Bukowski-by-origa

    L’autore dell’immagine è Graziano Origa, Origafoundation – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Care amiche e amici,
confesso che da tempo immemorabile avevo deciso di ignorare del tutto i libri di Charles Bukowski, uno scrittore famoso per l’eloquio sboccato e per gli argomenti quasi sempre sopra le righe con cui amava scandalizzare il mondo letterario a lui contemporaneo.

Su Wikipedia, infatti, si legge: "Henry Charles "Hank" Bukowski Jr. (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 9 marzo 1994), nato Heinrich Karl Bukowski (noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski, suo alter ego letterario) è stato un poeta e scrittore statunitense di origine tedesca che ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. In questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l’alcol, da frequenti esperienze sessuali (descritte in maniera realistica e senza troppi eufemismi) e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del realismo sporco."

Qualche mese fa un amico mi ha regalato diversi libri di Bukowsi in formato ebook e, così, mi sono deciso finalmente ad affrontare quest’ostico scrittore tanto disprezzato da molti quanto amato da molti altri.
Il primo libro che ho scelto di affrontare è stato "Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze", colpito dal titolo davvero originale e, al contempo, parecchio auto-ironico.

Si tratta di una raccolta di racconti quasi tutti autobiografici in cui Bukoswki non smentisce la sua volontà di essere il più possibile sgradevole per il comune lettore, rivelando una sincerità al limite del masochismo (cioè consapevole di essere uno sporcaccione per nulla pentito) e riuscendo, in questo modo, ad accaparrare la simpatia di tutti coloro che riescono a digerire il turpiloquio altrui pur non professandolo mai personalmente. Tra i tanti racconti di questo libro ce ne sono alcuni godibilissimi, diversi troppo realistici sull’argomento sesso, altri molto profondi sulla scrittura e sugli scrittori di prosa e di poesia e sul rapporto conflittuale tra autori ed editori, questi ultimi, quasi sempre, incapaci di riconoscere il vero talento ma attenti unicamente al guadagno che uno scrittore di successo può procurare. Tra i brani che mi sono piaciuti ne ho scelto uno da proporvi perché esprime concetti condivisibili da chi, come il sottoscritto, non molti anni fa, si è calato (scioccamente) anima e corpo nel difficile mondo degli scrittori che sperano di raggiungere la fama con le loro opere letterarie, uscendone – per fortuna – senza essersi fatto troppo male. La casa degli orrori, per inciso, è l’ambiente dove uno scrittore vive e dove esercita la sua passione.

A presto.

Nicola

La casa degli orrori di Charles Bukowski

     Parlare di scrittura è come parlare d’amore o di fare l’amore o di vivere d’amore: se ne parli troppo puoi farlo svanire. Senza cercarli, ho, per mia disgrazia, incontrato molti scrittori, sia di successo che d’insuccesso – mi riferisco alla loro arte. Come esseri umani sono un branco di cattivi, un branco da disprezzare, lamentosi, egocentrici, perfidi. Una cosa che hanno quasi tutti in comune: ognuno di loro pensa che la sua opera sia grandiosa, forse la migliore. Se hanno successo prendono la cosa come scontata e dovuta. Se falliscono sentono che gli editori, le case editrici e gli dei sono contro di loro. Ed è vero che molti pessimi scrittori sono spinti e manipolati finché non raggiungono la cima, qualunque sia il motivo. È anche vero che molti bravi scrittori sono morti di fame, o sono quasi morti, o si sono suicidati, o sono impazziti, e così via, per essere riscoperti in seguito come talenti eccelsi (seppur morti). Questo dato storico infonde coraggio allo scrittore scadente. Gli piace immaginare che il suo (di lei o di lui) fallimento sia dovuto a una moltitudine di cose che esulano dal semplice fatto di avere scarso talento. Be’, ce ne sono tanti così.

