parte delle mura del Cremlino con alcune delle sue diciannove torri ben in vista.

Con queste immagini si conclude il primo filmato: cioè la nostra prima mezza giornata a Mosca. Prossimamente entreremo nel Cremlino dove ci attendono parecchie sorprese.

A presto.

Nicola

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(Ritratto a carboncino eseguito a mia insaputa da un artista di strada mentre visitavo la Chiesa del Sangue Versato a San Pietroburgo. Per ritirarlo dal commercio ho dovuto sborsare 5 euro…)

Finalmente sono tornato in Italia!

Ieri notte ho dormito nuovamente in un letto da cristiano, cioè un letto dove c’è un lenzuolo rimboccabile come si deve, un cuscino che sia un vero cuscino e una coperta da mettere o togliere a seconda della temperatura della stanza. Quando si è in viaggio dormire bene è importante, purtroppo a me capita raramente. È andata male anche questa volta. La Russia non ne ha colpa, comunque vi assicuro che dopo nove giorni di questa sofferenza non ne potevo più di quei maledetti piumoni, presenti anche negli Holiday Inn russi, che fanno sempre troppo caldo, ma che, se ti scopri nel sonno, becchi di sicuro un accidente… Naturalmente io ho preso la tosse! Cough, cough, cough!

Ciononostante, questa mattina, eccomi pronto a buttare giù queste prime note sul mio recentissimo viaggio in Russia.

Prima che iniziate a leggere, però, devo fare due importanti premesse:

1) Io appartengo, per età e tradizione famigliare a quella schiera di italiani convinti che i comunisti russi ai tempi di Stalin mangiassero i bambini a colazione.

2) Per la ragione precedente avevo deciso che mai e poi mai avrei varcato la cosiddetta cortina di ferro.

Bene, se le due informazioni precedenti vi hanno colpito sfavorevolmente, questo è il momento di abbandonare la lettura del mio post odierno. Dopo sarà troppo tardi.

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Ovviamente le cose nel tempo sono cambiate, l’Urss non esiste più e non ci sono più comunisti cattivi, per cui è stato logico cambiare idea e ho accettato ben volentieri di partecipare con amici a un breve tour di nove giorni in Russia per visitare Mosca, l’Anello d’oro e San Pietroburgo.

Prima della partenza, come è mio solito, non mi sono informato su nulla. Lo faccio di proposito perché quando viaggio voglio avere l’animo innocente. Per scoprire cose e persone a me sconosciute tengo la mia testa il più possibile pura, pronto a calpestare un suolo straniero con il rispetto che merita e senza pregiudizi. Qualcuno ha detto che è questo il solo modo per intraprendere un viaggio alla scoperta di nuovi luoghi, il solo modo – anche – per scoprire se stessi in quei luoghi. La Russia è il posto ideale per rivedere le proprie idee, farsene di nuove, cambiare atteggiamento nei confronti della vita in generale. Lì si può trovare di tutto, si può scorrazzare tra il sacro e il profano, insomma è un luogo dove il proprio punto di vista può subire una metamorfosi profonda.

Le persone possono mentire, dare informazioni sbagliate per tirare l’acqua al proprio mulino, invece un luogo è oggettivo: se lo si sa guardare con curiosità e onestà si può arrivare a conoscerlo e persino ad amarlo.

Ciò detto, messe giù alla rinfusa, ecco le cose positive che ho scoperto in Russia:

a) Pulizia. Non si vedono rifiuti abbandonati per strada anche se ci sono pochissimi cestini in giro.

b) Scritte sui muri. Non ce sono, o se c’erano sono state cancellate. Gli unici graffiti colorati che ho visto a Mosca o a San Pietroburgo erano sulle fiancate delle case a dieci e più metri di altezza, tanto da dovermi chiedere come abbiano fatto gli artisti (?) di strada a dipingerli.

c) Polizia. Ci sono macchine e poliziotti dappertutto, ma sono molto discreti. Si è controllati a distanza però, se ci si comporta bene, si viene lasciati in pace. Polizia in giro vuol dire maggiore sicurezza per la gente. Dicono che si può uscire di sera senza il timore di venire assaliti da malviventi.

d) Mendicanti. Se ne vedono pochissimi in giro, comunque, mai nei luoghi importanti dove c’è folla di visitatori. Non ci sono lavavetri ai semafori.

e) Venditori di souvenir. Ce ne sono, ma non sono mai invadenti. Offrono la loro merce ma non insistono più di tanto.

f) Metrò. Scarrozzando milioni di visitatori al giorno l’amministrazione comunale riesce a tenere basso il costo del biglietto: a Mosca una corsa costa meno della metà di Milano.

g) Strade cittadine. Sono piuttosto larghe e perciò pedoni e auto riescono ancora a convivere.

