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    Oggi, osservando la parte sinistra della home page del mio blog qui sulla piattaforma WordPress, mi sono accorto di avere raggiunto un traguardo che, a prima vista, sembra essere davvero riguardevole.

    Orpo! ho esclamato con malcelato orgoglio.

    Chi l’avrebbe mai detto che, con le mie facezie lanciate quasi settimanalmente nell’immenso oceano web, avrei raggiunto più di 500 individui! Tra questi ci sono uomini e donne in carne e ossa che conosco e frequento nella vita reale ma, in maggioranza, ahimè, si tratta di conoscenze puramente virtuali.

    Quasi volando a 10 centimetri dal pavimento (purtroppo il soffitto di casa mia non è altissimo) sono andato in cucina, ho stappato una bottiglia di champagne (una di quelle costose che tengo in serbo solo per le grandi occasioni) e con due flûte di puro cristallo di Boemia sono andato in soggiorno dove mia moglie dormiva della grossa davanti alla televisione. L’ho svegliata con delicatezza e le ho spiegato le ragioni dei festeggiamenti in corso. Lei ha aperto un occhio, ha afferrato la flûte, ha bevuto con grande piacere lo champagne francese e si è riaddormentata di nuovo subito dopo avere sentenziato: "Avrei preferito che tu avessi vinto al lotto, così potevamo cambiare la nostra auto vecchia di 15 anni!"

     Dunque, dalla mia signora non ho ricevuto né baci e abbracci né complimenti per il traguardo raggiunto dal mio blog. Di colpo sono ritornato con i piedi per terra e ho capito che la mia gioia di qualche istante prima era esagerata e che il traguardo raggiunto non era quella gran cosa da festeggiare…

    Tornato davanti al portatile ho riaperto WordPress e sono andato nella sezione relativa all’amministratore del mio sito dove vengono elencati tutti gli indirizzi web dei miei seguaci. Ne ho scelto uno a caso e sono andato a visionare il relativo blog. Sorpresa: il blog era inesistente!

Cattura15

    Ne ho aperto un altro, sempre a caso, e questo risultava expired da 71 giorni:

Cattura 

A questo punto mi è venuto un angosciante sospetto e così, armato di santa pazienza, ho cliccato, uno per uno, su tutti gli indirizzi dei miei followers ed è risultato che quasi il 90% dei 500 simpatizzanti o avevano chiuso il proprio blog o non l’avevano aggiornato da un sacco di tempo, forse disamorati dal fatto di avere pochi commenti e scarse visualizzazioni.

    Mi sono cadute, letteralmente, le braccia…

    Inevitabilmente mi sono chiesto: “Perché WordPress non aggiorna il suo database, cancellando i siti inattivi o, al limite, eliminando quelli che non esistono più?”. Uno come il sottoscritto finisce per montarsi la testa credendo di avere tanti affezionati lettori quando, in realtà, su 500 in portfolio, a seguirmi (quando va bene) sono una cinquantina di persone e a leggermi con attenzione/a commentarmi sono (al massimo) una decina. I like di simpatia di certo mi fanno piacere, ma è inutile contarli perché, spesso, sottintendono veloci passaggi senza lettura, cioè sono un puro segno di gentilezza nei miei confronti. I miei post, cosa ormai nota, prevedendo più videate, si possono apprezzare (poco o tanto) solo soffermandosi nel sito diversi minuti.