     In più, quando penso agli scrittori che conosco, per lo più poeti, noto che sono sostenuti da altri – mogli, quasi sempre madri che si fanno carico del sostentamento economico di quelli che conosco. E vivono anche abbastanza agiatamente con televisori, frigoriferi pieni e appartamenti o case in riva al mare – quasi tutti a Venice o a Santa Monica, e prendono il sole di giorno, sentendosi sull’orlo della tragedia, questi miei amici (?) e poi di sera, magari una bottiglia di vino e un panino al crescione, seguito da una lettera piagnucolosa sulla loro indigenza, la loro grandezza indirizzata a qualcuno da qualche parte. Qualsiasi cosa pur di scrivere, lavorare, creare, buttare giù parole. Be’, credo che sia sempre meglio che lavorare a una punzonatrice. Le mogli e le madri lavoreranno alla punzonatrice, non preoccupatevi di quello. E i poeti, non avendo vissuto nel mondo là fuori, nel mondo reale, non avranno nulla su cui scrivere, ma scriveranno comunque con un ego grande così e tantissima noia.

     È praticamente impossibile scrivere sulla scrittura. Mi ricordo che una volta dopo avere tenuto un reading di poesia ho chiesto agli studenti: “Ci sono domande?”. Uno di loro mi ha chiesto: “Perché scrive?”. E io gli ho risposto: “Perché lei porta quella maglietta rossa?”.
     Essere scrittore danna l’anima ed è difficile. Se hai talento può lasciarti per sempre in una notte di sonno. Ciò che ti fa andare avanti nel gioco non è facile a dirsi. Troppo successo è distruttivo; la mancanza di successo è distruttiva. Un piccolo rifiuto può fare bene all’anima, ma il rifiuto totale crea bisbetici e pazzi, stupratori, sadici, ubriaconi e poeti mancati che picchiano le mogli. Tanto quanto fa il troppo successo.

     Anch’io sono stato fuorviato dal concetto romantico della scrittura. Da giovane ho visto troppi film sul grande Artista, e lo scrittore era sempre un tizio tragico e dannatamente interessante con un bel pizzetto, occhi lucenti e verità profonde che gli scaturivano continuamente dalla bocca. Che bello sarebbe essere così, pensavo, ah. Ma non è così. Gli scrittori più bravi che conosco parlano pochissimo, voglio dire, quelli che scrivono bene. Infatti, non c’è niente di più noioso di un bravo scrittore. Tra la gente o anche con solo una persona, è sempre occupato (nel subconscio) a registrare qualsiasi dannata cosa. Non gli interessa fare discorsi o essere l’Essenza della Festa. È avido, risparmia benzina per la macchina da scrivere. Parlando puoi allontanare l’ispirazione, con la bocca puoi distruggere il genio donatoti da Dio. L’energia arriverà fino a un certo punto. Anch’io sono avido. Bisogna esserlo. Le uniche energie a cui si può rinunciare, l’unico tempo che si può donare è il tempo per l’Amore. L’amore dà forza; distrugge odi innati e pregiudizi. Rende la scrittura più completa. Ma tutte le altre cose devono essere risparmiate per il lavoro. Uno scrittore dovrebbe effettuare quasi tutte le sue letture da giovane; mentre comincia a formarsi, la lettura diventa distruttiva – toglie la puntina dal disco.

     Uno scrittore deve continuare a scrivere, a colpire nel segno, o si ritroverà nei bassifondi. E non c’è modo di risalire. Perché dopo qualche anno dedicato alla scrittura, l’anima, la persona, la creatura non riesce più a operare in nessun altro campo. È inutilizzabile. È uccello in una terra di gatti. Non consiglio mai a nessuno di diventare scrittore, a meno che lo scrivere sia l’unica cosa che gli impedisca di impazzire. A quel punto, forse, ne vale la pena.

