NicPerùR

Puntuale come un orologio svizzero, alla fine di un lungo riposo estivo, eccomi di nuovo qui nel mio amato blog per riprendere, con tutte le amiche e gli amici che mi hanno seguito in passato, il colloquio interrotto alcuni mesi fa. Il terribile caldo che ha imperversato sul nostro paese finalmente è finito e il mio cervello (quei due neuroni che mi sono rimasti) ha ripreso a funzionare quel tanto da permettermi di raccontarvi ciò che ho fatto durante la mia assenza dalla Rete.

Essenzialmente ho cercato di rimettermi in salute ma non sono stato sempre fermo nella mia casa di campagna. Ho fatto una breve puntata in montagna a Pinzolo e un’altrettanta toccata e fuga al mare di Rapallo sempre in compagnia di cari amici: qualche scarpinata su sentieri ombreggiati o tutti al sole, alcuni bagni in acqua salata e un po’ di piscina in campagna, giusto per sopravvivere alla calura di questa torrida estate.

In questi mesi ho letto 3 soli libri: La conquista del Perù di W.H. Prescott, Storia della bambina perduta di Elena Ferrante e Uomini senza donne di Murakami Haruki.

Il primo l’ho affrontato per documentarmi sulla storia degli Inca (scoperti e brutalmente sottomessi dagli spagnoli nella prima metà del quindicesimo secolo) per potere incontrare con un minimo di informazioni in testa i loro attuali e simpaticissimi discendenti  nel mio recentissimo viaggio in Perù. Il libro in questione è una rarità: pubblicato nel 1847 nella New England (Stati Uniti), tradotto in italiano e stampato nel 1959 dalla Editrice Le Maschere, l’ho trovato nella fornitissima biblioteca dei miei defunti suoceri. Oggi quest’impegnativo e interessante tomo, ristampato qualche anno fa da Newton Compton, non è più reperibile nella nostra lingua. Esiste, però, ancora in inglese e si può ordinare su Hoepli.it, la grande libreria on line.

Il secondo l’ho letto per curiosità: il fatto che l’autrice (o l’autore) fosse un nom de plume e, tra l’altro, fosse nella rosa dei probabili vincitori del premio Strega, mi ha spinto ad acquistare l’ultimo volume della quadrilogia. Nel seguito del post ve ne parlerò diffusamente.

Il terzo, essendo io un appassionato cultore di Murakami Haruki, non potevo assolutamente perderlo: leggere quei sei pregnanti racconti mi ha ulteriormente confermato che questo scrittore giapponese è uno dei più grandi autori di questo secolo. Vi consiglio, perciò, di acquistare Uomini senza donne! 

Dunque, quest’estate ho letto poco. In verità, non sono stato il solito fancazzista: gran parte del tempo libero l’ho dedicato all’ideazione e alla preparazione del mio secondo libro a fumetti (il primo, come ben sapete, è quello con protagonista Il Signor Giacomo che ha dato il titolo al presente blog). In questa nuova pubblicazione (ora in vendita su Amazon) racconto graficamente 100 avventure di Betta e del suo papà bellissimo. Coloro che mi seguono con assiduità conoscono già questa terribile/spiritosa ragazzina: infatti le prime 14 strisce sono visibili nei due post pubblicati prima della parentesi estiva. Comunque, la prossima settimana vi racconterò vita morte e miracoli di questo nuovo personaggio.

Adesso, invece, ecco alcune osservazioni sull’ultimo libro di Elena Ferrante:

FerranteStoriaBambinaPerduta

 

Dico subito che ho letto velocemente questo romanzo e mi è persino dispiaciuto che sia terminato lasciando insoluti due misteri. Aggiungo che è scritto benissimo e con un ritmo tale da far perdonare alcune ripetizioni necessarie per chi, come me, non aveva letto le prime tre parti della storia dell’amicizia tra due donne durata, fra liti e riappacificazioni, un’intera vita. I personaggi sono ben delineati e caratterizzati con maestria.

Premesso ciò, a questo punto dovrei esprimere un giudizio positivo sul libro che narra la maturità e la vecchiaia delle due protagoniste: Elena, la scrittrice e Lila, la sua amica geniale. Purtroppo non è così.

Se vado a considerare azioni e pensieri delle due donne e di tutti gli altri personaggi della saga che si svolge in una Napoli degradata e povera dove, per sopravvivere, molti sono costretti a compiere fatti e misfatti di ogni genere, sono costretto a dire che il libro mi ha deluso e amareggiato. Nessuno dei personaggi, comprese le due protagoniste principali, si salva da un giudizio morale estremamente negativo.