    Nell’analisi eseguita andando a sbirciare nei siti dei miei 500 followers, ho individuato alcuni blogger russi, alcuni spagnoli, tedeschi e americani: tutta gente simpatica e carina ma che non capisce una sola parola d’italiano e che, difficilmente, possono appassionarsi ai pensieri e alle divagazioni del Signor Giacomo. Fra questi 500 seguaci ho scoperto parecchi blogger che presentano unicamente un loro libro auto-prodotto; dei fotografi bravi ma che pubblicano solo loro foto; alcuni promoter di ditte sartoriali, di prodotti di bellezza femminile, di palestre che offrono sconti ai nuovi clienti, eccetera. Mi pare poco probabile che tutti questi signori e signore possano perdere tempo a leggere i miei lunghi post settimanali…

    Perché, allora, si sono iscritti al mio blog? mi domando. Ovvio che la loro iscrizione non è stato altro che un tentativo di promuovere se stessi o la propria attività imprenditoriale. Infatti la netiquette consiglia di andare almeno una volta a ringraziare del gradito passaggio chi si iscrive al tuo blog. Detto brutalmente, si tratta di spam che non dovrebbe esistere su una piattaforma di prestigio come WordPress che ha la missione di accogliere gente appartenente alla categoria dei blogger, cioè di persone che amano scrivere/leggere e scambiare opinioni sui vari post che vengono pubblicati ogni giorno.

    Nell’elenco dei miei seguaci, infine, ho trovato una folta schiera di bravi e (più o meno) famosi blogger che hanno un bellissimo sito tenuto aggiornato con regolarità, che possono vantare moltissimi commenti e un numero spropositato di aficionados ma che, purtroppo, non amano contraccambiare le visite ricevute.  Con il banale trucchetto dell’iscrizione a un blog, seguito da uno o più like, attirano gente nel proprio sito, la affascinano con la loro bravura, la convincono a iscriversi, aumentando così il target del loro blog, ma poi non contraccambiano mai l’amore e la considerazione appena acquisita. Questi blogger, però, posso giustificarli: avendo tanti commenti a cui rispondere non hanno il tempo materiale di contraccambiare le visite che ricevono. Se lo facessero, sarebbero costretti a stare tutto il santo giorno collegati a Internet.

   Ci sono poi quelli che hanno smesso di seguire il mio blog perché non gradiscono più ciò che pubblico. In questo caso non posso farci niente, però credo che sarebbe più corretto se costoro cancellassero l’iscrizione dal sito che non intendono più visitare, rendendo così davvero onesto e reale il numero di followers che tanto ingolosisce noi (piccoli) blogger.

    E’ ovvio che non si può piacere a tutti. Succede anche ai grandi scrittori-comunicatori di stancare i propri lettori o di avere dei detrattori, ma a me farebbe meno male se un eventuale giudizio negativo sui miei post venisse dichiarato non con l’indifferenza-assenza, ma spiegando il proprio pensiero chiaramente nei commenti, convinto come sono che una critica ben documentata può solo far crescere chi mette in pubblico i propri scritti.

    Termino questa (noiosa) analisi dei dati statistici del mio blog ringraziando con tutto il cuore chi mi segue con costanza e che, di tanto in tanto, spende parte del proprio prezioso tempo per leggere e commentare i miei post. Dunque, è con questi 30/40 amici che oggi festeggio, con grande allegria, un traguardo piccolo ma per me importante, fregandomene altamente dei cosiddetti followers fantasma…

Brindiamo

   

Alla prossima.
Nicola

Crediti: alcune delle immagini pubblicate nel post le ho trovate su internet e ai rispettivi autori va il mio più sentito grazie.

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E’ molto brutto quando si è costretti a parlare della morte. Ne convengo e forse non sarebbe nemmeno un argomento da trattare in un blog come il mio in cui la leggerezza e l’allegria sono di casa sempre e comunque.

Oggi, sconvolto e amareggiato da una notizia appena ricevuta, però, sento il bisogno di esternare il mio pensiero riguardo al comportamento di quella signora che ha il compito insindacabile di mettere la parola fine al nostro percorso terreno.