Fine

Contributi: Il racconto di Charles Bukowski è stato estratto dal libro Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze edito da Feltrinelli nella collana Universale Economica e a cui vanno le mie più sentite scuse per il furto perpetrato al solo scopo di informare i miei amici lettori. Un ringraziamento va anche a Wikipedia da cui ho estratto informazioni su Bukowski.

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Sai che anche io non ho mai letto Bukowski? Potrei tentare… pensa che ne ho a casa diversi anche se non ricordo i titoli, direi però che quello di cui parli tu non ci sia. Buona giornata!

    • Nicola Losito ha detto:

      A dire la verità il nome di quest’autore mi venne suggerito anni fa durante una correzione di un elaborato di un ragazzo che, come me, seguiva un corso di scrittura all’università cattolica di Milano. Il giudizio ricevuto da costui fu: “Nei tuoi scritti usi troppe parolacce, non sei Bukowski. Forse lui poteva permetterselo e avere successo, tu direi proprio di no!” 😀
      Incuriosito, cercai notizie su quest’autore e, ormai vecchio e navigato, decisi di non leggere dei suoi libri perché nella mia vita ne avevo sentite tante di scurrilità che non avevo bisogno di impararne altre.
      In questi ultimi tempi, in mancanza di libri validi da leggere, mi sono deciso a farne un assaggio, partendo da un titolo piuttosto spiritoso. Penso che il suo parlare di sesso in modo crudo e volgare fosse una mossa furba per attrarre lettori di un certo tipo e convincere editori senza pelo sullo stomaco a stampare i suoi libri e riuscire a venderne pure parecchi. Aggiungo però che, nell’unico testo che ho letto, ci sono parecchie cose valide e si nota anche una ottima conoscenza della letteratura classica e contemporanea e una grande maestria nella scrittura, cioè sapeva bene come raccontare una storia per avvincere anche lettori dal palato più fine.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  2. remigio ha detto:

    Ci sono alcuni scrittori che si possono solo amare o detestare: tra questi Bukowski, che non detesto ma che non ho mai letto. Nella mia libreria sono presenti alcuni suoi libri, comprati da mio figlio, ma il sottoscritto non li ha mai sfogliati. Non sopporterei le pagine piene di turpiloqui, bestemmie, volgarità e quant’altro. Per me Bukowski è una di quelle persone che non avrei nessuna difficoltà a sentirlo parlare. Anzi credo che sarebbe anche interessante. Se però devo leggere le sue sbornie, le sue esperienze sessuali, il suo essere sporcaccione, ebbene devo dire che mi dà fastidio e non ci riesco. Per me la letteratura è altro. Una cosa sono le parole dette, altra cosa sono le parole scritte. Ciao Nicola

    • Nicola Losito ha detto:

      Concordo in pieno con il tuo pensiero. Resta non risolta la possibilità che, se Bukowski avesse evitato quel suo linguaggio scurrile, forse non avrebbe avuto così successo fra i giovani, ma la letteratura ci avrebbe guadagnato e forse lo avrebbe annoverato tra i grandi autori dell’epoca.
      Cari saluti.
      Nicola

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Remigio,
      non so cosa sia successo, ma ancora una volta non riesco a commentare direttamente nel tuo blog. Ho visto che ti ha commentato il mio amico Tads, ma stranamente da qualche tempo io non ci riesco più. Scrivo il commento, scrivo le mie credenziali, inserisco nome e sito web, clicco su continua e sparisce tutto. Le prime volte mi chiedeva se ero un robot, digitavo la scritta e, se l’azzeccavo, il mio commento veniva pubblicato. Forse con gli ultimi aggiornamenti di Windows 10 è sorta qualche incompatibilità nel mio portatile. Vuol dire che ti commenterò da qui, sperando che tu riesca a leggerlo. C’è un tempo per lavorare, un tempo per pensare e un tempo per oziare. Occorre sapere gestire al meglio questi tre tempi durante tutta la vita. Invecchiando si dà la prevalenza al pensiero e all’ozio. Senza per questo essere persone semplici. L’uomo che sta seduto beato davanti alla porta di casa non è necessariamente un sempliciotto, ma uno che finalmente ha potuto trovare il tempo per oziare, ripensando al suo passato laborioso. Come sta succedendo a me adesso.
      Ciao
      Nicola