Le donne passano con scarso o nullo pentimento da un letto a un altro e lo stesso dicasi degli uomini: essere sposati o meno non fa alcuna differenza. Il sesso in un ambiente di sinistra (estrema, in taluni casi, fortemente critica verso lo stato e le istituzioni) dove interagiscono gli attori della storia è decisamente libero e viene considerato alla stregua di merce di scambio per ottenere vantaggi economici e posizioni privilegiate nella società. Il concetto di famiglia tradizionale, a cui io sono ancora legato, è completamente stravolto: i figli generati in questo bailamme di relazioni più o meno clandestine vengono spesso e volentieri lasciati in mano a nonni, suoceri, ex suoceri, ex mariti, amici che, bontà loro o obtorto collo, se ne prendono cura, salvo poi essere costretti a leggere disquisizioni filosofiche sui migliori metodi per educare la prole. Tutto questo comportamento “libero” è giustificato dal fatto di potersi “realizzare” nelle rispettive professioni. Bell’esempio di società da presentare ai lettori!

Elena e Lila sono due personaggi molto complessi ma decisamente riusciti, ma, a causa della loro scarsa moralità, non sono riuscito ad amarli, pur non essendo io un bacchettone. Nel quartiere degradato di Napoli, sfondo principe del romanzo, si finisce per giustificare tutto e il contrario di tutto, fino a proteggere la fuga e la latitanza di un terrorista rosso pluriomicida, e a guardare quasi con benevolenza la sua fermezza quando, catturato dalle forze dell’ordine, non esprimerà mai una parola di pentimento per tutto ciò che ha compiuto combattendo con le armi lo Stato, mentre la sua compagna di vita (che in prigione collaborerà con la magistratura) verrà considerata una bieca traditrice della causa anarco-marxista professata da entrambi in passato.

Non mi esercito a raccontarvi la trama di questo quarto volume non solo perché i personaggi e gli intrecci famigliari sono un vero zibaldone (all’inizio del quarto volume per fortuna c’è l’elenco delle famiglie, dei mariti, degli amanti, degli ex mariti e di altri personaggi coinvolti nei tre precedenti capitoli della saga, alcuni dei quali già morti, finiscono per essere solo un coro alle avventure/disavventure delle due amiche.

Ciò detto, capisco che parecchi altri lettori, non avendo le mie idiosincrasie politiche-moralistiche, possano amare questa complessa saga e possano considerare Elena Ferrante una grande scrittrice, essendo lei riuscita, con indiscutibile bravura, a creare una trama corposa piena di colpi di scena e mai noiosa.

L’ultima considerazione, tutta personale, che mi sento in dovere di fare è la convinzione che a scrivere questo ponderoso, approfondito affresco della Napoli dal dopoguerra fino ai nostri giorni, non è stata una sola donna ma un gruppo affiatato di scrittori (uomini e donne), nati e vissuti a Napoli, i quali hanno riunito le loro indubbie competenze e conoscenze della città per creare una saga tutta di sinistra e che hanno usato il nom de plume “Elena Ferrante” per raccontarla in italiano a un pubblico in grado di apprezzarla senza condizionamenti di alcun genere.

Sbaglierò, ma io la penso così.

Nicola

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commenti
  1. stravagaria ha detto:

    Bentornato! È sempre un piacere ritrovarti 🙂
    Quanto al romanzo della Ferrante, credo che iniziare la lettura dal quarto romanzo non ti abbia giovato. Sono d’accordo sulla fastidiosa amoralità dei personaggi ma partendo dall’inizio i colori e le sfumature sono molto diverse. L’ultimo capitolo è quello che mi è piaciuto nettamente meno…
    A presto!

