Uomini senza donne di Murakami Haruki

Pubblicato: 14/10/2015 in Appunti di scrittura, articolo, cultura, Libri, psicologia, recensione, Società
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Murakami UominiSenzaDonne

Come anticipato in un recente post, eccomi a parlarvi dell’ultima opera del grandissimo scrittore giapponese Murakami Haruki. Confesso che ho acquistato questo libro, subdolamente incellofanato dall’editore Einaudi, a scatola chiusa, cioè senza prima sfogliarlo o leggere la quarta di copertina. Una volta arrivato a casa l’ho aperto e mi sono accorto che non si trattava di un romanzo (genere che preferisco in assoluto) ma di una raccolta di sette lunghi racconti.

Un pochino deluso ho iniziato a leggere di malavoglia il libro: ultimamente, infatti, i racconti mi annoiano anche se io stesso all’inizio della mia breve (seppur onorata) carriera di anziano e artigianale prosatore ne ho scritti diversi e con intima soddisfazione.

Questa sensazione, però, è durata il tempo di leggere due pagine del primo dei racconti: Drive my car. Subito sono stato catturato dall’atmosfera che Murakami in poche righe riesce a creare con la sua prosa tanto essenziale quanto profonda.

Sta di fatto che sono riuscito a chiudere il libro solo dopo averlo – letteralmente – mangiato, masticato e bevuto tutto senza tirare il fiato.  Ogni racconto è diverso dall’altro per quanto riguarda personaggi e ambientazione ma con lo stesso chiaro intento di dimostrare come possono reagire gli uomini senza donne, donne spesso traditrici, ogni volta donatrici di affetto vero e consolatorio con il loro corpo, offerto gratuitamente ma quasi mai in forma duratura.

Ovvio che Murakami parla non in generale ma solo del mondo che conosce, un Giappone moderno dove la tristezza, la solitudine e la tendenza al suicidio sono parte integrante della cultura di una popolazione seriosa, incapace di godere appieno dei piaceri della vita (un lavoro soddisfacente, dell’ottimo cibo, il sesso senza problemi moralistici) e che non sa immagazzinare tutta la positività di un rapporto uomo-donna per affrontare in pace la vecchiaia.

Cosa fanno di bello/brutto gli uomini senza le donne? Come passano le loro giornate? Sono tristi, sono allegri? Insomma è possibile per un uomo impostare la propria vita prescindendo dalle donne? Con questa raccolta di racconti, Murakami cerca di dare una risposta a questi importanti quesiti, ragionando con la sua mentalità di uomo giapponese dei nostri tempi. Ovvio che non vi rivelerò le sue risposte: a voi il piacere o il dispiacere di apprendere, siate voi uomini o donne che leggerete il libro, il comportamento di sette diversi esemplari maschili di fronte a una particolare situazione di disagio.

I titoli dei racconti sono:

  1. Drive my car
  2. Yesterday
  3. Organo indipendente
  4. Sharazad
  5. Kino
  6. Samsa innamorato
  7. Uomini senza donne

Per terminare, vi trascrivo un breve paragrafo tratto dal racconto Organo indipendente:

“C’è una cosa che ricordo bene, riguardo al dottor Tokai. Ora non rammento perché fossimo venuti a parlare di quest’argomento, ma una volta lui mi espose la sua opinione sulle donne in genere.

Era sua convinzione personale che ogni donna nascesse dotata di un organo speciale, un organo per così dire indipendente, che le permetteva di dire bugie. Quali bugie, in quali circostanze e in quale modo, dipendeva da una donna all’altra, con piccole variazioni. Ma tutte a un certo punto mentivano, senza esitazioni. Sia su dettagli di poco conto, sia su cose gravi. In quei momenti la loro espressione, il loro tono di voce, non si alteravano. Perché non erano loro, le donne in questione, ad agire, ma l’organo indipendente. Ragion per cui non succedeva mai che la consapevolezza di mentire turbasse la loro coscienza o impedisse loro di dormire serenamente – a parte alcuni casi eccezionali.”

Care amiche e cari amici, siete d’accordo con l’opinione del dottor Tokai? Sorriso

Arrivederci alla prossima settimana.

Nicola

 

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Siamo sicuri che l’organo indipendente sia una prerogativa femminile? 🙂 ad ogni modo qualcosa di Murakami urge che io lo legga, credo di essere l’unica lettrice compulsiva del pianeta a non averlo ancora approcciato… Buona giornata!