Tutti, prima o poi, dobbiamo morire: da qui non si scappa. E’ inutile che ce lo nascondiamo sperando – scaramanticamente – di lasciare questa terra il più tardi possibile. Superati i cent’anni, quell’odiata e odiosa signora si presenterà al nostro cospetto e ci darà il benservito. Lei farà giustamente il suo dovere istituzionale e tutti, parenti, amici e conoscenti, non avranno di che ridire o contestare. A quell’età abbiamo di sicuro superato il nostro limite, non serviamo più a nulla, anzi, siamo un peso per la società ed è corretto che ci togliamo di torno.

A volte, penso cioè a tutti coloro che, innocenti, muoiono per colpa di un terremoto o per lo scoppio di una bomba. In questi casi quella signora di cui stiamo parlando dovrebbe rifiutarsi d’intervenire, dovrebbe rivolgersi al suo Diretto Superiore e protestare vivacemente affinché Lui intervenga in tempo a curare i mal di pancia del sottosuolo che ha deciso, senza alcun preavviso, di assestarsi. Deve pretendere che Lui si dia carico di punire chi ha costruito case non sicure, e, soprattutto, si premuri di mettere un po’ di buon senso nelle teste degli odierni signori della guerra o dei terroristi che seminano morte e terrore sperando di trovare nel loro desiderato paradiso delle vergini ben disposte nei loro confronti…

Infine, la signora con la falce dovrebbe rifiutarsi d’intervenire quando un figlio o una figlia sono costretti ad andarsene prima dei loro genitori.

Questa è una delle morti più ingiuste che ci siano. E qui mi fermo, sottolineando, con grande tristezza, questo suo gravissimo errore che, per mille e una ragione, sembra impossibile da correggere. Ma, se lassù Qualcuno è in ascolto, sappia che è ancora in tempo per intervenire e salvare quelli che hanno tutti i diritti di vivere ancora la propria vita.

Resisti Stefania!

Nicola

Care amiche/amici,

presto sarà San Valentino, la festa degli innamorati, e mi sembra giusto che vi parli di Marco, il mio filarino. Naturalmente è un bambino bellissimo (non poteva essere altrimenti, vero?), però, come vedrete, non è sveglio come speravo. Gli sto insegnando tutto quel che so sull’amore, ossia le basi fondamentali per instaurare una relazione duratura fra di noi. Ma che fatica, gente!

Striscia 40 - 2015

Striscia 41 - 2015

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Arrivederci alla prossima puntata.

Betta

Ragazzi, che giornata nera qui città! Sta piovendo di brutto e il cielo è nero nero. Pare sia arrivato di colpo l’autunno: Dio che noia…

Beh, per sollevarmi il morale, sento il bisogno di sorridere e sperare che lo stesso accada a voi. Per questo mi ritiro di buon ordine e cedo la parola a una persona che mi è cara.

Nicola, Milano lì 23-09-2015

Betta

Mi chiamo Elisabetta, ma, in casa, tutti mi chiamano Betta, credo per comodità. Elisabetta è un nome troppo lungo e i miei genitori lo usano solo quando devono sgridarmi per un mio estemporaneo capriccio o quando intendono farmi una di quelle noiose ramanzine per sottolineare qualche mio comportamento del tutto fuori dalle (loro) regole.

Pur essendo abbastanza giovani, i miei genitori (soprattutto mamma) pensano che la società sia ferma a quando loro due avevano la mia stessa età e perciò,  spesso e volentieri, considerano scorretto il mio desiderio di libertà di espressione e il mio modo di presentarmi al mondo che ci circonda. A undici anni suonati credo di avere diritto di dire la mia su tutto, o sbaglio?

In realtà la vera conflittualità è tra me e mamma. Con papà le cose vanno molto meglio, anzi vanno benissimo quando siamo soli io e lui. La presenza di mamma (purtroppo) lo blocca un pochino, altrimenti in casa vincerei ogni battaglia o discussione.

Spero non pensiate che io sia una bambina prepotente, tutt’altro! Il fatto è che sto crescendo in fretta e per affermare la mia personalità devo mettere in scena caparbietà e carattere per non farmi sopraffare dai grandi.