    • Nicola Losito ha detto:

      Grazie, cara Viv, mi sei mancata!
      Ho scoperto la Ferrante solo al quarto romanzo: una scoperta per metà buona e per metà deludente. Comunque è un’ottima scrittrice o scrittore…
      Certamente ci sentiremo spesso.
      Un abbraccio.
      Nicola

  2. Silvia ha detto:

    Bentornato! 🙂

  3. melodiestonate ha detto:

    buona giornata Nicola

  4. Rosanna ha detto:

    Ben tornato Nicola e grazie per averci raccontato dettagliatamente le tue impressioni su la ‘storia della bambina perduta’. Alla prossima, con piacere

    • Nicola Losito ha detto:

      Quest’anno, per varie ragioni, mi sono preso una lunga vacanza. Ne avevo bisogno per affrontare il faticosissimo viaggio in Perù. Presto racconterò le mie avventure in quel bellissimo paese.
      Un caro saluto a te e a Raffaello.
      Nicola

  5. Sissa ha detto:

    Posso solo dire bentornato e lodare la tua ultima tendenza a lasciare segni grafici. Mi piace moltissimo il tuo autoritratto a Cusco. O Cuzco? Beh. me lo spiegherai presto, spero
    S
    P.S. anche se dici di non voler svelare la trama, in pratica hai ucciso qualsiasi suspence!

    • Nicola Losito ha detto:

      La caricatura mi è stata fatta a insaputa mentre venivo intervistato da un gruppo di simpatiche studentesse peruviane delle medie per una ricerca scolastica riguardante turisti allo sbaraglio…
      Il loro inglese e il mio non era dei migliori: spero che la faccenda non comporti una bocciatura per colpa mia 🙂
      Vanno bene entrambi: Cusco o Cuzco.
      A presto per il reportage sul Perù.
      Quanto al libro della Ferrante, penso che a te potrebbe piacere e non preoccuparti, non ho svelato nulla della trama: troppo complicata da raccontare in due parole.
      Se vuoi te lo presto.
      Un caro saluto.
      Nicola

  6. prschifano ha detto:

    Bentornato Sig. Giacomo! I suoi post fanno sempre piacere!

  7. ignazio.demichele@libero.it ha detto:

    ……….ooooooooooooooooh…..arièccoti…………grazie………….!ciao e buona serata

  8. Bentornato! Sono felice che tu ti sia riposato, un unico appunto: non hai scelto i miei libri…

    • Nicola Losito ha detto:

      Ho letto poco quest’estate e ho anche mangiato poco in Perù…
      Mi rifarò nei prossimi mesi con le tue preziose ricette che conservo tutte gelosamente nel mio archivio. Quanto ai tuoi libri, da tempo li consiglio in giro, sperando che gli amici preparino i piatti che tu proponi.
      Un caro saluto.
      Nicola

  9. ninjalaspia ha detto:

    Ben tornato ed è sempre un piacere leggerti!

  10. Giusyna ha detto:

    Bentornato Nicola 🙂
    Buon autunno 🙂

  11. sguardiepercorsi ha detto:

    Ciao Nicola, sono contenta di ritrovarti! Non avevo intenzione di leggere il libro della Ferrante, ancor meno ora. Aspetto però con molta curiosità qualche resoconto del tuo viaggio in Perù… 🙂
    A presto!
    Chiara

    • Nicola Losito ha detto:

      I reportage sul Perù e i relativi filmati li sto preparando e arriveranno molto presto… compatibilmente con la mia stanchezza da rientro… 🙂
      Ciao, cara Chiara!
      Nicola

  12. rpapac ha detto:

    Bentornato Losy. A quanto sembra niente ti ha fermato neanche il caldo e l’afa. Anch’io quest’anno ne ho sofferto, non sono andata in vacanza, ma ce l’ho fatta. Mi sento un’eroina: ho sconfitto il caldo. Sai cos’è voglio troppo bene a mio marito. A me basta questo: stare con lui. Il resto non conta. Questo mi ha dato la forza. Vedo che ti sei dato alla lettura. Io non ci sono riuscita. Faceva troppo caldo. Ma ora eccomi qui a leggere e scrivere proprio come te. Auguri!

    • Nicola Losito ha detto:

      Bentornata anche a te! Il caldo quest’anno è stato micidiale pure per me, ma io avevo una brutta tosse da sconfiggere: il calore del sole forse mi ha aiutato a vincerla.
      Per i miei gusti quest’estate ho letto poco e ho pure scritto poco, ma spero di rifarmi in autunno-inverno…
      Mi auguro di avere il piacere di risentirti ancora qui.
      Cordiali saluti a te e a tuo marito.
      Nicola

  13. Caro Nicola, ben tornato!

    Mi è mancata la tua graffiante penna.

    Attendo con ansia il resoconto del tuo viaggio e, soprattutto, qualche tua nuova vignetta.

