Attraversando il Perù – 3 – Da Lima a Paracas

Pubblicato: 21/10/2015 in Appunti di scrittura, articolo, cultura, curiosità, filmato, Fotografia, reportage, Società, Viaggi, video
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Domenica 30 Agosto, Lima ore 13.00.

Una volta conclusa la visita al Museo Larco Herrera, ci consultiamo con la guida per decidere se pranzare in città oppure metterci in viaggio verso Paracas e fermarci a mangiare in un buon ristorante durante il trasferimento. Per decisione unanime saliamo subito sul pulmino e, con un certo rimpianto, lasciamo Lima: ci aspettano 280 km. da percorrere prima di raggiungere la meta finale della giornata.

Mappa Lima-Paracas

Uscendo da Lima per imboccare l’autostrada Panamericana Sud possiamo vedere con i nostri occhi il degrado della periferia della città: tutto un altro mondo si presenta al nostro sguardo stupito. Chilometri e chilometri di bidonville partono dai bordi della strada fino a estendersi sul fianco delle colline che circondano la città. In queste casupole fatiscenti vivono e dormono i contadini peruviani che hanno lasciato le campagne con la speranza di migliorare le loro condizioni di vita.

I lunghi trasferimenti da una città all’altra, in genere, sono noiosi, ma, essendo la compagnia affiatata e la guida simpatica, il tempo scorre veloce. Inoltre, guardando dalle vetrate del pulmino e filmando di tanto in tanto, ci rendiamo conto di quanto il paesaggio sia diverso da tutti quelli che abbiamo visto nei precedenti viaggi. Zone desertiche vengono improvvisamente sostituite da zone dense di vegetazione e altamente coltivate. Basta un rigagnolo che scende dalle montagne per far cambiare volto al paesaggio. L’autostrada che stiamo percorrendo costeggia sempre l’oceano e quindi possiamo intravvedere, di tanto in tanto, spiagge attrezzate che d’estate di sicuro sono meta ambita dagli abitanti di Lima. Incontriamo cave di sabbia e fabbriche di porcellana che sorgono isolate o, al più, in compagnia di una decina di casupole che immagino abitate dagli operai che lavorano lì.

Verso le 16, in prossimità di Cañete, ci fermiamo per pranzare nel ristorante El Piloto. Qui avremo delle vere sorprese gastronomiche: il menù è molto vario e i prezzi sono decisamente abbordabili. Peccato non sapere lo spagnolo, perché mi sarebbe piaciuto assaggiare piatti nuovi. Per andare sul sicuro ho fatto un giro d’ispezione fra i vari tavoli e ho chiesto informazioni direttamente alle persone che stavano gustandosi ciò che avevano ordinato. Ovvio che non ho capito del tutto le risposte dei commensali peruviani ma dall’espressione sorridente del loro viso ho capito che stavano apprezzando le pietanze scelte. A un certo punto ho avuto la folgorazione. Un tizio stava mangiando a quattro palmenti delle tagliatelle immerse in un sugo bianco e ho deciso che quella sarebbe stata la mia scelta. Non me ne sono pentito, anche se ho dovuto subire le critiche feroci dei compagni di viaggio tutte vertenti sul fatto che è sciocco venire in Perù per mangiare un classico piatto bolognese… ma tant’è…

Le scelte dei miei compagni? Eccole:

Piatto di pesceEl Pilot

Lombo di mucca di savana(sabana lomo)Lombo di mucca di savana(sabana lomo)in brodo

Dopo il lauto pranzo risaliamo sul pulmino e riprendiamo il viaggio verso Paracas. Come sempre il tempo a disposizione è tiranno e non possiamo dare che un’occhiata veloce alla cittadina, ma io sono gentile e per voi ho trovato in Rete alcune foto che rendono giustizia alla bellissima Cañete, assai nota per l’omonimo fiume che la lambisce, per le sue spiagge, per l’arte e il folclore negro, per la sua chiesa e per un fascinoso castello:

Canete Ingresso

Canete River

Canete River1

Canete Sea

Canete11

CaneteChiesa

Canete Castello

Canete ArteNegra

Canete4 

Una volta lasciata Cañete, a sinistra della strada ci fanno sempre compagnia le montagne, più o meno brulle e sabbiose (evidentemente in passato erano sommerse dall’Oceano Pacifico), mentre a destra c’è un susseguirsi di spiagge deserte e scogliere rocciose, tutte degne di una foto ricordo. La successiva cittadina che incontriamo è Chincha nella regione di Ica. C’è molta vita in giro, camion di grosse dimensioni fermi ai distributori di carburante e altri in movimento, bancarelle dappertutto che offrono ai passanti e ai viaggiatori le loro variopinte mercanzie e, infine, curiosi taxi a tre ruote tutti di colori sgargianti, un tantino malandati e impolverati. Già, perché ovunque regna una polvere sabbiosa regalata dalle vicine spiagge e dalle montagne incombenti.