Chi mi conosce bene sa che posso essere dolce e tenera come un pulcino appena nato, ma sono pronta – in un batter d’occhio – a trasformarmi in una tigre per difendere le mie convinzioni.

Prima di procedere, però, devo dire che in famiglia siamo tutti belli, mamma compresa. I problemi nascono dal fatto che papà e io siamo bellissimi mentre mamma crede ancora di essere lei la più bella del reame. Forse lo era in passato, ma adesso che ci sono io in casa non c’è più storia. Papà, invece, ha saputo mantenere intatta la bellezza di quando era giovane, anzi più passano gli anni e più il suo aspetto fisico migliora.

Adoro il mio papà non solo perché è bellissimo, ma perché è malleabile, perché sa ascoltarmi con attenzione e cerca sempre di capire il mio punto di vista. Mamma, al contrario, con la scusa di educarmi, ha sempre il ditino alzato come la maestra a scuola. Se non faccio come dice lei, se non mi vesto come decide lei, sono discussioni a non finire!

La cosa peggiore che mi ha combinato mamma ultimamente è stata quella di mettere in cantiere un fratellino (o una sorellina) senza chiedere il mio parere. Questo intruso (intrusa) nascerà nella prossima primavera e la mia vita, ne sono sicura, diventerà un vero inferno. Dovrò dividere a metà la mia stanza, dividere a metà l’eredità quando mamma e papà non ci saranno più e – ovviamente – avrò la metà delle probabilità di sposarmi, non essendo più figlia unica. I miei genitori per consolarmi mi hanno regalato un cane femmina: presto capirete perché l’ho chiamata Marka.

Quest’anno ho finito brillantemente la quinta elementare e ho detto di sì a Marco il mio compagno di banco che mi fa il filo da un sacco di tempo. Mamma, stranamente, ha preso bene la notizia che ho un filarino fisso, mentre papà all’inizio ha protestato ma sono riuscita facilmente a convincerlo che nessun ragazzino, pur bello che sia, riuscirà mai a intaccare l’amore incondizionato che nutro per lui.

Marco è un bellissimo bambino, ma, come tutti i maschi della sua età, è timido e massimamente imbranato. Ho dovuto darmi da fare parecchio per convincerlo che le bambine non si accontentano di essere tenute per mano, ma che, per mantenere vivo un rapporto affettivo, occorrono carezze e pure qualche bacetto…

Ora Marco è in vacanza in Sicilia e io sono in campagna dai nonni nella pianura bergamasca. Ci sentiamo qualche volta al cellulare e ogni tanto ci scriviamo: mamma sostiene che scrivere una vera lettera è più romantico di inviare una mail con il telefonino o con il computer. L’ho accontentata ma non sono molto d’accordo. Oggi chi scrive ancora lettere a mano? Sbaglio forse a dire che mamma è antica?

In campagna ho conosciuto bambine e bambini della mia età e anche un ragazzino di nome Manuel che ha due anni più di me. Mi piace tantissimo ed è molto più sveglio di Marco. Ora sono indecisa sul da fare…

Termino qui, ma avremo tempo in futuro di conoscerci meglio e di dimostravi con i fatti che sono una bambina in gamba, che mio papà è bellissimo e mamma molto meno…

CopertinaPapàBellissimo

Se volete leggere le mie avventure vi consiglio di acquistare questo libro a fumetti che è in vendita su Amazon sia in formato e-book sia in cartaceo:

http://www.amazon.it/gp/product/B01080FX3A?keywords=nicola%20losito&qid=1440444636&ref_=sr_1_6&s=books&sr=1-6

Striscia 15 - 2015

Striscia 16 - 2015

Striscia 17 - 2015

Striscia 18 - 2015

Striscia 19 - 2015

Sorridere fa buon sangue. A presto!

Betta

 

2011 in review

Pubblicato: 01/01/2012 in Uncategorized

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 2.200 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 37 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.