    • Nicola Losito ha detto:

      Quest’estate ho alternato riposo a grandi fatiche: un giusto mix per tornare in forma e riprendere in mano il blog. Umorismo e informazione torneranno presto in scena.
      Ciao Federico!
      Nicola

  14. ili6 ha detto:

    Bentornato, Nicola!
    Concordo su Murakami. Non ho ancora letto libri della Ferrante, ma presto forse, chissà: qualcosa mi deve ispirare per iniziare un “contatto”.
    Tra i libri che più hanno lasciato un segno questa estate sicuramente segnalo “la formula del professore”, di Ogawa Yoko, altra scrittrice giapponese da attenzionare.
    A rileggerci, buon fine settimana,
    Marirò

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Marirò,
      finalmente incontro una persona che, come me, ama Murakami! Uno scrittore dei nostri giorni che sa alternare, in molti suoi romanzi, la realtà della vita vissuta nel suo paese a una visione di un mondo magico dove ci sono due lune e dove il mistero non è che una realtà diversa ma altrettanto interessante.
      Non conosco Ogawa Yoko, ma la prima volta che andrò in libreria darò un’occhiata al libro che hai citato.
      A presto.
      Nicola

  15. ventisqueras ha detto:

    bentornato! non giungi mai da solo ma porti con te la tua vivida e piacevole cultura.Grazie a presto

    • Nicola Losito ha detto:

      Quando i complimenti arrivano da chi condivide con me la passione per i viaggi e l’amore per le bellezze artistiche e naturali del nostro pianeta non possono che farmi piacere e mi è facile ringraziare di cuore.
      Un caro saluto.
      Nicola

  16. remigio ha detto:

    Tre libri letti durante l’estate non mi sembrano pochi. Comunque mi hai dato degli ottimi suggerimenti. Ciao Nicola

    • Nicola Losito ha detto:

      In condizioni di salute ottimale ne macino molti di più, ma quest’estate faceva troppo caldo per leggere…
      Ho dato un’occhiata al tuo blog e ho anche commentato il tuo ultimo post. Peccato che sia scomparso.
      Forse c’è un pizzico d’incompatibilità tra wordpress e blogspot…
      Comunque bella la tua recensione su “A Dio piacendo” di D’Ormesson.
      Cordiali saluti.
      Nicola

  17. mariella1953 ha detto:

    prima di tutto bentornato!
    ho letto tutti libri della Ferrante ,per quanto riguarda questa quadrilogia ho iniziato dal primo volume, a me la storia con tutti i suoi intrecci è piaciuta,indubbiamente meglio iniziare dal primo,potresti provarci!
    Murakami-ho letto con molto piacere “norvegian wood”,poi ho preso “dance dance dance”e non sono riuscita a leggerlo e così ho abbandonato,tu mi consigli di riprovare?
    chissà che bello il viaggio in Perù,seguirò i tuoi racconti di viaggio
    buona serata !!!!!!
    ciao

    • Nicola Losito ha detto:

      Cara Mariella,
      sulla Ferrante, avendo letto il finale della vicenda, trovo inutile ricominciare dal primo libro. La scrittrice (o lo scrittore o un gruppo di scrittori) è valida, sa tenere il ritmo della narrazione, dunque tanto di cappello! Quello che mi ha deluso, come ho già scritto, sono i due personaggi principali: non sono riuscito ad amarli e, se non entro in sintonia con i personaggi, per me è difficile dare un giudizio completamente positivo.
      Altro discorso, invece, per Murakami. Di lui ho letto tutti i suoi libri, anche le opere minori, insomma lo conosco a fondo e, pur con i dovuti distinguo su alcuni suoi testi non completamente riusciti, il suo mondo, cioè il suo realismo profondo accompagnato da salti nel mistero più inspiegabile (solo lui riesce a conciliare e rendere credibile questo salto narrativo) mi è congeniale e quindi non posso che parlarne bene. Anche Dance dance dance (che ho letto tre anni fa) ricordo che mi era piaciuto anche se in questo romanzo la parte misteriosa è forse più presente che altrove. L’uomo pecora in parte è inspiegabile se non si conosce bene quel suo saltabeccare tra il reale e l’irreale.
      Prima di risponderti sono andato a rivedere alcune recensioni (http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/romanzi/dance-dance-dance/) sul sito qlibri.it e, fra queste, ce ne una di un lettore che lo aveva iniziato e poi lasciato da parte perché era in una situazione psicologica personale depressa, ma l’ha ripreso quando aveva superato quel suo momento negativo ed è arrivato felicemente in fondo al libro, dandone poi un giudizio estremamente positivo.
      Quindi, il mio consiglio è di riprenderlo in mano solo quando sarai psicologicamente in condizione di superare indenne certi passi del libro un po’ delicati (non ricordo bene se, a un certo punto, si parla di suicidio o di morte di un personaggio): vedrai che arriverai alla fine e sarai soddisfatta di averlo letto.
      Quanto al mio blog, presto partirò con il reportage sul Perù: sto preparando le prime puntate e i relativi filmati. In attesa, cioè questo mercoledì, parlerà di sé una bambina terribile che ha un papà bellissimo… 🙂
      Ciao e a presto!
      Nicola

