Della serie: riusciranno gli scrittori di oggi a superare i grandi del passato – Ultima puntata.

In questi giorni di ridotta mobilità (vedi La sedia infame), a furia di imbottirmi di integratori sotto forma di pillole, di polverine misteriose da sciogliere in acqua, di punture da quattro c.c. (dose da cavallo) per nutrire i miei nervi che sono stati compressi e compromessi dalla mia rovinosa (e umiliante) caduta, è avvenuto che tutte le mie terminazioni nervose si sono ribellate all’eccesso di cure a cui sono state sottoposte e se la sono presa con me. Infatti, invece di ringraziarmi per tutte le vitamine che gli propino, mi tormentano sia di giorno sia di notte e sto quasi uscendo pazzo dal dolore al braccio sinistro. Per lenire questa sofferenza prendo un antidolorifico che ha come principi attivi il paracetamolo e la codeina (un alcaloide contenuto nella polvere d’oppio): in pratica mi sto drogando con la benedizione del mio medico curante, in quanto la codeina durante il metabolismo si trasforma in morfina.

Quando alla fine (se mai una fine ci sarà) di questa mia disavventura tornerò ad avere la disponibilità motoria di entrambe le braccia e la mano sinistra riprenderà la normale sensibilità, di sicuro sarò assuefatto alla morfina e, a ogni accenno di probabili nuovi malesseri, sarò costretto a ingerire droghe sempre più pesanti trasformandomi in uno di quei zombie che affollano i B-Movie trasmessi in tv dopo la mezzanotte… Al momento, visto che nessun sonnifero ha un effetto duraturo, dormo pochissimo e così tutte le cellule del mio povero cervello sono costrette a un super lavoro notturno.

Vi interessa sapere cosa penso nelle lunghe nottate insonni che passo alternando il letto alla poltrona, visto che in nessuna delle due sistemazioni il mio braccio sinistro trova la posizione giusta per rilassarsi almeno un’ora di fila? Non ve ne frega niente? Ok, io ve lo dico lo stesso, perché questo è l’argomento del mio post odierno. A bocca aperta

In quei momenti di veglia coatta penso con terrore al mio futuro, a quel po’ di tempo che mi resta ancora da vivere e ai tanti progetti fantasiosi che non sono riuscito a realizzare. Per non farla troppo lunga vi parlo solo dei tre più importanti.

LibriImpilati

C’è stato un tempo in cui avevo in mente di leggere tutti i libri di questa terra. Non ridete, ero un ragazzino molto sveglio quando ebbi questo geniale pensiero: allora leggevo in fretta e memorizzavo ogni cosa che leggevo. Crescendo, alla passione della lettura si aggiunse il piacere della scrittura. In più, oltre a studiare ingegneria all’università di Bologna, disegnavo fumetti umoristici.

Bei tempi quelli!

Poi, purtroppo, iniziò la vita vera. Finita l’università trovai lavoro, mi sposai ed ebbi tre figli nel giro di quattro anni. Ovviamente smisi di leggere, di scrivere e di disegnare (leggere un libro all’anno non era leggere, scrivere mail ad amici non era scrivere e la vena umoristica la chiusi in un cassetto).

Raggiunta la pensione i miei sogni di bambino ripresero piede ma, a causa dell’età avanzata, fui costretto ad aggiustare di parecchio il tiro.

Oggi, infatti, non sono più capace di disegnare, non riesco a leggere velocemente e dimentico quasi subito ciò che leggo: per forza di cose debbo scegliere fra i tanti libri presenti sul mercato, solo i migliori, cioè quelli suggeriti dalla critica qualificata o da amici letterati. Ovvio che non sono soddisfatto per niente di me stesso! Quest’anno, in particolare, degli otto romanzi che ho letto finora, tolto Un pezzo d’uomo  di Kari Hotakainen di cui vi ho parlato poco tempo fa, tutti gli altri mi hanno parecchio deluso. Non faccio nomi e cognomi perché mi dispiace mettere alla berlina autori di grande fama che in passato hanno dato notevoli prove di bravura ma che – a mio parere – non hanno avuto il coraggio di deporre la penna quando era il momento giusto per farlo. Che questa delusione, invece, sia un segnale di saturazione della mia capacità di lettura? Dio mio, spero di no!