Chincha

Chincha1

Alle sette di sera finalmente arriviamo a Paracas: siccome siamo ancora in inverno in città è quasi buio. Non ci resta che andare in albergo dove, verso le otto, ceneremo e subito dopo andremo a dormire. Di solito tutti noi dell’intrepido gruppo siamo dei nottambuli ma questa mattina ci siamo svegliati alle sei e, dopo avere visitato Lima, abbiamo macinato circa 280 chilometri su una strada con un buon selciato ma decisamente sconnessa in qualche deviazione estemporanea fatta durante il trasferimento. Prima di ficcarmi in letto ho giusto il tempo di scattare un paio di foto notturne del retro dell’Hotel La Hacienda Bahia:

IMG_0433

IMG_0435

La grandiosità dell’albergo a quattro stelle che ci ospita si rivelerà soltanto al mattino quando, finita la colazione, comincia la nostra nuova intensa giornata in Perù:

IMG_0437

IMG_0439

IMG_0448

Non vi viene voglia di buttarvi in queste acque limpidissime?

In questa prima parte del viaggio tutti gli alberghi e le città incontrate saranno un mordi e fuggi e così vedremo poco o niente dei luoghi in cui ci siamo fermati a dormire: per ovviare a questa mancanza, una volta tornato in Italia mi sono documentato su tutto ciò che ci siamo persi in Perù. A Paracas ecco cosa avremmo potuto ammirare con i nostri occhi:

Peru - Paracas National Reserve

panorama-paracas

Paracas_Lagunilla

Paracas_Peru_Kueste

paracas-9

paracas-12

Paracas13

paracas-31

Visit Peru now Paracas beach Lima2

Bello, no? Comunque, cari amici, non preoccupatevi questo è niente rispetto a quello che vedremo e vedrete di bello nelle prossime puntate…

Per seguire dal vivo il filmato di quest’interessante trasferimento a Paracas, basta cliccare sull’immagine che segue:

Cañete_River

Alla prossima!

Nicola

Crediti: le foto di repertorio sono ricavate da Internet, mentre quelle originali sono state scattate da me o da mia moglie. Il filmato è stato girato da me.

 

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Secondo me hai fatto benissimo a non azzardare la cucina locale, i piatti dei tuoi commensali non sembrano molto invitanti. A volte quando si è stanchi e affamati bisogna saper rimandare le esplorazioni gastronomiche 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Ahahah, vedo che anche tu, come me, non ti azzardi a provare piatti che non t’ispirano molto la vista! Beh, forse sbagliamo: chissà che bontà ci perdiamo… 🙂
      Ciao, cara Viv.
      Nicola

  2. Sai Nicola, sto seguendo Pechino Express che quest’anno si svolge in America Latina. I tuoi racconti completano le scene che mostra la televisione!

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Silva, seguo anch’io quella trasmissione perché la trovo spiritosa: unire il gioco all’esplorazione del mondo è stata una bella idea. Qualche ripetitività in meno sarebbe auspicabile.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

  3. TADS ha detto:

    ciao vecchia volpe 😉

    leggerti è un piacere, sei meglio di Patrizio Roversi, Susy Bladi e Licia Colò messi insieme 😉 😉

    • Nicola Losito ha detto:

      Mi hai messo in bella compagnia, ma io non ho la loro competenza e i loro mezzi televisivi. 🙂 Cerco di arrangiarmi con l’aiuto di amici volenterosi molto bravi con la macchina fotografica.
      A presto.
      Nicola

  4. Fai dei viaggi fantastici. Che invidia!!

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie Nicoletta, però che fatica! Il Perù è adatto a gente giovane con del fiato da vendere!
      E’ stata un’avventura bellissima ed è stato fantastico anche superare lo stress dell’altitudine.
      Un caro saluto.
      Nicola

  5. Bellissimo racconto. Si vede che ti sei ripreso dal viaggio poiché il tono della narrazione sale.

    Complimenti anche per i bei viaggi che fai e che ci fai vivere.

    Detto ciò cosa ha detto colei che ha mangiato l’orecchia d’elefante con patate fritte’ Le è piaciuta?

    E gli altri commensali cosa dicevano dei loro piatti?

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao Federico. Il mal d’altitudine, una volta tornato a Milano, è presto scomparso e con lui se n’è andata la stanchezza del viaggio. Così ho potuto riacquistare forza e voglia di comunicare le mie impressioni di viaggio agi amici. Il Perù, in effetti, merita di essere visto, almeno una volta nella vita.
      Ahahahah, l’orecchia d’elefante altro non era che una cotoletta alla milanese in versione peruviana. La tizia che l’aveva ordinata, benché mingherlina, era una buona forchetta e se l’è pappata tutta insieme alle patate fritte! Dunque, a parte l’aspetto, la cotoletta doveva essere buona. 🙂
      Tutti gli amici del gruppo hanno apprezzato le loro scelte forse un po’ lamentandosi che le quantità servite erano esagerate. Alla nostra età non è bene esagerare col cibo…
      Un abbraccio.
      Nicola

      • Caro Nicola, come oramai avrai capito sono un appassionato di cibo e quel che mi dici riguardo alla soddisfazione degli altri commensali mi fa piacere.