  18. tramedipensieri ha detto:

    Bentornato Nicola!
    Felice di rieleggerti e sapere che stai bene 🙂
    Conto di leggere ciò che hai scritto e pubblicato!

    buone cose
    .marta

    • Nicola Losito ha detto:

      Ciao carissima,
      dopo quattro mesi pieni di vacanza quasi fancazzista (si fa per dire…) la salute è ritornata: ho camminato molto, corso in bicicletta, scalato montagne in Perù… e sono ancora vivo. Per il momento. 🙂
      Ho ripreso in mano il blog e presto racconterò cosa ho combinato in questo lungo periodo di assenza.
      Che dire? La tua presenza mi rasserena. Sinceramente, tu e alcune altre amiche (e amici) rendete gratificante il tempo e l’impegno che dedico alla Rete.
      Un cordiale saluto e a presto.
      Nicola

  19. Teresa ha detto:

    Ciao! in attesa del tuo reportage del viaggio in Perù, ti confesso che ho letto i primi 3 libri della Ferrante ed ho appena iniziato il quarto. Questo fatto la dice lunga sul mio interesse.
    Riguardo allo stile di vita dei personaggi descritti, purtropo ricalca la società e non possiamo fingere che questo modo di essere non sia della maggior parte delle persone che ci stanno intorno. Anch’io perseguo un ideale migliore, ma non per questo rinuncio a leggere un libro che descrive una realtà che è davanti agli occhi di tutti. Sempre meglio di avere sotto mano (come mi capita dal parrucchiere) “CHI ” ed essere informati sui sempre nuovi amori di attricette e personaggi in vista della politica e, purtroppo, del mondo della imprenditoria .

    • Nicola Losito ha detto:

      Innanzitutto, bentornata a Milano dopo il tuo lungo pellegrinare lungo l’Italia! Anch’io non sono stato da meno e trovo bello essere ritornato sano e salvo all’ovile.
      A differenza di te quest’estate ho letto poco, a favore di lunghe camminate e giri in bicicletta. Faceva troppo caldo per apprezzare appieno la lettura.
      Noto che, a differenza di me, sei stata attratta parecchio dalla Ferrante. Comunque per precisare meglio il mio pensiero, in genere io tendo a distinguere tra il modo di scrivere e il contenuto di uno scritto.
      Sul modo di scrivere concordo con te che questa scrittrice (o scrittore, o gruppo di scrittori) è molto valida, sa raccontare e non è mai banale. Sul contenuto del solo libro che ho letto (l’ultimo della serie) ho parecchie riserve. I due personaggi principali (come i comprimari) rappresentano il peggio della società di oggi, come anche tu hai rilevato, anche se – a parole – pare che le due donne apprezzino il valore dell’amicizia e il senso della famiglia.
      Come si fa ad amare un personaggio che per arrivare al successo letterario passa da un letto a un altro e i figli avuti da uomini diversi vengono spesso abbandonati nelle mani dei nonni, degli ex amanti, eccetera, a favore di una personale realizzazione? Che insegnamento si può trarre da pensieri del genere che purtroppo imperano nel mondo che ci circonda?
      Io sono ancora legato al senso antico della famiglia e al suo valore come punto di riferimento per i figli. E sono sicuro che a questo sentire sei legata anche tu. Di questo concetto, come vedrai, l’ultimo tomo della serie ne fa strame. Per questo il libro mi è piaciuto poco: è amorale come spesso è amorale il mondo che si legge su “CHI”.
      Ripeto, prescindendo da un giudizio morale, L’amica geniale della Ferrante è un libro interessante e che può piacere. Ma io non ho il desiderio di leggere le tre precedenti puntate, conoscendo ormai il finale della saga.
      Un caro saluto e a presto.
      Nicola

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