Che fine ha fatto la mia antica passione per la scrittura?

Scrivere

La storia qui si complica e sarebbe troppo lungo e noioso ripercorrere il cammino letterario che ho compiuto fino ad oggi: perciò semplifico al massimo. Come ho detto poc’anzi, gli impegni di lavoro, la famiglia, i figli e chissà cos’altro mi avevano costretto a mettere la sordina alle mie velleità artistiche giovanili, però, una volta entrato in pensione, nei primi cinque o sei  anni di libertà da impegni lavorativi, sono ripartito con l’entusiasmo e l’energia di uno sbarbatello. Ho letto tantissimi libri, ho scritto decine di racconti, ho aperto e chiuso blog, e mi sono pure cimentato in un paio di romanzi. Ovviamente questo stato di grazia non poteva durare. Ultimamente la natura (il peso dell’età) ha avuto il sopravvento, infatti, adesso leggo poco e praticamente ho smesso di scrivere seriamente. Più che altro cazzeggio al computer. Forse, come è successo per la lettura, la passione per la scrittura è scesa ai minimi termini. Non ho più gli stimoli giusti e, soprattutto, ho maturato nuovi convincimenti.

Da piccolo pensavo che, per diventare un grande scrittore, occorresse leggere libri su libri e bastasse conoscere alla perfezione le regole della grammatica e della sintassi. Sbagliavo di grosso. Nella mia vita ho macinato migliaia di libri, ho fatto buoni studi, eppure non ho vinto il premio Nobel della letteratura. Oggi mi sono convinto che per entrare nell’Olimpo dei famosi occorre avere, sin dalla nascita, una marcia in più rispetto all’enorme pletora di (presunti) scrittori che, avendo pubblicato un libro che ha venduto un certo numero di copie, credono di essere autori di successo in grado di competere con i grandi del passato. La verità vera è  che le mille letture e le tante parole scritte e riscritte servono solo ad affinare una dote specifica – una vera e propria regalia divina – che è già incisa nel DNA di quei pochissimi eletti a fama duratura.

Ho impiegato anni a capire che quel dono non ce l’avevo ma ora, finalmente conscio di ciò, mi sono messo l’animo in pace e di sicuro non mi suiciderò se non raggiungerò i traguardi a cui aspiravo in gioventù.

Questo significa che non leggerò più e non scriverò più? Non scherziamo!

Continuerò a fare entrambe le cose, però con uno spirito diverso e con una maggiore consapevolezza dei miei limiti. A guadagnarci – spero – sarete voi che di tanto in tanto seguite il mio blog: diminuiranno i miei pallosi articoli centrati sulla scrittura (qualcuno li ha trovati troppo autoreferenziali…), scompariranno i piagnistei sui miei mancati successi e darò più spazio ad altri argomenti.

Contenti? Occhiolino

Si conclude così – serenamente – la serie di post dedicati agli scrittori di oggi che sperano di superare i grandi del passato.

Nicola

P.S.

Come sempre le immagini sono state prese da Internet e il copyright appartiene ad autori a me sconosciuti ma decisamente bravi.

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commenti
  1. in fondo al cuore ha detto:

    Tu scrivi quello che vuoi senza tanti problemi…..tanto difficilmente potrà andare bene a tutti 😉 Hai ragione riguardo al saper scrivere, è sicuramente una dote, ma anche se non lo si fà a livelli eccelsi l’importante è farlo con piacere…. Buon inizio settimana e l’augurio che tu ti possa riprendere quanto prima!

