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Siracusa, 2 giugno 2016, giovedì

Sveglia antelucana, perché ci sono tre tappe in programma: la prima è al Cimitero Monumentale di Modica, la seconda a Ragusa Ibla e la terza a Modica. Alle 8 siamo già in viaggio con Chicca, Teresa e Peppino pronti ad affrontare una nuova giornata in una Sicilia che oggi ci sta mostrando il suo lato migliore, regalandoci un sole splendido e una temperatura perfetta per viaggiare.

Verso le 9.30 entriamo nel cimitero di Ragusa. Qui ci fermiamo giusto il tempo di portare un mazzo di fiori nella tomba di famiglia dei genitori di Peppino, per dire una preghiera e dare un attento sguardo alle monumentali tombe che impreziosiscono il viale principale del camposanto. Risaliti in auto, in brevissimo tempo raggiungiamo Ragusa Inferiore (Ibla), la parte antica e storica della città. Qui ci fermeremo per una visita approfondita, mentre lasceremo perdere Ragusa Superiore, la parte moderna della città. Per vostra conoscenza, sappiate che, tempo fa, queste due entità erano persino due comuni distinti.

 
Parcheggiata con una certa difficoltà la macchina all’ingresso di Ragusa Ibla, ci siamo diretti a piedi verso il suo centro storico, osservando i vari dislivelli, gli intricati vicoli, le grigie case di pietra e i tanti palazzi barocchi che, tutti insieme, rendono questa cittadina decisamente interessante da visitare. Arrivati in piazza San Giovanni, un piccolo slargo che permette di buttare con comodità l’occhio sulla splendida Chiesa di San Giorgio, troneggiante sullo sfondo, vediamo un simpatico trenino su ruote che promette una visita accurata della città, passando tra gli stretti vicoli che la caratterizzano. Accettiamo l’invito a salire su quel mezzo, convinti che avremmo potuto fotografare e filmare comodamente case di pregio e il paesaggio circostante. In realtà, le continue curve, i vari saliscendi e gli scatti del trenino ci hanno impedito quasi del tutto di usare sia la macchina fotografica sia la videocamera.
Dunque la bellezza di Ragusa Ibla è rimasta unicamente nella nostra memoria visiva e per documentarvela mi devo, in parte, affidare a una ricerca di foto su Internet.

Ragusa8   Chiesa di San Giorgio

  La cattedrale, progettata da Rosario Gagliardi, simbolo della ricostruzione dell’antica Ibla, è preceduta da un’imponente cancellata in ferro battuto e presenta una facciata in tre ordini di gruppi di colonne con la parte centrale convessa. Molto bella anche la sua grande cupola neoclassica risalente al 1820. In piazza, oggi, stanno allestendo spettacolari luminarie per una prossima festività e, oltretutto, è piena di turisti con macchine fotografiche in azione.

Camminando raggiungiamo il Giardino Ibleo realizzato al limite orientale della città vecchia in una zona occupata da alcune chiese di notevole interesse.

Ragusa19

All’ingresso ci sono i resti della Chiesa di San Giorgio Vecchio di cui rimane solo il portale gotico-catalano:

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All’interno del giardino Ibleo ci sono la trecentesca Chiesa di San Giacomo e la Chiesa dei Cappuccini Vecchi dove è custodito il noto trittico del pittore Pietro Novelli:

Ragusa15

Una curiosità: a Ragusa ci sono diverse location utilizzate più volte nelle inchieste televisive del Commissario Montalbano. Finita la visita della città, risaliamo in macchina diretti a Modica, il paese natale dell’amico Peppino che insieme a sua moglie Teresa ci hanno accompagnato nella nostra scoperta di una parte importante della Sicilia.  Chiacchierando con loro, vengo a sapere che a 15 chilometri da Ragusa c’è anche il Castello di Donnafugata:

Castello di Donnafugata1

Da Wikipedia leggo: “Ci sono varie ipotesi sull’origine del nome Donnafugata. Usualmente viene ricondotto a un episodio leggendario, quale la fuga della regina Bianca di Navarra, vedova del re Martino I d’Aragona e reggente del regno di Sicilia che venne imprigionata nel castello dal conte Bernardo Cabrera, che aspirava alla sua mano e, soprattutto al titolo di re. In realtà la costruzione del castello è successiva alla leggenda. Secondo altri, il nome è la libera interpretazione e trascrizione del termine arabo Ayn al-Ṣiḥḥat (Fonte della Salute) che in siciliano diviene Ronnafuata, da cui la denominazione attuale”. Sarebbe stato interessante andare a visitarlo perché, a detta di molti, è decisamente bello e ben tenuto e, tra l’altro mi sarebbe piaciuto entrare nel misterioso labirinto di pietra:

Donnafugata-parco-labirinto

Labirinto del Castello di Donnafugata

La nostra attuale meta, invece, è Modica, la città delle 100 Chiese, dove Peppino desidera farci conoscere la casa dove è nato e dove ha passato diversi anni della sua vita.

Modica

Modica

Grazie al suo centro medioevale arroccato sul fianco di una collina e alle sue spettacolari chiese barocche, Modica è una delle più affascinanti cittadine della Sicilia meridionale. La particolarità che la distingue da tutte le altre città siciliane è che i suoi tesori non sono concentrati in una sola area centrale (una piazza o una strada) ma sono distribuiti in diversi punti dell’agglomerato urbano ed è un piacere andare a scoprirli girovagando per le sue affollate vie e le sue ripide scalinate. Capisco che Peppino sia pieno di nostalgia per il paese dove è nato: qui ciò che si legge nelle locandine pubblicitarie: “Città autentica, ricca di calore, dall’atmosfera accogliente e con una spiccata fierezza” corrisponde al vero.

La casa natale di Peppino non è facile da trovare in quegli intricati vicoli e scalinate, ma lui ci guida con sicurezza fino a destinazione. Purtroppo ora il portone è chiuso e dobbiamo accontentarci di guardarla dall’esterno, ma ugualmente riusciamo a capire l’imponenza di quella costruzione con le fondamenta sulla roccia collinare. Scopriamo alfine che in quello che era un preesistente garage della casa è stata scoperta l’antica chiesetta bizantina del 1200 dedicata a San Nicolò che è visitabile pagando un modesto biglietto.

IMG_1874

Chiesa Bizantina S. Nicolò Inferiore

Come sempre, descrivere a parole le bellezze della città è difficile, occorre lasciare spazio alle immagini che ho inserito nel filmato allegato al post. Posso solo dire che, soprattutto, sono a rimasto affascinato dalla maestosità della Chiesa di San Giorgio situata nella parte alta di Modica. L’edificio, capolavoro di Rosario Gagliardi, si erge in tutto il suo splendore in cima a una maestosa scalinata di 250 scalini e vanta una suntuosa facciata a tre ordini che spicca sui vicoli medioevali del centro storico.

Modica-Cattedrale di SGiorgio

Chiesa di San Giorgio

Arrivata (anzi superata, come al solito) l’ora di pranzo siamo andati in un ristorante non lontano dalla casa natale di Peppino dove la proprietaria ha riconosciuto e salutato caldamente il nostro amico e anfitrione. Naturalmente abbiamo mangiato alla grande e poi ci siamo intrattenuti in cordiale colloquio con altri avventori del locale, durante e dopo il pranzo. Usciti dal ristorante abbiamo fatto a piedi un tour per le vie della città dove abbiamo potuto scattare una quantità incredibile di foto e io ho potuto sbizzarrirmi girando un filmato con la mia amata videocamera.

Prima di riprendere l’auto per fare ritorno a Siracusa, non poteva mancare una sosta alla cioccolateria più famosa della Sicilia: l’Antica Dolceria Bonajuto, dove ci siamo messi in coda per acquistare tonnellate di cioccolato nelle sue infinite varianti inventate dal proprietario e dai suoi aiutanti.

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A questo punto c’è la solita raccomandazione per chi volesse guardare con i propri occhi il tour della giornata con foto e filmati originali, accompagnati da musichette scelte con cura nel colorito repertorio siciliano: basta cliccare sull’immagine sottostante:

Trinacria

Filmato Ragusa e Modica

Arrivederci alla prossima puntata!
Nicola

Crediti: Alcune immagini le ho scaricate da Internet, la maggioranza sono originali di mia moglie Chicca; il filmato è stato girato ed elaborato da me. Le informazioni turistiche le ho ricavate da Wikipedia, da Lonely Planet e da Itinerari Italiani del Corriere della Sera. A loro va il mio più sentito grazie.

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