        Se visiterò il Perù non avrò problemi di sorta. 🙂

        Un abbraccio,

        Federico

      • Nicola Losito ha detto:

        Se possibile, affronta presto il Perù approfittando del fatto di essere giovane. Non aspettare di avere i miei anni… 🙂
        Solo così molti problemi saranno risolti in partenza.
        Ciao Federico.
        Nicola

  6. sguardiepercorsi ha detto:

    Un mondo davvero diverso rispetto al viaggio in Cina!
    Ciao Nicola 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      I cinesi sono tantissimi e sanno industriarsi: presto conquisteranno il mondo… I peruviani hanno un territorio decisamente ostico in cui vivere e lavorare. Per fortuna sono pochissimi rispetto all’estensione del paese. Un paese che ha ricchezze naturali da sfruttare e questo permette a molti di loro di sopravvivere. Purtroppo la ricchezza è ancora in mano a pochi.
      Ciao Chiara.
      Nicola

  7. ili6 ha detto:

    Un mio amico è stato recentemente in Perù, ne è tornato entusiasta, anche se non mi ha spiegato bene di cosa (oltre l’altitudine e certa magnificenza della natura).
    Continuo a seguire il tuo viaggio
    alla prossima
    ciao 🙂

    • Nicola Losito ha detto:

      Nel bene e nel male, tutto in Perù è affascinante. E’ un mondo in cui ancora convivono il passato e il presente, l’antico e il moderno. C’è il rispetto per le tradizioni popolari e il senso della comunità è ancora un valore.
      Grazie per la tua presenza qui.
      Nicola

  8. ventisqueras ha detto:

    sono molto lieta che il tuo itinerario a questo punto sia stato diverso dal mio, così ho potuto vedere questa zona con i tuoi occhi! la costa è un incanto, pensa che il ninio ora vi sta facendo purtroppo qualche danno…ma si sa più la natura è bella, e più è capricciosa!
    mi hai fatto ridere con la scelta delle tagliatelle! anche io sono una di quelle cui piace sperimentare, a volte mi sono trovata, però a restare senza pranzo, ha ha
    passa una notte serena, a presto

    • Nicola Losito ha detto:

      Non so se ricordo bene, ma pare che una guida ci abbia detto che quest’anno è l’anno del ninio e molta gente si è preparata ad affrontarlo. A Lima, inoltre, la gente convive con il terremoto: ci sono piccole scosse tutti i giorni e negli edifici pubblici, nei ristoranti, negli alberghi è segnalata bene la zona più sicura dove andare in caso di grosse scosse telluriche.
      Sul cibo, ormai è noto, io ho dei problemi che risalgono psicologicamente all’infanzia: solo da poco ho iniziato ad avere una certa curiosità per cibi nuovi e sapori sconosciuti.
      Non è mai troppo tardi per rinsavire… 😉
      A presto.
      Nicola

  9. Sissa ha detto:

    Ciao. Scusa ritardo. Corro tanto ma non x me. Bel viaggio ma mi pare più “viaggioso” dei tuoi precedenti: i trasferimenti fino a questo momento mi sembrano preponderanti rispetto al tempo dedicato alla visita dei luoghi. O sbaglio? Mi piacerebbe fare 4 chiacchiere… Chissà se ce la faremo. Spero tutti bene voi. Io ora ho un pezzo di carta in mano che mi autorizza a esercitare. Sono terrorizzata. Quasi come se dovessi fare le valigie x uno dei tuoi viaggi!!! Ciao

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Sissa,
      innanzitutto complimenti per il tuo esame andato bene, ora hai un titolo con cui esercitare.
      Per quanto riguarda il viaggio in Perù il problema, oltre alle altitudini a cui non siamo abituati, è rappresentato dal fatto che questo paese è grande 4 volte l’Italia e le località belle da vedere sono parecchio distanti l’una dall’altra e quindi molto tempo viene speso nei trasferimenti in pulmino. Questo perché, a differenza della Cina, in Perù gli aeroporti e le ferrovie sono ben pochi e quindi bisogna viaggiare quasi sempre su strada. Ma non tutto viene per nuocere: dalla strada è possibile vedere paesaggi straordinari, fermarsi e visitare piccole località che meritano davvero l’attenzione dei turisti o meglio dei viaggiatori interessati a un mondo decisamente diverso dal nostro. Così è stato e quindi i trasferimenti, a parte la fatica, ci sono piaciuti molto e abbiamo vissuto anche avventure da ricordare.
      Per le quattro chiacchiere dipende da te e dalle tue disponibilità di tempo. Fatti viva anche per telefono e vediamo di organizzarci per potere incontrarci. Di pomeriggio è più probabile che siamo liberi entrambi da impegni.
      Saluti a te e alla tua tribù.
      Nicola

  10. mariella1953 ha detto:

    Il tuo racconto di viaggio è come sempre interessante e ci fa conoscere questo Paese così lontano da qui.
    Le foto bellissime! Alla prossima.
    Ciao e buona giornata di nuvole!☕️☕️☕️

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