    • Nicola Losito ha detto:

      Hai perfettamente ragione: è impossibile che uno scritto, anche se curato al massimo, possa piacere a tutti. Ci sarà sempre chi storcerà il naso e, dopo due righe, abbandonerà la lettura.
      Adesso sono maturato (era ora, direbbe mia moglie!) e non me la prendo più. 😀
      Nicola

  2. Sissa ha detto:

    Senti, ti avevo scritto una spatafiata da ridere che ora mi è sparita nel cyberspazio… buon per te!
    Mi dispiace per i dolori fisici. Sono veramente pazzeschi e fiaccano l’animo. Prima o poi ti passeranno e ritornerai in gran forma, ne sono certa. Non sentirti in colpa per il fancazzismo fancazzista e cerca qualcos’altro ma solo se ne hai voglia: che non diventi un’ossessione la ricerca di impegnare il tempo!
    Riprenditi presto, soprattutto cerca di non soffrire troppo.
    Sissa

    • Nicola Losito ha detto:

      Ogni tanto i computer fanno le bizze e cancellano ore e ore di lavoro… Qualcuno potrebbe dire: meno male! 😉
      Invece io so che le tue lunghe mail sono sempre interessanti e mi costringono a riflettere.
      Sarà per una prossima volta.
      Per il mese entrante so già come occupare il tempo: mi aspetta un viaggetto in Turchia e spero che le mie braccia reggano il peso della videocamera.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  3. Cristiano ha detto:

    L’arte della scrittura è il mezzo per esprimere noi stessi e le nostre esperienze, e condividere i risultati del nostro cercare. Nel leggere le tue avventure di scrittore mi sono divertito un sacco, e ho visto le cose sotto nuovi punti di vista. E’ questa capacità, scrivere di esperienze ed emozioni, che fa di te uno scrittore, e non il successo. Se quindi deciderai di scrivere di altri temi, (tipo un fumettista alla ricerca del disegno perfetto), parti dalla consapevolezza che la gente ti leggerà volentieri !

    • Nicola Losito ha detto:

      Molto bello e condivisibile tutto ciò che hai scritto. Come sai bene, tra lettura e scrittura c’è una sostanziale differenza. Si può leggere un libro per il solo piacere di farlo, senza altro scopo se non di carpire il pensiero di un certo autore e valutarne la grandezza o la miseria, per apprendere i particolari sconosciuti della vita di un personaggio famoso, eccetera. Scrivere, invece, è una scelta che viene fatta con precisi intendimenti, altrimenti non la si fa. Nessun dottore obbliga un suo paziente a scrivere, mentre può consigliargli la lettura di un libro se ha dei particolari problemi da risolvere. Gli intendimenti di chi scrive sono tantissimi: per soddisfare la propria vanità, per comunicare al mondo le proprie (mirabolanti) esperienze e, perché no? per arricchirsi o perché si desidera la fama. Ogni sfaccettatura della scelta di scrivere ha la sua valenza e nessuna in sé e per sé è negativa, a parte forse soddisfare la pura e semplice vanità. Inoltre, non credo assolutamente che qualcuno scriva per il solo piacere di farlo riponendo poi le proprie cose in un cassetto. Mi sembra abbastanza sciocco dire/fare una cosa del genere. Di sicuro la componente del piacere è parte importante/fondamentale del sedersi dietro una scrivania per mettersi a scrivere. Poi intervengono tutti o solo una parte dei vari scopi prima elencati. Affermo questo perché, scrivendo da anni, tutte queste pulsioni le ho provate anch’io. Piano piano ho tarato, in base ai risultati (modesti) conseguiti, la meta da raggiungere.
      Accontentandomi di piccoli traguardi, per me “scrivere” è una grande/grandissima soddisfazione.
      Un caro saluto.
      Nicola

  4. stravagaria ha detto:

    Tempo di bilanci… gli acciacchi fisici hanno anche questa ricaduta ma se alla fine ci guardiamo e ci sentiamo in equilibrio non tutto il male vien per nuocere.

    • Nicola Losito ha detto:

      Diciamo che gli acciacchi, obbligando una persona a ridurre la propria attività, costringono a fare un bilancio della propria vita. E questo, purché la mente sia serena e non distruttiva, è cosa positiva. Con simili premesse un equilibrio lo si raggiunge sempre. Io, anche se a fatica, ci sto arrivando.
      Nicola

  5. Più che altro scrivere non preclude la lettura, anzi direi il contrario…

  6. tramedipensieri ha detto:

    Uff. dai…uno zombie no, ti prego…. 😉
    Speriamo piuttosto che braccio o non braccio tu riesca a dormire perchè altrimenti sono guai, non solo per te ma anche per noi mi sa…..
    Mi piace il tuo modo di scrivere…e se rispecchia come sei…è fantastico…con quella vena umoristica che rende ogni cosa più leggera…e fa tanto bene fa…

    grazie Nicola
    buona serata
    .marta

    PS: Le mogli in genere hanno sempre ragione… così giusto per dire….