  3. tramedipensieri ha detto:

    Ho letto solo qualche sua poesia e devo dire che non è male. Dipinge la realtà come l’ha vista è vissuta.
    Non fa per me però gli riconosco quel piglio schietto (da faccia da schiaffi per intenderci), quel modo diretto di raccontarsi nudo.
    Insomma è riuscito nel suo intento di rendersi antipatico.
    Bisogna dire che ha scritto cose molto, molto particolari…e bene tra l’altro.
    Meglio di tanti scrittori odierni così tanto seguiti…

    In fondo era un fragile per natura…

    Ciao Nicola
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      Non per niente è stato un autore molto amato da una generazione di giovani lettori (maschi e femmine) proprio per quelle sue peculiarità e crudezza. Un uomo talentuoso che aveva capito l’aria che tirava in quel momento nella società americana e l’ha sfruttata al massimo per vivere e sopravvivere ai suoi vizi e stravizi. Qualcuno ha scritto di un talento sprecato, io conoscendolo poco non so confutare o accettare questa valutazione.
      Scriveva di come viveva con troppa sincerità e persino pigiando sull’acceleratore sapendo che qualcuno lo avrebbe amato proprio per questa sua fragilità.
      Caio, cara .marta
      Nicola

  4. sherazade ha detto:

    Contemplo
    Lo stesso
    paralume
    da
    cinque anni
    e s’è coperto
    d’una polvere da scapolo
    e
    le ragazze che entrano qui
    sono troppo
    indaffarate
    per pulirlo.
    Ma io non ci bado
    anch’io sono stato troppo
    indaffarato
    per accorgermi
    finora
    che la luce
    balugina
    fioca
    dietro questi
    cinque anni
    di vita.

    L’ho ovviamente ricopiata dul web questa bella poesia e la ricordavo in tutto il suo doloroso senso di sconfitta. Questo era anche Bukowski : genio e sregolatezza . Io lo apprezzo molto.
    Sheraconunabbraccio

    • Nicola Losito ha detto:

      Nulla da obbiettare. E’ una bella poesia, come sono molto belli alcuni suoi racconti raccolti nel libro che ho letto. Non so quanto si sentisse sconfitto, da quel poco che ho capito, pur essendo quasi sempre ubriaco o fatto di droga, nei momenti di creatività aveva grinta, conosceva i suoi polli (lettori ed editori) si faceva pagare bene i suoi reading e aveva parecchi fan che accettavano il suo modo di vivere. Ci sapeva fare, diremmo oggi.
      Un abbraccio anch’io.
      Nicola

      • sherazade ha detto:

        La terza moglie o compagna lo raddrizzò molto e tuttavia né morigeratezza né soldi prosciugarono la sua vena artistica . Io lo apprezzo molto e trovo volgarità maggiori in tanti pseudo poeti perbenisti col “culo stretto” cit.
        Sheramentrefuoriparepiova

      • Nicola Losito ha detto:

        Sui gusti personali non metto lingua, sono sempre e comunque da rispettare. Leggendo le sue parole nell’unico libro che ho letto, Bukowski sapeva benissimo di prevaricare il bon ton della società dell’epoca con le sue volgarità, ma sapeva di avere un pubblico sia maschile che femminile e a quello si rivolgeva perché dalla vendita dei suoi libri traeva il sostentamento e il surplus per i suoi vizietti.
        Questo non toglie, come ho detto chiaramente nell’introduzione al racconto, che Bukowski avesse un gran talento sia nello scrivere poesie sia nell’inventare storie o nel raccontare il suo privato.
        Può piacere o non piacere, ma questo rientra nella sensibilità di ognuno di noi. Ritrovo questo concetto anche per altri autori. Baricco è odiato e amato parimenti. Il mio idolo Murakami è del tutto insopportabile per diversi miei amici. Io non amo il Simenon delle centinaia di romanzi che ha scritto oltre il suo capolavoro che è il commissario Maigret.
        Cosa dire dunque? Niente, se non accettare i gusti che ognuno di noi si ritrova leggendo e leggendo un po’ di tutto.
        Qui da noi oggi c’è il sole.
        Cari saluti.
        Nicola

