Posts contrassegnato dai tag ‘Ground Zero’

Nella precedente puntata ci eravamo lasciati che mia moglie ed io stavamo esplorando New York dalle parti di Manhattan Downtown: bene, siccome in questa zona ci sono tante cose da vedere rimaniamo ancora un po’ qui.

Dopo avere guardato la parte di Ground Zero che s’intravede uscendo dalla fermata Fulton St. del metrò, c’incamminiamo a piedi verso la punta estrema dell’isola di Manhattan e, superata la coda chilometrica di gente che attende il traghetto per la Statua della Libertà (un’attesa di tre o quattro ore sotto il sole a picco per fare un giro di mezz’ora nelle acque dell’Hudson River!), attraversiamo il Battery Park e raggiungiamo il lato occidentale del World Financial Center. Qui si può entrare nello spettacolare Winter Garden (Giardino d’inverno, da poco ricostruito) dove, oltre alle altissime palme che sono sopravvissute alla tragedia dell’undici settembre, si ha la vista più estesa e completa di Ground Zero e dei lavori in corso ormai da dieci anni.

clip_image002

Winter Garden

clip_image004

Ground Zero visto dal Winter Garden

Poi, camminando di buon passo, ci dirigiamo verso Chinatown. Capitiamo proprio nel bel mezzo di una festa popolare locale. Ci soffermiamo ad ascoltare musica dal vivo e a osservare facce serene di uomini e donne a riposo che si godono, muniti di ombrellini colorati per proteggersi dal sole, il caldo estivo su panchine di un grande giardino affacciato sulla strada. Guardate nella foto sottostante (o nel filmato che segue) con quanta attenzione il vecchio musicista suona il suo rudimentale strumento e come poi cambia velocemente bacchette per terminare il pezzo!

clip_image006

Nel video ho dovuto tagliare gran parte delle riprese della festa perché la musica era un po’ ripetitiva, ma vi assicuro che conservo tutta la versione integrale di dieci minuti che ho ascoltato in religioso silenzio mentre filmavo.

Una volta attraversata Chinatown la strada principale sfocia direttamente in Little Italy. Qui, se possibile, la confusione è ancora maggiore di prima, ci sono più turisti e più auto, ma la prima impressione che si ha è di essere finiti in una propaggine di Chinatown. Ci sono ancora le insegne italiane dei vecchi ristoranti e negozi, ma i nuovi proprietari (o la gente che ci lavora) hanno quasi tutti gli occhi a mandorla. Così è parso a me, ma ho la quasi certezza che di italiani in Little Italy ce ne siano rimasti ben pochi.

clip_image007

Little Italy

Proseguendo a piedi si arriva nella famosa Soho newyorchese. Qui il traffico delle auto è pazzesco, le strade sono strette e le vetture sono tante. Il vocio dei quartieri popolari che abbiamo appena visitato viene sostituito dal suono stridente dei clacson degli automobilisti imbottigliati tra un semaforo e l’altro.

A parte questo, a Soho si trovano gli edifici più belli della città vecchia, edifici che non sono altro che le antiche fabbriche riadattate a case di pregio o ad ambienti espositivi di moda, arte o mobilia pregiata. A sentire mia moglie, che di queste cose se ne intende, a lei piacerebbe vivere a Soho se si riuscisse a eliminare del tutto le auto…

clip_image009

Soho

A Soho termina la quarta puntata del viaggio negli Usa e in Canada.

E ora, se ne avete voglia, date un’occhiata al breve filmato senza parlato ma con bella musica che vi permetterà di seguire passo passo quanto ho appena raccontato della nostra recente esplorazione di New York.

Alla prossima!

Nicola

Annunci

 

clip_image002

Ground Zero

Oggi riprendiamo in esame il mio viaggio di quest’estate negli Stati Uniti e in Canada. Nei due precedenti filmati relativi alla città di New York abbiamo visto l’Uptown e la Midtown dell’isola di Manhattan, in quello odierno daremo una veloce occhiata a Downtown. Qui si trovano Ground Zero, Wall Street, Battery Park, Historic District, Le Corti di Giustizia, China Town, Little Italy e Soho. Dunque a Downtown c’è tantissimo da visitare. In questo terzo filmato esploreremo le prime quattro voci in elenco, rimandando il seguito alle prossime puntate.

Nel 2011 c’è stato il decennale dell’attentato alle torri gemelle: i giornali, le televisioni ne hanno parlato fin troppo, quindi evito di dilungarmi su questo increscioso episodio di terrorismo islamico. L’unica cosa che posso dire da spettatore in visita è che, a differenza di tutte le altre parti di New York, rumorose oltre il dovuto, qui la gente, le auto, gli operai che lavorano alla ricostruzione, evitano il più possibile di fare chiasso. Non si sentono clacson fastidiosi, non ci sono ambulanti che gridano, sembra quasi che il luogo della tragedia imponga a tutti un automatico momento di riflessione, qualche istante di silenzio o di preghiera per le vittime dell’attentato. I genitori stanno attenti a che i bambini non gridino e quasi nessuno si fa fotografare davanti alle macerie ancora visibili. Girando attorno a quest’area dove più di tremila persone sono morte e vedendo con i propri occhi l’orrore che può provocare l’odio fra popoli di culture diverse, chissà quanti hanno ritrovato, fosse anche per un solo istante, quel sentimento di comprensione umana verso il prossimo che da troppo tempo tutti abbiamo dimenticato.

Ben diversa è l’atmosfera che si vive a Wall Street. Questa strada, dove il passaggio delle auto è impedito, è meta di visitatori che desiderano assaporare quello che era lo strapotere del dollaro prima del probabile tracollo dell’economia americana e dove alcuni sperano d’incontrare qualche danaroso finanziere col sigaro acceso in bocca. C’è la coda per farsi fotografare davanti al monumento di George Washington. Qui le costruzioni sono massicce e imponenti non in altezza ma in larghezza, larghezza che è poi il vero simbolo dell’opulenza.

Nella punta dell’isola di Manhattan è possibile vedere Battery Park, cioè il parco con i monumenti ai caduti nelle varie guerre combattute dall’America e, in lontananza, il Ponte di Brooklin e la Statua della libertà.

A Downtown c’è anche l’Historic District dove si può visitare il Museo delle navi storiche americane.

Ultima nota di colore: qui, sotto un cavalcavia dell’autostrada, c’è un’area cani ben attrezzata ma terribilmente triste. Le bestiole scorrazzano (per modo di dire) non sull’erba ma sul cemento. Ahimè, Central Park, l’immenso parco di New York, è a parecchi chilometri di distanza…

Buona visione.

Nicola

P.S.

I video senza parlato possono risultare noiosi da guardare, questo lo so anch’io, perciò ho provato a inserire un commento utilizzando la mia voce.

Accidentaccio!01772D~1

Il timbro della mia voce registrata è così fesso che, per non peggiorare il tutto, ho preferito cancellare il parlato. Per rendere più godibili i filmati, perciò, ho inserito dei pezzi musicali scelti con grande cura.