    • Nicola Losito ha detto:

      Questa volta tocca a te conoscere per prima una novità della mia (faticosa) convalescenza. Ieri notte ho dormito sempre a letto e non ho dovuto usare la poltrona. Considero questo un bel passo in avanti nel mio cammino di rinascita. Spero di essere arrivato in cima alla montagna e che inizi, finalmente, la non facile discesa.
      Il mio senso dell’umorismo ultimamente ha ricevuto parecchie batoste, ma devo a questa (modesta) dote la forza di oppormi alla depressione.
      Nicola
      P.S.
      Un antico adagio bolognese afferma che “i matti hanno sempre ragione…” 😀

  7. sguardiepercorsi ha detto:

    Sei diventato saggio! 🙂 E adesso puoi davvero goderti la scrittura, libero da aspettative, e noi leggeremo con piacere! Ti auguro di guarire presto… I dolori dei nervi sono davvero sfiancanti! Un abbraccio!

  8. Rosanna ha detto:

    E’ molto gradevole continuare a seguire i tuoi pensieri, dandoci l’opportunità di conoscerti a fondo. Tanti cari auguri per tutto.
    Un abbraccio a te e a Chicca
    Rosanna e Raffaello

    • Nicola Losito ha detto:

      E’ un piacere risentirvi dopo la batosta che mi avete dato a Burraco. La prossima volta che giochiamo mi armo di tutti gli amuleti porta fortuna in commercio. Voglio vincere! 😉
      Nicola

  9. Elisabetta Lelli ha detto:

    Continua a scrivere, Nic! Tassativo! Imperativo! E’ un ordine 🙂 !!!
    Come stai? Il dolore non accenna a scemare? Mannaggiaaa! Coraggio, Roccia Nic! Sono con te e tifo per te 😀

    Bacione.
    Eli

    • Elisabetta Lelli ha detto:

      P.S. Non “maturare”. Mai.

      E’ un altro ordine 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Ci provo… promesso! 😀
      Qualche miglioramento c’è nei movimenti, a detta del fisioterapista. Il male ai nervi non scema, invece. I dottori dicono di avere pazienza… accidentaccio!!!
      Sarò roccia e non mi sfalderò… 😉
      Quanto al maturare, a sentire Chicca (mia moglie) non sussiste la probabilità. Per cui stai tranquilla. Ahahahah
      Nicola

  10. Teresa ha detto:

    Ciao Nicola, mi spiace che ancora non ti sia rimesso da quella rovinosa caduta! Noi siamo stati impegnati tutti i fine settimana per l’arrivo di parenti. Prima Vincenzo e Martina, nipoti di Peppe, poi Giovanna e Salvatore, mia sorella e rispettivo cognato; il prossimo fine settimana saremo a Vicenza per la Prima Comunione della figlia di Teresa – cugina di Peppe. Come puoi costatare la nostra famiglia ci impegna piacevolmente. Per tornare all’argomento, desidero anch’io esortarti a continuare a scrivere, convinta che , forte delle convinzioni acquisite in questo il momento, avrai i risultati migliori.
    Un abbraccio.Teresa

  11. Nicola Losito ha detto:

    Cara Teresa,
    sto facendo dei miglioramenti dal punto di vista dei movimenti ma, per rimettermi del tutto, occorreranno parecchi mesi: così dicono i dottori. Dovrò avere pazienza. Cadere a peso morto per le persone anziane come me è rovinoso per definizione: poteva andarmi peggio.
    Il bello delle famiglie numerose è proprio questo, essere sempre impegnati con i figli, i nipoti e i parenti. Il nostro nucleo famigliare, come sai, è ancora ristretto per assenza di nipoti, ma non dispero. Comunque la casa di campagna, ci impegna ancora tanto: prima che sia finita passerà ancora del tempo. Poi ci aspetta, a fine mese, il viaggio in Turchia. Al ritorno ci incontreremo a Brignano per le ultime novità sull’argomento “scrittura” e per ridere insieme dell’incidente causato dalla “sedia infame”, di cui tu e Peppe siete stati testimoni.
    Un caloroso abbraccio a entrambi.
    Nicola