      • sherazade ha detto:

        De gustibus.. ma noi siamo qui per disquisire non per farci le pulci 😉
        sheratranuvolesolecomenellavita

      • Nicola Losito ha detto:

        Esatto. Anche a me piace la discussione, sale della vita.
        Weekend di relax per me.
        Nicola

      • sherazade ha detto:

        Parco e sole x noi romani 🌷🍀🌹

  5. li2015 ha detto:

    Non ho mai letto nulla di quest’autore, ma il tuo articolo mi ha incuriosito, così come il racconto. Magari inizierò proprio dal libro di cui hai parlato. Buona giornata!

    • Nicola Losito ha detto:

      Penso proprio che il libro da me citato potrà darti un’idea abbastanza precisa del suo modo di scrivere e di intendere la letteratura. Potrà piacerti o non piacerti, ma la sincerità nello scrivere quei suoi comportamenti fuori dalla norma fanno capire il successo che ha avuto tra i giovani.
      Buona giornata anche a te.
      Nicola

      • li2015 ha detto:

        Grazie! Proverò a leggerlo. E
        ti dirò. Conosco qualche pensiero o poesia, quelli girano in internet o che altri scrittori a volte citano. Certo, non sono sufficienti per avere un’opinione. Buona serata!

      • Nicola Losito ha detto:

        Mi pare giusto che tu debba farti un’opinione e questa puoi ottenerla solo affrontando la lettura di una o più sue opere. Poi mi dirai.
        Cordiali saluti.
        Nicola

  6. ventisqueras ha detto:

    è un tizio decisamente inquietante, e devo dirti sinceramente che pur ammirandone la genialità non rientra esattamente nelle mie corde, quindi ho letto qualcosa di lui ( soprattutto Poesie perché meglio riescono a farmi capire l’animo di chi scrive) ma diciamo quasi più a titolo informativo che altro, non posso quindi esprimere altro giudizio che quello di una patinatura a lui data molto superficiale ( non lui superficiale, intendiamo! la mia infarinatura della di lui opera)
    felice fine settimana

    • Nicola Losito ha detto:

      Anche il mio giudizio è parziale perché di Bukowski ho letto solo un libro di racconti e non conosco le sue poesie. Comunque condivido ciò che scrivi. Ammiro il suo talento e anche il suo coraggio di mettere a nudo la sua personalità non facilmente interpretabile. I suoi eccessi in vita sono la cifra principale del suo scrivere e sono ciò che lo hanno reso famoso. Si tratta di vedere se entrerà o meno a far parte degli immortali della letteratura.
      Buon weekend anche a te.
      Nicola

  7. giselzitrone ha detto:

    Liebe Grüße und einen schönen Samstag wünsche ich dir eine Umarmung Gislinde

  8. ili6 ha detto:

    Ho letto solo qualche poesia, peraltro bella, ma non ho mai sentito trasporto tale da impegnarmi nella lettura di un suo libro. Ora, però, mi è piaciuto il brano che ci hai proposto. Quindi chissà…

    Buona serata,ciao

    • Nicola Losito ha detto:

      Nella serie di racconti contenuti nella raccolta che ho citato e letto ce ne sono diversi molto apprezzabili e molti in cui lui si scatena parlando troppo in libertà e descrivendo situazioni di certo poco raccomandabili. Però ho sentito la necessità di conoscere questo scrittore tanto lontano dal mio sentire.
      Buona serata anche a te.
      Nicola

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