Ci sono tanti altri aspetti positivi, ma intendo parlarne nelle prossime puntate, man mano che mi vengono in mente.

Dunque, tutto ok in Russia? Ovviamente no. Ogni paese ha le sue pecche, alcune evidenti, alcune nascoste opportunamente ai turisti, altre scopribili solo vivendoci per un lungo periodo di tempo. Un primo elenco potrebbe essere questo:

a) Autostrade. Praticamente non ce ne sono. Hanno iniziato da poco a prenderle in considerazione. Non ricordo dove, ma sembra che siano già in funzione alcuni brevi tratti di autostrade a pagamento. Tutte le altre strade sono gratuite ma, per colpa della neve e della pioggia, non sono in buono stato. Il grosso inconveniente è che non ci sono sopraelevate o sottopassi per cui negli incroci non semaforizzati, se si è in macchina o in bus, si rischia di aspettare anche dieci minuti prima di riuscire a immettersi nelle strade con il traffico maggiore.

b) Città e campagna. Le differenze sono notevoli. A Mosca e a San Pietroburgo sembra di stare a Roma, Milano, Firenze eccetera; invece nei paesini o nelle cittadine la vita è molto più modesta, le case sono quasi sempre a un piano e spesso ancora in legno.

c) Vita media degli uomini. A detta della guida, la vita media degli uomini russi è di 59 anni. Muoiono giovani perché bevono tantissimo. Non ha spiegato il perché, ma penso che bevano tanto a causa dell’inclemenza del clima invernale.

d) La storia recente. La storia russa di questi ultimi anni che conoscevo leggendo i giornali occidentali è parecchio diversa da come ci è stata raccontata dalle guide russe che ci hanno accompagnato per tutta la durata del viaggio. Un esempio? Il tanto decantato (in Occidente) Gorbaciov, a cui è stato assegnato anche il premio Nobel per la pace, l’uomo che avviò il grande processo di cambiamento dell’Unione Sovietica noto col nome di Perestroika, invece, è l’uomo più odiato dal popolo russo, tanto che al solo pronunciarne il nome molta gente sputa per terra in segno di disprezzo. Addebitano a lui le due più grandi crisi economiche degli anni novanta, crisi che hanno provocato lutti in molte famiglie sopraffatte dalla fame e dalla mancanza di lavoro, peggio che nell’ultimo dopoguerra. La caduta del muro di Berlino che noi tutti abbiamo salutato con grande gioia per il cambiamento epocale che rappresentava, per i russi è stato l’inizio di una tragedia che ha sconvolto e impoverito il loro paese. Oggi (grossomodo dall’avvento di Putin, personaggio non molto ben visto in occidente, ma che in Russia è apprezzato dalla maggioranza del popolo) le cose sono migliorate. Il tenore di vita della gente è aumentato, i supermercati e i negozi sono pieni di merce, e per questo Putin ha potuto permettersi quel popò di incoronazione che si è vista in televisione. A lui vengono perdonati i tanti eccessi e soprusi che periodicamente e senza vergogna commette a scapito dei dissidenti e questo fa pensare che i russi siano pronti ad acclamarlo come nuovo zar di Russia. Scontrarmi con questa diversa interpretazione della storia recente è stata la sorpresa più grande che ho avuto nei nove giorni di permanenza in territorio russo.

Termino queste brevi note con una battuta di Max Greggio che ben si attanaglia alla Russia dei nostri giorni.

Saggezza orientale

Se qualcuno ti odia, non fare niente contro di lui ma siediti pazientemente sulla riva di un fiume. Un bel giorno vedrai passare il tuo nemico in yacht.”

Arrivederci alla prossima puntata.