    • Nicola Losito ha detto:

      Io credo che questa prerogativa ce l’abbiano sia molti uomini sia molte donne, non tutti e non tutte dunque. Chi ce l’ha in dote ha un grosso vantaggio in molte occasioni dove la bugia è l’unica via di uscita da una situazione sgradevole… 😀
      Trovo strano che una grande lettrice come te non sia imbattuta mai in un romanzo di questo famoso scrittore che io adoro. Però se vuoi ascoltare un consiglio entra piano piano nel mondo di questo autore, perché il rischio è quello di affrontarlo nel modo sbagliato e quindi non riuscire a capirlo e apprezzarlo come merita. Parti da Norwegian Wood (Tokyo Blues) un romanzo intimista senza fughe nel magico o nel misterioso. Poi leggi il misterioso L’uccello che girava le viti del mondo per entrare nella magia dell’invenzione e a quel punto, forse, ti succederà come a me che sono corso a leggere tutti i suoi tanti romanzi.
      Un caro saluto.
      Nicola

  2. simonaventurini73 ha detto:

    Buongiorno Nicola.
    Anche io non amo moltissimo leggere racconti, ma il pezzo riportato…intriga. E mi spinge anche ad una considerazione: a prescindere dal mio aspetto esteriore, penso di essere nata “uomo dentro” (questo misterioso organo di cui parla non me lo ritrovo proprio, mah..)

    Buona giornata

    Simona

    • Nicola Losito ha detto:

      Come ho detto a Stravagaria, sapere mentire con la faccia di tolla è una dote che non hanno tutti.
      Chi ce l’ha la può sfruttare a proprio vantaggio, sia a fin di bene che per arrecare danno agli altri.
      Cosa questa parecchio disdicevole.
      Ciao Simona.
      Nicola

  3. Grazie per proporci questo libro. Murakami è uno dei miei favoriti.

  4. tramedipensieri ha detto:

    …sarà la famosa “costola” l’organo di cui si parla? 😀

  5. giselzitrone ha detto:

    Schönes Bild liebe Grüße an dich Gislinde

  6. tachimio ha detto:

    Mi piace il Giappone. Chissà, forse mi affascina la sua storia millenaria. Ricordo come mi piacevano i film di Kurosawa con Toshiro Mifune. E tutti gli inchini, le geishe, i loro silenzi. Questo libro penso sia molto interessante. Lo comprerò con piacere. I tuoi consigli vanno seguiti caro Nicola. Salutami la tua metà. Un abbraccio. Isabella

    • Nicola Losito ha detto:

      Il Giappone che racconta Murakami in alcuni suoi libri più riusciti è un mondo a sé, forse un po’ triste e pieno di considerazioni sulla solitudine degli esseri umani. A questo mondo lui ne accosta un altro molto più misterioso e affascinante e di questo mondo scrive in altri suoi famosi romanzi, tipo 1Q84.
      Contraccambio l’abbraccio.
      Nicola

  7. ili6 ha detto:

    Mi è piaciuto leggere la trilogia IQ84, cosa che ho fatto anche velocemente, nonostante la mole, incantata dallo stile dello scrittore. Magari metto in lista di attesa anche questo, anche se,dovessi eventualmente apprendere da Murakami una risposta che non mi piacerà, significherebbe chiudere coi suoi libri. Non sopporto la misoginia e chi ne è affetto.

    • Nicola Losito ha detto:

      Anche a me è piaciuta molto, però avrei preferito leggerla non spezzettata bensì in un unico tomo. Alcune ripetizioni, soprattutto nel libro 3, rallentano il ritmo della narrazione. Io non mi spavento se il libro è di molte pagine. Ciò che m’importa è che la vicenda sia appassionante e 1Q84 in questo non mi ha certo deluso.
      Se ami anche il Murakami intimista, Uomini senza le donne ti piacerà. Murakami ama le donne, anzi, praticamente tutte le sue eroine non sono mai perfide, a essere davvero cattivi sono alcuni suoi personaggi maschili, questo sì.
      Nicola

  8. ventisqueras ha detto:

    caro Nicola, riandando indietro nel tempo mi sono soffermata a questa lettura dove parli di un autore che non conosce e che difficilmente avrò modo di conoscere, visto il mio impegno con il blog….se così non fosse credo che anche io avrei più tempo per la letteratura, certo un pochino mi dispiace, ma non si può avere tutto nella vita e ringrazio te per questa bella recensione
    ti auguro una settimana serena
    Annalisa
    ( però, poveri giapponesi, che vita grama! )

    • Nicola Losito ha detto:

      Forse proprio per le ragioni che hai espresso, invece, io ho abbandonato al suo destino il mio blog. Mi portava via troppo tempo togliendolo al mio amore per la lettura e per altri piaceri più sostanziosi della vita. Questioni di scelte.
      Per conoscere davvero il Giappone moderno Murakami è il massimo. Te lo consiglio caldamente.
      Un cordiale saluto.
      Nicola

      • ventisqueras ha detto:

        ti ringrazio per il consiglio di cui farò senz’altro tesoro.Credo di comprendere la tua scelta, anche se per il momento sono troppo affezionata al mio per abbandonarlo, poi…mai dire mai
        un sorriso Annalisa

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