  12. fulvialuna1 ha detto:

    Sinceramente ancora stò aspettando uno scrittore contemporaneo che superi quelli del passato, forse perchè non hanno grandi cose da scrivere, gira e rigira nei libri trovo molte similitudini , oppure non trovo una scrittura che mi coinvolga particolarmente. Ci sono buoni autori, ma da lì a farne grandi scrittori…Oddio ! Anche io stò sull’età della crisi? Può essere, gli anni passano….
    Fai bene a scrivere, come viene; purchè ti faccia sentire bene perchè no? Io non sono brava a scrivere ma qualcosa la butto giù e la conservo in un librone, di quelli che avevano una volta i notai; l’ho ricevuto in regalo perchè doveva essere buttato come tutte le scartoffie del notaio passato a miglior (o peggior?) vita.
    Per i farmaci: non sarai imbottito di morfina, uso quel farmaco (dalla descrizione sono sicura che è lui) da dopo la chemio, prima in dosi massicce, ora solo quando la mia cervicale non mi dà tregua, ma non ho né dipendenze né problemi. Dai, buona guarigione. Il tuo cervello funziona alla grande, basta vedere come scrivi 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Noto che abbiamo molte idee in comune e prendiamo, all’occorrenza, anche medicine uguali o simili. E’ sempre un piacere non essere da solo a pensarla in un certo modo. Quanto al buon funzionamento del mio cervello, moglie e figli non la pensano esattamente come te… 😀
      Cordiali saluti.
      Nicola

  13. Posso solo dire con sollievo che ho trovato qualcuno che sa realmente di cosa sta parlando! Lei sicuramente sa come portare un problema alla luce e renderlo importante. Altre persone hanno bisogno di leggere questo e capire questo lato della storia.

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie per la comprensione. In effetti, moltissimi scrivono e non sanno (o non vogliono sapere) che ben pochi saranno interessati ai loro scritti. Capire questo non è da tutti.
      Nicola

  14. ellagadda ha detto:

    Scrivere non è un reato, non lo è neanche leggere e rimanere delusi, proprio perché il lettore ha sempre il sacrosanto diritto di storcere il naso, di annoiarsi, di abbandonare un romanzo proprio su quello che dovrebbe essere il più bello.
    Poi alla fine non obblighiamo nessuno a leggere i nostri blog, quindi non preoccuparti troppo, l’importante è scrivere con piacere 🙂

  15. Nicola Losito ha detto:

    Se fosse un reato scrivere, pensa quanta gente andrebbe in prigione! E alcuni se lo meriterebbero pure… 😀
    Lo stesso dicasi per la lettura. Ultimamente, come ho scritto altrove, ho avuto parecchie delusioni dai libri che ho letto, ed erano tutti di autori di fama… Dunque, sia lasciata libertà a chiunque di scrivere (con la preghiera di autolimitarsi, in qualche caso) e così pure (e questo vale soprattutto per gli amici) non c’è obbligo di leggere sempre i miei post. Leggere (o scrivere) è – e deve essere – un piacere che uno si sceglie liberamente.
    Ovvio che dagli amici mi aspetto un po’ di riguardo e ci resto male se mi leggono solo di tanto in tanto. Ma ormai ci ho fatto il callo e non me la prendo più nemmeno quando vengo a sapere che i miei figli mi seguono pochissimo e che la mia amatissima moglie non mi ha mai letto.
    Lei dice che mi conosce fin troppo bene e non ha bisogno di leggere le sciocchezze che scrivo sul blog per sapere cosa mi passa per la testa… ahhhahahahah
    Ciao
    Nicola

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